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lunedì 23 marzo 2026

Don Luigi Ciotti: "Abbiamo sete di verità e giustizia"

"Abbiamo sete di verità e giustizia"
Don Luigi Ciotti

21.03.2026 - Grande partecipazione, in cinquantamila, per la XXXI Giornata della memoria e dell'impegno, organizzata da Libera a Torino.
Dopo la lettura dei nomi delle 1117 vittime innocenti delle mafie, il discorso di don Luigi Ciotti: "Abbiamo sete di verità e giustizia"



La nostra Memoria, quella che oggi ci dà appuntamento qui, è una memoria viva e la memoria vera ha un costo. Costa fatica, inquietudine. Perché la memoria onesta chiede cambiamento, ci provoca, ci converte, ci mette in discussione. La memoria ci chiede di risarcire il dolore innocente, di dare corpo alla giustizia negata, di portare alla luce le verità nascoste per decenni.

Oggi noi soffriamo di una emorragia di Memoria. E quando perdiamo memoria perdiamo noi stessi, perdiamo l’anima. Ecco perché torniamo a dirlo forte, oggi, proprio oggi: abbiamo fame di verità.

Le mani pulite da sole non bastano. Possiamo avere le mani pulite e tenerle in tasca. Possiamo essere formalmente irreprensibili e stare alla finestra mentre il mondo brucia. Non basta. Perché se abbiamo le mani pulite ma le teniamo in tasca siamo complici. Siamo complici dell’indifferenza. Siamo complici dell’ingiustizia che avanza. E colpisce duro, come sempre, i più deboli, i meno tutelati.

Abbiamo letto dei nomi. Uno per uno. Non sono numeri. Non sono statistiche. Sono volti. Sono storie. Sono madri, padri, figli, fratelli, sorelle, nonni, bambini. Sono persone a cui è stata strappata la vita perché hanno avuto il coraggio di dire no o perché hanno fatto il loro dovere. Noi diciamo a loro, e diciamo a noi stessi: non vi dimenticheremo. Non permetteremo che la vostra morte sia stata inutile. Il vostro sangue fecondi la nostra lotta.

E allora, amici miei, rigeneriamo i legami. È questo il nostro compito. È questa la nostra missione. Rigenerare i legami. Ricostruire relazioni autentiche. Prenderci cura gli uni degli altri. Perché la mafia, la corruzione, l’indifferenza, vincono quando siamo soli. Quando ciascuno pensa per sé. Quando il «noi» si dissolve in una polvere di individui spaventati.

Noi invece crediamo in un «noi» più grande. Crediamo in una comunità che si sostiene, che si aiuta, che non lascia indietro nessuno. Che non scarica i suoi problemi sui più deboli, ma li affronta insieme. E per questo saremo sempre un po’ sovversivi. Sì, lo ammetto senza pudore. Forse è per questo che i potenti, da sempre, non si fidano di me, non si fidano di noi. Perché siamo ostinatamente fedeli a un sogno. Il sogno che la nostra Costituzione non resti scritta solo sulla carta, ma diventi carne. Carne viva. Pane quotidiano. Dignità e rispetto per tutti. Lavoro. Casa. Futuro. Salute. Istruzione. Cultura. Tutela del Creato. La nostra Casa Comune.

Questo è il nostro sovversivismo pacifico. Questa è la nostra rivoluzione gentile. E allora, andiamo. Con le mani pulite, per costruire. Con gli occhi limpidi, per vedere chi ha bisogno. Con il cuore puro, per non smettere mai di sperare. Grazie Piemonte, Torino. Grazie, ragazze e ragazzi. Grazie, donne e uomini di libertà. Che il 21 marzo non finisca qui. Che la nostra fame non si spenga con questo giorno. La fame di verità e giustizia diventi il pane di ogni nostro giorno. Sempre. Insieme. LIBERI.

(Fonte: sito di Libera)

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Servizio del TG3 RAI