Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



Visualizzazione post con etichetta I MERCOLEDI DELLA SPIRITUALITA - 2021. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I MERCOLEDI DELLA SPIRITUALITA - 2021. Mostra tutti i post

venerdì 3 dicembre 2021

“Le religioni al servizio della fraternità umana nel mondo”. Riflessione sul cap. 8 di Fratelli tutti a cura di Egidio Palumbo, Carmelitano (VIDEO INTEGRALE)

“Le religioni al servizio 
della fraternità umana nel mondo”
Riflessione sul cap. 8 di Fratelli tutti
a cura di Egidio Palumbo,
Carmelitano
(VIDEO INTEGRALE)

Ottavo e ultimo dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 1 dicembre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto


RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco




1. Un proposta impegnativa
   Il capitolo VIII è l’ultimo dell’enciclica sociale Fratelli tutti. È un capitolo breve, composto da quindici paragrafi (nn. 271-285), a cui ne seguono due brevi (nn. 286-287) come conclusione a tutta l’enciclica. La brevità non sminuisce la portata impegnativa di questo capitolo, dove tutte le religioni, compresa quella cristiana, sono chiamate a dialogare e a collaborare tra di loro – nel segno dell’amicizia, della pace, dell’armonia e della condivisione di valori e di esperienze morali e spirituali «in uno spirito di verità e di amore» (n. 271) – per offrire il loro contributo alla costruzione della fraternità e alla difesa della giustizia nella società.
...
      Nella lettura del cap. VIII – testo molto chiaro e comprensibile – mi limito soltanto a qualche sottolineatura e annotazione.

    a) Per impegnarci in tale dialogo amicale e operativo, il papa pone un presupposto: il «riconoscimento del valore di ogni persona umana come creatura chiama ad essere figlio o figlia di Dio» (n. 271).

   b) Poi indica il fondamento ultimo, trascendente della fraternità universale (nn. 272-279): il riconoscimento della paternità universale di Dio (n. 272) che ci rende figli e figlie e perciò fratelli e sorelle tra di noi. È su questa esperienza fondante che si radica la fraternità universale. Ogni religione, compresa la cristiana, questo lo sa: l’amico o l’amica lo/la si sceglie, il fratello o la sorella lo/la si riceve e accoglie come dono dei genitori e di Dio Padre/Madre fonte e amante della vita.

    Le religioni, che sono vie di fede, di sapienza e di spiritualità, sono chiamate ad entrare nel dibattito pubblico – con mitezza e non con arroganza – per aiutare a riflettere che la ricerca di Dio Padre di tutti è un bene per le nostre società, perché ci libera dall’idolatria di noi stessi, dalla ricerca dei propri interessi di parte, dalla eccentricità del proprio ego, e ci aiuta a riscoprire il vero Senso della vita. Ecco: le religioni – compresa la religione cristiana che professa Gesù nostro Signore e nostro Fratello (cf. Eb 2,11-14; Mt 23,8; 12,46-50) – sono chiamate a far riscoprire agli uomini e alle donne del nostro tempo il Senso vero della vita, e di conseguenza il valore profetico della fraternità e della sororità.

    c) Infine papa Francesco nei nn. 281-284 tocca un “nervo scoperto” presente in tutte le religioni: la violenza, la tentazione di ricorrere alla “guerra santa” in nome di Dio, o meglio strumentalizzando – perché di questo si tratta – il nome santo di Dio; ma anche la violenza verbale che demonizza l’altro, che lo ferisce moralmente, che lo emargina. Nella storia tutto questo è successo: basti pensare alle guerre di religione, anche all’interno di una stessa confessione di fede, come quella cristiana, avvenute nel nostro occidente che si vanta di avere “radici” cristiane…

