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giovedì 8 ottobre 2026

La via dettata da San Francesco: una lezione per l’oggi. Mattarella e Zuppi ad Assisi: “Disarmare le mani e il cuore”. (testi e video integrali)


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La via dettata da San Francesco: una lezione per l’oggi. Mattarella e Zuppi ad Assisi: “Disarmare le mani e il cuore”.


“La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l’idolatria del denaro; la sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa. Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando ad Assisi alla cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco, nell’ottavo centenario della morte. 
“In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, come ha detto, giorni fa, Leone XIV, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dell’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serenità, fraterna convivenza” ha aggiunto il Capo dello Stato. “Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo – ha proseguito Mattarella – e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio. Non renderemmo giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore caritatevole ante litteram”. 

Nella Basilica Papale di San Francesco, il Presidente della Repubblica ha assistito alla Santa Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e ha presenziato all’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini. 
Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, sono intervenuti Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco, e il Presidente Mattarella. 

“In questa stagione – ha detto il cardinale Zuppi – siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce”. Celebrando la Festa di San Francesco, il card. Matteo Zuppi ha sottolineato che “il suo e il nostro è un mondo segnato da guerre terribili ma Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino. Non c’è tempo da perdere, il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto”. Nell’omelia ha ricordato che “San Francesco, proprio perché aveva chiaro chi era e in che cosa credeva, non aveva paura di incontrare tutti e di essere vicino a chiunque, non con la spada, ma con il dialogo, fratello senza supponenza e distanza. Ci aiuta in questo tempo minaccioso a capire che solo insieme troviamo la risposta e solo se la pace è con tutti è davvero pace”. 

E’ una giornata speciale ad Assisi, lo ricorda anche fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento. “Il presidente Mattarella ci fa un regalo grande, grande, desideravamo davvero la sua presenza e lui ce la dona a nome di tutta l’Italia. Quest’anno è davvero tutta l’Italia, non solo metaforicamente, che dona l’olio per la lampada che è davanti a San Francesco. Siamo tutti insieme, uniti, per ricordare San Francesco, che è davvero il santo di tutti”.
(fonte: Umbria Domani 04/10/2026)

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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Festa nazionale di San Francesco d'Assisi

 

Sono trascorsi ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena.

La distanza temporale che ci separa da quell’evento, non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente.

Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni. ...


Guarda il video

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Festa di San Francesco: omelia del Card. Matteo Zuppi




Laudato si’! Noi, che spesso non sappiamo ringraziare e che ci sentiamo vittime, scambiando il dono per un diritto e come avviene sempre agli egocentrici, ci uniamo alla dolce e forte voce di San Francesco e dei suoi tanti, incalcolabili, figli per dire sempre, anche nelle avversità, tanto più al termine di questo centenario: Laudato si’.
Laudato si’, mi Signore per frate Francesco, immagine viva di Cristo, tuo Figlio, che continua a mostrarci il volto dell’eterno Padre, che ci aiuta a vedere la sua presenza e a fare la sua volontà, quella che niente della nostra povera vita vada perduto e che nessuno sia perduto, neppure il nemico, nostro fratello lupo che ha bisogno di pace e di pane. E noi possiamo darglieli e, se diamo, troviamo la pace, per lui e per noi. Laudato si’, perché frate Francesco è pieno di gioia e tutti noi la cerchiamo. L’ha trovata e ci insegna a trovarla, la rende possibile, facile per tutti. Frate Francesco continua a parlarci al cuore, non con dotta lezione o precisi e impietosi giudizi, ma con la sua vita, i suoi gesti e le sue tante parole.