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mercoledì 28 ottobre 2026

L’Islam che disarma di Tonio Dell'Olio



L’Islam che disarma 
di Tonio Dell'Olio


Se a pronunciare certe parole fosse stato un vescovo, forse non ci avrebbero sorpreso.
Invece ieri alla cerimonia di inaugurazione delle giornate per il 40° delle Giornate dello spirito di Assisi le ha pronunciate Nasaruddin Umar, ministro per gli Affari religiosi dell’Indonesia e grande imam della moschea di Giacarta.

“Ogni insegnamento che alimenta l’odio è un tradimento di Dio”.
 Una condanna senza attenuanti di chi arruola il nome dell’Altissimo nelle proprie guerre. Ma Umar è andato oltre: ha chiesto se quarant’anni di dialogo siano serviti a chi soffre o siano rimasti chiusi nelle sale dei convegni. La risposta è un programma: moschee, chiese, sinagoghe e templi diventino centri di carità, di pace e di azione per il clima. Nella sua moschea, ha raccontato, si usa energia solare, si ricicla l’acqua, si aprono spazi sicuri. Si chiama ”ecoteologia”: distruggere il creato è peccare contro il Creatore. Ma disarmare non significa solo deporre missili, ma rinunciare alla presunzione di essere superiori agli altri. 
Umar ha accostato Francesco d’Assisi, disarmato davanti alla guerra, a Maometto, che rinunciò alla vendetta. È una voce musulmana autorevole, concreta, esigente che non disarma solo dagli strumenti di morte e dallo sfruttamento della terra ma anche dall’immagine monolitica dell’Islam che ci viene consegnata troppo spesso. E interrogarci: siamo disposti ad ascoltarla, o preferiamo i nostri pregiudizi che credono solo nell’Islam che alimenta il terrorismo e nega i diritti umani?

(Fonte: Mosaico dei giorni - 27 ottobre 2026)