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lunedì 27 maggio 2024

I Giornata Mondiale dei Bambini 26/05/2024 - L’intervento di Roberto Benigni «Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro»

I Giornata Mondiale dei Bambini
 
L’intervento di Roberto Benigni
 
«Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro»

Di seguito alcuni passaggi dell’intervento di Roberto Benigni al termine della messa.


Vi vedo qua, tutti pieni di sogni. Si sente un ronzio, un alveare di sogni, uno sciame... Proprio così. Sognate! Che è la cosa più bella del mondo. Però vi voglio svelare un segreto. Voi mi direte, lo sapete come si fa a sognare, voi mi direte: basta chiudere gli occhi, si dorme e si sogna... No, no. Vi svelo un segreto, per sognare non bisogna chiudere gli occhi. No. Bisogna aprirli! Dovete aprire gli occhi, leggere, scrivere, inventare. Dovete fare leggere tutto ai bambini. Tutte le fiabe che sono così importanti! Perché voi mi direte, a che servono le fiabe che ci sono le fate le principesse, gli orchi, i draghi, no? No, le fiabe non insegnano ai bambini che esistono i draghi, che esistono i draghi i bambini lo sanno già! Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. Questo insegnano ai bambini le fiabe. Allora fateli leggere, il più possibile.

Inventate, trovate storie, perché diventerete unici! Anche se già lo siete unici, sapete perché? Perché ognuno di voi vivendo è l’eroe, il protagonista di una storia che non si ripeterà mai più per l’eternità, siete voi gli eroi! Gli eroi della vostra vita, sentitelo! Guardate che è una cosa impressionante, bellissima, difficile, ma chi l’avrà inventata… E voi fate le cose difficili, più difficili sono meglio è! Quando dite: “Ma questo non ce la faccio, questo è troppo difficile”, quello dovete fare! Le cose difficili. E se sbagliate non vi preoccupate! Sbagliate? Va bene, sbagliate e risbagliate, provate e riprovate! Gli errori sono necessari, utili e qualche volta anche belli! Per esempio la Torre di Pisa, avete visto che bell’errore, è un bell’errore! Quindi non vi preoccupate, divertitevi! C’è ancora gente che pensa che se uno si diverte, se un bambino si diverte non impara! Ma pensate un po’. Ma voi divertitevi, fate qualsiasi cosa e qualsiasi cosa facciate amatela! Amate ciò che fate, non accontentatevi di fare un “buon lavoro”, lo dovete fare al meglio, lo dovete fare, mi viene da dire, come Michelangelo ha fatto questa cupola che meglio al mondo non si possa fare! Amate ciò che fate, amatelo. Ora lo so siete piccoli, siete ancora nell’età che non sapete che fare, che avete tanti dubbi, però non vi preoccupate che poi crescerete e ne avrete sempre di più! Sì, io quando ero piccolino la mia mamma mi diceva: “Robertino imparale ora le cose perché poi quando sarai grande non ci capirai più niente”. Aveva ragione. Ma va bene così. Non vi fidate di chi vi dice: “Siate sicuri, vai dritto per la tua strada”. No! Io vi dico l’opposto: dovete essere insicuri. Quanto più siete incerti indecisi, scettici, dubbiosi, più dubbi avete meglio è. Sono belle le certezze ma l’incertezza è più bella. Quando non si sa che fare quando uno dice: cosa faccio? E se non ce la fate chiedete aiuto. Io per esempio per dirvi le cose che vi dico ho chiesto aiuto a tanti amici... Non li ho mai conosciuti, ma sono amici miei perché sono poeti e potesse e quindi chiedete aiuto e non abbiate paura, come diceva Papa Wojtyła, Giovanni Paolo II : «Non abbiate paura» diceva. Ed è vero. Perché siamo tutti insieme.

Siamo tutti insieme, sento che nei vostri cuori pulsa l’intera umanità, siamo una sola persona. Vi vedo qui pronti a prendere il volo e allora fatelo! Prendete il volo, prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro! Lo potete fare! Costruite un mondo migliore, voi! Fatelo diventare più bello che noi non ci siamo riusciti. Fate diventare il mondo più bello. Guardate che è più facile di quello che sembri. Sapete perché? Perché il mondo lo vuole lui di essere più bello.

Il mondo ha bisogno di essere bello, ne ha bisogno. E voi lo potete fare, lo dovete fare. Ha bisogno di essere bello il mondo, ne ha bisogno. Allora fatelo, perché ognuno di voi lo può fare, perché ognuno di voi porta il proprio contributo piccolo, invisibile, ma concreto verso il bene o il male. E allora ve lo dico: portate il vostro contributo verso il bene! Cercate di fare le cose belle, rendete gli altri felici! Felici ho detto non più buoni, non cercate di rendere gli altri più buoni. C’è una sola persona che bisogna rendere più buona: se stessi. Gli altri bisogna renderli felici e per rendere qualcuno felice bisogna essere felice. Siate felici, siate felici e diventate l’adulto che avreste voluto accanto quando eravate bambini.

