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lunedì 28 settembre 2026

VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALL'UNESCO (25-28 SETTEMBRE 2026) - sabato 26 pomeriggio - Leone XIV - a Place de la Concorde: nessuno di noi è un numero su una carta d’identità ma una persona unica - a Lourdes prega per la Francia: promuova la pace, bandire odio e violenza (cronaca/commento, testi e video)

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)

25-28 SETTEMBRE 2026



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Sabato, 26 settembre 2026
(pomeriggio)

PARIGI - LOURDES

15:00 SANTA MESSA in “Place de la Concorde”
17:45 Partenza in aereo dall’Aeroporto internazionale di Parigi/Orly per Lourdes
19:05 Arrivo all’Aeroporto internazionale di “Tarbes-Lourdes-Pyrénées”
19:40 PREGHIERA ALLA GROTTA DELLE APPARIZIONI DI MASSABIELLE presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes

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* SANTA MESSA in “Place de la Concorde” 

Alle ore 14.00 il Santo Padre Leone XIV ha lasciato la Nunziatura Apostolica e si è trasferito in auto a Place Charles-de-Gaulle. Da qui, a bordo dell’auto aperta, ha percorso il tragitto fino a Place de la Concorde salutando i 800mila fedeli presenti, per celebrare la Santa Messa votiva di Maria Vergine, fonte della Salvezza.


Dopo i Riti di Introduzione e la Liturgia della Parola, Papa Leone XIV ha pronunciato l’Omelia.
Al termine della Santa Messa, l’Arcivescovo Metropolita di Parigi, S.E. Mons. Laurent Ulrich ha rivolto al Santo Padre alcune parole di ringraziamento.

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Papa Leone XIV a Place de la Concorde: nessuno di noi è un numero su una carta d’identità ma una persona unica

Un'affolatissima Place de la Concorde accoglie papa Leone XIV per la celebrazione eucaristica

Papa Leone XIV | Credit Daniel Ibanez/ EWTN Aci Group

Una piazza, un popolo, il papa. Sintesi, estrema, del pomeriggio; sintesi di un evento atteso da molti parigini: la celebrazione eucaristica presieduta da papa Leone XIV in una piazza con una storia di non poco conto, quella “de la Concorde” ricolma, stracolma di gente: sono in circa 700.000 le persone che partecipazione alla Santa Messa. Ma prima di raggiungere il palco allestito per la celebrazione, papa Leone XIV ha l'occasione di abbracciare il popolo di fedeli che hanno atteso il pontefice lungo la famosa strada degli Champs-Élysées: un'immagine che rimarrà nella storia della Chiesa, quella del pontefice con in fondo la sagoma dell'Arco di Trionfo. La piazza vive questo momento di preghiera anche grazie alla musica d'organo che fa da preludio alla celebrazione.

Una piazza importante, quella “de la Concorde”, progettata nel 1755, su idea del primo architetto di corte Ange-Jacques Gabriel, in origine si chiamava luogo Luigi XV, in onore del Re di Francia. Al centro, il grande obelisco egizio in granito rosa con la sommità rivestita in oro, risalente a 3.300 anni fa. Nonostante il suo forte legame con la monarchia, proprio questa piazza fu teatro di alcune delle più sanguinose pagine della Rivoluzione Francese: proprio qui, infatti, venne posizionata la ghigliottina che decapitò oltre 1.000, persone, fra cui Luigi XVI e la moglie Maria Antonietta, Danton e Robespierre. Da questo evento, così terribile della storia della Francia, il nome attuale - dato alla fine del Regno del Terrore - divenne l'auspicio di divenire luogo di pace e di armonia. E oggi lo è soprattutto con questa celebrazione eucaristica dal “sapore” sobrio ed elegante.

Una concordia, una pace che è agognata da tanti e che più volte papa Leone XIV stesso ha espresso il desiderio di raggiungerla per il mondo intero. Un papa che è assai attento al cammino dell'uomo, soprattutto. Ed è il cammino della vita, così sembra fino adesso, il tema portante dei vari momenti religiosi che si sono dipanati fino a oggi pomeriggio in questo 5° viaggio apostolico. Un cammino in cui l'evangelizzazione - per papa Leone XIV, così nella sua omelia - è cardine per rafforzare la fede della comunità e incoraggiarla a irradiare e trasmettere incessantemente la vita, la pace e l'amore di Gesù Cristo. Il nucleo centrale dell'omelia ruota attorno alla metafora biblica dell'acqua e della sete, introdotta dal versetto evangelico “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva”. In queste poche e profonde parole c'è tutto il desiderio di Dio di abita nel profondo di ogni cuore. Un cuore dell'uomo che ha desiderio, ha sete “di senso, di verità”. E al centro di tutto, Cristo che "va incontro alla storia di ogni uomo, rivelandosi come l'unica fonte d'acqua viva" capace di rispondere al bisogno universale di comunione con Dio.

Papa Leone XIV | Credit Daniel Ibanez/EWTN AciGroup

Il pontefice si chiede nella sua omelia: "Qual è la nostra sete più profonda? Cosa cerchiamo veramente nella vita? Tutti aspiriamo alla felicità, all'amore, alla realizzazione. Ma a quale fonte noi di placare la nostra sete? Ci accontentiamo dei beni materiali, delle soddisfazioni immediate, dei tanti piccoli idoli che promettono mari e monti ma lasciare il nostro cuore vuoto? Con il Battesimo abbiamo ricevuto l'acqua viva di cui parla il Vangelo, ma abbiamo davvero incontrato Cristo personalmente?". A queste domande papa Leone XIV risponde: "L'essere umano è fondamentalmente un essere “desiderante” e solo Dio può colmare questo vuoto interiore”.

L'invito è chiaro: "Vedendovi qui riuniti, cari fratelli e sorelle, eredi di una lunga e bella storia santa in Francia, vi dico: abbeveratevi, a vostra volta, a questa fonte che è il Cuore trafitto di Gesù. Sì, avete sete di Dio, di vita, di verità, di unità, di pace, di comunione, di felicità. Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede. Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo incoraggiamento e l'aridità spirituale”.

