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venerdì 18 settembre 2026

CPR e medici sotto accusa: il dovere di cura previsto dalla Costituzione va difeso


CPR e medici sotto accusa: il dovere di cura previsto dalla Costituzione va difeso

(Foto di Andrea Mancuso)

La valutazione di non idoneità al trattenimento si fonda su dati clinici e risponde al giuramento di Ippocrate e alle evidenze sull’impatto patogeno dei CPR. No alle visite frettolose per esigenze di governo, all’ampliamento del sistema detentivo dei CPR e alle campagne denigratorie contro chi tiene fermo il rispetto dei diritti fondamentali.

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – ASGI – esprime grave preoccupazione per quanto accaduto nelle ultime ore a diversi medici e mediche in varie città italiane.

Nella notte del 16 settembre sono state effettuate, su disposizione della Procura della Repubblica di Ravenna, perquisizioni domiciliari, sequestri di cellulari e computer a carico di 23 medici e mediche, allo stato non indagati, nell’ambito di indagini finalizzate ad accertare eventuali responsabilità nel rilascio di certificati di non idoneità sanitaria al trattenimento di persone straniere nei CPR o nei luoghi idonei destinati al rimpatrio.

Particolarmente preoccupante risulta essere la notizia della contestazione di associazione per delinquere, finalizzata alla formazione di falsi certificati per impedire i rimpatri, mossa all’unico medico perquisito chiamato a rispondere come indagato.

Come richiamato in numerosi appelli, l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, garantendo cure gratuite agli indigenti senza distinzione di nazionalità o regolarità di soggiorno; le valutazioni condotte dai medici per accertare l’idoneità delle persone straniere al trattenimento non sono “arbitrarie”, ma si fondano su dati clinici e sull’evidenza scientifica della natura intrinsecamente patogena dei CPR, riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’estrema gravità della contestazione mossa fa temere che dietro la notizia di tali accuse e dietro la campagna politica e mediatica scatenata contro i medici coinvolti nelle indagini vi sia un tentativo di azione esemplare per sedare il dissenso di quella parte della classe medica che, in ottemperanza al giuramento di Ippocrate, ritiene prevalente il proprio obbligo di una valutazione medica oggettiva, senza cedere a pressioni che in nome dell’efficienza del sistema, vorrebbero il medico un mero burocrate che dia il via libera alle detenzioni, senza alcun approfondimento.

In questo contesto, tutti coloro che non si lasciano intimidire da questa deriva autoritaria e tengono fermo il rispetto dell’ordinamento giuridico e dei diritti fondamentali sono e diventano bersaglio di campagne denigratorie. È toccato a magistrati, a singoli attivisti, ad associazioni e organizzazioni che prestano attività di ricerca e soccorso in mare e ora accade ai medici.

Richiamando il comunicato del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEeO), si osserva che i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza, ma professionisti della cura, il cui mandato fondamentale è tutelare la salute e la dignità di ogni persona. L’autonomia e l’indipendenza della professione medica costituiscono garanzie poste a tutela di tutti e non possono essere sottoposte a pressioni politiche o ideologiche.

ASGI esprime la propria solidarietà ai medici e alle mediche che, per svolgere con scrupolo il proprio lavoro e senza accettare frettolose valutazioni per quieto vivere, sono oggi vittime di attacchi e di veri e propri tentativi di intimidazione.

L’Associazione manifesta profonda preoccupazione per l’incremento di azioni di polizia e la strumentalizzazione giornalistica di meri atti di indagine che, per modalità e tempistiche, paiono attacchi repressivi a ogni forma di dissenso.

È in gioco la tenuta dello Stato di diritto e il rispetto della Costituzione: è chiaro il tentativo di fare del fenomeno migratorio il cavallo di Troia per disegnare un modello di società in cui i diritti fondamentali sono negati o fortemente compromessi.
(fonte: Pressenza - ASGI Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione 17.09.26)

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CPR, Medici indagati: MSF chiede alla Procura di Ravenna di acquisire il Giuramento di Ippocrate

MSF ha deciso di rivolgersi alla Procura di Ravenna per chiedere che il Giuramento di Ippocrate venga acquisito agli atti dell’inchiesta, a richiamo dei principi di indipendenza e responsabilità che guidano la professione medica.

MSF: “Medici liberi di curare, senza condizionamenti”

La nostra organizzazione segue e denuncia da anni le condizioni delle persone trattenute nei CPR in Italia.

Nel 2025, insieme alle organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, abbiamo visitato diversi CPR sul territorio nazionale, osservando le condizioni di vita e di salute delle persone trattenute. Da questo lavoro è nato un rapporto che documenta le criticità del sistema e l’impatto della detenzione sulla salute.

Abbiamo inoltre sottoscritto l’appello promosso dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni sul ruolo e sull’autonomia dei medici nei CPR.

Questa esperienza si inserisce nel lavoro che portiamo avanti da oltre 20 anni anche in altri paesi, da Malta alla Grecia, dalla Libia a Nauru, dove abbiamo documentato le gravi conseguenze della detenzione amministrativa delle persone migranti sulla salute fisica e mentale.

Con questo gesto simbolico esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi e colleghe indagati e ribadiamo che un medico debba sempre agire secondo scienza e coscienza, nell’interesse esclusivo della salute delle persone “Primum non nocere”, prima di tutto non nuocere, è il principio cardine della pratica medica. I CPR sono luoghi in cui il diritto alla salute è sistematicamente compromesso e rappresentano un sistema patogeno, dove le persone si ammalano, si suicidano e i diritti vengono sistematicamente calpestati. È indispensabile che ai medici venga riconosciuta la libertà di svolgere il proprio ruolo senza condizionamenti, curando e tutelando ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, mettendo la salute al centro di ogni decisione clinica”.

Chiara Montaldo
infettivologa e responsabile medica di MSF
(fonte: Medici senza frontiere 17/09/2026)