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mercoledì 8 aprile 2026

80 dispersi nel Mediterraneo nel naufragio di Pasqua


Un barcone, partito venerdì scorso dalla Libia, si è capovolto in mare. Solo 32 i superstiti

80 dispersi nel Mediterraneo nel naufragio di Pasqua


Sono due i corpi recuperati in mare finora, ma sarebbero 80 i dispersi nel naufragio di Pasqua, come hanno riferito ai soccorritori i 32 migranti trasferiti a Lampedusa dopo i soccorsi. A salvare i naufraghi rimasti in acqua per ore dopo che il barcone si è capovolto sono stati i militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera che è stata affiancata dalle navi a vela Grey e Saavedra Tide. I superstiti — 31 uomini e un minore originari di Bangladesh, Pakistan ed Egitto — hanno raccontato di essere partiti nella notte tra venerdì e sabato da Tajoura (Libia), a bordo di un’imbarcazione in legno con due motori. Il mare mosso avrebbe causato infiltrazioni di acqua fino al ribaltamento, dopo circa 15 ore di viaggio.

«Anche a Pasqua ci raggiunge la notizia di dispersi e morti nel centro del Mediterraneo. Uomini, donne e bambini per i quali la Pasqua non ha significato vita, ma morte». L’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei sull’immigrazione nonché della Fondazione Migrantes, parlando all’Adnkronos, ha denunciato il nuovo naufragio in mare. «Si pensa a tutto in questa Pasqua tranne a loro, alle persone in fuga dalle guerre combattute anche con le nostre armi. Alcuni si meravigliano e si irritano perché parliamo di morte, di diritti negati in questa Pasqua. Sono gli Erode della comunicazione e della politica'», è l’accusa. «Speriamo che l'Europa alzi gli occhi sul Mediterraneo e finalmente — ha affermato — tuteli chi richiede asilo, con una missione europea nel Mediterraneo e la cessazione degli accordi con la Libia, dove, gli stessi che fermano e trasportano nei campi le persone in fuga nel Mediterraneo sono gli stessi che lucrano mettendoli in mare. Il caso Almasri lo dimostra. L’Italia e l’Europa sono incapaci di tutelare invece gli interessi dei migranti in fuga, sempre più numerosi da dieci anni a questa parte e sempre più soli. Una vergogna», ha attaccato.

Anche la Comunità di Sant’Egidio ha espresso «il suo profondo cordoglio ai familiari delle vittime del naufragio di una barca nel Mediterraneo, avvenuto nella notte di Pasqua, ma di cui si è avuta notizia solo domenica, a seguito del salvataggio di alcuni sopravvissuti. Di fronte alla morte di oltre 70 persone, a cui si aggiungono le vittime nei naufragi dei giorni scorsi nel canale di Sicilia e nel mar Egeo, non si può rimanere insensibili, limitandosi ad aggiornare le statistiche sulle tragedie dei viaggi nel Mediterraneo. Rivolgiamo un forte appello a tutte le istituzioni, a livello nazionale ed europeo, perché riprendano con più impegno le operazioni di soccorso in mare, per salvare la vita di chi è in pericolo».

Soltanto pochi giorni fa, alla vigilia del Triduo Pasquale, erano stati registrati altri due drammi nel Mediterraneo: 19 corpi erano stati portati a Lampedusa, dopo un naufragio davanti all’isola, ed altri 18 erano stati condotti sulla costa di Bodrum, nel sud-ovest della Türkiye, dopo l’affondamento di un’imbarcazione. L’Oim, l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, ha dichiarato che con l’ultima tragedia, consumatasi nella vigilia di Pasqua, «sono almeno 725 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale quest’anno, nonostante la diminuzione di arrivi». Ad evidenziare lo stesso aspetto paradossale sono le ultime elaborazioni statistiche di Agenzia Nova sui Paesi di partenza delle imbarcazioni di fortuna: rilevano meno sbarchi, ma traversate più letali. Gli sbarchi di migranti irregolari in Italia, infatti, calano del 43 per cento nei primi tre mesi del 2026, ma i morti e i dispersi nel Mediterraneo centrale superano quota 700, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.

Intanto oggi è stata diffusa la notizia del fermo delle autorità italiane al natante veloce della Sea Watch Aurora che, nei giorni scorsi, aveva salvato 44 migranti, bloccati per cinque giorni su una piattaforma petrolifera abbandonata, e li aveva condotti a Lampedusa sabato scorso. La ong tedesca, che aveva fotograto con il suo aereo anche la nave capovolta del naufragio di Pasqua, ora rischia una multa fino a 10 mila euro, con la motivazione che il team non avrebbe informato le milizie libiche dei piani di salvataggio.
(fonte: L'Osservatore Romano 07/04/2026)