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sabato 24 marzo 2012

Il ricordo di Oscar Romero nel XXXII anniversario del suo martirio

Questo è stato Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, per il popolo e la chiesa latino-americana. In marzo ricorre l’anniversario del suo martirio.
Nobel dei poveri (E. Monzani e M. Marelli), Uno sparo sull’altare – L’arcivescovo deve morire (E. Masina), Fedele alla Parola (J. R. Brockman), Un vescovo centroamericano tra guerra fredda e rivoluzione (R. Morozzo Della Rocca), Martire come il suo popolo (G. Massone), Pastore di agnelli e di lupi (A. Vitali), Ho udito il grido del mio popolo (A. Palini)... Sono i titoli di alcuni dei molti libri italiani su dom Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador: “un vescovo fatto popolo”, secondo la bella definizione di David Maria Turoldo.
In questa breve chiacchierata – con cui intendo ricordare l’anniversario del martirio di mons. Romero (24 marzo 1980) – ho faticato non poco a racchiudere il tumulto di sentimenti e di idee che si erano accumulati nella mia testa con la lettura di vari scritti su di lui, soprattutto del suo voluminoso Diario. Alla fine, ho fatto pace con il titolo: “Sorpresa di Dio”.
Leggi tutto: Sorpresa di Dio di Giampietro Baresi


El Salvador, 1980. Nella piccola nazione del Centramerica, la guerra civile – ormai decennale – ha già causato più di 75mila morti e un milione e mezzo di rifugiati. Il regime al potere, sostenuto dagli Usa, è stato definito «colpevole di genocidio» dalla commissione sulla verità dei fatti, voluta dalle Nazioni unite. La sera del 24 marzo, mentre celebra l’Eucaristia, mons. Oscar Romero, arcivescovo della capitale San Salvador, è ucciso da un sicario.
 Pochi minuti prima, concludendo l’omelia, ha detto: «Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni possibile rischio di morte che la storia gli pone davanti. Chi cerca in tutti i modi di evitare un simile pericolo, ha già perso la propria vita».
 Romero è stato una sorpresa della storia.

Il ricordo di dom Pedro Casaldaliga, vescovo cattolico emerito della prelazia di São Felix de Araguaia, teologo spagnolo naturalizzato brasiliano, poeta e autore di numerosi libri.

San Romero d’America, Pastore e Martire nostro
L’angelo del Signore annunciò il vespro…
Il cuore del Salvador segnava
24 di marzo e di agonia.
Tu offrivi il pane,
il corpo vivo
- il triturato corpo del tuo popolo;
il suo sangue sparso vittorioso –
il sangue contadino del tuo popolo massacrato
che deve tingere di vini d’allegria l’aurora impedita!
.....
San Romero d’America Pastore e Martire nostro:
nessuno farà tacere la tua ultima omelia!


Appello alle comunità cristiane di Alex Zanotelli "LA DITTATURA DELLA FINANZA: ABBIAMO TRADITO IL VANGELO?"

In questo periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla ‘tempesta finanziaria’ che sta scuotendo l’Europa, rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro….
In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza.



venerdì 23 marzo 2012

Viaggio Apostolico in Messico e nella Repubblica di Cuba (23-29 marzo 2012)

Un viaggio, due tappe, due motti. In Messico, Insieme nella speranza, discepoli di Gesù. E a Cuba, Pellegrino della carità. Due modi semplici per esprimere in uno stesso stesso tempo intenzioni e obiettivi, senza le intriganti lusinghe e gli effetti speciali ai quali la pubblicità e i titoli dei giornali ci hanno ormai abituato. Pensati non per colpire, ma per scolpire un’idea destinata a restare attraverso l’impegno dei credenti.
È così in ogni viaggio del Papa. E sarà così anche in occasione di questo viaggio apostolico che s’inizia oggi, e che porterà per la ventitreesima volta Benedetto XVI fuori dall'Italia, e per la seconda volta in America Latina, dopo la visita del 2007 in Brasile. 