E, alla fine della sua omelia, affida la Francia allo Spirito Santo affinché rinnovi la vita spirituale dell'intera nazione. Un'invocazione segnata da parole di profondo incoraggiamento per la comunità ecclesiale tutta: dalle famiglie ai giovani fino a giungere ai catecumeni e neofiti. L'ultimo pensiero alla Vergine Maria da "invitare con fiducia affinché, per sua intercessione, sorgenti di acqua viva sgorghino in seno al Popolo di Dio e facciano fiorire ovunque in Francia i germogli della fede, della speranza e della carità".

L’arcivescovo metropolita di Parigi, monsignor Laurent Ulrich alla fine della celebrazione ringrazia papa Leone XIV di questa importante visita: “La Francia la attendeva questo pomeriggio, come pure ieri sera lungo i boulevard, persone da tutto il Paese sono giunte per pregare con lei e manifestarle la propria gratitudine: lei ha salutato le folle e benedetto i bambini”. E il ringraziamento particolare riservato per il pontefice è quello per le sue parole affinché i credenti si sentano “incoraggiati nella missione di annunciare il Vangelo”, e gli uomini e le donne di buona volontà che non condividono la fede cattolica possano “sentirsi ascoltati, compresi, amati e rassicurati nei cammini della loro vita”.

Alla fine il consueto scambio di doni. Da parte di papa Leone XIV al vescovo di Parigi un calice e il presule al papa una formella dell’artista Arianna Cicconi, con l’immagine di Nostra Signora di Lourdes, e una colomba, simbolo di pace. Il tutto sottolinea l’armonia del creato quale riflesso della sapienza divina. Alla sinistra della composizione si erge la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, emblema della cultura, della storia e della spiritualità francese.
(fonte: ACI Stampa articolo di Antonio Tarallo 26/09/2026).

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Guarda il video integrale della S. Messa

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* Partenza in aereo dall’Aeroporto internazionale di Parigi/Orly e Arrivo all’Aeroporto internazionale di “Tarbes-Lourdes-Pyrénées”

Alle ore 17.00 il Santo Padre si è trasferito in auto all’Aeroporto internazionale di Parigi Orly, da dove alle ore 17.30 si è congedato dalla città ed è salito a bordo di un Air France A321, dove, alle ore 17.59 è partito alla volta di Lourdes.

Alle ore 19.00 l’aereo con a bordo il Papa è atterrato all’Aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées di Lourdes. Dopo l’Accoglienza da parte di alcune Autorità locali il Santo Padre si è trasferito in auto e auto aperta alla Grotta delle Apparizioni di Massabielle, passando per il ponte Leone XIV, dove ha salutato brevemente il Sindaco di Lourdes.
Al Suo arrivo alla Grotta delle Apparizioni, il Papa è stato accolto dal Vescovo di Tarbes e Lourdes, S.E. Mons. Jean-Marc Micas, e dal Rettore del Santuario, Padre Michel Daubanes.


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* PREGHIERA ALLA GROTTA DELLE APPARIZIONI DI MASSABIELLE presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes

Dopo un momento di Preghiera silenziosa davanti alla statua della Vergine Maria, il Santo Padre si è avvicinato alla roccia toccandola, ha bevuto un bicchiere d’acqua della Sorgente che gli è stato offerto dal Rettore del Santuario e ha ricevuto un cero che ha deposto sul candelabro, successivamente ha recitato la Preghiera.
Al termine il Santo Padre Leone XIV ha deposto la Rosa d’Oro ai piedi della statua della Madonna, ha recitato il Padre Nostro e ha impartito la Benedizione.
Prima di congedarsi, il Papa ha salutato i Cappellani del Monastero, al termine si è trasferito in auto alla Casa Vescovile per la cena in privato.

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Il Papa prega a Lourdes per la Francia:
promuova la pace, bandire odio e violenza

Leone XIV arriva nella cittadina ai piedi dei Pirenei, seconda tappa del viaggio apostolico, e si reca alla Grotta delle Apparizioni dove si ferma in preghiera. Alla Madonna affida “i più sfortunati e i più poveri” e invoca per il Paese “governanti saggi e generosi” che “facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo logiche di guerra”


È già calato il buio sul fiume Gave de Pau quando Leone XIV, Papa, pastore e questa sera pellegrino a Lourdes, cuore spirituale della Francia, recita dinanzi alla Grotta delle Apparizioni la sua preghiera per il Paese transalpino, per la pace in Europa e nel mondo. Il Papa cammina sotto l’arco naturale scavato ai piedi del Santuario. Una roccia umida e levigata dal tempo, dalle mani e dalle lacrime di milioni di pellegrini che ogni mese di ogni anno affluiscono qui per chiedere grazie e affidare tormenti e dolori. L’aria fresca che giunge dai Pirenei dà ristoro alla folla numerosa, composta principalmente da malati in carrozzina, prima esultante e in quel momento orante. I fari e il baluginare della piramide di ceri illuminano la statua della “Signora”, come quella che nel 1858 apparve alla piccola Bernadette. Leone dialoga direttamente con la Vergine nella sua preghiera, e le affida le sorti della Francia, terra che fino al 28 settembre lo accoglie per il suo quinto viaggio apostolico.

Possa costruire una società armoniosa, che bandisca ogni violenza e ogni odio, che consenta a ciascuno di lavorare, di fondare una famiglia e di vivere appieno la propria vita nella tranquillità e nella serenità

Papa Leone in preghiera (@Vatican Media)

Il Papa pellegrino

Prima di parlare, il Pontefice compie i riti di ogni pellegrino. Prega in ginocchio, tocca la roccia, beve un bicchiere d’acqua della sorgente che gli viene offerto dal rettore del Santuario padre Michel Daubanes che lo accoglie, al suo arrivo da Parigi, insieme al vescovo di Tarbes e Lourdes, Jean-Marc Micas. Poi depone un cero sul candelabro. Infine consegna una Rosa d’Oro alla Madonna e, idealmente, le consegna anche le sorti di “questo Paese che – dice nella sua preghiera - tu hai tanto segnato con la tua vicinanza”.

“Che i più sfortunati e i più poveri siano sempre sostenuti”, è l'auspicio del Papa per la Francia. E, in un momento di mutamenti politici per il Paese e di fragili equilibri, invoca pure “governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé, capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni”.

