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lunedì 26 gennaio 2026

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI Leone XIV: divisioni nella Chiesa rendono opaco il volto di Dio, una sola voce per la fede

SOLENNITÀ DELLA CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO

CELEBRAZIONE DEI SECONDI VESPRI
LIX SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

Basilica di San Paolo fuori le Mura
Domenica, 25 gennaio 2026


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Il Papa: divisioni nella Chiesa rendono opaco il volto di Dio,
una sola voce per la fede

Celebrando nella Basilica ostiense i secondi Vespri nella solennità della conversione di San Paolo, Leone XIV ricorda che la missione dei cristiani di oggi è annunciare Cristo e avere fiducia in lui. “Preghiamo – afferma il Pontefice - affinché i semi del Vangelo continuino a produrre frutti di unità, di giustizia e di santità, anche a beneficio della pace fra i popoli e le nazioni del mondo intero”


“Noi siamo uno! Lo siamo già! Riconosciamolo, sperimentiamolo, manifestiamolo!”

Le parole di Papa Leone risuonano nella Basilica di San Paolo fuori le mura durante i secondi Vespri di oggi 25 gennaio che concludono la 59.ma Settimana di preghiera di unità dei cristiani, nella solennità della conversione dell’apostolo delle genti. Sono parole che arrivano come uno sprone, un invito fecondo ai fratelli delle diverse Chiese e comunioni cristiane presenti in Basilica per continuare a camminare insieme, per arrivare a “comunicare” con “una voce sola la fede agli uomini e alle donne del nostro tempo”.

L’incontro che trasforma

“Incendiato dalle sue fiamme, si prodigò per il nome di Cristo. Bruciò per lui senza risparmio, predicando l'amore di Cristo”. È l’inno Excelsam Pauli gloria, cantato dal Coro della Basilica di San Paolo e della Cappella Sistina, nel quale si esalta “il glorioso trionfo di Paolo”, a raccontare il mutare del “più piccolo tra gli apostoli”, definitosi così perché si riteneva indegno a causa del suo passato da persecutore della Chiesa. Un passato che però non lo rende prigioniero, sottolinea il Papa, lui stesso invece si definisce “prigioniero a motivo del Signore”: una prospettiva completamente diversa. Il cambiamento dell’uomo passa attraverso un nome differente, la vita nuova che Dio dona nell’incontro con Lui. “Ci viene così ricordato – afferma Leone XIV - che la sua missione è anche la missione di tutti i cristiani di oggi: annunciare Cristo e invitare tutti ad avere fiducia in Lui”.

Ogni vero incontro con il Signore, infatti, è un momento trasformativo, che dona una nuova visione e nuova direzione per assolvere il compito di edificare il Corpo di Cristo.

Le divisioni

Il Vangelo non si può tacere, va annunciato perché, come si legge nella Lumen Gentium, costituzione dogmatica frutto del Concilio Vaticano II, illumina gli uomini con la luce del Cristo “che risplende sul volto della Chiesa”. Una luce che consola ma che può essere anche adombrata.

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani ci chiama ogni anno a rinnovare il nostro comune impegno in questa grande missione, nella consapevolezza che le divisioni tra noi, se non impediscono certo alla luce di Cristo di brillare, rendono tuttavia più opaco quel volto che deve rifletterla sul mondo.

Leone XIV nella Basilica di San Paolo fuori le mura (@Vatican Media)

Una voce sola per la fede

Papa Leone ricorda la recente celebrazione, insieme a Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, a Iznik, l’antica Nicea, del 1700.mo anniversario del Concilio avvenuta il 28 novembre 2025 durante il suo primo viaggio apostolico in Turchia e Libano. “Recitare insieme il Credo niceno nel luogo stesso della sua redazione – afferma il Pontefice - è stata una testimonianza preziosa e indimenticabile della nostra unità in Cristo”.

Un “momento di fraternità” e di ringraziamento perché il Signore “ha operato nei Padri di Nicea, aiutandoli ad esprimere con chiarezza la verità di un Dio che si è fatto prossimo a noi incontrandoci in Gesù Cristo”.

