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mercoledì 7 ottobre 2026

L’intenzione di preghiera del Papa per il mese di ottobre 2026: La Chiesa sia una casa aperta per chi soffre di ansia e depressione


L’intenzione di preghiera del Papa per il mese di ottobre 2026

La Chiesa sia una casa aperta
per chi soffre di ansia e depressione


Al Dio che «conosce le luci e le ombre che ci abitano» e le ferite «silenziose che a volte nessuno vede», Leone XIV affida tutte le persone, «fratelli e sorelle», che «affrontano le sfide della salute mentale». Lo fa nel video con l’intenzione di preghiera per il mese di ottobre, diffuso il 1° ottobre, attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa che promuove, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, la campagna «Prega con il Papa».

Il Pontefice raccomanda al «Dio della vita» chi soffre di «ansia», «depressione» e «qualsiasi altra malattia mentale»: ferite tanto più dolorose in quanto vissute spesso nella solitudine e, non meno di rado, nell’indifferenza del prossimo. Si appella alla misericordia del Signore affinché perdoni l’insensibilità e la disattenzione verso chi patisce fragilità mentali e chiede la grazia di una comunità ecclesiale capace di accogliere e chinarsi, come il buon samaritano, sulle piaghe psichiche di chiunque soffra.

«Perdonaci per le volte in cui abbiamo distolto lo sguardo, alimentando lo stigma e la discriminazione verso le persone con malattie mentali. Fa’ che la tua Chiesa sia una casa aperta, uno spazio sicuro dove tutti abbiano un posto, una comunità che accompagna e non esclude, che ascolta senza giudicare e si avvicina senza paura».

Il pensiero di Leone XIV va inoltre a quanti «si prendono cura», «con pazienza e amore», di queste persone: professionisti, familiari e volontari. «Uomini e donne» che sanno costruire ponti di «comprensione e consolazione». Il Papa prega per loro, affinché ricevano il «dono» della «forza e della comprensione» che li renda in grado di «sostenere» il disagio.

Infine, invoca lo Spirito di Dio: scenda sulla Chiesa e la renda sensibile verso le ferite di chi soffre di disagi mentali, tanto da comprendere sempre più questo servizio come un suo proprio compito pastorale: «Impariamo ad accogliere e integrare la cura della salute mentale nella vita e nella missione delle nostre comunità e di tutta la Chiesa, e così diventiamo un segno vivo della tua misericordia, che non abbandona mai e sempre ristora».

Secondo il Mental Health Atlas 2024 — un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che fotografa, su scala mondiale, il livello di organizzazione e sviluppo dei sistemi di salute mentale dei diversi Paesi — più di un miliardo di persone sul Pianeta soffre di malattie psichiche. A fronte dell’enormità di questa piaga globale, solo il 2 per cento del budget sanitario viene destinato a fronteggiare questa emergenza: una copertura finanziaria ferma al 2017. Paesi ad alto reddito investono circa 65 dollari pro capite in salute mentale, mentre i Paesi economicamente svantaggiati riescono a spendere appena pochi centesimi.

«Tante persone intorno a noi hanno sofferto o soffrono di una malattia mentale — riflette il direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, padre Cristóbal Fones, SJ —, persone che spesso non hanno potuto esprimere la propria sofferenza, che si sono sentite giudicate, incomprese e senza speranza. Per questo, come Chiesa, ci uniamo per aprire il nostro cuore a questa realtà e per pregare insieme, durante tutto il mese, per tutte loro e anche per coloro che le accompagnano».

La Rete Mondiale di Preghiera del Papa ricorda, in una nota, che numerose istituzioni ecclesiali già si occupano di questa realtà, come l’Associazione Internazionale dei Ministri Cattolici della Salute Mentale, le università cattoliche, i tanti gruppi di sostegno e recupero, le parrocchie e le comunità di accoglienza. «Il ministero cattolico della salute mentale non consiste nel diagnosticare, prescrivere o curare. Accompagniamo coloro che percorrono un cammino difficile e li aiutiamo a scoprire la dignità che Dio ha dato loro: questo ministero consiste nell’amare e nell’accompagnare», ha affermato monsignor John Patrick Dolan, vescovo di Phoenix, negli Stati Uniti d’America, che nel dicembre del 2022 ha fondato l’Ufficio diocesano del Ministero della Salute Mentale, uno dei primi nel suo genere nel Paese.
(fonte: L'Osservatore Romano articolo di Daniele Piccini 01/10/2026)

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