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sabato 8 novembre 2025

GREGORIO BATTAGLIA: Noi crediamo in un solo Dio Padre e Madre (VIDEO)

Noi crediamo in un solo Dio 
Padre e Madre 
Gregorio Battaglia


29.10.2025 - Secondo dei Mercoledì della Spiritualità 2025


VIVERE NELL’OGGI CON PROFEZIA
IL SIMBOLO DELLA FEDE


promossi dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto



1. Un Dio che entra in relazione

     Il simbolo della fede, che proclamiamo nelle nostre assemblee domenicali, si apre con il confessare apertamente che il Dio in cui crediamo è uno ed uno solo. Si tratta di una professione di fede che afferma con fermezza il monoteismo e tutto questo ci accomuna ai nostri fratelli ebrei e musulmani. Sullo sfondo si sente chiaramente la risonanza dello “Shēmāʻ Ysrā’ēl”: «Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore» (Dt 6,4). Queste parole noi le ritroviamo sulla bocca di Gesù, quando viene interrogato da uno degli scribi su quale sia il primo comandamento: «Il primo è: Ascolta Israele. Il Signore nostro Dio è l’unico Signore». È interessante la reazione dello scriba, che assentendo dice: «Hai detto bene Maestro e secondo verità che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di Lui» (Mc 12,28-32).
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   L’essere innestati in Cristo Gesù, il Figlio in cui il Padre «ha posto il suo compiacimento» (Mc 1,11), fa di noi delle membra di quell’unico corpo glorioso, che è il suo, per cui a dire “Padre” è Lui in noi e con noi. Si può ben dire che il Padre ci riconosce come figli, perché Gesù, il Figlio, nel suo dono di amore ci ha legati a sé con vincoli di fraternità, che non saranno mai più spezzati. Così Paolo aprirà sempre le sue lettere sempre con la stessa formula: «grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo». 
   In Cristo Gesù, nostro fratello e Signore, noi tutti possiamo dire: “Padre nostro”. Ma, scanso di equivoci, nella lettera agli Efesini l’apostolo Paolo afferma che Dio è «Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti» (Ef 4,5-6). Restringere il possessivo “nostro” al semplice gruppo dei credenti, significa non aver compreso “il mistero di Cristo” e cioè il disegno salvifico che il Padre ha tenuto nascosto per secoli e che interessa tutta l’umanità (cf. Ef 1,9-10).

      Trovo quanto mai interessante richiamare quanto afferma B. Forte: «Non può confessare Dio come Padre chi non rispetta la libertà dei figli di Dio e non opera con tutto il suo impegno per la liberazione degli oppressi»[1]. Chi è cresciuto dentro una società cosiddetta cristiana fa enorme fatica a rendersi conto della grande contraddizione in cui cade, quando si rivolge a Dio chiamandolo “Padre nostro” ed allo stesso tempo condivide in modo attivo tutte le politiche volte a contrastare in ogni modo la presenza di persone migranti nel nostro territorio. Nella logica del “Padre nostro” quella persona migrante, a qualsiasi religione appartenga, è da considerarsi come un proprio fratello o sorella, di cui, possibilmente, prendersi cura.
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Incontro integrale

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venerdì 21 febbraio 2025

EGIDIO PALUMBO: «Quanti sperano nel Signore mettono ali come aquile» (Is 40,31) - VIDEO INTEGRALE

«Quanti sperano nel Signore
(Is 40,31)

Egidio Palumbo
VIDEO INTEGRALE

Mercoledì della Bibbia - 2025
Sperare nel Signore
per abitare con fede
e passione questa terra
(Sal 37,9)

promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto

Primo incontro del 5 febbraio 2025


        L’Anno giubilare 2025, indetto da papa Francesco, ha come tema: “Pellegrini di speranza”. Con la Bolla di indizione – il cui titolo fa proprio un passo dell’apostolo Paolo: «La speranza non delude» (Rm 5,5) –Francesco esorta a rinnovare la speranza, specialmente nei tempi e nei momenti di prova.
     Noi abbiamo accolto questa esortazione, proponendo nei “Mercoledì della Bibbia - 2025” un itinerario biblico, ispirato al Salmo 37, su Sperare nel Signore per abitare con fede e passione questa terra”. Accostandoci alla fede biblica con intelligenza spirituale, emerge sempre più evidente che sperare nel Signore, apre nuovi e, a volte, inediti orizzonti nel vissuto della quotidianità e nei percorsi tortuosi e complessi della storia umana, fino a suscitare stili di vita alternativi alla comune omologazione. Non si tratta di diventare “segni di contraddizione” – in realtà neanche Gesù lo fu, anzi, al contrario lui sempre «è stato contraddetto» (Lc 2,34) dai suoi avversari e oppositori (cf. Lc 7,31-34; Mt 11,16-19; Eb 12,3); si tratta, invece, di saper vivere la speranza cristiana come progetto di vita, come modo sapiente di stare davanti a Dio e nel mondo, abitandolo con fede e passione. È ciò che mi propongo di comunicare in questa riflessione, che considero introduttiva al tema dei nostri Mercoledì.
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b) Che cosa significa sperare e speranza per la fede biblica?
    Per la fede biblica la speranza rompe con il fato, con il destino ineluttabile. Perché il fondamento di essa è Dio e il suo Figlio Gesù. Per la fede biblica, Dio è il Dio la speranza (cf. Sal 65,6): chi spera in lui non resta deluso (cf. Sal 25,3; Rm 5,5), perché Dio il futuro lo porta con sé, lo genera dal suo grembo di Padre e di Madre.
    Ponendosi in questa stessa prospettiva, l’apostolo Paolo afferma: «Cristo Gesù nostra speranza» (1Tm 1,1). Questa affermazione di Paolo, scrive D. Bonhoeffer (Resistenza e resa, p. 451, ed. Paoline), «è la forza della nostra vita», perché la speranza cristiana, in realtà, non è un concetto, né un sentimento, bensì una persona concreta: Cristo Gesù, con il suo vissuto, il suo modo di relazionarsi, di parlare, di abitare questo mondo, con il suo modo di donarsi e di amare fino al dono di sé, testimoniando così che la speranza non delude... (cf. Rm 5,5-10).
    Dunque, sperare e speranza, per la fede biblica, è un modo di stare davanti a Dio e di entrare in relazione con Lui, come pure è un modo di stare al mondo e di entrare in relazione con le persone e le comunità, e in rapporto con il creato e con le cose. Tutto ciò viene a qualificare, profeticamente, l’identità del cristiano.
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Incontro integrale


giovedì 30 gennaio 2025

SPERARE NEL SIGNORE PER ABITARE CON FEDE E PASSIONE QUESTA TERRA (SAL 37,9). - MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2025 DAL 5 FEBBRAIO AL 2 APRILE (ANCHE ONLINE)

Fraternità Carmelitana
 di Barcellona P.G. (ME)

Mercoledì della Bibbia - 2025

Di presenza nella sala del convento e online

dal 5 Febbraio al 2 Aprile

dalle h. 20.00 alle h. 21.00


Sperare nel Signore
per abitare con fede
 e passione questa terra

(Sal 37,9)




Mercoledì 5 Febbraio
«Quanti sperano nel Signore mettono ali come aquile» (Is 40,31). (Egidio Palumbo)


Mercoledì 12 Febbraio
La speranza del mondo salvata e custodita dall’arca di Noè (Gen 6,7; Sap 14,6). (Carmelo Russo)


Mercoledì 19 Febbraio
Abramo sperò contro ogni speranza (Rm 4,18). (Alberto Neglia)


Mercoledì 26 Febbraio
Il “piccolo resto” di Israele, seme di speranza (Is 4,2-3; Sof 3,12-13). (Carmelo Raspa)


Mercoledì 12 Marzo
Gesù Cristo nostra speranza di pace (1Tm 1,1; Ef 2,14). (Gregorio Battaglia)


Mercoledì 19 Marzo
«La carità tutto spera» (1Cor 13,7). (Roberto Toni)


Mercoledì 26 Marzo
Rendere ragione oggi della speranza che è in noi (1Pt 3,15). (Felice Scalia)


Mercoledì 2 Aprile
Il cammino umano e di fede di Ester, donna di speranza (Est 4,17z; 10,3c). (Maria Teresa Murgano)



Per la diretta online cliccare su:

Tramite ZOOM
https://us02web.zoom.us/j/82795163653?pwd=37XK54dKjPPGnvrXIs3CT6i4CtFape.1

oppure:

Tramite YOUTUBE
https://m.youtube.com/user/QdV100/live 


Per informazioni: Chiesa del Carmine – Tel. 0909762800