Possa anche oggi lo Spirito Santo trovare in noi l’intelligenza docile per comunicare a una voce sola la fede agli uomini e alle donne del nostro tempo!

“Uno”

Richiamando poi il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” – dalla lettera agli Efesini, Leone XIV ricorda l’importanza e l’insistenza di quell’ “uno” che colpisce e commuove, che spinge “verso la piena unità e la comune testimonianza del Vangelo”.

Comunicare ciò che siamo

L’andare insieme rimanda poi al cammino sinodale che Francesco, nota il Papa, considerava “ecumenico” tant’è che nei Sinodi del 2023 e 2024 erano presenti alcuni delegati fraterni. Una strada, evidenzia Leone XIV, “per crescere insieme nella reciproca conoscenza delle rispettive strutture e tradizioni sinodali” e in particolare guardando al 2033 nel Giubileo bimillenario della Redenzione.

Impegniamoci a sviluppare ulteriormente le pratiche sinodali ecumeniche e a comunicare reciprocamente ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che insegniamo.

Papa Leone XIV legge l'omelia nei secondi Vespri nella solennità della conversione di San Paolo (@VATICAN MEDIA)

La guarigione della memoria

Ricorda poi che i sussidi sono stati preparati dalle Chiese in Armenia, espressione di “una coraggiosa testimonianza cristiana del popolo armeno nel corso della storia, una storia in cui il martirio è stato una caratteristica costante”. Il Papa invita a guardare al santo Catholicos San Nersès Šnorhali “il Grazioso”, che lavorò per l’unità della Chiesa nel XII secolo. Fu capace di comprendere che la ricerca dell’unità riguarda tutti i fedeli e contempla anche “la guarigione della memoria”.

San Nersès può anche insegnarci l’atteggiamento che dovremmo adottare nel nostro cammino ecumenico, come ha ricordato il mio venerato predecessore San Giovanni Paolo II: «I cristiani devono avere una profonda convinzione interiore che l’unità è essenziale non per un vantaggio strategico o un guadagno politico, ma per l’interesse della predicazione del Vangelo».

Semi di unità e pace

Nelle terre dell’Armenia, prima nazione cristiana, il Vangelo si radicò molto presto. Grazie ad “intrepidi annunciatori della Parola che salva, i popoli dell’Europa orientale e occidentale accolsero la fede in Gesù Cristo”.

Preghiamo affinché i semi del Vangelo continuino a produrre in questo Continente frutti di unità, di giustizia e di santità, anche a beneficio della pace fra i popoli e le nazioni del mondo intero.

Una celebrazione ecumenica

Papa Leone nella sua omelia ringrazia il cardinale Kurt Kock, prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, i suoi collaboratori, i membri dei dialoghi teologici e delle altre iniziative promosse dal Dicastero. Il Pontefice saluta in particolare il Metropolita d’Italia ed esarca dell’Europa Meridionale Polykarpos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, dell’arcivescovo Khajag Barsamian per la Chiesa Apostolica Armena di Etchmiadzin presso la Santa Sede, e del vescovo Anthony Ball, direttore del Centro Anglicano di Roma e rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso la Santa Sede. Papa Leone saluta anche gli studenti borsisti del Comitato per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse e ortodosse orientali del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, gli studenti dell’Istituto ecumenico di Bossey del Consiglio Ecumenico delle Chiese, i gruppi ecumenici e i pellegrini che partecipano alla celebrazione.

Il Papa e alcuni rappresentanti delle varie Chiese e comunioni cristiane (@VATICAN MEDIA)

Un cuore aperto all’ecumenismo

Nel suo indirizzo di saluto, prima della fine della celebrazione a cui hanno preso parte circa 2500 persone, il cardinale Kurt Koch ringrazia il Pontefice per avere “un cuore aperto all’ecumenismo”. Ricorda poi le parole di san Paolo sull’unità legata indissolubilmente alla natura stessa della Chiesa e che la fede cristiana senza la ricerca dell’unità rinuncia a se stessa. “L’unità – afferma il porporato – è radicata nell’unico battesimo”. “Più cerchiamo e troviamo, in comunione ecumenica, l’unità nella fede in Gesù Cristo, più diventiamo una cosa sola anche tra noi”.