     E tutto questo accade anche oggi: c’è il fondamentalismo islamico di matrice terroristica, che non ha nulla a che vedere con l’islam religioso, pacifico e tollerante; c’è anche il fondamentalismo cristiano, intollerante, aggressivo e violento, tradizionalista (ma non ancorato alla vera Tradizione della Chiesa) e nostalgico del passato, incapace di dialogo e sempre propenso a strumentalizzare, per fini di consenso sociale e politico, i simboli cristiani del presepe e del crocifisso, senza però comprenderne il senso cristiano ed evangelico autentico, poiché non gli interessa confessare Cristo Gesù così come ce lo narrano i Vangeli (che sono normativi per la fede cristiana), gli interessa solo mostrarsi fanatico della tradizione cattolica, manipolata a proprio uso e consumo…

     Le religioni sono chiamate a prendere le distanze da tutto questo. Confessare nel culto e nella vita Dio Padre di tutti – e per i cristiani il Dio Padre di Gesù Cristo e nostro Padre – significa, rispettare la sacralità della vita, la dignità e la libertà degli altri e impegnarsi con amore per il benessere di tutti e per la pace tra i popoli (cf. n. 283), affinché si possa edificare una vera fraternità universale e un’autentica amicizia sociale.

GUARDA IL VIDEO
Intervento integrale


Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)


- Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

- Valori che “aprono” il mondo. Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti (Vittorio Rocca)

- “La politica di cui c’è bisogno”. Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti - Prof.ssa Maria Grazia Recupero

- “Una nuova cultura dell’incontro”. Riflessione sul cap. 6 di Fratelli tutti (Marcello Badalamenti) - VIDEO INTEGRALE 

- Perdono e nonviolenza: affrontare i conflitti - Riflessione sul cap. 7 di Fratelli tutti - Gregorio Battaglia, ocarm (VIDEO INTEGRALE)

sabato 27 novembre 2021

Perdono e nonviolenza: affrontare i conflitti - Riflessione sul cap. 7 di Fratelli tutti - Gregorio Battaglia, ocarm (VIDEO INTEGRALE)

Perdono e nonviolenza: 
affrontare i conflitti 
Riflessione sul cap. 7 di Fratelli tutti 
Gregorio Battaglia, ocarm

(VIDEO INTEGRALE)

Settimo dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 24 novembre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto

RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco


1. Si richiedono “artigiani di pace”

    Per poter tracciare questi percorsi, che conducono ad un nuovo modo di incontrarsi nella pace, dice l’inizio del cap. VII: «c’è bisogno di artigiani di pace, disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia» (n. 225). L’attenzione del Papa è rivolta in modo particolare a tutte quelle situazioni di contrasti violenti e distruttivi, che hanno reso impossibile una pur labile condizione di convivenza. Egli, però, è ben fiducioso nella capacità umana di saper uscire dalle catastrofi, se ci sono uomini e donne ben disposti a saper proporre veri processi di pace nella giustizia e nella verità.

     La follia della violenza mette in moto una spirale, che risucchia sempre più in basso, perché violenza chiama altra violenza. Da questo corto circuito si può uscire soltanto se si ha il coraggio di abbandonare il piano dei risentimenti, del ricorso alla forza distruttiva per sollevarsi a quello dell’incontro e del dialogo con l’altro. Afferma la Fratelli Tutti: «Il processo di pace è un impegno che dura nel tempo. E’ un lavoro paziente di ricerca della verità e della giustizia, che onora la memoria delle vittime e che apre, passo dopo passo, ad una speranza comune, più forte della vendetta» (n. 226). In un altro passaggio è detto: «la pace sociale è laboriosa, artigianale. (…) Quello che conta è avviare processi di incontro, processi che possono costruire un popolo capace di raccogliere le differenze» (n. 217).

    Per spezzare l’assurda spirale della violenza e della vendetta si richiedono persone capaci di lavorare con arte sul terreno della pace. Gesù nella proclamazione delle otto beatitudini parla dei “poeti” della pace, perché essa richiede l’invenzione creativa, la disponibilità a lasciarsi guidare ed ispirare dal soffio dello Spirito.