Cercate di portare il vostro contributo al bene, guardate che non è che poi nella vita ci sono tante cose che uno dice: fai questo, fai quello… tanti consigli che danno… Guardate, di regole non ce ne sono tante, [ma] l’unica cosa sensata che ho sentito dire in tutta la mia vita lo sapete da chi l’ho sentita dire? Da Gesù. Nel Vangelo, il discorso della montagna. Quando Gesù — è un incanto di bellezza, una bellezza che non si resiste — quando Gesù dice tutti gli elenchi da imparare a memoria. Beati i miti, gli operatori di pace, beati i misericordiosi... Ecco, beati i misericordiosi, che poi vorrebbe dire, diciamo, prendersi cura del dolore degli altri, essere sensibili, perdonare, insomma essere profondamente buoni, Siate profondamente buoni. Questo ha detto Gesù. Ve lo dico, a me questa sembra l’unica cosa sensata che abbia mai sentito in tutta la mia vita, l’unica buona idea che sia stata espressa nella storia dell’umanità. Se qui in mezzo a voi c’è uno che ce ne ha un’altra si faccia avanti e la dica, sarebbe la seconda! Siate profondamente buoni ha detto Gesù, che la vita è questo, è amore, conoscenza e una compassione infinita per il dolore che attraversa l’umanità.

Solo che noi sappiamo che molto spesso è governato da gente che non sa cosa è la misericordia, l’amore, gente che commette il più grave e il più stupido dei peccati: la guerra.

Sentite questa parola come è brutta qui davanti a voi, in mezzo a tutti voi, in questa piazza è proprio brutta, sporca tutto. Non la si può ascoltare.

Eppure dobbiamo porre fine a questa cosa, lo sappiamo. Quando i bambini giocano alla guerra, appena uno di loro si fa male, si fermano. Fine del gioco. Ma perché quando fanno la guerra, al primo bambino che soffre, al primo bambino che si fa male, non si fermano? Che vigliaccheria è questa, deve finire la guerra!

Una poetessa americana Eve Merriam ha detto: «Sogno di dare alla luce un bambino che mi chiederà: mamma cosa era la guerra?». E così deve avvenire. Ce la dobbiamo dimenticare. Deve finire la guerra! Voi mi direte: è un sogno, è una fiaba. Sì, è così, però come ha detto Gianni Rodari al premio Andersen: le fiabe possono diventare realtà, possono diventare vere. E ha ragione, se ci pensate.

Quello che diciamo può diventare vero, il grande problema è trovare le parole giuste, le parole che facciano diventare le cose vere. Per esempio nessuno ancora ha trovato la parola giusta, la parola magica per fermare la guerra, come “apriti sesamo”, “guerra fermati” e la guerra si ferma. Non l’abbiamo trovata. Noi non ci siamo riusciti. Eppure, guardate bambini, che c’è quella parola. Io sono sicuro che uno di voi troverà la parola per fermare la guerra per sempre!

Lo sento! Perché c’è quella parola, esiste! Uno di voi la deve trovare, la troveremo insieme, la dobbiamo cercare, tutti insieme, con passione e sincerità, cercarla in tutte le lingue, con fantasia, e la troveremo, la troverete voi!

Noi dobbiamo solo aiutarvi a cercarla, amandovi, scrivendo storie, raccontandovi storie, soprattutto storie che vi facciano ridere, perché guardate che non c’è niente di più bello al mondo della risata di un bambino! E se un giorno tutti i bambini del mondo, nessuno escluso, potranno ridere tutti insieme, quel giorno sarà un bellissimo giorno, un grande giorno, il giorno della storia del mondo!
(fonte: L'Osservatore Romano 27/05/2024)

I Giornata Mondiale dei Bambini - S. Messa - Papa Francesco: «Cari bambini, care bambine, siamo qui per pregare insieme... E preghiamo Dio, Dio Padre, Dio Figlio, e Dio Spirito Santo. Il Padre è creatore... Gesù perdona sempre... lo Spirito ci accompagna nella vita» (cronaca/sintesi, foto, testo e video)

GIORNATA MONDIALE DEI BAMBINI

SANTISSIMA TRINITÀ – SANTA MESSA

Piazza San Pietro
Domenica, 26 maggio 2024


Cinquantamila i fedeli presenti in piazza San Pietro per la Messa per la Giornata mondiale dedicata ai più piccoli. Nel giorno in cui la Chiesa ricorda la Santissima Trinità Francesco durante la Messa mette da parte il testo dell'omelia e improvvisa un dialogo per spiegare alle migliaia di bambini presenti il mistero di Dio, uno in tre persone coinvolgendoli per cercare con loro le risposte.
«Il Padre è creatore... Gesù perdona sempre... lo Spirito ci accompagna nella vita»; non poteva mancare anche un pensiero per la mamma, «la nostra Madre del Cielo» e insieme a loro recita l'Ave Maria. Conclude chiedendo di pregare per la pace.

Dopo la recita della preghiera dell'Angelus e il monologo del regista e attore premio oscar Roberto Benigni, Francesco ha dato l'appuntamento per la seconda Giornata mondiale dei bambini, che si svolgerà nel settembre 2026.








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OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO


Cari bambini, care bambine, siamo qui per pregare, pregare insieme, pregare Dio. D’accordo? Siete d’accordo con questo? Sì? E preghiamo Dio, Dio Padre, Dio Figlio, e Dio Spirito Santo. Quanti “dei” sono? Uno in tre persone: il Padre che ci ha creato tutti, che ci ama tanto Dio e quando noi preghiamo Dio Padre, qual è la preghiera, qual è la preghiera che tutti preghiamo? [rispondono: il Padre Nostro].

