VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)
25-28 SETTEMBRE 2026

Venerdì, 25 settembre 2026
(mattina)
ROMA - PARIGI
07:50 Partenza in aereo dall’Aeroporto internazionale di Roma/Fiumicino per Parigi
10:00 Arrivo all’Aeroporto internazionale di Parigi/Orly
CERIMONIA DI BENVENUTO
11:00 VISITA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nel Palazzo dell’Eliseo
11:45 INCONTRO CON LE AUTORITÀ, CON LA SOCIETÀ CIVILE E CON IL CORPO DIPLOMATICO nel Palazzo dell’Eliseo
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* Questa mattina ha avuto inizio il 5° Viaggio Apostolico di Papa Leone XIV che si reca in Francia e in visita alla Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).
Dopo aver lasciato il Vaticano, il Papa si è trasferito in auto all’Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino, da dove, alle ore 7.58 – a bordo di un A321 ITA Airways – è partito alla volta di Parigi.
* Durante il viaggio Leone XIV ha incontrato i giornalisti che lo accompagneranno in questi giorni e si è intrattenuto con loro
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Il Papa in aereo verso Parigi:
viaggio in Francia per portare un messaggio di pace nel mondo
Nel volo verso la Francia Leone XIV saluta i circa 80 giornalisti che lo accompagnano nei quattro giorni della trasferta transalpina. Dal Pontefice gratitudine per il lavoro che verrà svolto, poi i saluti e le risposte ad alcune domande di attualità, come la crisi a Ceuta o l’Intelligenza artificiale. Significativi i doni, a cominciare da due libri: uno con le lettere dei cattolici francesi al quotidiano La Croix; l’altro, con le fotografie del sisma in Venezuela e le storie dei sopravvissuti
“Buongiorno a tutti! Bonjour! Good morning!”. Il saluto è quello di sempre all’inizio di ogni volo papale, con l’aggiunta del francese, la lingua che parlerà in questo tour de force di quattro giorni in Francia. Leone XIV, in piedi e col microfono in mano, un’ora dopo il decollo dall’aeroporto di Roma/Fiumicino passa a salutare i circa 80 giornalisti da dieci nazioni (oltre 20 sono francesi) che lo seguono nel suo quinto viaggio apostolico. Li ringrazia anticipatamente per il lavoro di copertura che verrà svolto tra tv, radio, web, carta stampata, social, e – come già nei precedenti voli – durante il giro di saluti, non si tira indietro davanti a battute o domande con riferimenti alla stringente attualità.
Come l’Intelligenza Artificiale, dopo l’annuncio delle Big Tech di un “rallentamento” del progresso tecnologico. “Forse stanno iniziando a leggere la sua enciclica?”. “La nostra Commissione vaticana è in contatto con molti dei leader del mondo dell’IA e stiamo continuando il dialogo che spero di aver avviato con l’enciclica. Penso che molti di loro – aggiunge Leone – siano aperti a cercare modi per garantire che l’IA non soppianti o distrugga l’umanità ma piuttosto che sia uno strumento a favore degli esseri umani. Stanno iniziando cose positive”.
Papa Leone nel saluto ai giornalisti (@Vatican Media)
Ceuta, crisi umanitaria
La recente decisione del presidente Usa Donald Trump di vietare alla Cnn e ad altri media l’accesso alla Casa Bianca emerge – seppur indirettamente - nel saluto del Papa al corrispondente proprio della Cnn, Christopher Lamb, al quale il Pontefice dice: “Sono molto contento che voi siete tutti qui e penso che sia necessaria, che sia molto importante una buona copertura mediatica ovunque e per tutti”. Mentre con i colleghi spagnoli Leone XIV ricorda la crisi migratoria della scorsa estate a Ceuta, che assicura di aver seguito “dal primo giorno”: “È una crisi che ha cause di differenti tipologie dietro. Bisogna capire come rispondere per evitare questo genere di emergenza. È stata veramente una crisi umanitaria”.
Un pensiero del Papa alla Spagna, quarto viaggio apostolico nel giugno scorso, anche nelle parole iniziali di saluto: “Vorrei fare una menzione speciale per quanti di voi hanno viaggiato con me quando siamo tornati a Roma della Spagna. E voglio scusarmi personalmente per un incidente, con il quale non ho nulla a che fare ma so che ha lasciato alcuni di voi dispiaciuti per il fatto che non abbiamo potuto viaggiare al ritorno insieme per Roma”.