  Questa insistenza, da parte di papa Francesco, sull’aspetto “artigianale” della pace ci porta a concludere che non è sufficiente il semplice desiderio della pace, ma essa presuppone una vera conversione del cuore, che consenta uno sguardo diverso sull’altro, anche se nemico o semplice oppositore. In conseguenza di questo cambio di sguardo dovrebbe mettersi in moto un vero percorso di apprendistato per poter proporre con sapienza e tenacia vie nuove, che permettano di affrontare e superare conflitti o di risanare ferite traumatiche.

   Si può ben dire che l’incipit di questo capitolo VII sembra dirci che non siamo alla semplice conclusione di una lunga riflessione sulla fraternità, ma ci troviamo di fronte all’apertura di un vero cantiere della pace, dal quale nessuno può sentirsi esonerato. La fraternità, se da una parte richiede la presa di coscienza di una comune appartenenza, dall’altra necessita di una volontà di imparare a gestire e superare i conflitti, rifuggendo da qualsiasi tentativo di dominare l’altro o di escluderlo da qualsiasi possibilità di relazione e, quindi, di incontro.
...


GUARDA IL VIDEO
Intervento integrale

Guarda anche il calendario completo degli incontri
- il programma completo degli incontri

Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)


- Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

- Valori che “aprono” il mondo. Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti (Vittorio Rocca)

- “La politica di cui c’è bisogno”. Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti - Prof.ssa Maria Grazia Recupero

- “Una nuova cultura dell’incontro”. Riflessione sul cap. 6 di Fratelli tutti (Marcello Badalamenti) - VIDEO INTEGRALE

sabato 20 novembre 2021

“Una nuova cultura dell’incontro”. Riflessione sul cap. 6 di Fratelli tutti (Marcello Badalamenti) - VIDEO INTEGRALE

“Una nuova cultura dell’incontro”.
Riflessione sul cap. 6 di Fratelli tutti
Marcello Badalamenti ofm

VIDEO INTEGRALE


Sesto dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 17 novembre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto


RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco



Ringrazio sempre con affetto padre Alberto e la fraternità dei frati Carmelitani per la carità che mi fanno di invitarmi a dettare una riflessone a questi appuntamenti così significativi come sono i “mercoledì della spiritualità”. Saluto i presenti e coloro che ci seguono via social e auguro a tutti che si possa crescere interiormente, in coscienza, verso quella fraternità, luogo dell’incontro con Dio e tra noi.

Quest’anno difatti l’oculata scelta di approfondire l’enciclica di papa Francesco Fratelli tutti (= FT)[1] diviene motivo, per ciascuno di noi, di interrogarci sul magistero odierno di papa Bergoglio, per ringraziare il Signore della chiarezza di risposte in questi tempi difficili e, per alcuni versi, oscuri, come nel primo capitolo dell’enciclica ci veniva ricordato ma, ricchi di quella luce divina che, nel discernimento e nella preghiera, ogni buon cristiano (cf. Mt 13,52) deve poter ritrovare e seguire.

A noi credenti in Cristo, guidati dal Vangelo che diviene farò che illumina il nostro cammino e ci indica, nella carità verso l’altro, il fine della propria risposta di fede, come si evince dalla lettura del secondo capitolo dell’enciclica; Vangelo che «ci stimola ad un rinnovato slancio d’amore, che sia capace di compassione, di tenerezza, di attenzione, di perdono, e che generi fraternità, spalancando il cuore alle esigenze del Vangelo»[2].

 ....


La cultura dell’incontro

Se siamo chiamati ad incontrarci significa che dobbiamo, per forza di cose, imparare a dialogare, è sarà proprio il dialogo l’atteggiamento da riscoprire come vero impegno affinché lo stare insieme, il pensare ad una nuova “cultura dell’incontro”, come la chiama il papa, ribadisca che l’ “amicizia sociale” è possibile; essa, non è un utopia ma, invece, è Vangelo in atto. Significativamente, Zuppi, parlando di questo capitolo, lo intitola: Un viaggio da eroi!

