La migrazione è un diritto umano

L’orrenda uccisione di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori immigrati e sfruttati in Italia, rimette sotto la luce dei riflettori il dramma del mondo del lavoro che coinvolge i lavoratori stranieri.
Sono ormai decine le persone che sono state punite con la morte perché reclamavano i propri diritti.
Sono molte anche le persone che sono state uccise solamente perché straniere.
Di fronte a questa drammatica situazione che mette sotto accusa direttamente lo Stato Italiano, incapace ormai da decenni di dare delle risposte alle modalità di regolarizzazione delle persone che entrano in Italia, sta crescendo una pericolosissima politica razzista e xenofoba, strumentalmente usata dalla peggior destra per facili campagne elettorali.
Dalla legge Bossi Fini, si sono succeduti governi di centro, di destra e di sinistra affrontando sempre la questione migrante in termini securitari, delegando la questione al Ministero dell’Interno ed alla repressione.
Il collegamento tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, consegna la sorte di migliaia di persone all’accettazione senza alcun diritto di qualsiasi lavoro offerto.
Qui si annida lo sfruttamento generalizzato, il caporalato, le agenzie interinali, i contratti al ribasso, gli appalti e i subappalti etc, etc.
Invece di contrastare lo sfruttamento lavorativo, si preferisce alimentare una politica tesa a individuare come colpevoli tutti gli immigrati sbandierando una proposta di legge sulla remigrazione
L’Unione Sindacale di Base risponde al crescente imbarbarimento della società e del mondo del lavoro lanciando una giornata nazionale:
13 GIUGNO CONTRO LA REMIGRAZIONE,
PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI STRANIERI!
(fonte: Pressenza 07/06/2026)