Per annunciare la pace
Papa Leone ringrazia quindi tutti per il lavoro di “copertura del viaggio in Francia” che ha “diversi temi importanti”. Rimanda il colloquio alla conferenza stampa sul volo di ritorno da Metz: “Non vedo l’ora di vedervi durante il viaggio di ritorno e avremo modo di parlare un po’”. Prima però una importante premessa: “Prima di tutto, viaggio in Francia, così come in ogni altra parte del mondo, come seguace di Gesù Cristo per annunciare la pace, la pace di Cristo in tutto il mondo. È un messaggio che, come tutti sappiamo, è importante in questo momento”.
Oltre ai brevi colloqui, alle richieste e alle benedizioni, anche alcune domande più personali. “Lei è una persona felice?”, domanda la vaticanista del Messaggero, Franca Giansoldati. “Sì, lo sono, sono felice a parte le difficoltà, ma trovo conforto nella fede…”, replica il Papa. “Comunque sono contento della scelta fatta tanti anni fa. Ma perché mi vede triste?”. “No, però il peso della Chiesa si fa sentire?”. “Qualche volta di più… però Dio è grande!”, la risposta di Leone.
Il dono al Papa (@Vatican Media)
I doni a Leone XIV
Tanti anche i doni durante il passaggio tra i sedili dell’AirBus di Ita Airways. Due regali spiccano in particolare, due libri. Il primo è quello che lo storico quotidiano francese La Croix ha composto con i messaggi di 340 lettori da tutto il Paese. Cher Pape León è il titolo del volume che raccoglie preoccupazioni geopolitiche, richieste di riforme nella Chiesa e confidenze intime al Papa, figura che, come emerge dalle pagine del libro, molti vedono come autorità morale ascoltata e rispettata in un mondo che è “sull’orlo del baratro”. Tante le preoccupazioni dei francesi per la crisi climatica, la guerra, l’IA, ma anche per questioni geopolitiche. C’è chi, come Martine, ringrazia il Papa “per la sua fermezza” nei confronti di coloro che “vogliono strumentalizzare il cristianesimo per condurre guerre che servono i loro interessi politici e finanziari”. E chi domanda “più forza per i palestinesi e tutte le persone private della propria terra”. Altri condividono i timori per il proprio Paese in vista delle presidenziali del 2027, col rischio di una polarizzazione politica, oppure per la recente approvazione della legge sul suicidio assistito. Messaggi anche di gratitudine per un cammino di fede ritrovato.
Cartas para el Papa è invece il titolo dell’altro libro posto nelle mani del Papa. Anch’esso raccoglie delle lettere, 74 per l’esattezza, con le testimonianze di persone colpite dai terremoti del 24 giugno in Venezuela, oltre a fotografie del fotogiornalista Miguel Gutiérrez che documentano le conseguenze del sisma a La Guaira. Immagini toccanti, alcune in bianco e nero, come toccanti sono i racconti – in spagnolo - di chi si è visto crollare tutto addosso. A consegnare il volume a Leone è la fotoreporter Lola Gómez, veterana dei voli papali e originaria del Venezuela. È una delle promotrici dell’iniziativa (“Pensata per il Papa e destinata solo al Papa”) insieme ad altri quattro corrispondenti da Roma: Jovel Álvarez, José Arnaldo Mujica, Daniel Cáceres. “Vuole essere un ponte per far arrivare al Santo Padre le esperienze, la sofferenza e la speranza espresse da coloro che hanno partecipato”.
La croce donata al Papa (@Vatican Media)
Una croce con il legno recuperato dopo gli incendi in Spagna
Dalla Spagna, e sempre a testimonianza di un disastro naturale, l’altro dono al Pontefice portato in aereo dalla giornalista di Radio Cope, Eva Fernández: una croce realizzata con il legno di quercia recuperato dagli incendi della scorsa estate in Spagna che ha bruciato interi ettari di aree forestali. All’interno della croce, un oculo contenente i resti carbonizzati raccolti nei pressi della cappella di Nostra Signora della Nuova a Getafe (Madrid), tra le poche chiese risparmiate dalle fiamme. Il Papa ha osservato attentamente il dono, poi ha affermato: “Davanti alle catastrofi naturali, dobbiamo avere responsabilità e cura della Casa comune”. Soprattutto dobbiamo “pregare”. Lui, ha assicurato, è la prima cosa che fa davanti a questo tipo di tragedie.
Momenti anche più leggeri, accompagnati da risate, dinanzi ad altre domande dei cronisti. Come quella se si sta esercitando con il francese: “Un po’!”. Ma con Duolingo (famosa app per imparare lingue straniere, ndr)? “No, no, quella non la uso più. È una fake news!”. Al collega americano che ricordava la partita di basket del primo novembre a Roma tra le università statunitensi di Villanova e Notre-Dame e domandava se la Villanova, università del giovane Prevost, avrebbe avuto il tifo e la benedizione papale, Leone XIV ha risposto: “Mi hanno detto che le persone che verranno al match provengono al 90% da Villanova e il 10% da Notre Dame. Quindi la voce del popolo di Dio sarà molto forte dal lato Villanova”.