Il Vangelo difatti, ricordiamocelo, è una cosa seria che ci chiama a fare sul serio. Se già nell’esortazione Evangelii gaudium (= EG), papa Francesco, aveva espressamente parlato della necessità di “mettere in evidenza e incoraggiare i valori più alti e centrali del Vangelo” (cf. EG 37-37; Amoris Laetitia, 311), leggendo la FT si rimane, direi, affascinati, come uomini e donne di fede, nel leggere che, la verità, la ricerca della verità, il desiderio di farla propria, passa sempre dall’altro.

«Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile è una verità corrispondente alla natura umana al di là di qualsiasi cambiamento culturale» (FT 213).

La “cultura dell’incontro”, dunque, esige «la capacità abituale di riconoscere all’altro il diritto di essere sé stesso e di essere diverso» (FT 218). Proprio questa ‘capacità abituale’, non è per nulla scontata, anzi molte volte si è smarrita nei meandri di un individualismo che si erge a padrone, nella reale indifferenza che ha, come risultato la «pigrizia di ricercare i valori più alti, che vadano al di là dei bisogni momentanei» (FT 209).

...

GUARDA IL VIDEO 
Intervento integrale


Guarda anche il calendario completo degli incontri

- il programma completo degli incontri

Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)


- Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

- Valori che “aprono” il mondo. Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti (Vittorio Rocca) 

- “La politica di cui c’è bisogno”. Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti - Prof.ssa Maria Grazia Recupero

sabato 13 novembre 2021

“La politica di cui c’è bisogno”. Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti - Prof.ssa Maria Grazia Recupero (VIDEO INTEGRALE)

“La politica di cui c’è bisogno”
Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti
Prof.ssa Maria Grazia Recupero
(VIDEO INTEGRALE)



Quinto dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 10 novembre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto


RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco



      Quello che si profila nel capitolo quinto dell’enciclica Fratelli tutti – dal titolo La migliore politica – è un pianeta insofferente dinanzi alla fragilità, indifferente dinanzi alla violenza, interessato esclusivamente all’accrescimento del benessere materiale – fatto di poteri e di averi. Dentro questo scenario, proprio a partire dalla sua presunta ineluttabilità, Francesco si batte per un cambio di prospettiva «verso un mondo diverso» (n. 154).

1. Quale politica alla “fine della storia”?

     Porgendo in forma di domanda il titolo delle presenti considerazioni: Qual è la politica di cui c’è bisogno? Risponderei la politica che serve, facendo riferimento al doppio significato del “servire” – “procurare un vantaggio”, oppure “essere a disposizione di qualcuno o qualcosa”. Il richiamo alla carità e all’amore politico, al centro del capitolo, sollecita il potere come servizio in opposizione al potere come dominio. Il primo a favore dell’altro, il secondo a costo dell’altro. La parola di Francesco auspica «il bisogno di un cambiamento nei cuori umani, nelle abitudini e negli stili di vita» (n. 166), una trasformazione integrale[1] che scompagini la visione classica del potere come asservimento, in nome dell’«amicizia sociale» (n. 154 e n. 180)[2]. Scandaloso parlare di amicizia in ambito politico, che s’istituisce proprio sulla distinzione-opposizione amico/nemico[3]. Persino controproducente nel quadro di un individualismo chiuso nella “concupiscenza”, «l’inclinazione dell’essere umano a chiudersi nell’immanenza del proprio io, del proprio gruppo, dei propri interessi meschini» (n. 166). Non amici ma concorrenti all’interno di un sistema socioeconomico e culturale governato dall’equivalenza omologante e dalla ragione calcolante, che tende a fagocitare la molteplicità essenziale all’essere umano, nell’unica regola dell’efficienza ad ogni costo. Eppure il sistema sta crollando clamorosamente su se stesso. 
        Nell’Enciclica si fa un interessante riferimento alla “fine della storia”, formula con cui lo studioso Francis Fukuyama teorizzava, alla caduta del muro di Berlino, il trionfo liberaldemocratico, la fine dei conflitti, e una sorta di pace mondiale[4]. La globalizzazione come compimento di una democrazia universale sotto l’egida del mercato non sembra però aver raggiunto l’unificazione del pianeta sotto forma di pacificazione, quanto piuttosto la sua unificazione sotto forma di violenza.
        ...