Chiediamo sempre a Dio, il Padre Nostro, che ci accompagni nella vita e che ci faccia crescere e come si chiama il Figlio? Qual è il nome del Figlio? [rispondono: Gesù] Non sento bene! Gesù! E Gesù, preghiamo Gesù perché ci aiuti, perché sia vicino a noi e anche quando facciamo la comunione noi riceviamo Gesù e Gesù ci perdona tutti i peccati. E’ vero questo che Gesù perdona tutto? [rispondono: sì] Non si sente, cosa succede… E’ vero? Sì! Ma sempre perdona tutto? [rispondono: sì] Sempre, sempre, sempre? [rispondono: sì] E se c’è un uomo o una donna, peccatore, peccatore, peccatore con tanti peccati Gesù li perdona? [rispondono: sì] Perdona anche il più brutto dei peccatori? [rispondono: sì] Sì! Non dimenticatevi questo: Gesù perdona tutto e perdona sempre e noi dobbiamo avere l’umiltà di chiedere perdono. “Perdona me, Signore, ho sbagliato. Sono debole. La vita mi ha messo in difficoltà ma tu perdoni tutto. Io vorrei cambiare vita e tu aiutami”. Ma non ho sentito bene, è vero perdona tutto? [rispondono: sì] Eh bravi, non dimenticatevi di questo.

Il problema è: chi è lo Spirito Santo? Eh, non è facile, perché lo Spirito Santo è Dio, è dentro di noi. Noi riceviamo lo Spirito Santo nel Battesimo, lo riceviamo nei Sacramenti. Lo Spirito Santo è quello che ci accompagna nella vita. Pensiamo questo e lo diciamo insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. Tutti insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. E’ quello che ci dice nel cuore le cose buone che dobbiamo fare. Un’altra volta: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. E’ quello che quando facciamo qualcosa male ci rimprovera dentro. “Lo Spirito Santo …” Avete dimenticato, non sento… Un’altra volta! Lo Spirito Santo è quello che ci dà la forza, ci consola nelle difficoltà. Insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”.

Così, carissimi fratelli e sorelle, bambini e bambine, siamo tutti felici perché crediamo. La fede ci fa felici. E crediamo in Dio che è “Padre, Figlio e Spirito Santo”. Tutti insieme: “Padre, Figlio e Spirito Santo”. Il Padre che ci ha creato, Gesù che ci ha salvato e lo Spirito Santo che fa?

Grazie tante a voi, ma per essere sicuro, i cristiani, anche abbiamo una mamma, come si chiama la nostra mamma? Come si chiama la nostra Madre del Cielo? [rispondono: Maria] Voi sapete pregare la Madonna? [rispondono: sì] Sicuro? Facciamolo adesso, voglio sentire… [recitano l’Ave Maria] Bravi ragazzi e ragazze, bravi bambine e bambini, siete bravi voi. Il Padre ci ha creato, il Figlio ci ha salvato e cosa faceva lo Spirito Santo? Bravi! Che Dio vi benedica, pregate per noi, perché noi possiamo andare avanti, tutti noi, pregate per i genitori, pregate per i nonni, pregate per i bambini ammalati. Qui ci sono tanti bambini ammalati dietro di me. Pregate sempre e soprattutto pregate per la pace, perché non ci siano le guerre. Adesso continuiamo la messa ma per non dimenticare, cosa faceva lo Spirito Santo? Bravi! Avanti!

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Saluto del Santo Padre al termine della Celebrazione Eucaristica

Cari bambini, care bambine, la messa è finita, ma oggi abbiamo parlato di Dio, di Dio Padre che ha creato il mondo, di Dio Figlio che ci ha redento e di Dio Spirito Santo, ma cosa faceva lo Spirito Santo? Non ricordo… [rispondono: ci accompagna nella vita] Non sento bene… [rispondono: ci accompagna nella vita] Ci accompagna nella vita. Adesso tutti insieme preghiamo al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo: “Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen”. Adesso ce ne andiamo, salutate i vostri genitori, i vostri amici, ma soprattutto avete visto che quando hanno portato il pane e il vino, c’erano bambini, anche c’era un nonno: salutate i nonni! D’accordo? E un applauso ai nonni. 


Grazie tante! E vorrei ringraziare coloro che hanno organizzato questo, il Padre Enzo Fortunato che ha fatto tanto, il comandante Cagnoli che ha fatto tanto e tutti quelli che li hanno aiutati. Cari bambini e bambine, arrivederci!

Guarda il video integrale

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Vedi anche i post precedenti:

domenica 26 maggio 2024

I Giornata Mondiale dei Bambini - Papa Francesco: i bambini possono fare una rivoluzione aprendo il cuore dei grandi (cronaca/sintesi, foto, testi e video)

I Giornata Mondiale dei Bambini
 
 
Papa Francesco: i bambini possono fare una rivoluzione aprendo il cuore dei grandi

Cinquantamila i presenti alla primo evento della Giornata mondiale dei Bambini, che si è svolto allo Stadio Olimpico di Roma. Francesco ha risposto alle domande di alcuni dei presenti, provenienti da 101 Paesi: è sempre possibile fare la pace, ricorda, e per fare del mondo un posto migliore dobbiamo cominciare amando le persone più vicine. La preghiera per quanti non hanno fame e lavoro. Egoismo e guerra, sottolinea, sono la causa delle ingiustizie


I bambini sanno come si fa la pace e hanno l’urgenza di urlarlo a tutti. Tolgono perfino il microfono al Papa per dire che “perdonare e chiedere scusa” è il modo migliore per smettere di litigare. In 50 mila allo Stadio Olimpico di Roma rispondono “sì” alle domande che Francesco fa loro - “È vero che la pace è sempre possibile? Voi siete tristi per le guerre? La pace è una cosa bella?” – e altrettanto convinto è il loro “no” alla guerra e al diavolo. La prima Giornata mondiale dei bambini è questa, spiega loro Francesco “il “calcio d’inizio” a un movimento per i piccoli “che vogliono costruire un mondo di pace”, in cui tutti sono fratelli, e che ha un futuro grazie alla cura di tutti per l’ambiente che ci circonda.

