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mercoledì 23 settembre 2026

L’uomo fungo. La frenesia di “avere” rispetto ad “essere” - Il Breviario di Gianfranco Ravasi

L’uomo fungo.
La frenesia di “avere” 
rispetto ad “essere” 
Il Breviario di Gianfranco Ravasi


Il signor Chermisi non ha mai respirato un fiore, non ha mai guardato una stella, non ha mai voluto bene a nessuno. Fa addizioni tutto il giorno e ripete: «Sono un uomo serio», gonfiandosi di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!

Sono convinto che tutti coloro che stanno leggendo queste righe abbiano percorso le pagine del Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) e quindi possono ricordare il severo apologo citato.

Pur confessando di amare maggiormente altri suoi scritti come Volo di notte, che fu il mio primo incontro con la lingua francese nell’adolescenza, riconosco che la parabola del principe trasmette un messaggio universale.

Nel caso del signor Chermisi si ha quasi l’incarnazione di un motto biblico che colpisce l’idolatria: coloro che la praticano si trasformano interiormente perché «chi confida nelle cose diventa come loro», oggetto tra gli oggetti. Suggestiva è l’immagine della persona «che fa addizioni tutto il giorno». È l’implacabile auri sacra fames, «l’esecranda fame dell’oro», bollata da Virgilio nell’Eneide (III, 57), laddove il metallo pregiato diventa simbolo di ogni altro possesso insaziabile.

La frenesia dell’avere rispetto all’essere è la grande tentazione che si manifesta non solo nel guadagno ma anche nell’egoismo, nel considerare le persone come cose, nel calcolare il valore venale di ogni atto. Così, l’uomo diventa simile a un fungo, una muffa senza sentimenti, emozioni, amore, verità. Difficile è scardinare l’armatura di una simile figura perché si gonfia di orgoglio per i suoi successi e, come dice lo scrittore, ripete a sé stesso: «Sono un uomo serio», onorato, temuto, venerato. Ma lasciamo ancora la parola alla sapienza biblica che ci interpella così: 
«Non temere se vedi un uomo arricchirsi; quando muore non prende nulla con sé!» (Salmo 49, 17-18)

(Fonte: “Il Sole 24 Ore - Domenica” del 20 settembre 2026)