PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 21 aprile 2026
Il rischio non è solo giuridico, ma simbolico. Ogni stretta securitaria che comprime diritti fondamentali — dalla libertà di manifestare alla tutela della libertà di movimento — interroga la coscienza democratica del Paese. Perché la sicurezza, quando diventa idolo, tende a divorare ciò che dovrebbe proteggere: la dignità della persona.
Il paradosso è evidente. Entro il 25 aprile, mentre si celebra la Liberazione dell'Italia, si discutono norme che rischiano di restringere spazi di libertà conquistati a prezzo della vita.
Lo chiamano “Decreto sicurezza”.
Chi ha resistito alla dittatura non lo ha fatto per consegnarci una democrazia impaurita, ma una Repubblica fondata sul primato della persona, come scolpito nella Costituzione italiana.
Non si tratta di negare il bisogno di sicurezza. Si tratta di decidere che cosa intendiamo proteggere davvero. Se la sicurezza diventa sospetto verso il diverso, repressione del dissenso, marginalizzazione dei più fragili, allora smette di essere garanzia e diventa negazione. E tradisce proprio quella promessa di libertà e dignità universale guadagnate col sangue e che proprio il 25 aprile continua, ostinatamente, a ricordarci.
25 aprile
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 23 aprile 2026
E il 25 aprile è un grido e un canto,
liberazione e festa.
Non è celebrazione del sangue
ma del sacrificio,
del rendere sacro ciò che è umano,
questa sete ostinata di libertà.
È come il respiro:
entra nelle case, attraversa le piazze,
si fa voce nei silenzi troppo lunghi.
Piange di gioia il 25 aprile,
tra strade che danzano
e colori cuciti a bandiera.
È pietra fondante,
memoria che non si lascia consumare,
radice viva sotto i passi distratti.
Porta inciso nomi e volti,
storie interrotte e promesse consegnate,
vite offerte come acqua e concime alla terra.
E ogni anno ritorna a calendario,
e non per contare i giorni e gli anni,
ma per dire del “bel fiore” a “tutti quelli che passeranno”
e chiederci, con dolce fermezza:
quale voce diamo oggi
a quel respiro ricevuto in canto?