Papa Wojtyła ha aperto il cammino. Lungo una strada che per i popoli del Messico e di Cuba significa speranza, libertà, pace. Ma ora bisogna seguirla e far sì che siano in molti a fare altrettanto, alla luce della fede. È con questo spirito che Benedetto XVI affronta il suo nuovo viaggio internazionale, sulle orme di Giovanni Paolo II. Guarda al Messico e a Cuba, ma il suo pensiero è rivolto a tutto il grande continente latinoamericano. Lo ha spiegato il Papa stesso ai giornalisti che lo seguono in questa visita pastorale. L’obiettivo del viaggio resta quello di portare Cristo e il suo amore al centro della storia, per riportare l’uomo al centro della vita. 




Su ventidue viaggi finora compiuti in venticinque paesi, Benedetto XVI è stato una sola volta nell’America Latina: nel 2007, in Brasile. Poiché, pur in diminuzione, i latinoamericani rappresentano ancora una bella fetta dei cattolici di tutto il mondo, era necessario che il papa tornasse da quelle parti, un po’ troppo trascurate nella sua geografia apostolica. L’occasione è stata offerta da due anniversari: il duecentesimo dell’indipendenza del Messico e il quattrocentesimo del ritrovamento della statuetta della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba.
Così oggi papa Ratzinger parte per il suo viaggio numero ventitre, che lo porta in due realtà complesse, dove la Chiesa cattolica sta giocando partite non facili. 
Leggi tutto: Sud America, il ritorno del papa 






"XVII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie" - 21/22 marzo: "Lampedusa Porta d'Europa "

C'è un'Isola delle tante isole siciliane che si chiama Lampedusa. Terra d'odissee, più vicina all'Africa che all'Italia, è nata per accogliere invece che respingere. Le sue coste a Sud, ricche di cale ed insenature hanno dato riparo e speranza a migliaia di moderni Omero, nei secoli in fuga da guerre e miserie. Quelle a Nord, a strapiombo sul mare, guardano l'Europa pronta a respingere piuttosto che ad accogliere. Nel mezzo c'è il Mare Mediterraneo, l'avanguardia dei nuovi traffici delle mafie e posto al mondo con più vittime delle criminalità organizzate internazionali (si stimano 1500 morti circa solo nel 2011). 

 ''Le organizzazioni criminali nel Mediterraneo hanno fatto più vittime che le guerre di mafia. Diciamo basta ai venditori di illusioni e chiediamo speranza e concretezza. La politica faccia la sua parte fino in fondo, bisogna fare di pi''. Lo ha detto, a Lampedusa, don Luigi Ciotti , in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle lotte alle mafie, promossa da Libera e Avviso pubblico. 
Leggi tutto: IMMIGRAZIONE: DON CIOTTI A LAMPEDUSA, BASTA VENDITORI SOGNI


 ''Nemmeno 5 ore dopo la chiusura della bella manifestazione contro le mafie, organizzata da Libera in collaborazione con Legambiente, che ha animato l'isola per due giorni, un incendio ha devastato un padiglione interno al cortile della scuola dove le associazioni avevano incontrato scuole e cittadini sui temi della legalità e dell'immigrazione''. 

«Digiuno, abbraccio alla vita»

Nel prefazio del Mercoledì delle Ceneri il digiuno è descritto come la via che aiuta a «vincere le passioni, elevare lo spirito e infondere la forza». Benedetto XVI lo ha definito «un’arma spirituale» e lo ha indicato come «terapia» che «contribuisce a conferire unità fra corpo e anima». Insieme con la preghiera e la carità, l’astinenza dal cibo è una delle pratiche penitenziali che la Quaresima propone per «sconfiggere il male», come verrà annunciato nella Veglia pasquale. «Certo, l’osservanza del digiuno non è un atto masochistico. Non è mortificazione, ma “vivificazione” perché è opera positiva personale e comunitaria», spiega l’eremita camaldolese don Paolo Giannoni.



giovedì 22 marzo 2012

Crisi: "Bregantini: lavoratori, non merci" e "il non lavoro" che uccide...

Monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione Lavoro, giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana, docente di Storia della Chiesa con una lunga esperienza di operaio in fabbrica negli anni della giovinezza, continua a porsi una domanda. “Con questa riforma la precarietà sarà vinta? O resteremo comunque in un clima di precarietà? O addirittura l’aumenteremo?” 

​Il lavoro, anzi "il non lavoro" uccide, soprattutto se lo si perde in un paese del profondo Sud. È successo ancora. Due vite spezzate, nel Salentino e in Calabria. Scorrano, in provincia di Lecce, conta appena settemila abitanti. Lì, dove evidentemente le occasioni per trovare un nuovo impiego sono men che esigue, quasi nulle. Se poi a questa situazione già deprimente, si somma la scomparsa del proprio genitore ed il peso di dover pensare ad una mamma invalida ed ai propri fratelli, ecco che diventa tutto buio intorno e la mente spinge verso il gesto estremo, verso la decisione di chiudere con l’esistenza, di farla finita.

Suicidi e ancora suicidi tra gli imprenditori a tal punto che la CGIA di Mestre ha proposto proprio in questi giorni un fondo di solidarietà per mancanza di credito gestito in stretta collaborazione con i consorzi Fidi. Sono cinquanta negli ultimi tre anni quelli che si sono tolti la vita. E tra quei cinquanta molti non erano falliti o stavano fallendo. Erano in una drammatica crisi di liquidità perché vantavano crediti che non riuscivano a incassare. 

Quasi tremila suicidi in un anno, uno al giorno per motivi legati al lavoro. I dati pubblicati dall'istituto di ricerca "Eures" sono tragicamente chiari. E con la crisi economica il numero di persone che si sono tolte la vita è aumentato di quasi il 6%, con un incremento vertiginoso pari quasi al 40% fra i disoccupati. Nel Nord-Est, cuore pulsante del tessuto produttivo italiano, il fenomeno è esploso in tutta la sua tragicità: 50 piccoli imprenditori si sono suicidati negli ultimi tre anni. 
Ascolta il servizio di Massimo Pittarello a Radio Vaticana:  Crisi e suicidi: nasce "Terraferma" per aiutare imprenditori e lavoratori in difficoltà

La crisi internazionale ha colpito duro, anzi durissimo, soprattutto nel ricco (o ex ricco) nordest. Migliaia i posti di lavoro persi dal 2008 a oggi, ma la notizia più sconvolgente riguarda i suicidi degli imprenditori, mai così tanti come negli ultimi anni.
L’area del Veneto è fra le più colpite. Ormai sono molti gli imprenditori che denunciano situazioni finanziarie insostenibili e non ottengono alcun aiuto dalle banche. Una delle maggiori difficoltà, come sottolineano dalla Confartigianato veneta, è data dalla fatica che gli imprenditori fanno per riscuotere i crediti da altre imprese. A volte è tanto difficile farsi pagare che si finisce sul lastrico e si è costretti a chiudere baracca e burattini. E, come detto, non sono pochi quelli che decidono di farla finita, anche con la vita.



Conferenza permanente "Religioni, cultura e integrazione" per cercare insieme una via italiana all’integrazione

Leader di tutte le religioni, presenti nel nostro Paese, si sono ritrovati a Palazzo Chigi per trovare insieme una via italiana all’integrazione. L’incontro è stato promosso dal ministro alla Cooperazione internazionale e all’Integrazione, Andrea Riccardi, che in collaborazione con il ministero dell’Interno, rappresentato dal ministro Annamaria Cancellieri, ha indetto una Conferenza permanente “Religioni, cultura e integrazione”. “Ci unisce – ha detto il ministro Riccardi – la preoccupazione per un passaggio delicato della società italiana: l’integrazione”. In questo senso, “le comunità religiose e i loro responsabili posso essere mediatori per l’integrazione virtuosa nella società italiana”