Il tondo musivo di Papa Leone XIV collocato nella Basilica ostiense (@VATICAN MEDIA)

Poco prima dell’inizio dei secondi Vespri è stato illuminato il tondo musivo di Papa Leone XIV nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, installato lungo la navata sinistra accanto a quello del suo predecessore Papa Francesco e frutto di un’incredibile sinergia lavorativa tra lo Studio del Mosaico Vaticano e il pittore Rodolfo Papa.

All’inizio della celebrazione il Papa ha reso omaggio alla tomba dell’apostolo Paolo, insieme a lui il metropolita Polykarpos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, che durante i vespri ha letto la prima orazione e il vescovo anglicano Anthony Ball che invece ha letto la seconda. Accanto a loro anche il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e l'arcivescovo Flavio Pace, segretario dello stesso Dicastero.

L'omaggio alla tomba dell'apostolo Paolo (@VATICAN MEDIA)
(fonte: Vatican News, articolo di Benedetta Capelli 25/01/2026)


Guarda il video integrale


domenica 25 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 8° GIORNO: Crescere in Cristo

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


8° GIORNO: Crescere in Cristo
 
Versetto del giorno

“Fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo.” (Ef 4, 13)


Letture bibliche supplementari

Proverbi 9, 10-12; Salmo 119 (118), 97-104; Giovanni 17, 3-7

Commento

Nel versetto 4,13 della Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo riassume la visione del Corpo di Cristo in tre ambiti fondamentali: unità nella fede, maturità nella conoscenza e pienezza in Cristo. Per raggiungere la maturità, è necessario sviluppare una conoscenza sempre più profonda di Gesù Cristo. Si tratta di una conoscenza che rivoluziona la vita umana e che ci porta a rinnovare la nostra mente e ad applicarla in azioni concrete, e non solo nella semplice comprensione intellettuale. Assomiglieremo sempre di più a lui nella misura in cui arriveremo a conoscerlo meglio. Per ottenere questa conoscenza, bisogna studiare i suoi insegnamenti e viverli quotidianamente in obbedienza. La “misura dell’infinita grandezza di Cristo” è l’obiettivo della maturità cristiana. Significa cercare e adoperare ogni mezzo per diventare più simili a Gesù: amando come lui ama, servendo come lui serve e facendo nostro il suo atteggiamento. Siamo chiamati a discernere il nostro cammino spirituale, cercando unità con gli altri, approfondendo la nostra conoscenza del Figlio di Dio e aspirando ad essere colmati dalla sua pienezza.

Per riflettere

In che modo stiamo approfondendo la nostra conoscenza di Cristo e come lasciamo che questa conoscenza guidi le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre relazioni?

Preghiera

O Cristo, vera Luce del mondo, rendi la mia anima degna di vedere con gioia la luce della tua gloria nel giorno in cui mi chiamerai, e di riposare, con la speranza del bene, nella dimora dei giusti, fino al giorno della tua gloriosa venuta. Abbi pietà delle tue creature, e di me, che sono un grande peccatore. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.


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8° GIORNO: Crescere in Cristo (sal.119 - Gv 17, 3-7)
commento di Lena Residori, laica cottolica, biblista,
docente all'Istituto Teologico Missionario del Pime

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Vedi anche i post precedenti:

sabato 24 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 7° GIORNO: Il dono di Dio dato nel battesimo

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


7° GIORNO: Il dono di Dio dato nel battesimo
 
Versetto del giorno

“Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi.” (Ef 4, 7)


Letture bibliche supplementari

Geremia 1, 4-9; Salmo 131 (130), 1-3; Matteo 25, 14-18

Commento

Nell’unità che hanno ricevuto da Dio come dono, le chiese e tutte le comunità locali sono diverse tra loro, poiché la grazia viene assegnata in base al dono di Cristo che contribuisce alla costruzione del Regno di Dio. Questi doni spirituali sono concessi da un unico Signore, in un unico battesimo, per un unico scopo. Diversità nell’unità: questa è l’unica ricchezza e potenza della Chiesa, fondata su Cristo, nell’azione dello Spirito Santo.

