"Un cuore che ascolta - lev shomea"
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Vangelo:Gv 11,1-45
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino
V DOMENICA DI QUARESIMA - anno A
Facciamo quotidianamente esperienza di una vita che è per la morte, mentre Gesù ci rivela una morte, la sua, che è per la vita. Il Signore della vita non è venuto per salvarci dalla morte - siamo mortali - ma nella morte; non annulla il nostro limite, ma lo assume vivendo da vero Figlio di Dio. Il tema principale del nostro brano è la fede in Gesù, tutta la sua esistenza altro non è che la conferma che l'uomo non è destinato a finire nel nulla, ma ad essere partecipe della stessa vita di Dio. Ora, in Gesù, la Parola del Padre fa udire la sua voce anche ai morti traendoli fuori dai loro sepolcri. Questa è davvero l'alba radiosa della nuova creazione. La resurrezione di Lazzaro è la conferma che non è la morte ad avere l'ultima parola, che la sua signoria sull'uomo e sul creato è giunta alla fine perché essa è stata vinta e sconfitta per sempre dal Signore della vita. Quanto accaduto a Lazzaro è solo l'anticipo di quanto avverrà a Gesù e a coloro che crederanno in Lui. Costoro, anche se morti, fin da ora sono viventi e risorti, perché, in Gesù, partecipano della stessa vita del Padre, che è amore senza fine. «Sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli» (1Gv 3,14), come ha fatto Gesù. Se, invece, non amiamo, avremo miseramente fallito la nostra vita rimanendo prigionieri della morte, poiché «chi non ama rimane preda della morte» (1Gv 3,14). Accordiamo, allora, la nostra voce con quella di Sant'Ambrogio che così pregava: «Voglia tu, o Signore, degnarti di venire a questa mia tomba per lavarmi con le tue lacrime. Chiama fuori dalla sua tomba il tuo servo e, alla tua voce, uscirò libero e diverrò uno dei commensali del tuo convito. E così la tua casa si riempirà di soave profumo, se custodirai colui che ti sarai degnato di riscattare» (De Poenitentia)
