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Furto nella Basilica della Beata Vergine di San Luca
Forzata la chiusura notturna della Sacra Immagine ed infranto il vetro protettivo
Le parole del rettore mons Remo Resca, visibilmente commosso.
L’Arcidiocesi rende noto che nella notte tra il 17 e 18 febbraio si è verificata una intrusione nella Basilica della Beata Vergine di San Luca.
È stata forzata la chiusura notturna della Sacra Immagine ed infranto il vetro protettivo, allo scopo di sottrarre alcuni preziosi dalla lastra argentata che lascia scoperti i volti della Madonna e del Bambino Gesù. Subito avvisate, le Forze dell’Ordine sono intervenute e ad una prima ricognizione la Sacra Immagine non presenta danni evidenti.
Come popolo bolognese siamo profondamente scossi e feriti per l’oltraggio a quanto di più caro ci accomuna, la Vergine Maria, venerata da nove secoli nella Sacra Icona.
All’inizio del cammino quaresimale, ci stringiamo a Lei come a nostra Madre ferita, e ci affidiamo con rinnovato affetto.
L’Arcivescovo domani, giovedì 19 febbraio, alle 7.30 presiederà la Messa al Santuario della Madonna di San Luca
(fonte: Chiesa di Bologna 18/02/2026)
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Il furto alla Madonna di San Luca, Bologna sotto shock.
Il cardinale Zuppi: «Ripariamo il volto offeso di Maria»
Infranta la teca della Sacra Immagine custodita nella Basilica sul Colle della Guardia e sottratti alcuni gioielli ed ex voto che adornavano l’icona mariana, simbolo della città mentre, per fortuna, non ci sono danni al dipinto. Il cardinale Zuppi annuncia una messa di riparazione: «Atto incredibile che ferisce tutti». Indagini in corso.
Bologna si è svegliata nel primo giorno di Quaresima con una ferita profonda e uno shock . Nella notte tra il 17 e il 18 febbraio ignoti si sono introdotti nella Basilica della Beata Vergine di San Luca, sul Colle della Guardia, infrangendo il vetro protettivo della Sacra Immagine e sottraendo alcuni dei gioielli che ornano l’icona mariana, da secoli cuore spirituale della città e riferimento per tutti, credenti e no.
A dare notizia dell’accaduto è stata la diocesi di Bologna con un comunicato che parla di «intrusione» e di chiusura forzata della teca che custodisce l’immagine. È stato infranto il vetro antisfondamento allo scopo di sottrarre «alcuni preziosi dalla lastra argentata che lascia scoperti i volti della Madonna e del Bambino Gesù». A una prima ricognizione, fortunatamente, la Sacra Immagine non presenterebbe danni evidenti.

Un particolare dell'icona della Madonna nella basilica di San Luca a Bologna danneggiata (ANSA)
L’allarme e la dinamica del colpo
Secondo una prima ricostruzione, i ladri si sarebbero arrampicati sui ponteggi del cantiere attivo sul lato destro del santuario, introducendosi da una porta laterale. L’allarme, riferisce il vicario arcivescovile don Remo Resca, era stato temporaneamente disattivato proprio a causa dei lavori e avrebbe dovuto essere ripristinato in questi giorni.
Oltre alla teca dell’icona, sarebbero state forzate anche le casseforti contenenti offerte. Dalla lastra argentata che ricopre l’immagine – lasciando scoperti i volti della Vergine e del Bambino – sono stati asportati diversi ex voto: anellini e piccoli monili donati nel tempo dai fedeli in segno di gratitudine e affidamento: «Ce n’erano una ventina, ne hanno prelevati una decina», ha spiegato don Resca, «il nostro cuore si è spaccato davanti al vetro rotto e alla porta forzata. Ma prevale la consolazione: l’immagine della Madonna è integra». Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Santa Viola; la polizia scientifica ha repertato anche un guanto che potrebbe rivelarsi utile per le indagini.