Amare chi ci è più vicino

Parlarsi amabilmente, giocare insieme, aiutare gli altri. “Facendo queste cose il mondo sarà migliore”, ricorda Francesco a Lia Marise dal Burundi, uno dei 101 Paesi rappresentati nella giornata di oggi, dall’Afghanistan allo Zambia. A tutti i presenti il Papa chiede loro di scambiarsi un gesto di pace, dopo aver fatto il giro di campo dello Stadio in papamobile ed essersi seduto accanto ai bambini per sentire le loro domande. A ciascuno di loro regala un sorriso e delle caramelle. “Come si fa ad amare tutti. Tutti. Tutti?”, chiede Riccardo, bimbo rom di Scampia. Cominciamo con amare coloro che sono più vicini a noi, risponde il Papa, e così andiamo avanti.

Dio è novità

Nel suo saluto ai ragazzi, Francesco esorta a ripetere “Ecco io faccio nuove tutte le cose”, il motto della Giornata, patrocinata dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione - rappresentato dal cardinale prefetto José Tolentino de Mendonça, che apre il pomeriggio assieme al presentatore Carlo Conti - assieme alla Comunità di Sant’Egidio e alla cooperativa Auxilium e coordinato da padre Enzo Fortunato e ad Aldo Cagnoli, che accompagnano i vari momenti artistici e di testimonianza del pomeriggio. “Dio vuole questo, tutto ciò che non è nuovo passa. Dio è novità. Sempre il Signore ci dà la novità. Gesù vi vuole bene”, ricorda ancora il Papa, invitando i bambini ad andare avanti con gioia, perché “la gioia è salute per l’anima”.

Un minuto di silenzio per le ingiustizie

“Sono felice di stare con voi perché siete gioiosi e avete la gioia della speranza del futuro”, ribadisce poco dopo Francesco, e se potessi fare un miracolo, risponde a una bambina indonesiana che glielo ha domandato, chiederei che tutti i bambini abbiano il necessario per vivere, mangiare e andare a scuola e che “tutti siano felici”. È vero, dice anche ad Ali dal Pakistan, che siamo tutti fratelli e sorelle. Tuttavia tante persone non hanno una casa e un lavoro. “Perché?”, chiede un bambino del Nicaragua. “È il frutto della malizia, dell’egoismo e della guerra”, sottolinea il Pontefice. Tanti Paesi spendono i soldi per fabbricare armi e c’è gente che non ha da mangiare. “Tutti i giorni pregate per i bambini che soffrono questa ingiustizia”, è l'invito che Francesco rivolge alle migliaia di piccoli che sono sugli spalti e attorno a lui, insistendo per fare un minuto di silenzio per le ingiustizie.

Parlare a chi ha il cuore duro

“Come si apre il cuore dei grandi?”, chiede Ido dalla Corea del Sud, protagonista del corto “la Casa dei tutti”, rappresentazione dello spirito della Gmg, in cui incontra un senzatetto e lo conduce nella Basilica di San Pietro. C’è tanta gente chiusa "col cuore duro, col cuore che sembra un muro", dice il Papa. Non è facile, ripete, ma voi bambini dovete avere questa illusione di fare delle cose che facciano pensare i grandi. Dovete bussare alla porte dei grandi e fare queste domande e farle anche a Dio. “Voi bambini potete fare una vera rivoluzione con queste domande e con queste inquietudini”, esorta.

"Viva i nonni!"

Il pensiero di Francesco va anche agli anziani, sollecitato dalla domanda di Iolanda. “Viva i nonni”, chiede di urlare ai bambini dell’Olimpico, dopo aver ricordato l’importanza di vistarli e di andare a trovarli, perché “sono dei grandi”, hanno dato la vita per la loro famiglia e trasmettono la storia. Una battuta è invece una risposta a una domanda sullo sport. Sono felice quando l’Argentina vince il mondiale, “ma una volta l’ha vinto con la mano e questo non buono”, dice ricordando il gol di Maradona all’Inghilterra nel 1986.

Le testimonianze dal mondo

L’evento dello Stadio Olimpico è stato segnato da testimonianze, musica e sport. Un bambino per ogni continente ha raccontato la sua vita e ciò che lo preoccupa. Victor, 13 anni, da Betlemme, vede da otto mesi il cielo occupato dai missili e si chiede: “Che colpa abbiamo noi bambini se siamo nati a Betlemme, a Gerusalemme o Gaza? Eugenia, da Kharkiv in Ucraina, vuole la pace e non vuole che i bambini sentano le bombe cadere e vedere la morte. Mila, dalla Nuova Zelanda, teme per il futuro del pianeta a causa dell’aumento delle inondazioni, così come Mateo da Buenos Aires si è detto angosciato per i bambini che sono malati e non hanno da mangiare.