Che facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra

"Benvenuto!"

Nella storica e arcinota cittadina della Bigorre, sud-ovest della Francia nel dipartimento degli Alti Pirenei, centro di pellegrinaggio cattolico fin dalla prima delle diciassette apparizioni, Papa Leone XIV è giunto alle 19 in punto, dopo un volo di meno di due ore da Parigi. Dalla capitale il Pontefice si porta i fotogrammi degli 800 mila fedeli riuniti per la Messa in Place de la Concorde; a Lourdes, ai piedi della catena montuosa che separa la Francia dalla Spagna, dove i pellegrini sono più degli abitanti (oltre 13.500), trova un ambiente certamente più raccolto, ma altrettanto festoso. Un coro di bambini intona un canto, altri bambini disposti in una lunga fila dietro le transenne gridano ed esibiscono cartelli di “benvenue”; tanti i fedeli italiani, qui a Lourdes per il tradizionale pellegrinaggio di settembre, che lo chiamano da una parte e dall’altra: “Papa Leone, qui! Benvenuto, siamo contenti”.

L'inaugurazione del ponte Leone XIV (@Vatican Media)

Prima di immergersi in questo momento di raccoglimento, il Pontefice inaugura un ponte a lui intitolato, “Ponte Leone XIV”. Non un nuovo ponte, ma un collegamento risalente al 1930, danneggiato da numerose inondazioni del fiume. Erano necessari lavori di restauro. È stato riaperto nel marzo di quest’anno e, in occasione della visita papale, si è deciso di intitolarlo a Papa Leone. Sopra la targa, anche una scultura dal titolo “Fratellanza tra i popoli”, opera dell'artista Jean-Jacques Abdallah della regione degli Alti Pirenei. Il Papa firma poi il Libro d’Onore.

In papamobile (@Vatican Media)

La dolce Vergine

In papamobile raggiunge quindi questo angolo di silenzio della Francia, salutando rapidamente le due ali di folla, ma fermandosi solo di fronte alla Grotta, “luogo benedetto”, come dice, dove la Madonna ha parlato “con tanta dolcezza” a santa Bernadette, “umile figlia del popolo di Francia per trasmettere al mondo un luminoso messaggio di preghiera, di conversione e di speranza”.

Tu sei la Madre che Gesù ci ha donato e sei attenta a tutti i nostri bisogni

La via luminosa del Vangelo

“Rinnova la fede e il fervore delle famiglie cristiane, così care al tuo cuore, affinché vivano giorno per giorno della presenza di Gesù, della sua grazia e del suo sostegno nelle difficoltà che attraversano”, è ancora l’invocazione del Vescovo di Roma. “Che siano generosamente aperte alla vita e che Dio susciti in esse vocazioni, in particolare sacerdotali e religiose”. Per la Chiesa in Francia il Pontefice prega perché, soprattutto ai più giovani, sia indicata “la via luminosa del Vangelo per costruire una società giusta e fraterna a cui essi aspirano”.

Il Papa raccoglie le “intenzioni personali più pressanti” di tutti i presenti e anche quelli che seguono a distanza questo primo momento a Lourdes. Pone queste intenzioni ai piedi di Maria, in particolare quelle delle “persone malate e sofferenti”, come pure di “tutti coloro che le accompagnano, venuti insieme ad attingere forza e guarigione alla sorgente di Massabielle”.

Rimuovi, ti preghiamo, tutti gli ostacoli che ancora ci separano dal tuo amato Figlio e fa’ che Egli regni in tutti i cuori

Le candele di Lourdes (@Vatican Media)
(fonte: Vatican News articolo di Salvatore Cernuzio 26/09/2026).

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* Pubblichiamo di seguito il testo della Preghiera che il Santo Padre Leone XIV ha recitato davanti alla Grotta delle Apparizioni di Massabielle



Nostra Signora di Lourdes, l’Immacolata Concezione, in questo luogo benedetto dove hai parlato, con tanta dolcezza e tenerezza, a santa Bernadette, umile figlia del popolo di Francia, per trasmettere al mondo un luminoso messaggio di preghiera, di conversione e di speranza, noi accorriamo a te con fiducia; perché tu sei la Madre che Gesù ci ha donato e sei attenta a tutti i nostri bisogni.

Ti preghiamo, Madre nostra, per la Francia, di cui sei la Patrona e che per tanti secoli hai circondato con la tua protezione. Ottieni per il suo popolo il dono della concordia fraterna. Possa costruire una società armoniosa, che bandisca ogni violenza e ogni odio, che consenta a ciascuno di lavorare, di fondare una famiglia e di vivere appieno la propria vita nella tranquillità e nella serenità. Che i più sfortunati e i più poveri siano sempre sostenuti. Ottieni per la Francia governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé, capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni. Che facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra.

Santa Vergine Maria, ti presentiamo il Popolo di Dio che cammina in questo Paese che tu hai tanto segnato con la tua vicinanza. Rinnova la fede e il fervore delle famiglie cristiane, così care al tuo cuore, affinché vivano giorno per giorno della presenza di Gesù, della sua grazia e del suo sostegno nelle difficoltà che attraversano. Che siano generosamente aperte alla vita e che Dio susciti in esse vocazioni, in particolare sacerdotali e religiose. Concedi alla tua Chiesa in Francia di indicare, specialmente ai più giovani, la via luminosa del Vangelo per costruire una società giusta e fraterna a cui essi aspirano.

Infine, Madre piena d’amore, ti affidiamo le nostre intenzioni personali più pressanti, in particolare quelle delle persone malate e sofferenti, come pure di tutti coloro che le accompagnano, venuti insieme ad attingere forza e guarigione alla fonte di Massabielle. Ti affidiamo i nostri cari e i nostri defunti. Rimuovi, ti preghiamo, tutti gli ostacoli che ancora ci separano dal tuo amato Figlio e fa’ che Egli regni in tutti i cuori.

Amen.