Per riflettere

Come cambieranno le nostre relazioni, se accetteremo che la diversità dei doni non è motivo di contrasto e rivalità, bensì di rafforzamento e condivisione reciproca?


Preghiera

Signore Gesù Cristo, dall’opera dello Spirito Santo nell’unico battesimo, hai elargito su di noi grazie meravigliose e molteplici, doni per l’edificazione del tuo Corpo, la Chiesa. Concedici ora il desiderio di apprezzare appieno la ricchezza della loro diversità e di adoperarli fruttuosamente per favorire la diffusione del Vangelo. Nel tuo Nome preghiamo. Amen.


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7° GIORNO: Il dono di Dio dato nel battesimo (Mt 25,14-18)
commento di Dianet de la Caritad Martinez Valdes, pastora battista e teologa,
membro del gruppo di servizio degli ambasciatori/ambasciatrici di pace Ucebi

venerdì 23 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 6° GIORNO: Un solo Signore e Padre

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


6° GIORNO: Un solo Signore e Padre
 
Versetto del giorno

“Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce.” (Ef 4, 6)


Letture bibliche supplementari

1 Re 8, 56-60; Salmo 148, 7-13; Matteo 5, 44-48

Commento

Nella Lettera agli Efesini 4,6, l’apostolo Paolo evidenzia la profonda unicità di Dio, dichiarando che Egli è “al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce”. Dio è sia trascendente, giacché esiste al di là di tutto, sia immanente, giacché è presente e operante all’interno del suo creato. Questa verità fondamentale chiama la Chiesa a incarnare e vivere l’unità, radicandosi nella fede condivisa in un unico vero Dio che è Padre di tutti i credenti. Con la parola “tutti”, si intende che ogni persona creata a immagine di Dio ricade sotto la sua autorità. L’adorazione di un unico Dio crea un forte legame di unità tra i cristiani. Proprio come i membri di una famiglia trovano nell’amore per un genitore il proprio terreno di appartenenza comune, così i cristiani sono chiamati a essere uniti nella loro devozione allo stesso Padre.

Per riflettere

In che modo l’immagine di Dio come Padre amorevole e premuroso nei confronti di tutti può costituire parte della missione e del ministero delle nostre varie comunità ecclesiali, e aiutarle a promuovere una testimonianza cristiana più unitaria a livello internazionale?


Preghiera

Ti professiamo con fede e ti adoriamo, Padre amorevole, perché Tu sei in cielo al di là delle parole e in terra al di là di ogni comprensione, per mezzo del tuo Figlio, Gesù Cristo. Nel tuo tenero Amore, sei l’inizio e il compimento di tutto. Gloria per sempre a te, Padre, con il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

San Gregorio di Narek

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giovedì 22 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 5° GIORNO: Una sola fede, un solo battesimo

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


5° GIORNO: Una sola fede, un solo battesimo
 
Versetto del giorno

“Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo.” (Ef 4, 5)


Letture bibliche supplementari

Zaccaria 14, 6-9; Salmo 100 (99), 1-5; Matteo 28, 16-20

Commento

Nel versetto 4,5 della Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo sottolinea che l’atto del battesimo consolida l’unità cristiana, segnando l’ingresso dei credenti nella comunione della Chiesa e affermando la loro testimonianza condivisa nello stesso Signore. È il battesimo a creare l’identità comunionale della Chiesa, poiché siamo uno nel Corpo del Signore. Questo sacramento serve a ricordarci con forza che, sebbene i membri della Chiesa possano provenire da contesti diversi, la loro unità nella fede e nel battesimo trascende ogni divisione. Ponendo al centro questi elementi unificanti, la Chiesa può celebrare la sua diversità rimanendo saldamente unita. È una sfida a dare priorità alla nostra comune identità in Cristo e, nonostante il permanere delle nostre differenze, rafforzare il legame di noi fedeli in Gesù Cristo.