Tolentino: i bambini sono maestri nell'amicizia e nel perdono

I bambini, aveva spiegato nel saluto iniziale in cardinale Josè Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, che ha patrocinato l’evento, “sono maestri proprio di quelle arti universali di cui il mondo di oggi ha urgente bisogno”, come l’arte dell’amicizia, dell’abbraccio, del perdono, della convivenza fraterna, della gioia semplice, dell’accettazione delle differenze come ricchezza e non come minaccia, della fede vissuta in modo vibrante e neutrale”. Il prossimo appuntamento della Giornata Mondiale del bambini è la Messa in Piazza San Pietro presieduta da Papa Francesco domenica 26 maggio.
(fonte: Vatican News, articolo di Michele Raviart 15/05/2024)

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I GIORNATA MONDIALE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

SALUTO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Stadio Olimpico
Sabato, 25 maggio 2024









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Care bambine, cari bambini, ragazzi e ragazze!

Ci siamo! Ci siamo! È iniziata l’avventura della GMB, la Giornata Mondiale dei Bambini. Ci siamo radunati qui allo Stadio Olimpico, per dare il “calcio d’inizio” a un movimento di bambine e bambini che vogliono costruire un mondo di pace, dove siamo tutti fratelli, un mondo che ha un futuro, perché vogliamo prenderci cura dell’ambiente che ci circonda. “Bello mondo”, dice il vostro canto. Grazie di questo!

In voi, bambini, tutto parla di vita, di futuro. E la Chiesa, che è madre, vi accoglie, vi accompagna con tenerezza e con speranza. Lo scorso 6 novembre ho avuto la gioia di accogliere in Vaticano alcune migliaia di bambini di tante parti del mondo. Quel giorno avete portato un’ondata di gioia; e mi avete manifestato le vostre domande sul futuro. Quell’incontro ha lasciato un’impronta nel mio cuore e ho capito che quella conversazione con voi doveva continuare, doveva allargarsi a tanti altri bambini e ragazzi. Ed è per questo che oggi siamo qui: per continuare a dialogare, a porci domande e risposte.

So che siete tristi per le guerre. Io vi domando: voi siete tristi per le guerre? [i bambini rispondono]: “Sì!” – “Non sento” – “Sì!”. Oggi ho ricevuto bambini fuggiti dall’Ucraina che avevano tanto dolore per le guerre. Alcuni di loro erano feriti. La guerra è una cosa bella? [i bambini rispondono]: “No!”. Non si sente. [i bambini rispondono]: “No!”. E la pace, è una cosa bella? [i bambini rispondono]: “Sì!”. Mi piace sentirvi così bambini. Siete addolorati perché tanti vostri coetanei non possono andare a scuola. Ci sono bambine e bambini che non possono andare a scuola. Sono realtà che anch’io porto nel cuore, e prego per loro. Preghiamo per i bambini che non possono andare a scuola, per i bambini che soffrono le guerre, per i bambini che non hanno da mangiare, per i bambini che sono malati e nessuno li cura.

Una domanda. Sentite bene. Voi sapete qual è il motto di questa Giornata Mondiale dei Bambini? Sapete qual è il motto? Il motto è una frase presa dalla Bibbia: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Lo avete ascoltato? [i bambini rispondono]: “Sì!”. “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Lo diciamo insieme? [Tutti insieme]: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Un’altra volta: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Questo è il motto. È bellissimo. Pensate: Dio vuole questo, tutto ciò che non è nuovo passa. Dio è novità. Sempre il Signore ci dà la novità.

Cari bambini, andiamo avanti e abbiamo gioia. La gioia è salute per l’anima. Care bambine e bambini, Gesù nel Vangelo ha detto che vi vuole bene. Una domanda: Gesù vi vuole bene? Non si sente! [i bambini rispondono]: “Si!. E il diavolo, vi vuole bene? [i bambini rispondono]: “No!”. Bravi! Coraggio e avanti.

Adesso, tutti insieme, se voi volete, facciamo una preghiera alla Mamma, alla Mamma del Cielo.

Recita Ave Maria

Che Dio vi benedica! Che Dio vi benedica!

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DIALOGO DI PAPA FRANCESCO CON I BAMBINI


Domanda n. 1: Ciao Papa Francesco, sono Jeronimo e sono colombiano, ma è vero che la pace è sempre possibile?

Grazie della tua domanda, sei bravo! Sei bravo, grazie!

La domanda di questo bambino… come ti chiami? [Il bambino risponde: Jeronimo]

Jeronimo si chiama… ha fatto una domanda: “è vero che la pace è sempre possibile?” Cosa pensate voi? La pace sempre è possibile o no? [Rispondono: Sì] Non ascolto... [Rispondono: si!] La pace è sempre possibile, ma come si fa la pace? Pensiamo per esempio nella scuola: Io ho un problema con un altro bambino… [un bambino dice: domando scusa…] Ma guarda…dillo tu vieni, vieni… Come devo fare quando io ho un problema con un altro bambino? Dillo qui… [Il bambino risponde: Perdonare e chiedere scusa] Chiedere scusa e perdonare… e chiedendo… Vieni, vieni, vieni…dillo, dillo qui, forte! Cosa dobbiamo fare? Dillo, dillo… [Risponde il bambino: fare la pace] Fare la pace… Nel nostro quartiere quando noi giochiamo con i bambini nella scuola delle volte c’è qualche cosa, qualche lotta, si o no? [Rispondono: sì] Sì… E è importante andare avanti con la lotta? [Rispondono: no] Non capisco… [Rispondono: no] Cosa dobbiamo fare? [Rispondono: dobbiamo fare pace] E come si fa la pace? [Rispondono: Perdonando e chiedendo scusa] Dice: perdonando e chiedendo scusa, ma io vi farò vedere un gesto di pace. Guardate bene, guardate bene, dammi la mano… questo è un gesto di pace. E adesso io vorrei che tutti voi facciate questo gesto con il bambino o la bambina che avete accanto. Un gesto di pace, tutti insieme! Tutti insieme! Questo è il gesto della pace! la pace sempre è possibile! Grazie!