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Guarda il video integrale della visita

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Vedi anche il post precedente (all'interno altri link):



VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALL'UNESCO (25-28 SETTEMBRE 2026) - sabato 26 mattina - Leone XIV a la Maison Bakhita di Parigi: la storia non è scritta da chi vince o si impone, ma da chi avvia processi di pace - a l’Institut Catholique de Paris: la Chiesa sia "in stato di iniziazione", accompagni catecumeni e neofiti (cronaca/commento, testi e video)

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)

25-28 SETTEMBRE 2026


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Sabato, 26 settembre 2026
(mattina)

PARIGI

09:00 VISITA AL CENTRO DI ACCOMPAGNAMENTO E INTEGRAZIONE SOCIALE MAISON BAKHITA
10:15 INCONTRO CON I MEMBRI DELL’ASSEMBLEA SINODALE PROVINCIALE, I CATECUMENI E I NEOFITI presso l’Istituto cattolico di Parigi

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* VISITA AL CENTRO DI ACCOMPAGNAMENTO E INTEGRAZIONE SOCIALE MAISON BAKHITA

Alle ore 8.40, il Santo Padre Leone XIV si è trasferito in auto al Centro di accompagnamento e integrazione sociale Maison Bakhita.
Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, S.E. Mons. Laurent Ulrich, dalla Direttrice del Centro e dalla coordinatrice dell’incontro.
All’interno del Centro, il Santo Padre ha svelato una placca commemorativa.
Dopo le parole di benvenuto della Direttrice, sono seguite le testimonianze di un rifugiato afghano, di una assistita dell’Associazione À Bras Ouverts e di una assistita dell’Associazione Aux Captifs la Libération.
Quindi, il Santo Padre ha pronunciato il Suo Saluto.
Al termine, hanno avuto luogo lo scambio dei doni, la recita del Padre Nostro e la Benedizione.

Alle ore 9.45 circa, Papa Leone XIV si è trasferito in auto all’Institut Catholique de Paris per l’incontro con i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti.

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Il Papa: la storia non è scritta da chi vince o si impone,
ma da chi avvia processi di pace

Leone XIV inizia la sua seconda giornata di viaggio in Francia visitando la Maison Bakhita di Parigi, polo di accoglienza, formazione e carità per migranti, ammalati, gente finita per strada: “Nessuno è così povero da non avere qualcosa da dare; nessuno è così ricco da non avere qualcosa da ricevere”. Il Pontefice loda il ruolo delle donne quali “costruttrici alla civiltà dell’amore”, alternativa alla “cultura che disgrega le comunità” e “rende malate di solitudine le città”


La storia non è scritta da chi vince ma da chi “avvia processi di pace”, non da chi si impone ma da chi “fa spazio”. E di spazio, inteso come vicinanza, accoglienza, amicizia e tempo dedicato alla cura di quanti altrimenti starebbero ai margini del perimetro sociale, a Maison Bakhita ce n’è tantissimo. Anche spazio fisico con i 1.400 metri quadrati sui quali si estende in lungo e in largo questa struttura di mattoni coi muri bianchi e i lavoretti di cartapesta che sorge nel XVIII arrondissement di Parigi. Qui Leone XIV decide di aprire questa mattina, 26 settembre, il programma della seconda giornata di viaggio in Francia che lo vedrà infine pellegrino a Lourdes.

Vivere insieme nella dignità e della pace

Una scelta mirata da parte del Papa quella di visitare questo polo di accoglienza, formazione e carità, così da dare un abbraccio ai migranti di Parigi. Non tutti, naturalmente, visto che a Parigi se ne contano circa 400-500 mila (il 20% della popolazione totale), bensì il piccolo gruppo assistito da suore scalabriniane, operatori, volontari, parrocchie, attraverso questo progetto, nato nel 2018 su idea della Conferenza Episcopale e ufficialmente inaugurato nel 2021, ispirato all’appello di Papa Francesco ad “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” ogni persona fuggita dalla propria terra e dai propri affetti, quale “dovere di giustizia, civiltà e solidarietà”.

Sono contento di iniziare con voi questa seconda giornata a Parigi, in una casa che testimonia a tutta la città che è possibile incontrarsi e vivere insieme nella dignità e nella pace

Il saluto del Papa nel Centro Maison Bakhita (@Vatican Media)

Il contributo delle donne ad una "civiltà dell'amore"

“Maison Bakhita”. Maison, casa, perché in fondo di questo si tratta: una abitazione per quanti rischiavano di essere destinati alla strada con le foto ricordo o quelle delle attività quotidiane, i panni stesi, l’odore di qualcosa messo a bollire. Bakhita, in onore alla santa religiosa sudanese simbolo universale della lotta contro la schiavitù e la tratta umana. La sua immagine è riprodotta in quadri, foto, disegni, bambole di pezza, sparso in tutta la casa. Proprio alla Santa fa riferimento il Papa nel suo discorso: Giuseppina Bakhita “ci stimola a riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella costruzione di una civiltà dell’amore, alternativa alla cultura che disgrega le comunità e rende malate di solitudine le città”, dice Leone XIV. Viene accolto nel salone, adiacente alla cucina, da applausi e dal canto Que ma bouche chante ta louange. All’esterno, gente alle finestre o dietro alle transenne che sventol bandiere e sventola cartelloni.

Non occupare spazio, ma fare spazio

Prende parola, il Papa - recatosi poco prima a pregare da solo in cappella - dopo aver ascoltato l’introduzione della presidente dell’associazione Maison Bakhita, Valérie Moniod, e tre testimonianze, pronunciate con emozione e incertezza. Storie di vita, aneddoti su abitudini quotidiane, vicende di sofferenza profonda. Le applaudono e le ascoltano persone provenienti da India, Mozambico, Perù, Iraq, Costa d'Avorio, Bielorussia, Algeria. Il Papa, in base a quanto viene raccontato, sorride o aggrotta la fronte. Poi dice:

La storia della Chiesa e dell’umanità, a ben vedere, non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi “fa spazio”, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita

“Non si tratta di semplici sentimenti, ma di decisioni e investimenti controcorrente, di cui comprendiamo sempre meglio rilievo pubblico e la promessa di futuro”, afferma il Papa. Richiama ancora l’esempio di Giuseppina Bakhita, che “ci impegna a vedere chi non è visto, a riscattare chi oggi l’economia e la cultura rendono schiavo, a onorare la dignità infinita di ogni fratello e sorella, nei quali Gesù stesso bussa alla nostra porta”.