(fonte: Vatican News, articolo di Salvatore Cernuzio 25/09/2026)
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* L’atterraggio all’Aeroporto internazionale di Parigi Orly è avvenuto alle ore 09:56.
Al suo arrivo all’Aeroporto internazionale di Parigi Orly Papa Leone XIV viene accolto dal Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ai piedi della scala anteriore dell’aereo.
Dopo gli inni, gli Onori militari e la presentazione delle rispettive Delegazioni, il Papa, insieme con il Presidente della Repubblica, raggiunge il Salone d’Onore per un breve incontro privato, prima di ripartire per il Palazzo dell’Eliseo.
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* Visita di cortesia al Presidente della Repubblica
Alle ore 11.00, il Santo Padre Leone XIV è giunto in auto al Palazzo dell’Eliseo per la visita di cortesia al Presidente della Repubblica.
Al suo arrivo il Pontefice è stato accolto dal Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e ha ricevuto gli onori militari e, in seguito, la foto ufficiale, lo scambio dei doni nel Salon des portraits, l’incontro privato e la presentazione della famiglia.
Al termine Papa Leone XIV si è diretto nella Salle des fêtes per il successivo incontro.
* Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico
Alle ore 12.20 nella Salle des fêtes ha avuto luogo l’incontro con Autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della Società Civile, della cultura e del Corpo Diplomatico, nel corso del quale il Presidente della Repubblica ha rivolto ai presenti il suo Discorso.
Al termine dell’incontro il Pontefice ha salutato alcuni dei presenti.
* Successivamente il Papa si è trasferito in auto alla Nunziatura Apostolica per il pranzo in privato.
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Leone XIV: la guerra non è inevitabile,
la Francia promuova pace e diplomazia
Una riflessione sui temi che sono la spina dorsale del suo magistero: è quella che il Papa offre nel primo discorso alle autorità nel Palazzo dell'Eliseo. Forte l'accento sulla tutela del diritto alla vita che "costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano" e sul rischio di manipolazioni della scienza e della tecnologia che favoriscono la maternità surrogata, l'acquisto di organi e una morte programmata
Le bandiere del Vaticano e della Francia ornano il palco allestito nel Salle des fêtes del Palazzo dell’Eliseo dove sono presenti autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della società civile, della cultura e del Corpo diplomatico. Papa Leone vi arriva dopo essere atterrato presso l’aeroporto di Parigi-Orly, percorrendo circa 19 km mentre le campane suonavano al suo passaggio e le persone applaudivano il Vescovo di Roma. All’arrivo nella residenza del presidente della Repubblica, Leone XIV viene accolto con gli onori militari, l’ingresso nella residenza insieme a Macron e alla première dame Brigitte, che lo attendono sul tappeto rosso, è seguito da un momento privato tra il Papa e il capo dell’Eliseo.
Proprio Macron poco prima su X aveva scritto che la visita del Pontefice “testimonia la forza dei legami che uniscono la Santa Sede e la Francia”. “Di fronte alle sfide del nostro tempo, - si legge - porteremo insieme un messaggio di pace, di fraternità e di speranza”. All’arrivo del Papa, assieme al presidente francese, la platea in piedi lo accoglie con un applauso. A prendere la parola per primo è Macron che si sofferma sulla laicità e sull'Intelligenza artificiale. "L'essere umano - afferma - non deve essere legato ai numeri. L'intelligenza artificiale deve essere al servizio dell'uomo. La rivoluzione digitale non deve incatenare ma deve liberare" pertanto invoca la creazione di un organismo internazionale per impedire un oligopolio delle nuove tecnologie.
La stretta di mano al termine del discorso del presidente Macron (@Vatican Media)
Non essere indifferenti alle sofferenze
Il primo discorso di Papa Leone è una summa dei temi forti del suo magistero che costantemente si fa richiamo di pace, espressione della difesa della vita, invito all’uso etico dell’Intelligenza artificiale, riferimento alla laicità intesa come impegno nel dialogo per favorire l’unità nel servizio al bene comune.