Caro Papa Francesco, sono Lia Marise e sono del Burundi, secondo te che cosa possiamo fare noi bambini per rendere migliore il mondo?

La domanda è cosa posso fare io perché il mondo sia migliore. Voi rispondete alle domande che io farò. State attenti. Cosa posso fare io perché il mondo sia migliore? Litigare? [I bambini rispondono]: “No!”. Non sento. Litigare? [I bambini rispondono]: “No!”. Parlarci amabilmente? [I bambini rispondono]: “Sì!”. Giocare insieme? [I bambini rispondono]: “Sì!”. Aiutare gli altri? [I bambini rispondono]: “Sì!”. Facendo queste cose, il mondo sarà migliore. Avanti e coraggio. Brava, ragazza. Che il Signore ti benedica.

Ciao Papa Francesco, sono Riccardo, un bimbo rom di Scampia. Volevo chiederti come si fa ad amare tutti, tutti, tutti?

Bravo. Di dove sei?

Riccardo

Scampia.

Papa Francesco

Prendi una caramella. Eh, la domanda è un po’ difficile, no? Come si può fare per amare tutti. Amare tutti. Non è facile. Noi dobbiamo incominciare da poco: amare i più vicini; coloro che sono più vicini a noi. E così andare avanti. Ma sei io non amo il mio compagno la mia compagna di scuola, se io non amo il ragazzo o la ragazza vicina, non può andare avanti. Dobbiamo incominciare ad amare dal poco. Avete capito? [Riccardo risponde]: “Sì”. Da poco. Di dove sei tu? [Riccardo risponde]:”Da Scampia”. Da Scampia. Va bene. Grazie. Ciao!

Ciao Papa Francesco. E’ vero che siamo tutti fratelli e sorelle?

È vero, è vero… una domanda molto profonda. Lei domanda: “è vero che siamo tutti fratelli e sorelle?” È vero o non è vero? [Risponde: Sì, è vero] è vero… Se siamo fratelli e sorelle, siamo amici? [Rispondono: Sì] Non ascolto… [Rispondono: Sì] Siamo nemici? [Rispondono: No] Bravi! Grazie, grazie!

Buonasera Papa Francesco, sono Luis Gabriel e vengo da Nicaragua e vorrei farle questa domanda: come mai alcune persone non hanno né casa né lavoro?

Grazie. Prenditi una caramella, due, tre.

È una domanda molto reale. È una domanda non facile a cui rispondere. Perché ci sono persone che non hanno casa e lavoro? Io domando a voi: questo, che ci siano persone che non hanno casa e lavoro, è giusto? [I bambini rispondono]: “No!”. Non capisco. È giusto? [I bambini rispondono]: “No!”. Questa è un’ingiustizia e purtroppo c’è tanta gente che non ha lavoro, non ha casa, abita nelle tende. Tante volte non ha da mangiare. Noi oggi siamo contenti, ma questo amico nostro, Luis Gabriel ci fa la domanda: “Perché? Perché?”. Questo è il frutto della malizia, questo è il frutto dell’egoismo. E questo è il frutto della guerra. Se una persona cerca di arrampicarsi sopra la testa degli altri, questa persona è buona o cattiva? È buona o cattiva? [I bambini rispondono]: “Cattiva!”. Non sento. Cattiva, come voi dite. E c’è tanta cattiveria e l’egoismo … Tanta gente, tanti Paesi spendono soldi per comprare armi per distruggere e c’è gente che non ha da mangiare. Bambini e bambine pensate a questo. Ci sono bambini che non hanno da mangiare, c’è gente che non ha lavoro e questo è una colpa dell’umanità. Io vi chiedo un favore: che tutti i giorni, quando fate le preghiere, pregate per i bambini che soffrono questa ingiustizia. Oggi Luis Gabriel ci ha toccato il cuore. Facciamo un poco di silenzio, tutti in silenzio, un po’ più di silenzio. Non ascolto il silenzio, più silenzio, più silenzio. E adesso in questo silenzio, ognuno pensi ai bambini e alle bambine che non hanno da mangiare. In silenzio, ognuno pensa. E preghiamo il Signore perché aiuti a risolvere questa ingiustizia della quale tutti abbiamo qualcosa di colpa. Grazie ragazzo, grazie. Prenditi una caramella. Bravo!

Ciao Papa Francesco, sono Federico e sono italiano. Nel mondo dovremmo essere tutti uguali, ma ci sono bambini che soffrono rispetto a noi, perché accade questo? E soprattutto cosa possiamo fare per aiutarli?

Grazie Federico, grazie. È un po' la continuazione della domanda di prima. Ci sono bambini che non hanno il necessario… dobbiamo essere tutti uguali, ma non è così. Perché accade questo? Questo accade per l’egoismo, per l’ingiustizia… è per quello che tu hai fatto la domanda… Questo accade perché la gente è egoista, perché la gente è ingiusta. Grazie Federico e spetta a tutti noi cercare di essere più giusti e lavorare perché non ci siano tante ingiustizie nel mondo. Siamo tutti uguali, ma questo purtroppo non sempre accade. Grazie Federico, che il Signore ti benedica! Prendi una caramella.

Caro Papa, sono […], vengo dall’Indonesia e volevo chiederti: se tu potessi fare un miracolo, quale sceglieresti?

