MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ LEONE XIV
PER LA 112ª GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO
(27 settembre 2026)
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Anche uno solo di questi bambini (cfr Mt 18,10)
Cari fratelli e care sorelle!
Di anno in anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ci invita a volgere il nostro sguardo su aspetti diversi del complesso fenomeno migratorio. Per questa 112ª Giornata il tema «Anche uno solo di questi bambini» richiama la nostra attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga, sulla sollecitudine nei loro confronti e sulla promessa del Signore che «chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me» (Mc 9,37).
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Affidiamo i minori migranti e rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima che, insieme a San Giuseppe e a Gesù, ancora bambino, conobbe la ferocia della violenza di Erode e il dramma dell’esilio in Egitto (cfr Mt 2,13-15); sia Lei ad accompagnare i loro passi e ad aiutare le nostre comunità a diventare segni vivi e credibili del Vangelo.
Dal Vaticano, 11 agosto 2026, memoria di Santa Chiara d’Assisi.
LEONE PP. XIV
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Mons. Corrado Lorefice
Migranti e rifugiati, i piccoli del Vangelo
In un tempo abituato a contare i morti e a considerare un nulla la vita di ogni creatura, il tema scelto da papa Leone XIV per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2026 ricorda a tutti che ogni esistenza brilla agli occhi di Dio.
È incredibile la critica mossa alla comunità cristiana, accusata di «buonismo» e di «fare politica» quando parla di accoglienza.
La Chiesa non anima sentimentalismi e non fa politica: fa Vangelo.
E da qui una visione di polis, di città umana e umanizzante. Alla fine della vita, infatti, saremo giudicati non sul potere, non sul successo, ma sull’amore. Questo vuol dire che di fronte al povero, al sofferente, al bambino, non ha senso cercare spiegazioni o retropensieri. Vanno accolti, e basta. Non come si accoglie un “poveraccio”, ma come chi ha qualcosa da dirti e da darti.
Quando capiremo che l’altro è quell’oltre che ci porta a pienezza?
Quando capiremo che solo stando accanto ai deboli si scopre la dolcezza dell’anima e del corpo di cui parla Francesco d’Assisi nel suo Testamento?
Il Padre misericordioso non chiede al figlio «perché sei tornato»: sei tornato, sei venuto, sei un figlio, un fratello. Altro non serve.
Oggi i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo. Dio si ricorda di loro. Esistenze irripetibili, volti presenti singolarmente alla memoria del Padre, che giungono a ribaltare le nostre idee religiose e a metterci di fronte a uno scandalo mai sopito: sono loro il volto di Dio, perché con loro si è identificato il Figlio di Dio.
Il modo in cui li trattiamo è la cartina di tornasole della veridicità del nostro rapporto con Dio. Dirsi cristiani e non accogliere è una contraddizione assoluta. D’altronde, Gesù è fuggito in Egitto per insegnarci che Dio non conosce frontiere. La famiglia di Nazareth che varca il confine benedice tutti gli attraversamenti di frontiera.
Fuggire dagli Erodi che non guardano negli occhi i bambini è, a volte, l’unico modo per dare un futuro ai propri figli.
La storia è nata e rinata da un bambino a Betlemme, così la storia dell’umanità rinasce ogni volta che un bambino viene custodito. Custodire i bambini è forse, oggi, il compito più urgente che ci sia dato.
«Una madre a Gaza non dorme… Ascolta il buio, ne controlla i margini, filtra i suoni uno ad uno / […] per cullare i suoi bambini. / E dopo che tutti si sono addormentati, / si erge come uno scudo di fronte alla morte» (Ni’ma Hassan).
Una madre a Gaza. Una madre in tutti i teatri di guerra del mondo.
In questa veglia senza sonno si condensa tutto il senso di questa nostra Giornata: perché anche un solo bambino, un solo volto, una sola vita, vale come il mondo intero agli occhi di Dio e, se vogliamo davvero dirci suoi discepoli, anche ai nostri.
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“Migranti Press”, in uscita lo speciale
per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato
È integralmente dedicato alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre 2026), come di consueto ogni anno, il numero doppio speciale di Migranti Press in uscita, eccezionalmente in distribuzione presso tutte le parrocchie italiane.
Il tema della Giornata (in breve, GMMR), indicato da papa Leone – “Anche uno solo di questi bambini” – è il filo conduttore dei contributi pubblicati sulla rivista, a partire dall’editoriale del presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ricorda che i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo e che la Chiesa che li tutela e li accoglie «fa Vangelo».
Il numero si struttura in due sezioni. ...
