Tonio Dell'Olio
Quando la patria diviene un vitello d’oro
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 16 settembre 2026
Un Paese non è screditato da chi ne denuncia i crimini, ma dai crimini che si rifiuta di guardare. Eppure un ministro israeliano chiede che Yuval Abraham e Rachel Szor, registi di Naza, siano privati della cittadinanza. La loro colpa è di aver raccolto le testimonianze di ventiquattro militari e uomini dell’intelligence sulle operazioni a Gaza.
Il film racconta sistemi algoritmici che selezionano gli obiettivi e calcolano quanti civili possano essere “sacrificati”. Dietro la gelida precisione dell’intelligenza artificiale, però, restano decisioni umane: qualcuno progetta, autorizza, preme un tasto; qualcun altro muore.
La reazione del potere è istruttiva. Invece di accertare i fatti, processa le coscienze. Invece di interrogarsi sulle vittime, accusa di tradimento chi rende visibile il meccanismo che le produce.
Peccato gravissimo: la patria diviene il vitello d’oro che pretende silenzio e obbedienza.
Ma cittadino leale non è chi approva tutto. È chi impedisce al proprio Paese di smarrire l’anima.
Quelle voci, raccolte di notte sui tetti di Tel Aviv, non sono contro Israele: sono contro la disumanità che divora palestinesi e israeliani.
Si può revocare un passaporto, minacciare un autore, censurare un film. Non si può togliere la cittadinanza alla coscienza. Né impedire alla verità, prima o poi, di tornare a casa.
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