GUARDA IL VIDEO
Intervento integrale


Guarda anche il calendario completo degli incontri
- il programma completo degli incontri

Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)


- Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

- Valori che “aprono” il mondo. Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti (Vittorio Rocca)

sabato 6 novembre 2021

Valori che “aprono” il mondo. Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti (Vittorio Rocca)

Valori che “aprono” il mondo.  
Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti  
 Vittorio Rocca
(Video)


Quarto dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 3 novembre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto

RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco



1. Premessa

I temi della fraternità universale e dell’amicizia sociale sono la base della proposta del Papa, valori che “aprono” il mondo. Questi due termini non costituiscono una proposta politica specifica e neanche una valutazione morale concreta, ma esprimono due atteggiamenti fondamentali, che dovrebbero essere alla base di ogni politica e di ogni etica.

A dire il vero l’ispirazione di Fratelli tutti, tanto nelle sue analisi quanto nelle suggestioni che offre per l’ideazione di un nuovo e diverso ordinamento della socialità umana, non è affatto esclusiva del Papa. Infatti, intorno al testo dell’enciclica si potrebbero convocare tutta una serie di riflessioni nell’attuale panorama culturale occidentale che si muovono in maniera sintonica rispetto ad alcune delle sue tematiche centrali.

Ciò che è proprio del pensiero del Romano Pontefice è il tema centrale dei poveri e della povertà come stile di vita. Fraternità e povertà sono due facce della stessa medaglia, fondanti l’architettura bergogliana, assai lontana se non in contrasto con quella teologia e spiritualità disincarnate tanto in voga tra i devoti delle sacrestie ecclesiastiche. Un’architettura che è chiaramente ispirata al santo di Assisi. San Francesco, infatti, creò un nuovo tipo di fraternità dedita, oltre che alla predicazione itinerante, alla condivisione con i più poveri. Una fraternità di minores incentrata sul carisma della povertà. La scoperta spirituale dell’umiltà di Dio, anzi che Dio stesso è Umiltà, spinse san Francesco a vivere radicalmente come minor, attirando da subito a sé altri seguaci per vivere, come lui, da fratelli.

Il Papa sogna una Chiesa povera e fraterna al servizio dei poveri, i quali non sono una categoria astratta, ma persone concrete con volti, storie e nomi. I poveri sono uomini e donne senza terra, senza casa, senza lavoro, senza pane, senza speranza; migranti clandestini e rifugiati; anziani soli scartati. Le idee di fraternità universale e di amicizia sociale sono dunque ideali che possono guidare il nostro pensare e il nostro agire. Se tutte le persone si decidessero per questa forma di apertura ciò sarebbe un fatto reale di enorme potenza con conseguenze a ogni livello sociale: interpersonale, familiare, locale, regionale, nazionale, internazionale, globale. Si farebbe sentire anche a livello delle scelte partitiche: qualcuno che sinceramente decidesse di assumere un atteggiamento di apertura primordiale come potrebbe poi coerentemente votare per un partito populista o per un partito chiuso ai migranti?
...
GUARDA IL VIDEO
Intervento integrale


Guarda anche il calendario completo degli incontri
- il programma completo degli incontri

Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)

- Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

sabato 30 ottobre 2021

Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità. Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti - Alberto Neglia, ocarm (VIDEO)

Gesù, Buon Samaritano, 
ci rivela la vera umanità.
 Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti 
Alberto Neglia, Carmelitano 
(VIDEO)

Terzo dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 27 ottobre 2021
e promosso dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto

RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco


1. Introduzione

     Nel capitolo 1 dell’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco, viene messo in evidenza – come abbiamo visto – il paradosso della nostra epoca: a una crescente globalizzazione corrisponde una frammentazione e un isolamento molto elevati che la pandemia del Covid-19 ha reso ancora più evidente. Viene sottolineato: «Malgrado si sia iper-connessi, si è verificata una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti» (n. 7).