Per riflettere

Quali iniziative di collaborazione possono essere intraprese dalle nostre varie comunità, per celebrare la nostra fede comune in Gesù Cristo e l’unità sugellata dal battesimo?


Preghiera

Spirito di Dio e vero Dio, che scendesti sul fiume Giordano e nel cenacolo; che ci hai illuminato con il battesimo nel santo fonte, abbiamo peccato contro il Cielo e davanti a te, purificaci nuovamente con il tuo fuoco divino, come fu per gli apostoli con le lingue di fuoco. Abbi pietà di ogni tua creatura, specialmente di noi.  Amen.
San Narsete il Grazioso di Gla

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mercoledì 21 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 4° GIORNO: Chiamati a una sola speranza

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


4° GIORNO: Chiamati a una sola speranza
 
Versetto del giorno

“Una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati.” (Ef 4, 4)


Letture bibliche supplementari

Deuteronomio 6, 4-9; Salmo 24 (23), 1-6; Giovanni 17, 20-26

Commento

Nella Lettera agli Efesini 4,4, l’apostolo Paolo sottolinea la relazione di profonda unità che caratterizza l’intera Chiesa nel mondo. Tale unità è radicata nell’unico Spirito e nell’unica speranza che uniscono tutti i cristiani nella fede. Il giorno della Pentecoste, lo Spirito Santo ha infiammato i cuori degli apostoli e dato avvio alla missione universale della Chiesa. Questo stesso Spirito ci offre ogni strumento necessario a tal fine e sostiene la nostra missione collettiva nel mondo attuale, promuovendo una Chiesa che trascende i confini nazionali e culturali. La nostra comune speranza della salvezza in Gesù Cristo è la pietra angolare di questa unità, in cui si ritrovano genti diverse all’interno di un’unica Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. In quanto cristiani, questa unica speranza e questo unico Spirito, mediante il quale siamo battezzati e rinnovati, costituiscono la nostra identità. Il nostro compito è quello di garantire che questa unità non sia solo un concetto, ma una realtà vissuta che rafforza la nostra missione condivisa e nutre l’amore reciproco tra gli esseri umani.

Per riflettere

In che modo possiamo, come chiesa o come singole comunità, accettare la sfida che ci viene posta dalla nostra unica vocazione, pur preservando la nostra identità e le nostre tradizioni specifiche?

Preghiera

Gesù Cristo, ci hai riuniti in tutta la nostra diversità come tua famiglia e come Chiesa. A fronte delle tante situazioni sulla terra in cui la speranza ha lasciato il posto alla disperazione e a cuori feriti, rinnova la nostra speranza nell’opera dello Spirito Santo che trasformerà il mondo. Portaci a diffondere questa speranza a tutti e in ogni luogo. Tu sei la vera Luce, che scaccia le tenebre del peccato e fa risplendere nei nostri cuori la gioia e la speranza del tuo Amore eterno. Amen.

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martedì 20 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 3° GIORNO: Il vincolo della pace

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).


3° GIORNO: Il vincolo della pace
 
Versetto del giorno
“Cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo.” (Ef 4, 3)

Letture bibliche supplementari

Isaia 11, 6-9; Salmo 86 (85), 8-13; Giovanni 14, 27-31

Commento

La pace è un elemento indispensabile per mantenere l’unità all’interno della Chiesa. Nel versetto 4, 3 della Lettera agli Efesini, la “pace che vi unisce” indica un principio vitale e attivo che non solo offre fondamento, ma sostiene e nutre l’unità della comunità cristiana. Cristo, Principe della Pace (cfr Isaia 9, 6), ha predicato la pace e la riconciliazione. La pace è un dono e un frutto dello Spirito (cfr Galati 5, 22). La “pace che vi unisce” è una forza attiva che preserva la coesione della Chiesa e ne unisce tutti i membri, indipendentemente dalle loro differenze di provenienza o di opinione. La pace favorisce relazioni significative, permettendo ai credenti di interagire armoniosamente e di essere pronti al perdono. Paolo sottolinea come la vera unità richieda un impegno costante per la pace e ci inviti a coltivare costantemente e promuovere attivamente la pace tra i membri della Chiesa.