Ascolta il servizio di Cecilia Seppia su Radio Vaticana

In Italia ci sono circa 5 milioni di immigrati, la maggior parte dei quali di religione diversa dal cattolicesimo che e' invece la confessione principale degli italiani. Ma vivere insieme si puo', e in questo sforzo di integrazione i leader delle comunita' religiose presenti sul nostro territorio possono svolgere un ruolo molto importante.
Leggi tutto: I ministri Cancellieri e Riccardi al tavolo con i leader religiosi

Il ministro Andrea Riccardi a Settegiorni



Il pellegrinaggio, per Enzo Bianchi è viaggio verso un “altrove”... "Quel muoversi verso l'ignoto alla ricerca di una stabilità"

Il pellegrinaggio è uno dei fenomeni antropologici più antichi e diffusi, caratterizzato da una dimensione paradossale: il pellegrino lascia la propria terra, la propria casa per andare verso un “altrove”, percepito come luogo in cui poter ritrovare le proprie radici. Si mette in movimento cioè per ritrovare stabilità, saldezza. E questo in virtù di due elementi fondamentali e complementari propri al pellegrinaggio: da un lato il viaggio stesso, l’essere in movimento, l’iter che si compie, dall'altro il luogo a cui si desidera pervenire. Lo snodarsi del viaggio ha una dimensione di esodo, di uscita dal proprio mondo, di costante cambiamento di prospettive, di orizzonti, di panorami, un’inesauribile ricchezza di volti e paesaggi nuovi, un’alternanza del pensiero tra il luogo noto e certo che si è lasciato e l’ignoto cui si va incontro e del quale si sa solo che può offrirci nuova e duratura saldezza. La meta del pellegrinaggio deve dal canto suo essere chiara fin dalla partenza: “nessun vento infatti è favorevole alla nave che non sa a quale porto vuole approdare”, ammoniva già Seneca. E questa sua qualità di “meta”, di telos, di compimento, le viene proprio dal poter offrire al pellegrino che le corre incontro quel clima di anelito alla santità, quello “spazio sacro” di fronte al quale ci si toglie i calzari del viandante, quel “faccia a faccia” con la verità che fa esclamare “Dio è là”. 


mercoledì 21 marzo 2012

21 marzo, giornata Mondiale sulla sindrome di Down

Da diversi anni, in Italia e in molti Paesi del mondo, il 21 marzo si celebra il World Down Syndrome Day, ovvero la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, un importante appuntamento per informare, sensibilizzare e promuovere la collaborazione tra le diverse associazioni mondiali che si occupano di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down.
Perché è stata scelta proprio questa data?


... Oggi che il mondo celebra la Giornata per la sindrome di Down è la festa di Luca e di tutti i bambini e gli adulti come lui, ma nelle loro case la fatica da portare avanti resta la stessa...

Che succede se in una qualsiasi pubblicità, anche la più glamour e patinata, sostituiamo a un attore un ragazzo con la sindrome di down? Non succede nulla, quasi non ce ne accorgiamo. Mercoledì 21 marzo si celebra la Giornata mondiale sulla sindrome di Down e il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down insieme all’agenzia pubblicitaria Saatchi and Saatchi hanno trovato un modo unico e originale di promuovere l'importanza dell'integrazione di questi individui nella società.


Ci aveva pensato tanto tempo fa Andrea Mantegna, a Mantova, a rendere protagonista e addirittura degno della rappresentazione della Natività un bambino speciale, con gli evidenti segni della sindrome di Down, come è stato dimostrato da studiosi inglesi. 
Una tela su commissione, dei potenti Gonzaga, ma anche un modo per sdoganare con 500 anni di anticipo l’immagine irresistibile di normalità che viene dai bambini e dai ragazzi con sindrome di Down. 

Un piccolo vademecum linguistico sulla sindrome di Down e sulle questioni ad essa collegate, utile per imparare a usare un linguaggio appropriato, accurato e inoffensivo, sia quando si comunica a un pubblico in generale, sia quando ci si rivolge alle stesse persone con sindrome di Down o alle loro famiglie.