    Al n. 12 viene evidenziato ancora di più che si tratta di una dinamica che attraversa tutte le dimensioni della vita sociale: «I conflitti locali e il disinteresse per il bene comune vengono strumentalizzati dall’economia globale per imporre un modello culturale unico. Tale cultura unifica il mondo ma divide le persone e le nazioni, perché “la società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli”».

    Quindi, nonostante gli apparenti legami, «siamo più soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza. Aumentano piuttosto i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o di spettatori. L’avanzare di questo globalismo favorisce normalmente l’identità dei più forti che proteggono sé stessi, ma cerca di dissolvere le identità delle regioni più deboli e povere, rendendole più vulnerabili e dipendenti. In tal modo la politica diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicano il “divide et impera”» (n. 12).

       Di fronte a questa situazione, per tanti versi drammatica perché crea divisione e scarti nella società, nell’enciclica, al capitolo 2, papa Francesco propone di prendere come riferimento la parabola del Buon Samaritano: «Nell’intento di cercare una luce in mezzo a ciò che stiamo vivendo, e prima di impostare alcune linee di azione, intendo dedicare un capitolo a una parabola narrata da Gesù duemila anni fa. Infatti, benché questa Lettera sia rivolta a tutte le persone di buona volontà, al di là delle loro convinzioni religiose, la parabola si esprime in modo tale che chiunque di noi può lasciarsene interpellare» (n. 56).

...

5. La parabola del Buon Samaritano icona del vissuto di Gesù.

   Mi piace vedere in questa parabola una sintesi allegorica del Volto di Dio rivelato nell’AT che Gesù ha pienamente espresso, reso visibile, attraverso il suo vissuto e i gesti quotidiani.

    A leggere il brano in questa prospettiva siamo invitati e aiutati da alcuni Padri della Chiesa, a partire almeno dal II secolo e con una certa continuità, tra di essi: Origene, Agostino, Ambrogio e Ireneo di Lione, che vedono nel buon samaritano Gesù stesso, immagine vivente della misericordia del Padre.

    Il samaritano è una persona non gradita ai custodi della Legge e del tempio, ma qui è Gesù che dalla Samaria ha indurito il suo volto verso Gerusalemme (cf. Lc 9,51), Lui, che con disprezzo viene indicato come «samaritano e indemoniato» (Gv 8,48), sta viaggiando verso Gerusalemme. Lui che è disceso si fa vicino e condivide la sventura dell’uomo.

    «Mosso a compassione»: l’umanità di Gesù è presenza di misericordia, segno della compassione di Dio per i deboli, per i vacillanti: si fa vicino a loro. Nei Vangeli spesso viene evidenziato che Gesù si commuove: «Gli si avvicina un lebbroso e lo supplica in ginocchio dicendogli: “Se vuoi puoi purificarmi”. Mosso a compassione (splancnisthéis), Gesù stese la mano, lo toccò: “Sì lo voglio; sii purificato”» (Mc 1,40-41). Più avanti Marco registra: «Sbarcando, egli vide una grande folla e ne ebbe compassione (esplancnìsthe) poiché erano come pecore che non hanno pastore. Allora incominciò a insegnare loro molte cose» (Mc 6,34).

     Gesù, col suo vissuto umano racconta la misericordia/compassione che esprime la vita stessa di Dio: in Es 34,6, Dio passa davanti a Mosè proclamando: «JHWH, JHWH, Dio di misericordia e di grazia, lento all’ira e ricco di amore e fedeltà». E lo farà con profonda libertà interiore (Mt 22,16).

     Misericordia/compassione e libertà, quindi, caratterizzeranno il vissuto pubblico di Gesù, con questi atteggiamenti racconta il volto del Padre (Gv 1,18).

    La misericordia di Dio, però, non è la lacrimuccia, frutto di emozione momentanea! È presenza rigeneratrice. Misericordia traduce la parola ebraica: rachamim, che incontriamo tante volte nella Bibbia. Rachamim è il plurale di rechem che designa il grembo materno in cui il bambino viene formato e portato, prima della nascita. Indica, quindi lo spazio fatto in sé alla vita dell’altro, spazio di comunione profonda di con-sentire, di com-patire, di con-gioire. Ma indica anche l’amore materno e paterno verso il figlio, il legame tra fratelli, designa, dunque sempre un rapporto che non può venir meno, forte come il legame viscerale. La misericordia è dunque la più radicale protesta contro l’indifferenza, l’individualismo, il rifiuto dell’altro. La misericordia è mistero che genera vita e comunione, è dinamica di condivisione.

