Anche i nonni al fronte.
La nuova mobilitazione over 60 è la conferma che l’Ucraina è allo stremo
Mentre si moltiplicano le indiscrezioni su possibili elezioni anticipate e cresce la pressione diplomatica internazionale, Kiev compie un passo che fotografa la profondità della crisi: l’apertura dell’arruolamento volontario agli over 60.
Zelensky ha firmato una legge che consente ai cittadini con più di 60 anni di prestare servizio nelle Forze armate ucraine su base contrattuale. La misura, presentata ufficialmente come un ampliamento volontario della platea di arruolamento per ruoli compatibili con età ed esperienza, viene letta da diversi osservatori come un segnale delle crescenti difficoltà nel reperire effettivi e nel sostenere l’attuale livello di mobilitazione.
Il prolungarsi del conflitto ha inciso pesantemente sulle risorse umane e materiali dell’esercito ucraino, mentre il dibattito interno sulla leva e sulle rotazioni al fronte resta sensibile e divisivo.
La nuova norma firmata da Volodymyr Zelensky consente anche ai cittadini più anziani di entrare nelle Forze armate su base contrattuale, ampliando ulteriormente il bacino della mobilitazione. Una scelta che va oltre il piano simbolico e che viene letta da molti osservatori come il segnale di un esercito sotto forte stress, tra perdite, rotazioni difficili e carenza di effettivi. Sullo sfondo restano le infrastrutture energetiche colpite, i blackout diffusi e una popolazione provata da un conflitto che sembra non lasciare respiro.
Imminenti le nuove elezioni e il referendum
Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky potrebbe annunciare a breve la data di nuove elezioni presidenziali e indire un referendum. L’indiscrezione, rilanciata da fonti vicine al dossier a Kiev e in ambienti occidentali, si inserisce in un contesto politico e militare estremamente delicato per il Paese.
Stando al quotidiano britannico, Washington avrebbe fatto trapelare la possibilità di rivedere o ridimensionare le proprie garanzie di sicurezza qualora non si aprisse una nuova fase politica. Un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un passaggio significativo nei rapporti tra Stati Uniti e Ucraina. In risposta, la leadership ucraina avrebbe manifestato disponibilità a organizzare elezioni presidenziali e un referendum “in un lasso di tempo estremamente breve”, pur riconoscendo le enormi difficoltà logistiche legate allo svolgimento di consultazioni elettorali in pieno conflitto, con milioni di sfollati interni, territori occupati e una legge marziale ancora in vigore.
Un funzionario occidentale citato dal FT, rimasto anonimo, sottolinea come a Kiev vi sia la convinzione che l’intera strategia politica sia strettamente connessa alla prospettiva di una rielezione di Zelensky, in un momento in cui la leadership ucraina è chiamata a dimostrare stabilità istituzionale e legittimazione democratica sia sul piano interno sia su quello internazionale.
Emergenza energetica e blackout diffusi
Sul fronte civile, la situazione energetica continua a essere critica. Le interruzioni di corrente restano diffuse in tutto il Paese, con le condizioni più difficili segnalate a Kiev e Odessa. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno aggravato una rete già fortemente sotto pressione.
Il viceministro dell’Energia Artem Nekrasov ha dichiarato che “la situazione nelle regioni di Kiev e Odessa rimane difficile”, precisando che gli operatori lavorano 24 ore su 24 per ripristinare il servizio dopo gli ultimi bombardamenti. In tutto il Paese sono attivi programmi programmati di interruzione della corrente e limitazioni per il settore industriale e le imprese. In alcune regioni si è reso necessario ricorrere a blackout di emergenza per evitare il collasso della rete.
Particolarmente grave la situazione nella capitale. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito che circa 1.400 edifici residenziali sono senza riscaldamento. Oltre 1.100 palazzi nei quartieri di Darnytskyi e Dniprovskyi risultano privi di calore a causa dei gravi danni alla centrale termoelettrica di Darnytskyi. Altri 200 edifici in diversi distretti hanno subito danni urgenti, attualmente oggetto di interventi da parte delle aziende municipalizzate.
Prestiti a tasso zero per i generatori
Per far fronte all’emergenza, il Consiglio comunale di Kiev sta valutando un piano di prestiti destinati all’acquisto di generatori elettrici. Klitschko ha spiegato che i finanziamenti saranno concessi a tasso annuo dello 0% per un periodo massimo di un anno e saranno accessibili ad associazioni condominiali, cooperative edilizie e comproprietari di edifici.
Il sindaco ha inoltre annunciato l’arrivo di diverse centinaia di generatori forniti dall’Unione Europea. Tuttavia, secondo le autorità locali, le forniture non sarebbero sufficienti a coprire il fabbisogno complessivo della capitale, soprattutto in vista dei mesi più freddi.
Un passaggio cruciale
Tra pressioni diplomatiche, ipotesi di nuove elezioni, ampliamento della mobilitazione e una crisi energetica persistente, l’Ucraina attraversa una fase particolarmente complessa. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive sia sul piano politico — con eventuali annunci ufficiali sulle consultazioni – sia su quello militare e sociale, mentre il Paese continua a fronteggiare le conseguenze di un conflitto che incide in modo sempre più profondo sulla vita quotidiana della popolazione.
(fonte: Faro di Roma, articolo di Christian Meier 12/02/2026)