L'Icona della Madonna di San Luca sul sagrato della Cattedrale di San Petronio a Bologna l'8 maggio 2024 (ANSA)
La reazione del cardinale Zuppi: «Ripariamo il volto offeso»
Profondamente colpito il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, che ha ricevuto la notizia all’alba. «Quando alle 6.10 mi ha chiamato don Remo, non riusciva a parlare tanto era colpito», ha raccontato aprendo la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri in Cattedrale.
Il porporato ha annunciato per giovedì mattina una Messa di riparazione al santuario: «Celebro per riparazione e per ringraziare che i danni non sono stati peggiori». E ha aggiunto parole che vanno oltre la cronaca: «Forse quel furto, soprattutto dei gioielli, ci costringe a impreziosire noi quella Sacra Immagine che in maniera incredibile è stata violata. La riparazione rientra molto nell’itinerario della Quaresima: vogliamo riparare il volto offeso di Maria e ritrovarlo nella sua piena bellezza». Un invito a trasformare lo sdegno in cammino spirituale, a leggere l’episodio non solo come un atto criminoso ma come una ferita da sanare con la fede e la preghiera.
Un simbolo identitario per Bologna
La Basilica di San Luca non è soltanto uno dei luoghi più suggestivi dell’Emilia-Romagna, raggiungibile attraverso il lungo portico che dal centro storico sale fino al Colle della Guardia. È il simbolo per eccellenza di Bologna.
L’icona della Madonna – secondo la tradizione attribuita a san Luca evangelista – è venerata in città da oltre nove secoli. Ogni anno, nel mese di maggio, l’immagine scende in processione in città, rinsaldando un legame profondo tra la Vergine e il popolo bolognese. Nei momenti di calamità, guerre e siccità, a Lei la città si è sempre affidata. La memoria del cosiddetto “miracolo della pioggia” è ancora viva nella devozione popolare.
Non è un caso che anche le istituzioni civili abbiano parlato di un’offesa all’intera comunità. Il sindaco Matteo Lepore ha definito il gesto «un’azione che offende tutta la comunità bolognese», esprimendo vicinanza alla diocesi. Per molti cittadini, credenti e non, San Luca rappresenta un punto di riferimento spirituale e culturale, un segno che domina dall’alto la città e ne custodisce la storia.
Una ferita nel tempo della Quaresima
Che il furto sia avvenuto proprio nel giorno delle Ceneri rende l’episodio ancora più simbolicamente doloroso. «Come popolo bolognese siamo profondamente scossi e feriti per l’oltraggio a quanto di più caro ci accomuna», ha scritto la diocesi, invitando i fedeli a stringersi attorno a Maria «come a nostra Madre ferita». I gioielli sottratti hanno certamente un valore materiale, ma ben più grande è il valore affettivo e spirituale degli ex voto, segni concreti di grazie ricevute, lacrime asciugate, speranze affidate. Colpire quei monili significa colpire la memoria viva di un popolo.
La risposta della Chiesa bolognese, tuttavia, non si ferma all’indignazione. Nelle parole del cardinale Zuppi risuona un appello alla conversione e alla speranza: trasformare l’oltraggio in occasione di rinnovato affidamento, perché – come accade da secoli – la Madonna di San Luca continui a vegliare sulla sua città.
(fonte: Famiglia Cristiana, articolo di Antonio Sanfrancesco 19/02/2026)
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L’Arcivescovo ha presieduto a San Luca la Messa di riparazione dopo il furto al Santuario
Giovedì 19 febbraio, alle prime ore del mattino, l’Arcivescovo nel Santuario della Madonna di san Luca ha celebrato una Messa di riparazione in seguito al furto avvenuto nella Basilica nella notte tra il 17 e 18 febbraio.
Una celebrazione vissuta all’inizio del tempo di Quaresima, come risposta di fede e di speranza a un gesto che ha ferito profondamente il Santuario e l’intera comunità ecclesiale.