L’attualità del mondo, fatta di conflitti e violenza specialmente in Medio Oriente, è lo spunto per il Pontefice per un forte appello a non restare indifferenti di fronte alle “sofferenze che feriscono la dignità umana e gridano giustizia a Dio”. Situazioni che chiamano ad una vera e propria “conversione del cuore e a un cambiamento di atteggiamento” per costruire insieme, “nel cuore del mondo”, “la civiltà dell’amore”. Leone XIV insiste sulla necessità di mettere al bando le armi nucleari, di ridurre gli armamenti esistenti perché “la pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”.
Vi esorto quindi a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola “inevitabile”, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli.
Papa Leone nel suo discorso alle autorità (@Vatican Media)
La vocazione alla pace
Le parole del Papa hanno come eco i rumori della guerra, lo sconvolgimento dovuto ai conflitti in corso e sono dunque esortazione all’impegno soprattutto per un Paese come la Francia che, afferma, “ha la vocazione di rimanere un instancabile artefice della pace e del multilateralismo, in particolare all’interno della nostra cara Europa”.
Possa la Francia, fedele ai propri valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante, e offrire con responsabilità il proprio insostituibile contributo a favore della pace. Che la vostra libertà cresca incessantemente nell’impegno per il bene comune; la vostra fraternità abbracci l’intera umanità; e l’uguaglianza a cui aspirate si fondi sempre sui fondamenti della giustizia e della carità, senza eliminare le differenze tra le persone, ma facendole fruttificare armoniosamente a beneficio di tutta la società.
Le origini del Papa
Leone XIV non nasconde la gioia di essere in Francia, “Paese dal vasto patrimonio culturale e religioso”, abitato da un popolo con origini diverse, una peculiarità che arricchisce la convivenza e la vita democratica. Una sottolineatura, quella del Papa, che nasce dalle sue radici, i genitori della nonna materna infatti erano nati in Normandia.
La Francia è molto spesso al centro delle preghiere del Papa, che non dimentica le sue origini familiari normanne e bearnesi.
Per forgiare l’intelligenza dei popoli
Francia che rappresenta, aggiunge, “un faro culturale, artistico e spirituale, non solo in Europa, ma anche nel mondo”. Luogo di ricerca della verità, grazie alle sue accademie e alle università, capace di “forgiare l’intelligenza dei popoli, ben oltre i propri confini”. “L’illuminazione di menti francesi d’eccezione, - prosegue il Papa - che erano al tempo stesso grandi cattolici, sottolinea quanto le scienze, le arti, la letteratura e la filosofia possano contribuire al bene dell’umanità, quando sono orientate alla ricerca del bello, del bene e del vero, affinché il mondo abbia la vita”, come recita il motto del viaggio, più volte ripetuto.
Il discorso di Leone XIV nel Palazzo dell'Eliseo (@Vatican Media)
Notre-Dame, la speranza che rinasce
Dopo aver fatto riferimento a Parigi, definita la Ville lumière, il Vescovo di Roma si sofferma sul savoir-faire francese, “sinonimo di eccellenza in numerosi ambiti”, distintosi in particolare nel restauro della cattedrale di Notre-Dame di Parigi andata a fuoco nel 2019. Ringraziando il presidente Macron per l’impegno profuso e per la sinergia con istituzioni pubbliche e private, nei pensieri del Papa ci sono gli operai che vi hanno operato. “Non è solo il coronamento di un’impresa tecnica - sottolinea - ma il simbolo di una speranza ritrovata, la prova che ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere grazie alla collaborazione di tutti, e la testimonianza di un’unità realizzata nello sforzo comune”.
Un risultato così bello deve ispirare a tutti gli attori della vita politica, sociale e religiosa del Paese un nuovo slancio per operare incessantemente in uno spirito di unità, con la forza di una viva speranza.
Il motto nazionale
Ripercorrendo la storia della Francia, “terra dalle ricche radici cristiane”, Leone XIV si sofferma sulla fase dell’umanesimo, “che cercava di unificare l’eredità greco-romana e la fede cristiana”, sul fiorire dei grandi pensatori del Rinascimento e poi dell’Illuminismo che aprirono al “riconoscimento dei diritti dell’uomo insiti nella natura della persona umana, in particolare la libertà religiosa”. Un’attenzione che si ritrova nel motto nazionale.
Libertà, uguaglianza e fraternità non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici, ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione.
L’umanità nel “paradiso delle macchine”
Il Pontefice ricorda anche la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, richiamata da san Giovanni Paolo II come “una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità”. Progresso, afferma il Papa, che si intreccia con il rispetto della dignità umana e dei diritti e delle libertà fondamentali ma attenzione ai rischi di uno sviluppo ambiguo di strumenti “capaci di arrecare danno quando non orientati al bene”. Attenzione, rimarca Leone, all’obbedienza cieca e all’irresponsabilità che diventa “padrone di un Paradiso delle macchine”, come faceva notare lo scrittore francese Georges Bernanos. Pericoli, questi, messi in luce nell’enciclica Magnifica humanitas quando si affronta il tema dell’Intelligenza artificiale e la necessità di riportare la persona umana al centro di ogni riflessione.