Il dono di un'assistita nella Maison (@Vatican Media)

I poveri, carne di Cristo

Su questa scia, Leone XIV cita uno dei passaggi fondamentali della sua esortazione apostolica Dilexi te: “I poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo”. “Il Signore – insiste - si fa carne che ha fame, che ha sete, che è malata, carcerati”.

Il Cristo povero e crocifisso si lascia incontrare e amare in uomini e donne che ci chiamano a uscire da noi stessi e a osare la carità
Come membra dello stesso corpo

“Nessuno è così povero da non avere qualcosa da dare; nessuno è così ricco da non avere qualcosa da ricevere”, afferma ancora Papa Leone. “C’è vita in abbondanza dove il limite di ciascuno si apre alla misteriosa presenza degli altri, nei quali è l’Altro per eccellenza, il Dio della vita, a farsi vicino”.

Tutto è connesso, collegato, assemblato, come le membra di uno stesso corpo: “Non può l'occhio dire alla mano: ‘Non ho bisogno di te’; oppure la testa ai piedi: ‘Non ho bisogno di voi’. Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie”. Sono le parole di San Paolo ai cristiani di Corinto e il Papa le richiama per ricordare al popolo della Maison che, da secoli, il Vangelo viene accolto “da persone di diversa provenienza ed estrazione sociale, fra cui molti poveri e schiavi, come alcuni di voi oggi”.

L'incontro personale con alcuni assistiti del Centro Bakhita (@Vatican Media)

Umanizzare il mondo

L’ultima parola, da parte del Papa, è un “grazie”. Grazie per il lavoro svolto qui quotidianamente “insieme a tutte le persone che, nella Francia intera, svolgono questo servizio in istituzioni simili”.

Continuate a testimoniare quella cura gli uni degli altri che, attraverso l’accoglienza fraterna, i percorsi formativi, il dialogo con la città, eleva lo spirito e umanizza il mondo

Il Papa saluta all'uscita dalla Maison Bakhita (@Vatican Media)
(fonte: Vatican News, articolo di Salvatore Cernuzio 26/09/2026)

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Guarda il video integrale della visita

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* INCONTRO CON I MEMBRI DELL’ASSEMBLEA SINODALE PROVINCIALE, I CATECUMENI E I NEOFITI

Alle ore 10.10, Papa Leone XIV è arrivato in auto nel cortile dell’Institut Catholique de Paris dove è stato accolto da S.Em. Card. Jean-Marc Aveline, Arcivescovo Metropolita di Marsiglia e Presidente della Conferenza Episcopale Francese, dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, S.E. Mons. Laurent Ulrich, dal Rettore dell’Istituto, Rev. Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes. Successivamente il Santo Padre è entrato nella chiesa, dove erano radunati studenti, professori e seminaristi per un breve momento di raccoglimento. Quindi, ha raggiunto l’Auditorium Georges Bernanos attraverso il percorso dei martiri del 2 settembre 1792.

Dopo il canto e le parole di benvenuto dell’Arcivescovo Metropolita di Parigi è stato consegnato al Santo Padre Leone XIV l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea ecclesiale provinciale. Sono seguite le testimonianze di un neocatecumeno, di un neofita e di un’accompagnatrice dei catecumeni. Quindi il Papa ha pronunciato il Suo discorso.

* Al termine dell’incontro, il Pontefice si è trasferito in auto alla Nunziatura Apostolica dove ha pranzato in privato.

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Il Papa: la Chiesa sia "in stato di iniziazione",
accompagni catecumeni e neofiti

Nell’incontro di questa mattina presso l’Institut Catholique de Paris, nel secondo giorno in Francia, Leone XIV esprime gioia per quante persone adulte chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana, pur in una società secolarizzata. Sul rischio di “vuoto post-battesimale”: “occorre integrare pienamente queste persone nelle nostre comunità" dopo il Battesimo, e accompagnare con stile di compassione e tenerezza. Consegnato al Papa l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea provinciale


La vostra testimonianza di catecumeni e neofiti è “il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche”. Sono parole di gioia quelle che il Papa esprime a coloro che, da adulti, si preparano a ricevere il Battesimo e ai nuovi battezzati presenti. Leone XIV li incontra stamani insieme ai membri dell’Assemblea provinciale e a docenti e studenti, riuniti insieme presso l’Institut Catholique de Paris, situato “al crocevia tra scienza e fede, che da secoli contribuisce a formare le menti e i cuori al servizio del Vangelo”.

Un discorso intenso, in francese, in questa seconda giornata del suo viaggio apostolico in Francia, che verte sull’importanza dell’iniziazione cristiana, con riferimenti agli insegnamenti in tal senso del Concilio Vaticano II. Centrale è l’esortazione a essere una Chiesa “in stato di iniziazione” e ad accompagnare, anche dopo il Battesimo, le persone che si riavvicinano alla fede.

Il Papa in preghiera davanti alla targa (@Vatican Media)

Prima di raggiungere l’auditorium Georges Bernanos, luogo dove tiene il suo discorso, il Papa si ferma in preghiera davanti alla targa di marmo con la scritta "Hic cedicerunt" , che ricorda martiri del settembre del 1792, uccisi durante la Rivoluzione francese. Prima, nella Chiesa aveva rivolto ai presenti un breve saluto. Fondato nel 1875, erede dei collegi umanistici, l’Institut Catholique de Paris (Icp) riunisce 6 facoltà, 6 istituti specializzati e un’unità di ricerca “Religione, Cultura e Società” in 3 campus: a Parigi, Reims e Rouen e ogni anno accoglie oltre 11mila studenti.

In società secolarizzata tante persone chiedono il Battesimo

Il Papa esprime anche “tanta gratitudine per l’imprevedibile opera di Dio” a partire dalle testimonianze di Jaodie, catecumeno della diocesi di Nanterre, di Marielle, della diocesi di Créteil, che è stata battezzata lo scorso anno, e di Sophie, accompagnatrice di catecumeni nella diocesi di Évry. I tre hanno offerto la loro esperienza prima dell'intervento del Papa. Gratitudine viene espressa anche per l'Instrumentum laboris che gli è stato consegnato, facendo riferimento anche all’impegno dell’Assemblea provinciale nel riflettere sulle prospettive pastorali per l’accoglienza delle persone battezzate di recente o che si preparano al Battesimo da adulte nonché sulla vita della Chiesa.

Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Può sembrare paradossale che questo fenomeno, per cui così tante persone riscoprono il Vangelo e abbracciano la fede, si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata. La vostra esperienza e la vostra testimonianza, cari catecumeni e neofiti, sono il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche.

Il Papa all'Istituto cattolico di Parigi (@Vatican Media)

I dati indicano che nel 2025 più di 17mila, fra adulti e adolescenti, sono stati battezzati in Francia. Per quest’anno, le stime parlano di oltre 20.000. Di questi, circa 13.000 sono adulti e 8.000 sono adolescenti.

La Chiesa abbia uno stile di vicinanza, compassione e tenerezza

Bisogna dunque accogliere con “spirito di responsabilità” questo fenomeno, che fra l’altro “contraddice ogni atteggiamento disfattista e quello che Papa Francesco chiamava ‘pessimismo sterile’”. L’esortazione è a riscoprire “lo stile proprio di Dio, fatto di vicinanza, compassione e tenerezza”: bisogna “riconoscere, accogliere e custodire la piccola fiamma che lo Spirito Santo ha acceso nell’oscurità della notte, il piccolo seme che aspira a crescere anche in mezzo ai rovi”.

Chiesa sia in “stato di iniziazione” che accompagna nel tempo

Lo stupore di fronte a ciò che sta accadendo però non deve far chiudersi in "una beata ingenuità”, ma al contrario il Papa esorta a porsi delle domande e intraprendere azioni pastorali concrete. E lo Spirito che anima l’Assemblea sinodale e, più in generale, il cammino della Chiesa in Francia è questo, nota il Papa: “meravigliati dall’opera imprevedibile di Dio, che cosa dobbiamo fare e dove ci sospinge lo Spirito per accompagnare i catecumeni, i neofiti, i ‘ricomincianti’?”.

Anzitutto, mi piace richiamare un’espressione usata dall’Episcopato francese qualche anno fa, ed esortarvi a immaginare e incarnare una Chiesa in “stato di iniziazione”, che si prende cura del percorso dei catecumeni, dei neofiti e dei ricomincianti, offrendo loro, nel tempo, un accompagnamento solido e costante.

Incontro con i membri dellâ Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti (@Vatican Media)

Il rinnovamento dei percorsi di catecumenato e il Concilio

Il Papa punta l’attenzione, quindi, su una questione cruciale: quella dell’iniziazione cristiana che “nel suo insieme è stata infatti al centro della sollecitudine dei Pastori sin dagli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale”.

Vi erano già allora numerose richieste e il fermento teologico e liturgico di quegli anni contribuì in larga misura al rinnovamento dei percorsi del catecumenato che si realizzò durante il Concilio Vaticano II. Anche se oggi il contesto è diverso, voi potete riferirvi a questa tradizione pastorale ben radicata circa l’accompagnamento dei catecumeni.

Una prassi, questa, già in atto che “è stata rinvigorita a partire dal 1996, anno in cui vedono la luce la Lettera ai cattolici di Francia e, al contempo, l’ultima edizione francese del Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti”.

Incontro con i membri dellâ Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti (@Vatican Media)

Accogliere rispettando la storia delle persone e favorire annuncio kerygma

Leone XIV spiega, quindi, l’importanza e il significato di essere “in stato di iniziazione”: significa “accogliere i nuovi cercatori di Dio scoprendovi un’opportunità e una missione”. L’opportunità risiede nel fatto che, grazie a loro, anche la comunità dei credenti rinnova “il proprio cammino di fede”. La missione “consiste nel prendersi cura di loro e nel fungere da guida, anche dopo che hanno ricevuto i Sacramenti”. Il Papa esorta, per questo, a “accogliere con gioia chi si presenta, partire dalla sua esperienza spirituale, rispettare la sua storia e favorire un annuncio essenziale del kerygma, anche attraverso le formule conosciute nel cammino personale o di comunità”.

Per evitare il vuoto post-battesimale, formazione integrale

L’avvertimento del Papa è infatti quello di non dimenticare che in molte di queste persone emerge la domanda: “come evitare il vuoto post-battesimale?”:

Occorre, dunque, accompagnare e integrare pienamente queste persone nelle nostre comunità e nelle nostre assemblee oranti dopo il Battesimo, offrendo loro uno spazio familiare e una formazione il più possibile integrale, capace di abbracciare i diversi aspetti della vita cristiana e favorire l’unificazione fra la loro fede e la loro vita. I neofiti, infatti, hanno bisogno di approfondire le fondamenta della fede cristiana, di essere adeguatamente formati dal punto di vista biblico e teologico, di scoprire sempre più la ricchezza della dottrina e le diverse dimensioni dell’agire morale cristiano connesso alla professione di fede.

Introdurli alla vita liturgica, che attualizza il Mistero della Pasqua

Cruciale in questo senso per il Papa la necessità di introdurli “nella vita liturgica della Chiesa”. Anche nelle testimonianze abbiamo ascoltato di come la celebrazione dei riti liturgici sia stata per alcuni una porta di ingresso al mistero stesso della fede.

Si tratta di un ambito fondamentale della vita della Chiesa, che richiede un’attenzione pastorale radicata negli insegnamenti del Concilio Vaticano II. La liturgia, in effetti, non può essere intesa come una realtà “successiva” alla catechesi, nella quale applicare quanto è stato appreso lungo il percorso. Al contrario, essa manifesta e attualizza il Mistero della Pasqua di Cristo e, pertanto, è un evento capace di dischiudere il senso della Buona Notizia e la vita stessa di Dio. Con i suoi ritmi, i suoi linguaggi e i suoi riti, la liturgia è parte del cammino stesso di conversione e di preparazione ai Sacramenti.

Approfondire il Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti

A questo punto Leone XIV segnala come sia importante per questa iniziazione cristiana, anche il ruolo dei formatori: “si tratta di preparare padrini e madrine, espressione della comunità, appositamente formati per iniziare i neofiti”.