Erano presenti il Rettore del Santuario, monsignor Remo Resca, il Vicario generale per l’Amministrazione monsignor Roberto Parisini, la comunità del Seminario arcivescovile con monsignor Marco Bonfiglioli, e alcune decine di fedeli, raccolti in preghiera davanti all’immagine della Madonna.
Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha invitato a guardare quanto accaduto alla luce del Vangelo, come un richiamo a ritrovare l’essenziale e a non lasciare che il male abbia l’ultima parola.
«Oggi ci ritroviamo davanti alla Sacra Immagine della Madonna – ha detto l’Arcivescovo in un passaggio dell’omelia – che ci aiuta sempre a sentire, a vedere, a contemplare la sua presenza. Di fronte a ciò che è accaduto, ne sentiamo ancora di più quanto essa sia preziosa. Di fronte a una violazione ci si sente perduti, vulnerabili: una delle tante conseguenze del male. Si prova un senso di abbandono, di prostrazione, di impotenza, come se la propria vita fosse stata violata, portata via. E invece proprio questa ferita ci fa riscoprire quanto è preziosa la bellezza che il male tenta di rovinare. Anche questa spoliazione ci interpella. Forse ci chiede se non dobbiamo essere noi a ornarla di più, con il gioiello della nostra vita. Questo è il vero ornamento di Maria: i frutti dell’amore che nascono dall’incontro con Gesù che lei ci mostra. Essere noi l’ornamento della nostra Madre, renderla bella e preziosa con le opere che lei ci affida verso i suoi figli, che sono i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più piccoli».
«Arricchiamola con la bellezza di una vita interamente donata – ha aggiunto l’Arcivescovo – come ci suggerisce il Vangelo di Gesù, suo Figlio. Lo sguardo rivolto a lei ci aiuti sempre a contemplare i fratelli; nel suo amore infinito impariamo a riconoscere e ad accendere l’amore umano, quello che rende bella e preziosa la vita, la Chiesa, il nostro cammino. I veri gioielli siamo noi: con la cura per questa casa e per la casa di Maria, che è sempre la comunità dei fratelli e delle sorelle. Questa è anche la riparazione. Avere uno spirito di riparazione significa credere che l’amore ripara ciò che il male viola. Significa sperare che ogni ferita, anche profonda, possa essere guarita».
Al termine della celebrazione, il Cardinale è salito vicino all’Immagine della Madonna, vestita con la riza solenne, di solito utilizzata per la discesa in città.
Guarda il video integrale dell'omelia
(fonte: Chiesa di Bologna 19/02/2026)
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"Restituite quanto rubato": l'appello del cardinale Zuppi ai ladri di San Luca
All’indomani del furto e dell’oltraggio all’effige della Madonna di San Luca, comincia presto la giornata al santuario sul Colle della guardia, a Bologna. Di prima mattina la visita dell’arcivescovo Matteo Zuppi . L’omaggio alla Beata Vergine e la celebrazione eucaristica con un gruppo di fedeli saliti per l’occasione
“La violenza che ha subito ci fa riscoprire ancora di più quanto è preziosa. Forse ci deve anche chiedere che dobbiamo ornarla di più noi, i gioielli siamo noi con la cura per la nostra casa, per questa casa e per la casa di Maria”, ha detto l'arcivescovo,
Al temine, parlando dalla sacrestia – proprio lì dove sono passati i ladri dopo essersi introdotti nella basilica – il cardinal Zuppi rivolge loro un appello: “Capire cosa hanno fatto, la violazione per il significato di un’immagine così sacra per la devozione, per quel che rappresenta e quindi ridatelo, restituitelo”.
Modesto il valore economico di quanto è stato rubato. Grande, però, quello simbolico : “La tradizione affettiva e devozionale mette questi oggetti come fossero di famiglia, sono pochi pezzi”. specifica il rettore del santuario, don Remo Resca.
(fonte:TGR Emilia e Romagna servizio di Francesco Rossi 19/02/2026)