Brava! Sei brava, eh! Se io potessi fare un miracolo, quale miracolo farei. È facile: che tutti i bambini abbiano il necessario per vivere, per mangiare, per giocare, per andare a scuola. Questo è il miracolo che a me piacerebbe fare.

Grazie!

Grazie a te. Che tutti i bambini siano felici. Preghiamo il Signore perché Lui faccia questo miracolo. Grazie.

Ciao Papa Francesco, sono Iolanda, volevo chiederti se è giusto che tanti anziani sono lasciati soli e nessuno li va a trovare…

È tu cosa pensi? È giusto o non è giusto? Cosa pensi? [Risponde: è sbagliato] è sbagliato, brava! Grazie! Prendi la caramella… voi sapete che ci sono tanti anziani che hanno dato la vita, hanno fatto una famiglia, hanno educato i figli, hanno educato i nipotini e adesso si trovano soli, abbandonati in una casa di riposo. Domando a tutti voi: è giusto o non è giusto? [Rispondono: Non è giusto] non sento… Si o no? [Rispondono: no] Non è giusto, per questo noi dobbiamo visitare i nonni, andare a trovarli, se sono in casa, andare a trovarli e se qualcuno è da un’altra parte, andare a trovarli… ma domando una cosa: noi dobbiamo lasciare abbandonati i nonni? [Rispondono: no] Non sento…[Rispondono: no] Non sento… [Rispondono: no] I nonni ci hanno dato la vita, ci hanno trasmesso la storia. I nonni sono grandi! Domando: Dobbiamo rispettare i nonni? [Rispondono: si] Dobbiamo andare a trovare i nonni? [Rispondono: si] Dobbiamo ascoltare i nonni? [Rispondono: si] Adesso tutti insieme un “Viva i nonni”… [Il Papa insieme ai bambini dice: “Viva i nonni”] Più forte…[Il Papa insieme ai bambini dice: “Viva i nonni”]

Ciao Papa Francesco, sono Malic e vengo dalle Seychelles. Come ti sei sentito quando la tua squadra ha vinto il campionato mondiale di calcio?

Felice! Felice. Ma una volta l’ha vinto con la mano e questo non è buono. Quando la squadra mia vince, mi sento felice. Per me? Dalle Seychelles?(Malic gli porge un dono) Thank you very much. Thank you. God bless you.

Caro Papa Francesco, sono Lucy e vengo dall’Australia. Sei felice di passare il tempo con noi bambini? Perché?

Thank you very much! You are from Australia! Mi domanda se io sono felice di passare il tempo con i bambini e perché. Io sono felice davvero. E sono felice perché voi siete gioiosi, perché voi avete la gioia della speranza del futuro. È vero che voi site gioiosi? Non sento! È vero o no? [I bambini rispondono]: “Sì”. Avanti coraggio e continuate ad essere gioiosi.

Ciao io sono Ido Ryu, volevo farti una domanda, ma dopo il film.

Parte il cortometraggio “La casa di tutti” dei Manetti Bros

Come si fa ad aprire le porte del cuore dei grandi?

Sei stata brava, eh! Prendi la caramella. La domanda è una domanda intelligente. Lei nel film ci ha fatto vedere come è stata commossa dalla povertà della gente povera che dorme sulla strada. Il suo cuore si è aperto. E lei ha una domanda: ma c’è tanta gente con il cuore chiuso, con il cuore duro, con il cuore che sembra un muro. Come si fa a aprire il cuore dei grandi? Non è facile questo. Ma voi bambini dovete avere questa illusione come ha fatto lei di fare delle cose che facciano pensare ai grandi. Lei ha visto un uomo che era povero, che non aveva casa, che era sotto la pioggia e lei si è spogliata e ha dato agli altri. Questi esempi voi dovete farli, perché i grandi vedano questo. Voi dovete bussare alla porta dei grandi: papà, mamma, perché ci sono bambini che non hanno da mangiare? Papà, mamma, perché c’è gente che dorme sulla strada? Papà, mamma, perché c’è gente che non ha lavoro? Voi dovete fare queste domande e, anzi, dovete farle a Dio! Dio, perché questo? Che il Signore ci aiuti. Voi bambini potete fare una vera rivoluzione con queste domande e con queste inquietudini. Avanti e coraggio!

Adesso dobbiamo tornare a casa gioiosi di questo incontro, di questa giornata. Ringrazio tutti voi, bambine, bambini, che siete venuti. Ringrazio gli organizzatori che hanno fatto tanto, coloro che hanno aiutato. Adesso tutti insieme, riceveremo la benedizione in silenzio. Tutti insieme. In silenzio.

Benedizione

Buona serata! Buona serata a tutti.

Guarda il video integrale

venerdì 15 dicembre 2023

La Giornata mondiale dei bambini 2024 Una bella idea

La Giornata mondiale dei bambini 2024
Una bella idea



Nel 1985 per intuizione del Papa san Giovanni Paolo II iniziarono le Giornate mondiali della gioventù (Gmg) che in quasi quarant’anni hanno mobilitato milioni di giovani di tutto il mondo. Il Papa sosteneva che il fondatore delle Gmg non era lui ma che «i giovani le hanno create». (Dario Di Giosia, La pastorale dei giovani. Uno studio sul magistero di Giovanni Paolo II, Libreria editrice vaticana, 2011, p. 106).

