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venerdì 18 settembre 2026

Tonio Dell'Olio Quando la patria diviene un vitello d’oro

Tonio Dell'Olio
 
Quando la patria diviene un vitello d’oro
 
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI  16 settembre 2026


Un Paese non è screditato da chi ne denuncia i crimini, ma dai crimini che si rifiuta di guardare. Eppure un ministro israeliano chiede che Yuval Abraham e Rachel Szor, registi di Naza, siano privati della cittadinanza. La loro colpa è di aver raccolto le testimonianze di ventiquattro militari e uomini dell’intelligence sulle operazioni a Gaza.

Il film racconta sistemi algoritmici che selezionano gli obiettivi e calcolano quanti civili possano essere “sacrificati”. Dietro la gelida precisione dell’intelligenza artificiale, però, restano decisioni umane: qualcuno progetta, autorizza, preme un tasto; qualcun altro muore. 

La reazione del potere è istruttiva. Invece di accertare i fatti, processa le coscienze. Invece di interrogarsi sulle vittime, accusa di tradimento chi rende visibile il meccanismo che le produce. 
Peccato gravissimo: la patria diviene il vitello d’oro che pretende silenzio e obbedienza. 

Ma cittadino leale non è chi approva tutto. È chi impedisce al proprio Paese di smarrire l’anima. 

Quelle voci, raccolte di notte sui tetti di Tel Aviv, non sono contro Israele: sono contro la disumanità che divora palestinesi e israeliani. 

Si può revocare un passaporto, minacciare un autore, censurare un film. Non si può togliere la cittadinanza alla coscienza. Né impedire alla verità, prima o poi, di tornare a casa.

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