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lunedì 3 agosto 2026

L’intenzione di preghiera del Papa per il mese di agosto 2026 Preghiamo per l'evangelizzazione nelle città

L’intenzione di preghiera del Papa per il mese di agosto 2026

Preghiamo per l'evangelizzazione nelle città


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L’intenzione per il mese di agosto diffusa attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa

Per l’evangelizzazione
nelle città


«Signore Gesù, rendici tuoi testimoni nella città, missionari coraggiosi e creativi, che annunciano con la vita il tuo Amore, capace di superare la fretta, il rumore e l’anonimato». È l’orazione «per l’evangelizzazione nelle città» elevata da Leone XIV nel video con l’intenzione per il mese di agosto, diffuso venerdì 31 luglio, attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione.

Mediante la campagna multimediale «Prega con il Papa», il Pontefice rivolge un pensiero a chi resta in città nel mese solitamente dedicato, più di altri periodi nell’anno, alle vacanze. Nei contesti urbani che in estate generalmente si spopolano, la chiamata a testimoniare il Signore continua e suscita, anche e soprattutto quando i ritmi tornano a essere vorticosi, una ricerca di significato.

La proposta del Pontefice di pregare per le comunità urbane, alcune divenute di proporzioni enormi che arrivano a sfiorare i 40 milioni di abitanti — come ad esempio Giacarta, Dacca o Tokyo —, è dunque tanto più importante quanto crescenti stanno diventando le sfide sociali ed economiche delle metropoli.

Nella sua invocazione, Leone XIV si rivolge al «Buon Pastore» che percorre strade e piazze, entra «nei palazzi prestigiosi e nei quartieri più umili» e accompagna silenziosamente milioni di persone che cercano un senso «in mezzo al rumore e alla fretta».

Il Signore, prosegue il Vescovo di Roma, conosce «il cuore della città», caratterizzato da luci e ombre, frastuono e solitudine: «Sappiamo — sottolinea il Papa — che le città sono chiamate ad essere luoghi di libertà e opportunità, ma possono anche trasformarsi in spazi di anonimato e isolamento». Di qui, la preghiera per «uno sguardo nuovo, capace di scoprire nella vita urbana un terreno fecondo per annunciare il tuo Vangelo», grazie a «una fede creativa e profonda, che non si fermi alle parole, ma si incarni in gesti semplici e vicini».

«Rendici una Chiesa in uscita — è quindi la supplica di Leone XIV al Padre —, capace di tendere la mano alle periferie, di portare consolazione nella solitudine e di seminare fraternità dove regna l’indifferenza». Solo così, infatti, le comunità urbane potranno essere «case aperte e accoglienti, luoghi dove si condivide la speranza, dove nessuno si senta invisibile e dove la gioia del tuo Vangelo illumini la vita nascosta di tanti fratelli e sorelle».

L’intenzione di preghiera del Pontefice — si legge in una nota della Rete mondiale — giunge in un momento storico in cui «quasi il 45 per cento della popolazione mondiale vive in aree urbane, rendendo le grandi città uno dei principali campi di missione del nostro tempo». La crescita demografica ormai «ha favorito un’elevata concentrazione di persone, generando sfide di carattere sociale e comunitario: quartieri, edifici, zone commerciali e periferie che, per molti, diventano luoghi anonimi e solitari».

In questo contesto «la solitudine incide sulla salute mentale» e, in modo particolare, sui più giovani: «Il 35 per cento di loro riconosce che essa influisce sulla propria vita quotidiana, nonostante una connessione digitale pressoché permanente». Nello specifico, la solitudine urbana si manifesta in «relazioni superficiali, nella scarsa vicinanza con vicini e comunità, nella sensazione di non appartenere a nessun luogo, nella mancanza di sostegno emotivo nei momenti difficili e nella scarsità di spazi di incontro autentico nei quartieri».

Per questo, spiega il gesuita Cristóbal Fones, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera del Papa, l’orazione di Leone XIV «è un invito rivolto a tutti a una riflessione in cui, a partire dalla trasformazione interiore che nasce dall’autentica preghiera apostolica, lo Spirito Santo potrà donarci luce su come costruire città più giuste e accoglienti nei nostri contesti».

Opera pontificia affidata alla Compagnia di Gesù, la Rete mondiale di preghiera del Papa — presente in oltre 90 Paesi, con una comunità spirituale di più di 22 milioni di persone —, sottolinea infine che questa forma di evangelizzazione serve a rendere visibile il Vangelo nell’invisibile: «Nella città, dove molti passano inosservati — e spesso anche la fede — si tratta di seminare presenza, legame e compassione in ciò che è nascosto e quotidiano».
(fonte: L'Osservatore Romano, articolo di Antonella Palermo 31/07/2026)