Nel quadro di questa formazione, desidero raccomandare una conoscenza approfondita del Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti. Allo stesso tempo, è necessario che gli operatori pastorali siano formati – non solo sul piano biblico, teologico, liturgico e della vita spirituale, ma anche dal punto di vista delle qualità umane – per saper discernere e accompagnare coloro che hanno percorsi di vita più complessi e meno lineari.

Stile di vicinanza e compassione: alcuni arrivano segnati da esperienze dolorose

Il Papa ricorda, infatti, che alcuni arrivano con una semplice sete spirituale e un’attrazione nei confronti del Vangelo, mentre “altri giungono segnati da esperienze dolorose, da situazioni di solitudine e difficoltà profonde”. “È qui - segnala - che lo stile della vicinanza, della compassione e della tenerezza assume tutto il suo significato: occorre trovare un sapiente equilibrio per accoglierli, ascoltarli e, allo stesso tempo, incoraggiarli ad affrontare le impegnative sfide della fede”.

Si tratta di un cammino in cui è necessario rispettare il ritmo dell’altro, procedendo con gradualità, attenzione e in un accompagnamento fraterno. Si tratta di assumere lo stile del “camminare insieme”. Sui sentieri della fede cristiana ci si arricchisce a vicenda, si cresce insieme: preti e laici, padrini, madrine e catecumeni, animatori pastorali e neofiti.

Sant’Agostino uno dei catecumeni più famosi

Il pensiero del Papa va ad “uno dei catecumeni più famosi della storia, sant’Agostino”, che fu introdotto alla fede da sant’Ambrogio e “la sua fede era solo un piccolo seme quando fu battezzato”. “Ma quel seme - ricorda - è cresciuto e si è moltiplicato, diventando un albero così grande che, sotto la sua chioma, ancora oggi possiamo trovare conforto.

Guardando voi, cari catecumeni e neofiti, non vedo solo il frutto dello Spirito che vi ha messo in cammino, ma anche una promessa di fecondità per la Chiesa in Francia. A vostra volta, siate missionari del Vangelo in questa società!

Sostegno in questo cammino sono i grandi testimoni di questa terra amata come “santa Teresa di Gesù Bambino che, con la sua ‘piccola via’, ci insegna come la fiducia apra le porte della grazia”, come san Martino di Tours, “figura emblematica della condivisione e della carità fraterna” e come altri santi francesi che ricordano come la missione si costruisca oggi, “preservando innanzitutto la presenza del Signore nella vita quotidiana”.

“Accogliendovi gli uni gli altri, possiate formare tutti insieme il popolo vivente della Chiesa in Francia, capace di trasmettere la fede”, auspica il Papa invocando la protezione materna della Vergine Maria, Patrona principale della Francia, e l’intercessione di Santa Genoveffa e di San Denis, protettori di Parigi.

L’Instrumentum Laboris

Il Papa, all’inizio del discorso, aveva anche ringraziato monsignor Laurent Ulrich, arcivescovo di Parigi, che ha richiamato l’importanza storica e spirituale dell’Istituto e aveva ricordato anche Frate Lorenzo della Risurrezione, che, afferma Leone XIV, “ha segnato molto il mio percorso di fede con la sua mistica del quotidiano”. Fra Lorenzo della Risurrezione, infatti, entrò come fratello laico nella comunità dei Carmelitani Scalzi in rue de Vaugirard a Parigi, dove ora sorge l’Istituto stesso.

Leone XIV aveva anche espresso gratitudine per l’Instrumentum Laboris che gli è stato consegnato prima del suo discorso, “espressione di un cammino ecclesiale in cui è stato coinvolto il Popolo di Dio, in uno stile di ascolto reciproco e di sinodalità”. Un gesto introdotto dall’arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich. L'arcivescovo ripercorre il lavoro dell’Assemblea provinciale che rifletterà nelle prossime sessioni proprio sul tema: catecumeni e neofiti, nuove prospettive per la vita della nostra Chiesa nelle nostre diocesi. Sono più di 350 persone: vescovi delle otto diocesi della provincia di Parigi e dell’Ordinariato Militare, sacerdoti, diaconi, catecumeni e neofiti, accompagnatori di catecumeni, fedeli laici o religiosi, religiose e anche osservatori esterni. Un'ampia consultazione ha portato, quindi, a partire dalle risposte, all’elaborazione dell’Instrumentum laboris.

Ripercorre poi anche la storia del luogo dell’incontro: nel XVII secolo sorgeva il convento dei carmelitani, poi, nel 1792, le violenze rivoluzionarie fecero 191 vittime - molti uccisi nel convento stesso - i beati che la Chiesa ha riconosciuto esattamente cento anni fa; nel 1845, qui rinasce l’Ordine domenicano con una scuola di teologia, dove insegnò il beato Frédéric Ozanam, che qui è sepolto. Poi, trent’anni più tardi, l’Istituto cattolico, grazie a una legge attuativa di brevissima durata che consentì in Francia la creazione di soli cinque istituti analoghi”. L’arcivescovo rende omaggio anche a un altro martire, il beato Christian de Chergé, che qui compì i suoi studi, fu prima sacerdote di Parigi e poi monaco cistercense nel monastero di Tibhirine, in Algeria. “Come sa - afferma l'arcivescovo - questa rinnovata richiesta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana ci sorprende, e vi scorgiamo l’opera del Signore”.
(fonte: Vatican News, articolo di Debora Donnini 26/09/2026)

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Guarda il video integrale dell'incontro

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Vedi anche il post precedente (all'interno altri link):


Enzo Bianchi: Il tempo è il vero dono dell’amore

Enzo Bianchi
Il tempo è il vero dono dell’amore  
 
Molto addolorati per la morte di fratel Enzo Bianchi, pubblichiamo, anche per onorarne la memoria, le puntate che ci aveva inviato prima della sua dipartita

Famiglia Cristiana - 20 settembre 2026
Rubrica: Cristiano, chi sei?


