Preghiamo per la cura dell'acqua
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Dedicata all’acqua l’intenzione di preghiera del Papa per il mese di settembre
Un diritto non una merce
Denunciare sprechi e inquinamento
Un «diritto senza confini», colpevolmente circoscritto a logiche di mercato che ignorano il grido di chi non può usufruire di quella che, per la sua centralità nella vita umana, dovrebbe essere la più accessibile delle risorse: l’acqua. A queste persone, che sono tante, anzi troppe, e affinché si possa «bere senza paura, senza disuguaglianze», Leone XIV dedica l’intenzione per il mese di settembre, diffusa attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione. Un’invocazione «per la cura dell’acqua» che è un appello a denunciare lo spreco e l’inquinamento di questa essenziale risorsa, difendendo il diritto di ciascuna persona ad averne accesso.
Resa nota il 1° settembre, data in cui ricorre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che segna anche l’inizio del tempo ecumenico dedicato all’ambiente, l’orazione del Pontefice si concentra sull’acqua come «fonte di fecondità, freschezza e speranza», dono che «disseta, feconda la terra e cura le ferite». Così cruciale, eppure sempre più difficile da rendere universalmente disponibile: secondo il rapporto Progress on household drinking water, sanitation and hygiene 2000-2024 del Programma congiunto di monitoraggio (Jmp) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), 2,1 miliardi di persone non hanno ancora accesso sicuro all’acqua potabile — per esempio con un accesso intermittente, insufficiente, troppo costoso o molto distante — e 106 milioni dipendono direttamente da fiumi, laghi o altre acque superficiali non trattate.
«Custodirla con gratitudine, giustizia e responsabilità», è quindi la preghiera del Pontefice, volta alla cura di un elemento che è anche simbolo della grazia e dell’amore di Dio, rinnovato attraverso il Battesimo.
«Perdonaci per averla trasformata in merce, dimenticando che è un dono universale, un diritto senza confini, destinato a tutti i tuoi figli. Guardiamo con dolore tanti fratelli e sorelle senza acqua potabile, che percorrono chilometri per trovarla, e si ammalano per la sua scarsità», prosegue il Pontefice.
Leone XIV esorta ciascun fedele a farsi «pellegrino dell’essenziale», vivendo con sobrietà e denunciando lo spreco e l’inquinamento dell’acqua, difendendo il diritto di ogni persona a beneficiare di questa risorsa.
«Che la nostra cura per l’acqua sia segno di amore per il Creatore e impegno per la vita dei più poveri, educando le nuove generazioni a valorizzare e proteggere le risorse della Terra», conclude il Papa la sua invocazione.
«Questa intenzione ci invita a contemplare il creato, a prendercene cura e a guardare con gli occhi di Dio coloro che oggi percorrono chilometri per ottenere un po’ di acqua pulita, trasformando quello sguardo in gesti concreti di sobrietà, di attenzione e di solidarietà», afferma il gesuita Cristóbal Fones, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera del Papa. La carenza di questa risorsa infatti va inoltre di pari passo con l’accesso limitato a servizi di sanificazione e igiene: ad esempio 611 milioni di esseri umani non dispongono di alcuna struttura per lavarsi le mani, secondo i dati dell’Oms e dell’Unicef; mentre si stima inoltre che 1,4 milioni di morti all’anno siano associati all’uso di acqua non sicura e alla mancanza di servizi igienico-sanitari.
(fonte: L'Osservatore Romano articolo di Edoardo Giribaldi 01/09/2026)
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