      Gesù con il suo vissuto rende umano e palpabile il volto misericordioso del Padre
...

GUARDA IL VIDEO
Relazione integrale


Guarda anche il calendario completo degli incontri
- il programma completo degli incontri

Guarda anche il video dei precedenti Mercoledì
- "ADAMO, DOVE SEI? SIAMO FRATELLI IN UMANITÀ"
Riflessione biblica introduttiva - don Carmelo Russo (VIDEO)


- “LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1 - Tindaro Bellinvia (VIDEO)

sabato 23 ottobre 2021

“LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”: LA FRATERNITÀ TRADITA - Tindaro Bellinvia (VIDEO)

“LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO”:
LA FRATERNITÀ TRADITA
Riflessioni sulla Fratelli tutti, cap. 1
Tindaro Bellinvia
(Video)



Secondo dei Mercoledì della Spiritualità 2021
tenuto il 20ottobre 2021
e promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto



RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ
A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco




1. Unioni e divisioni
Nella complessità dell’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, il primo capitolo rappresenta l’affresco generale sulle criticità del mondo contemporaneo. Il titolo del capitolo “Le ombre di un mondo chiuso” già dà il segno inequivocabile della forte preoccupazione di Papa Francesco verso un mondo tendente alla chiusura e per questo produttore di ombre che impediscono alla luce di penetrare e illuminare la vita delle persone. Ombre obnubilanti per molti popoli e comunità che vivono forti divisioni ed egoismi collettivi e individuali. I tempi del Concilio Vaticano II sembrano davvero lontanissimi quando si gioiva dei chiarori di un’aurora promettente dopo gli orrori della II guerra mondiale.

«Per decenni è sembrato che il mondo avesse imparato da tante guerre e fallimenti e si dirigesse lentamente verso varie forme di integrazione. Per esempio, si è sviluppato il sogno di un’Europa unita, capace di riconoscere radici comuni e di gioire per la diversità che la abita»».
(Francesco, Fratelli tutti, n. 10.)

Papa Francesco mette in risalto come negli anni immediatamente dopo la II guerra mondiale si avesse fiducia nel futuro, poiché dopo i milioni di morti, gli eccidi, l’olocausto di ebrei e rom e la distruzione di intere città, lavorare per costruire percorsi di pace diventava un imperativo. Forte speranza nonostante tutte le contraddizioni del secondo dopoguerra mondiale, come sottolineato negli scritti di un uomo di fede e di impegno sociale e politico come Giuseppe Dossetti, che rimarcò i rischi del persistere di profonde ingiustizie con la costituzione di blocchi contrapposti all’interno della stessa Europa che secondo la sua visione avrebbe dovuto invece essere unita ed indipendente dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica (Cf. Giuseppe Dossetti, Scritti politici 1942-1951, a cura di Giuseppe Trotta, Marietti, Genova 1995, p. 159).

Nonostante tutti i limiti del nuovo ordine mondiale, è indubitabile che nei decenni successivi almeno in Europa si diede vita a processi di integrazione tra Stati e popoli per esorcizzare il ritorno a nazionalismi esasperati, già produttori di persecuzioni di minoranze interne e di guerre tra Stati. L’utopia di un’Europa Unita – immaginata e tratteggiata attraverso il “Manifesto per un’Europa Libera e Unita” da oppositori del regime fascista al confine nell’isola di Ventotene come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni – non è rimasta irrealizzata. Oggi l’Europa non è una vera federazione di Stati ma certamente un’Unione di Stati che potrebbe accrescere ulteriormente la sua coesione interna se a impedirla non fossero i risorti nazionalismi mascherati da sovranismi.