Nessun regalo può sostituire l’incontro gratuito, l’ascolto e la disponibilità verso che ci è accanto

Penso che oggi la contraddizione all’amore autentico venga soprattutto dalla mancanza di tempo, dal non dare all’altro la propria presenza. I ritmi della vita, gli impegni di lavoro, le molteplici cose da fare, le scadenze che ci paiono inderogabili e sono di fatto organizzate come inderogabili nella nostra quotidianità, tutte queste realtà non ci lasciano il tempo per… Ci mangiano il tempo, ci consumano il tempo, occupano il nostro tempo, sicché, pur avendo tempo per molte altre cose, non abbiamo più tempo per le cose gratuite, quelle che non ci portano guadagno. Ci manca il tempo dell’incontro: incontriamo le persone che dobbiamo incontrare per ragioni di lavoro, anzi cerchiamo di moltiplicare gli incontri che possono “rendere”, ma non c’è più tempo per l’incontro che non fa parte del nostro lavoro e che non ci fa guadagnare. Dare tempo per amore, dare la presenza all’altro senza fare nulla e anche senza dire nulla, ci sembra tempo sprecato. Eppure non c’è amore dove non c’è presenza dell’uno all’altro.

Insomma, manca proprio il tempo dato, quello che assicura la nostra presenza all’altro. E allora ricorriamo a succedanei della presenza, succedanei che sono necessari e buoni se accompagnano la presenza; ma se non l’accompagnano, sono pericolosi, illusori, addirittura falsi. Fare regali, per esempio, può essere segno di attenzione, di generosità, di affetto, ma se si fanno regali senza dare il tempo e la presenza, allora si rischia di fare regali per comprare l’altro e il suo affetto!

Sempre il donatore deve offrire se stesso attraverso il dono: deve offrire tempo e presenza!
(fonte: Altrimenti, blog dell'autore)

domenica 27 settembre 2026

VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALL'UNESCO (25-28 SETTEMBRE 2026) - In un minuto la prima giornata di Leone XIV in Francia

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)

25-28 SETTEMBRE 2026


Venerdì, 25 settembre 2026


ROMA - PARIGI - SAINT-DENIS - PARIGI

07:50 Partenza in aereo dall’Aeroporto internazionale di Roma/Fiumicino per Parigi
10:00 Arrivo all’Aeroporto internazionale di Parigi/Orly
CERIMONIA DI BENVENUTO
11:00 VISITA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nel Palazzo dell’Eliseo
11:45 INCONTRO CON LE AUTORITÀ, CON LA SOCIETÀ CIVILE E CON IL CORPO DIPLOMATICO nel Palazzo dell’Eliseo

15:00 VISITA ALL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO) presso la Sede dell’UNESCO
17:15 CELEBRAZIONE DEI VESPRI CON I VESCOVI, I SACERDOTI, I DIACONI, I CONSACRATI, LE CONSACRATE E I SEMINARISTI presso la Cattedrale di Notre-Dame de Paris

21:00 VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI nello “Stade de France” di Saint-Denis


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In un minuto la prima giornata di Leone XIV in Francia

Le immagini di Vatican Media che raccontano l'arrivo e gli appuntamenti del Papa in Francia, nel primo giorno del suo viaggio apostolico


L'incontro con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, il discorso al corpo diplomatico e alla sede dell'Unesco; i vespri nella cattedrale di Notre-Dame e la veglia allo Stade de France. Questi i momenti salienti della prima giornata di Papa Leone XIV nell'ambito del suo viaggio apostolico in Francia.

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Preghiera dei Fedeli - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME) - XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

Fraternità Carmelitana 
di Pozzo di Gotto (ME)

Preghiera dei Fedeli


XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A 
27 settembre 2026

Per chi presiede

Fratelli e sorelle, la vigna che sta tanto a cuore a Dio nostro Padre e Madre è in realtà il popolo di Dio, che Egli ha legato a sé con vincoli di amore, ma è anche tutta la terra e tutta l’umanità. Uniti a Cristo Gesù, il Figlio della compiacenza del Padre, innalziamo a Dio le nostre preghiere ed insieme diciamo:


R/   Per la tua misericordia, ascoltaci o Padre

 

Lettore


- Tu vuoi, o Padre, che il Popolo, la Chiesa che tu hai chiamato da tutti i popoli sia una vigna feconda, capace di produrre quel vino dell’amore, che rende gioiosa la vita di ogni uomo e di ogni donna. Fa’ che ogni fedele battezzato si senta corresponsabile della fruttificazione di questa Chiesa-vigna, perché il mondo creda che solo l’amore genera vita. Preghiamo. 

- A Te, o Padre, appartiene la terra e quanto contiene. Essa Tu l’hai affidata all’umanità, perché la custodisse e la coltivasse. Ma l’umanità di ieri e di oggi preferisce percorrere altre strade, che conducono alla desertificazione della stessa terra e alla aridità del cuore delle persone. La presenza del tuo Santo Spirito possa far crescere nel cuore di popoli e dei governanti un vero sentimento di pentimento, perché la terra possa ridiventare il giardino della vita. Preghiamo. 

- Ti affidiamo, o Padre, tutte quelle organizzazioni non governative, che hanno a cuore la sorte dei migranti o che si fanno presenti nelle zone di guerra o di disastri ambientali per prestare cure mediche o portare generi alimentari. Ti affidiamo tutto il mondo del volontariato, che cerca di prestare orecchio al grido dei più deboli. Benedici e sostieni il loro impegno, spesso non sostenuto e combattuto dalla politica. Preghiamo. 

- Ricordati, o Padre, del nostro Paese, così pieno di contraddizioni ed alle prese con una crescente disuguaglianza sociale, con ricchi sempre più ricchi e poveri in aumento: molte famiglie faticano a mettere insieme pagamento dell’affitto e spese personali. Suscita nel cuore di tanti politici un vero ripensamento del loro modo di fare politica, perché possano pensare meno al loro interesse personale o al consenso elettorale, ma guardare di più ai bisogni veri di tante persone. Preghiamo. 

- Davanti a te, o Padre, ci ricordiamo dei nostri parenti e amici defunti [pausa di silenzio]; ci ricordiamo delle vittime dei disastri ambientali, della mala sanità e dell’usura. Accogli tutti nella Gerusalemme celeste, che non ha né mura né barriere.    Preghiamo.



Per chi presiede

Ricordati, o Padre, della tua fedeltà e della tua misericordia. Ascolta ed esaudisci le nostre preghiere, perché possiamo essere come tu ci vuoi, seguendo la via tracciata dal tuo Figlio Gesù. Egli vive e regna con Te nei secoli dei secoli.

AMEN.