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domenica 1 febbraio 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 13 - 2025/2026 - IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A

Vangelo:
Mt 5,1-12

Le Beatitudini costituiscono la Magna Charta del Regno di Dio, il documento di identità di ogni credente in Gesù Messia. Il Discorso della Montagna, di cui il nostro brano fa parte. si estende per ben tre capitoli (5-7) e costituisce una vera e propria catechesi battesimale, un itinerario di vita cristiana, la vita stessa di Gesù, offerta a quanti lo amano e desiderano essere suoi discepoli. Infatti, tutto quello che il Signore afferma in questi dodici "scandalosi" versetti è quanto Lui stesso vive. Allora come oggi appare evidente che le vie di Dio non sono le nostre vie, il suo progetto di vita per l'uomo non coincide con il nostro, anzi è esattamente l'opposto, due modi totalmente antitetici di valutare e vivere l'esistenza. Possiamo ancora udire l'eco dell'appello di Gesù che ci esorta a cambiare modo di pensare la vita (4,17), di operare una conversione, un reale cambiamento di rotta, un radicale modo di pensare i rapporti umani e la vita stessa. Per noi sono beati i forti, i potenti, i ricchi, coloro che possono e contano. Per Gesù, invece, sono beati i poveri, i disprezzati, gli oppressi, gli umili, gli umiliati, chi nulla può e conta. Questi dodici fondamentali versetti non hanno come destinatari solo preti e religiosi (gli addetti ai lavori) essi sono l'imperativo categorico, il vademecum irrinunciabile per quanti - battezzati e non - sono alla ricerca della propria identità di uomini, la lampada che illumina i passi del nostro cammino della vita. A cominciare proprio da coloro che credono in Gesù come Messia e Figlio di Dio, quelli che hanno liberamente e seriamente operato l'opzione di seguirlo facendo di Lui la loro vita e la loro regola di vita.