Per riflettere

In che modo l’insegnamento dell’apostolo Paolo, secondo cui la pace è un frutto dello Spirito, influisce sulle nostre interazioni e relazioni quotidiane all’interno delle nostre comunità, specialmente quando c’è bisogno di riconciliazione o di perdono?

Preghiera

Signore Gesù Cristo, tu sei il Principe della Pace. Rafforza il vincolo di pace tra noi e nel nostro mondo tormentato. Muovi alla pace il cuore di tutti coloro che suscitano guerre; sana le ferite di tutti coloro che sono afflitti dalla guerra. Preghiamo in particolare per il popolo dell’Armenia e dell’Artsakh, e per le loro famiglie, sparse in tutto il mondo. Fà che la luce del tuo Amore risplenda in tutti i luoghi oscuri del nostro mondo e affretta il giorno in cui tutti i popoli potranno vivere in pace e giustizia. Amen.

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3° GIORNO: Il vincolo della pace (Is 11,6-9)
commento di Nausicaa Marchiori, laica cattolica, incaricata per il servizio all'eucumenismo e
 al dialogo diocesi di Verona, docente all'Istituto di Teologia Avventista di Firenze

 

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Vedi anche i post precedenti:

lunedì 19 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - 2° GIORNO: Sostenersi a vicenda nell’amore

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026

 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito 
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).

2° GIORNO: Sostenersi a vicenda nell’amore

Versetto del giorno

“Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi l’un l’altro con amore.” (Ef 4, 2)

Letture bibliche supplementari

Zaccaria 7, 8-10; Salmo 25 (24), 6-10; Luca 10, 30-36

Commento

L’apostolo Paolo ci esorta a vivere in modo degno della nostra vocazione cristiana, fornendoci un significativo orientamento per la vita di relazione. Egli chiama i credenti ad essere “sempre umili, cordiali e pazienti”, comportandosi in modo degno ed esorta: “sopportatevi l’un l’altro con amore”. Questa chiamata divina non è solo un percorso personale, ma si esprime vividamente nelle nostre interazioni con gli altri. Le quattro virtù che Paolo mette in evidenza – umiltà, cordialità, pazienza e amorevole sopportazione – sono parimenti fondamentali per coltivare relazioni basate sull’amore. Incarnare queste virtù significa avvicinarsi agli altri con spirito di genuina umiltà, essere gentili anche con chi mette alla prova la nostra pazienza e mostrare tolleranza nei confronti di chi ci provoca. Più profondamente, significa l’invito a “sopportarsi gli uni gli altri” nonostante le nostre differenze, divenendo così specchio di un amore che trascende tutte le divisioni terrene e che incarna la grazia dell’infinita compassione di Dio.

Per riflettere

In che modo le virtù dell’umiltà, della cordialità, della pazienza e dell’amorevole sopportazione, menzionate nella Lettera agli Efesini, possono aiutarci come credenti a tenere la rotta e superare le divisioni che nascono all’interno delle nostre comunità cristiane locali?
Preghiera

Signore Gesù Cristo, Tu ci mostri come essere pazienti gli uni con gli altri con umiltà e dolcezza. La luce che hai fatto brillare sul nostro cammino ci conduca verso l’unità. Aiutaci a curare le ferite della divisione e dell’indifferenza che spesso dividono le comunità. Amen.

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2° GIORNO: Sostenersi a vicenda nell'amore (Zc 7,8-10)
commento di Heidi Lengler del Brasile, pastora luterana della CELI
in servizio alle comunità evangeliche della Sicilia


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Vedi anche il post precedente:


domenica 18 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 - CCEE: L’unità dei cristiani come strumento di pace - 1° GIORNO: La nostra chiamata (Mc 3,13-15)


Comunicato stampa
L’unità dei cristiani come strumento di pace

La Presidenza del CCEE invita alla preghiera per la pace durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani


A seguito della firma della Charta Oecumenica aggiornata che ha avuto luogo a Roma il 5 novembre 2025, S.E. Mons. Gintaras GRUŠAS, Presidente del CCEE, rilancia la fase di ricezione della Charta in Europa rivolgendo un accorato appello ai Presidenti delle Conferenze episcopali europee affinché dedichino una speciale intenzione di preghiera per la pace durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, poiché questa unità tra i battezzati in Cristo è un potente strumento di pace in tutto il mondo.

