"Un cuore che ascolta - lev shomea"
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Vangelo:
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - anno A
Il brano non rappresenta solo una meravigliosa metafora, ma è, a tutti gli effetti, una vera e propria omelia sull'Eucaristia, l'evangelista non ci narra la sua istituzione, ma esplicita ciò che i Vangeli sinottici lasciano implicito. Gesù è Parola del Padre fatta carne (Gv 1,14), dono totale di sé che Dio offre ai suoi figli, la sua Dimora tra gli uomini, «il Luogo dove ogni carne può finalmente incontrare la Parola» (cit.). La Vita Eterna è la stessa Vita del Padre offerta a noi, un dono che passa solo attraverso l'umanità di Gesù (Gv 17,3), il suo vissuto, la sua debolezza, la sua estrema fragilità. Credere nel Figlio dell'Uomo significa «mangiare la sua carne e bere il suo sangue», entrare, cioè, in piena comunione con Colui che «non ha ritenuto un privilegio l'essere come Dio» (Fil 2,5), ma ha voluto incontrare ogni fratello e ogni sorella assumendo fino in fondo la loro umanità concreta. «Parola molto dura» da accogliere questa (Gv 6,60). Accettare, cioè, che Dio si riveli a noi nella fragilità e nella debolezza di un uomo è davvero una follia! «Masticare e mangiare» la carne del Figlio dell'Uomo significa accoglierlo così come Egli è, vivere come Lui e di Lui, amarlo talmente tanto da diventare anche noi, intimamente uniti a Lui, «Basar Ehad», una sola carne, piena comunione d'amore.