Nel maggio 2024 verrà celebrata la prima Giornata mondiale dei bambini e delle bambine (Gmb), e anche in questo caso l’idea non è sorta per iniziativa del Papa ma dei bambini stessi i quali, attraverso Alessandro di 9 anni in un podcast (Popecast) del luglio scorso, hanno rivolto al Papa questa proposta. Com’era prevedibile, il Papa ha preso la palla al balzo e ha risposto immediatamente con entusiasmo: «Mi piace tanto!... Possiamo farla organizzare dai nonni. Una bella idea. Ci penserò e vedrò come farla».

Come lo è stato per l’evento “Il Papa incontra i bambini” del 6 novembre scorso che ha visto il Santo Padre circondato da 7.500 ragazzi dei cinque continenti in Aula Paolo vi, anche la Gmb si realizzerà sotto il patrocinio del Dicastero per la cultura e l’educazione in collaborazione con la Comunità Francescana, la Comunità di Sant’Egidio e la Cooperativa Auxilium, per cui ci sarà un’attenzione particolare all’aspetto educativo e culturale.

Possiamo immaginare che sarà un evento straordinario (come abbiamo già assaporato nel “preludio” del 6 novembre) e che avrà certamente una risonanza mondiale. Volere una Giornata mondiale dei bambini vuol dire volere mettere al centro dell’attenzione del mondo i bambini stessi. Essi assumono un ruolo rilevante a riguardo della loro educazione rispetto alla quale non sono semplicemente destinatari ma anche coprotagonisti. Quindi non spetta solo ai bambini il dovere di ascoltare i genitori ed educatori, ma anche a questi quello di ascoltare i bambini stessi. L’ascolto dei bambini potrà orientare la progettazione di strade che rispecchino i loro interessi e non solo quelli degli adulti.

Uno degli obiettivi della Gmb sarà propriamente quello di mettersi all’ascolto dei bambini (che è anche uno dei sette obiettivi del Patto educativo globale). Ascoltare diventa già di per sé un atto educativo, perché trasmette fiducia al bambino, aumenta la sua autostima sentendosi valorizzato e accolto con attenzione, sviluppa le sue abilità sociali e l’apertura agli altri, contrastando in questo modo il fenomeno dell’autoisolamento al quale si autocondannano tanti adolescenti e giovani (come per esempio nel caso dei cosiddetti giovani hikikomori che si rinchiudono per mesi nelle loro stanze e escono solo di notte o all’alba per non incontrare nessuno). Un bambino che fin dall’inizio sviluppa la sua capacità di relazione serena con gli altri sarà meno propenso a isolarsi o a scontrarsi con i genitori e gli adulti, evitando così la frattura intergenerazionale, come auspicato da Papa Francesco.

Ascoltare è prendersi cura personalmente di ciascuno perché ciascuno è unico e per questo c’è bisogno di interventi educativi mirati.

L’atto di ascoltare che viene chiesto agli adulti è quello di un ascolto attento e attivo, fatto non solo con le orecchie ma anche con gli occhi e il cuore: per ascoltare bisogna abbassarsi alla statura dei bambini per guardarli davvero. Ascoltare è dialogare con loro con occhi poetici pieni di stupore e di domande, come Gesù che quando incontrò il giovane ricco, «fissatolo, lo amò» (Mc 10, 21). Ascoltare e parlare avviene più con gli occhi che con le orecchie e la bocca, perché le parole possono mentire, ma gli occhi mai.

La celebrazione della Gmb sarà un’occasione anche per attivare una serie di iniziative correlate al mondo infantile, attraverso studi, seminari, laboratori, atelier per l’infanzia, etc., per stimolare una rinnovata attenzione educativa e il sorgere di pedagogie che mirino all’educazione integrale dei bambini. Con il Patto educativo globale Papa Francesco ha lanciato la sfida di cambiare il mondo cambiando l’educazione, e questo vale soprattutto per l’educazione dei bambini, i quali fin dalla tenera età devono essere educati alla fratellanza universale (obiettivo finale del Patto educativo) e a riconoscersi fratelli e sorelle di tutti i bambini e bambine del mondo.

La Gmb potrà essere anche un’occasione per fare il punto della situazione sulle condizioni dei bambini e delle bambine a livello mondiale, per conoscere i punti di forza, le buone pratiche, così pure le molteplici criticità, come l’analfabetismo ancora molto diffuso, i casi di violenza e sfruttamento, le povertà educative, il dramma dei bambini soldato e dei piccoli lavoratori ai quali viene rubata l’infanzia e last but not least, il problema del digital divide. In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre scorso che aveva per tema “Un giorno per reinventare un futuro migliore per ogni bambino”, l’Unicef ha invitato i Governi di tutto il mondo ad adottare il Piano di sei punti per la tutela dei bambini, il primo dei quali è quello di «garantire l’apprendimento a tutti i minori e chiudere il divario digitale». A questo riguardo auspichiamo che la Gmb possa favorire un lavoro poliedrico e congiunto per elaborare insieme strategie educative più efficaci.

La Gmb sarà anche un momento unico di scambio con le tradizioni educative e le pedagogie di tutto il mondo, nel rispetto della diversità culturali di ciascuno (come in una specie di “Città della gioia” sulla falsariga di quella della Gmg di Lisbona 2023).

Infine siamo fiduciosi che la Gmb rappresenti un momento propizio e generativo di nuovi futuri non solo per i bambini, ma anche per noi adulti per imparare di nuovo a saper accogliere tutti senza discriminazioni, a essere semplici e capaci di sogni puri come loro.

La promessa che Dio ci fa è nientemeno che questa: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5).

José Tolentino de Mendonça
Cardinale prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione
(fonte: L'Osservatore Romano 14 dicembre 2023)