«La preghiera rimane “l’anima di tutto il movimento ecumenico” (UR, 8) e trova un’espressione particolarmente forte durante l’Ottavario annuale di preghiera per l’unità dei cristiani”, sottolinea l’Arcivescovo Grušas nella sua lettera a tutti i Presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa.

Nel 25° anniversario della firma della prima Charta Oecumenica, avvenuta a Strasburgo il 22 aprile 2001, e in un clima di gravi minacce contro la pace, caratterizzate da persistenti conflitti armati e tensioni geopolitiche in molte regioni del mondo, le Chiese sono chiamate a rinnovare un forte appello comune a pregare per la pace, soprattutto durante la prossima Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, affinché questa unità possa essere realizzata non solo tra i cristiani, ma anche tra tutte le parti che sono in conflitto tra loro, affinché la pace possa essere ricostruita.

«Questa preghiera comune e l’accoglienza della Charta Oecumenica aggiornata sono affidate all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre d’Europa, e dei Santi Patroni d’Europa», conclude il Presidente del CCEE.

La Charta Oecumenica aggiornata segna una tappa significativa nel cammino ecumenico delle Chiese in Europa. A distanza di 25 anni, la Charta rimane un documento di riferimento fondamentale per promuovere la cooperazione, il dialogo e la testimonianza comune tra le Chiese cristiane in tutto il continente. La revisione della Charta è stata intrapresa da un gruppo di lavoro incaricato dal Comitato congiunto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e della Conferenza delle Chiese Europee (CEC).

Le Chiese sono ora chiamate a impegnarsi in una ricezione profonda e fruttuosa della Charta Oecumenica aggiornata, che includa un rinnovato impegno nel dialogo ecumenico, nella preghiera comune, nella testimonianza condivisa e nella formazione, nei rispettivi contesti.
(fonte: Consiglio Conferenze Episcopali Europee)

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 “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,1-13).

1° GIORNO: La nostra chiamata (Mc 3,13-15)

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”: questo il tema generale proposto per quest'anno tratto da Ef 4,1-13. Il versetto racchiude la profondità teologica dell’unità cristiana che è un mandato divino, centrale per la nostra identità battesimale.

Infatti in Ef 4,4 trovano sintesi gli insegnamenti di Paolo sull’unità, quando si viene ancora una volta a sottolineare come i seguaci di Cristo manifestano che «uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito», uniti in un’unica speranza. Questa metafora indica la Chiesa come un’entità unificata che trascende le barriere di qualunque geografia, nazionalità, etnia e tradizione, unendo i credenti di tutto il mondo nella fede e nella speranza. Paolo utilizza la metafora della Chiesa come Corpo di Cristo per descrivere la sua unità, data dalla diversità dei suoi membri. L’unità della Chiesa risulta essere, dunque, un’esperienza vissuta che approfondisce l’identità spirituale dei fedeli e rafforza la loro testimonianza collettiva.

Le preghiere e le riflessioni utilizzate in occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani di quest'anno sono state preparate dai fedeli della Chiesa apostolica armena, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche.

A partire dal 18 gennaio 2026, in occasione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani (18-25 gennaio), l'Istituto di Studi Ecumenici "San Bernardino" di Venezia ha preparato dei brevi video di commento alle letture bibliche proposte per la liturgia del giorno. Quest'anno sono state scelte esclusivamente voci femminili.

Ascolta e guarda ogni giorno il podcast con la meditazione ecumenica proposta da sorelle cristiane ortodosse, protestanti e cattoliche.

1° GIORNO: La nostra chiamata (Mc 3,13-15)
commento di Bianca Mariana Nikita, laica ortodossa, impegnata nella promozione
 del dialogo ecumenico tra la Chiesa ortodossa rumena e la Chiesa romana cattolica