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domenica 15 febbraio 2026

Milano Cortina 2026 - Federica Brignone, secondo oro in gigante, il mondo si inchina


Federica Brignone, secondo oro in gigante,
il mondo si inchina

Un’Olimpiade fuori scala per la campionessa dopo l’infortunio di aprile che poteva essere la fine di tutto

Le avversarie battute si inchinano a Federica Brignone dopo il gigante REUTERS

Se il successo sportivo avesse uno strumento di misurazione in questo momento andrebbe fuori scala: la Federica Brignone che, dopo il SuperG, vince il gigante olimpico di Milano Cortina 2026, sarebbe già nella storia senza i 10 mesi trascorsi dopo il gravissimo infortunio dell’aprile scorso. Due ori nella stessa edizione nello sci alpino hanno il solo precedente di Alberto Tomba. Ma così è un’altra galassia, siamo fuori dalla geometria euclidea: lo provano l’inchino delle avversarie appena battute, gli abbracci delle altre subito dopo. Non si rosica se ti batte chi compete in un altro universo.

Il controllo di cui Federica Brignone ha parlato in questi giorni si è visto dai binari immaginari sui quali i suoi sci si muovono senza scodare mai, senza alzare un filo di neve, come se sciare fosse la cosa più naturale al mondo, cosa che non è e non può essere nel dolore che solo due giorni fa raccontava come una costante della sua vita da 10 mesi in qua.

Certo lo è stata in altri momenti della vita, lo è stata nella scorsa stagione, la migliore mai vissuta in Coppa del mondo, ed è come se la memoria inconsapevole del corpo ritrovasse sugli sci gli automatismi, a dispetto di tutto, dell’istinto di conservazione, della paura umanissima.

Racconta di essersi sentita fin troppo tranquilla Federica, di non aver neanche capito di essere davanti a tutte, arriva quasi frastornata. Nessuno ha parole, nemmeno lei. Fa quasi tenerezza mentre racconta di essersi goduta la sciata, senza peso, non poteva averne chi aveva già dimostrato tutto oltre il richiesto, e forse ha davvero sciato come se non fossero le Olimpiadi, come se non ci fosse qualcosa da vincere, ma solo il piacere di scendere nella neve, di sentire il rumore caratteristico degli sci, il senso di libertà che solo gli sci danno, soprattutto a chi ha pensato di non poterlo provare più.