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sabato 15 agosto 2026

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA - Scelte di vita! - Commento al Vangelo di don Giovanni Berti.


ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA IN CIELO


Dal Vangelo di Luca 1,39-56
 
... Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote… 

Commento di don Giovanni Berti
 
Scelte di vita!

Maria non è mai morta… Ma non parlo della morte del corpo, anche se la spiritualità mariana nei secoli ha fatto fatica ad accettarla. Si parlava di “dormizione” e di una sorta di preservazione dalla morte fisica per colei che aveva dato alla luce l’autore della vita, Dio. Si pensava fosse persino blasfemo dire che Maria fosse morta come tutti gli esseri umani, come Gesù stesso. Eppure Maria è morta fisicamente, come ogni creatura. Ma la sua esistenza è stata così piena di vita e di scelte di amore da anticipare in lei ciò che attende tutti noi dopo la morte: la comunione eterna in Dio.

Maria ha gli occhi del cuore così pieni di vita che, nella sua piccola esistenza e in un periodo buio della storia, ha visto Dio all’opera dentro e attorno a lei.
Nel Magnificat, che proclamiamo in questa solennità, la Madre di Gesù guarda con speranza alla storia dell’umanità e alla propria vita. Ci dice che non siamo destinati alla morte o alla dissoluzione eterna. Siamo destinati alla vita, anche dentro la fragilità del corpo e i limiti dell’esistenza. Facendo scelte di amore, di compassione, di servizio e di perdono, facciamo sì che, anche se moriamo, non moriamo più in eterno.

Alla vigilia dell’Assunta la Chiesa ricorda San Massimiliano Kolbe, un grande innamorato di Maria che ad Auschwitz ha donato la sua vita per salvarne un’altra. È morto di stenti nella cella della fame, ma con quella scelta ha trasformato un luogo di tenebra in una straordinaria testimonianza di vita eterna, oltre la morte fisica.
Come Maria, che pur vivendo la morte del corpo non è morta nello spirito, oggi lei è eternamente accanto al suo Figlio Gesù: per noi, con noi.
(fonte: bacheca facebook dell'autore)

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