«Si accendono conflitti anacronistici – scrive Papa Francesco – che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi. In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali».
(Francesco, Fratelli tutti, n. 11.)

Se in Europa la situazione è a forte rischio di crescenti nazionalismi, soprattutto nei paesi dell’ex blocco socialista, in Africa purtroppo non mancano i casi di leader e gruppi politici pronti a costruire le loro fortune fomentando odio contro gruppi di popolazioni non uniformi alla maggioranza.
...

4. Le mafie oggi

«La solitudine, le paure e l’insicurezza di tante persone, che si sentono abbandonate dal sistema, fanno sì che si vada creando un terreno fertile per le mafie. Queste infatti si impongono presentandosi come “protettrici” dei dimenticati, spesso mediante vari tipi di aiuto, mentre perseguono i loro interessi criminali. C’è una pedagogia tipicamente mafiosa che, con un falso spirito comunitario, crea legami di dipendenza e di subordinazione dai quali è molto difficile liberarsi»
(Francesco, Fratelli tutti, n. 27.)

Papa Francesco non perde occasione di attenzionare con preoccupazione la questione delle mafie, che sfruttando le insicurezze e paure del momento potrebbero diventare strumento di dominio sulla società. Parlando di “dipendenza e subordinazione” il Pontefice tocca il tema preoccupante dello “Stato sociale” alternativo offerto dalle mafie nei riguardi della popolazione sprovvista di tutela istituzionale. La fortificazione dello Stato Sociale diventa dunque la via per sottrarre alle mafie la manovalanza dell’organizzazione, la cui carenza impedirebbe alle borghesie mafiose di espandersi.
...

GUARDA IL VIDEO
Relazione integrale


Leggi anche:

venerdì 24 settembre 2021

RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2021 Dal 13 Ottobre al 1 Dicembre

I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2021

RISCOPRIRE IL VOLTO FRATERNO DELL’UMANITÀ

A confronto con la “Fratelli tutti” di papa Francesco

IN PRESENZA E IN DIRETTA ONLINE

Dal 13 Ottobre al 1 Dicembre
nella Chiesa-Santuario dalle h. 20.00 alle h. 21.00

promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)



MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE  ore 20.00
Adamo dove sei? Siamo fratelli in umanità. 
Riflessione biblica introduttiva 
 (Carmelo Russo)


MERCOLEDÌ 20 OTTOBRE  ore 20.00
“Un mondo chiuso”: la fraternità tradita. 
Riflessione sul cap. 1 di Fratelli tutti
  (Tindaro Bellinvia)


MERCOLEDÌ 27 OTTOBRE  ore 20.00
Gesù, Buon Samaritano, ci rivela la vera umanità.
Riflessione sul cap. 2 di Fratelli tutti
  (Alberto Neglia).


MERCOLEDÌ 3 NOVEMBRE  ore 20.00
Valori che “aprono” il mondo. 
Riflessione sui capitoli 3-4 di Fratelli tutti 
 (Vittorio Rocca).


MERCOLEDÌ 10 NOVEMBRE  ore 20.00
“La politica di cui c’è bisogno”. 
Riflessione sul cap. 5 di Fratelli tutti 
 (Maria Grazia Recupero).


MERCOLEDÌ 17 NOVEMBRE  ore 20.00
“Una nuova cultura dell’incontro”. 
Riflessione sul cap. 6 di Fratelli tutti 
 (Marcello Badalamenti).


MERCOLEDÌ 24 NOVEMBRE  ore 20.00
Perdono e nonviolenza: affrontare i conflitti. 
Riflessione sul cap. 7 di Fratelli tutti 
(Gregorio Battaglia).


MERCOLEDÌ 1 DICEMBRE  ore 20.00
“Le religioni al servizio della fraternità umana”. 
Riflessione sul cap. 8 di Fratelli tutti 
(Egidio Palumbo).


** Per informazioni: Santuario del Carmine - Tel 0909762800.


N.B.: Tutti gli incontri saranno solo in streaming tramite diretta YouTube. 
        Ecco il link per seguire la DIRETTA streaming