La parola alle popolazioni indigene
di Tonio Dell'Olio
Ci sono luoghi dove difendere un fiume significa rischiare la vita.
Lo ricorda Tania Pariona Tarqui, dirigente quechua, nell’intervista di Andrea Regimenti pubblicata dal Sir il 2 novembre, in attesa della visita di Leone XIV in Perù. Racconta comunità minacciate dalle economie illegali, acque avvelenate, discriminazioni. Ma, soprattutto, restituisce la parola a popoli che si organizzano, custodiscono conoscenze, avanzano proposte. Chiedono di poter costruire il futuro senza dover rinunciare alla propria identità.
È dentro questo cammino che la visita del Papa può diventare una sfida e un contributo fattivo. Una presenza capace di rompere l’isolamento rende più difficile voltarsi dall’altra parte. Può portare le richieste delle comunità davanti a chi decide, aiutare a proteggere chi resiste, impegnare le Chiese a un accompagnamento quotidiano. Purché l’ascolto continui quando si saranno spente le telecamere.
Pariona chiede una voce che amplifichi quella dei popoli indigeni, senza sostituirla.
C’è una lezione anche per noi, così abituati a parlare in nome degli altri da dimenticare di lasciarli parlare. Camminare accanto richiede di riconoscere il passo e la direzione di chi ci accompagna.
E la cura della casa comune comincia anche da qui: proteggere chi la custodisce, condividendone i rischi e le speranze.