Per non perdere la nostra umanità in mezzo al “paradiso delle macchine” che invade e condiziona la nostra vita quotidiana, è urgente formare le menti a un discernimento etico, capace di riconoscere ciò che è moralmente buono. Questa esigenza è fondamentale per riconoscere il vero bene che fa crescere l’uomo secondo la sua vocazione primaria, nel rispetto incondizionato della sua libertà interiore e della sua sacra dignità.
Primo discorso di Leone XIV in Francia (@Vatican Media)
La tutela della vita
Una società autenticamente libera, ricorda il Vescovo di Roma, protegge la diversità attraverso un dialogo etico che arricchisce il tessuto sociale; un dialogo urgente nella Francia di oggi “dove persone di diverse appartenenze culturali e religiose sono chiamate a convivere e a dare il proprio contributo alla costruzione della società”. Diversità e solidarietà sono i due binari sui quali corre il Paese transalpino anche grazie all’opera della Chiesa cattolica, “volto vivente della tenerezza e della compassione di Dio”. Il Papa ricorda chi si presta per gli altri, per i più fragili e sofferenti, “una vera e propria scuola di umanità sulla grandezza della cura e un vibrante richiamo al valore unico e insostituibile di ogni essere umano”. Un invito alla fraternità per accogliere la vita senza condizioni, accompagnando ogni tappa dell’esistenza, difendendo chi non ha voce.
Per questo ribadisco «con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano».
Le manipolazioni della scienza
Il rischio che Papa Leone intravede nel mondo di oggi è anche l’illusione di confidare ciecamente nella scienza e nella tecnologia per trovare una soluzione alle sofferenze. Ma anche qui senza una coscienza si rischia di allontanarsi dal vero bene mentre invece ognuno di noi è chiamato al rispetto reciproco e alla tutela della vita.
A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata.
Papa Leone mentre rivolge il suo discorso alle autorità (@Vatican Media)
La sana laicità
L’impegno a cui richiama il Papa è “espressione della giusta laicità” che, sottolinea, “non esclude la dimensione religiosa, ma sa al contrario trarne vantaggio come risorsa educativa”.
Una giusta laicità non consiste quindi nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune, affinché il mondo abbia la vita
Da qui il plauso al lavoro costante e al dialogo tra Santa Sede, Chiesa in Francia e governo per “il servizio a vantaggio di tutti”.
L’impegno per il Medio Oriente
Vivo apprezzamento il Papa lo esprime per la cooperazione tra la Francia e la Chiesa cattolica al servizio dei cristiani d’Oriente, ricorda l’azione educativa, sociale, culturale e umanitaria di associazioni quali “Aiuto alla Chiesa che soffre” o «Œuvre d’Orient», “un prezioso contributo – spiega - al dialogo tra i popoli e alla tutela dei diritti di ogni persona”. Inoltre sul fronte educativo, si sofferma sull’importanza del Fondo per le scuole d’Oriente, un progetto che dal 2021 ha dato sostegno a oltre duecentosessanta istituti scolastici in Medio Oriente, tra cui sette Università in Libano e l’Università di Betlemme.
Pace, unità, prosperità
In conclusione del suo discorso, Leone XIV esprime la sua gratitudine e ricorda che «una Chiesa che pretenda di disinteressarsi delle questioni temporali non adempirebbe appieno alla propria vocazione; e un Presidente della Repubblica che pretenda di disinteressarsi della Chiesa e dei cattolici verrebbe meno al proprio dovere». L’augurio poi di pace, unità e prosperità affinché il mondo abbia la vita. Parole che hanno chiamato un lungo applauso della platea.
(fonte: Vatican News, articolo di Benedetta Capelli 25/09/2026)
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Nel discorso di accoglienza a Leone XIV al Palazzo dell’Eliseo il presidente francese Emmanuel Macron presenta la Francia come un Paese permeato di spiritualità. Al centro il ruolo della laicità, il dialogo tra credenti e non, la difesa della libertà religiosa e la ricerca della pace, intesa come giustizia, rispetto dei diritti umani e dignità dei popoli. Ma anche le sfide della transizione climatica e dell’intelligenza artificiale e l’appello al dialogo sulle grandi questioni etiche
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Guarda il video integrale dell'incontro
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Vedi anche il post precedente:



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