Il “Cortile dei Gentili” a Palermo 29 e 30 marzo. Il cardinale Ravasi: Chiesa impegnata su legalità e dialogo interreligioso

Confronto tra credenti e non credenti su “Cultura della legalità e società multireligiosa”
Il Cortile dei Gentili nasce ad opera del Pontificio Consiglio della Cultura all’indomani delle parole rivolte dal Papa alla Curia romana nel natale del 2009. Lo scopo, fin dall’inizio, è quello di “aprire – come spiega mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Dicastero Vaticano - un dialogo serio e rispettoso tra credenti e agnostici o atei”; diventa quindi spazio di conversazione e di confronto proprio ad immagine dello spazio che già duemila anni fa nel tempio di Gerusalemme accoglieva i pagani in visita a Gerusalemme.
In particolar modo, “a Palermo e in Sicilia - si legge ancora sul sito www.cortiledeigentili.com - il Cortile dei Gentili pone al centro due valori fondamentali quali la Giustizia, nello snodo tra moralità e legalità, e la Tradizione multi religiosa e multiculturale che ha contraddistinto l’isola mediterranea rendendola “casa” delle culture che hanno animato le rive del “Mare tra le terre”: buona pratica di una terra chiamata ancor oggi a sviluppare la sua naturale vocazione al dialogo tra le religioni e le civiltà”.

“Cultura della legalità e società multireligiosa” è il tema del prossimo Cortile dei Gentili, in programma a Palermo dal 29 e 30 marzo prossimi. A presentare l’evento stamani in Sala Stampa Vaticana, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero promotore, insieme con mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e coordinatore dell’incontro, e Giusto Sciacchitano, sostituto procuratore nazionale antimafia. 
Ascolta il servizio di Roberta Gisotti su Radio Vaticana: Il "Cortile dei Gentili" a Palermo per affermare il dialogo e la lotta al crimine

 A Palermo, il 29 e il 30 marzo, filosofi, religiosi, giuristi, storici e intellettuali proveranno a rispondere con la cultura del dialogo e del diritto, radicata nella grande tradizione multiculturale siciliana, all'incultura della criminalità organizzata. Fabio Colagrande ne ha parlato con il presidente del dicastero organizzatore, il cardinale Gianfranco Ravasi
Ascolta l'intervista da Radio Vaticana


Il 'Cortile dei Gentili' a Palermo per contrastare, attraverso il dialogo, l'incultura dell'illegalità come fenomeno internazionale. La Radio Vaticana intervista il magistrato palermitano Giusto Sciacchitano, sostituto procuratore nazionale antimafia


Dopo un 2011 con significativi appuntamenti - si pensi, per esempio, a Bologna, Parigi o Tirana - l' incontro nel capoluogo siciliano è carico di significati. Avrà come tema «Cultura della legalità e società multireligiosa». Lo stesso cardinale Ravasi sottolinea: «La parola legalità è fondamentale. Conserva un aspetto magico, giacché è ininterrottamente evocata; ma è anche vero che siamo dinanzi a un vocabolo stereotipato». Discuterne a Palermo, verificarne i significati in una città che sovente viene considerata dai media sinonimo di mafia, si trasforma in una sfida. 

Sarà trasmesso, dal sagrato della Cattedrale di Palermo, l'evento in live streaming, che potrà essere seguito sul portale del Cortile dei Gentili e sulla pagina ufficiale in Google+
Partecipa in diretta: invia le tue domande o i tuoi contributi, il Cortile penserà a sottoporle ai relatori dell'evento.
Leggi tutto: Palermo in live

Ciao siamo i bambini nel Cortile, siamo dei piccoli investigatori. La vita, la morte, la storia, il male e il dolore, l’amore e la libertà, l’arte e la musica, sono i nostri campi di attività.
Un carrello pieno di carta e colori correrà con noi sui binari-disegni dei bambini di tutto il mondo.
Le Cortili-Fermate saranno i nostri luoghi di incontro, le Finestre-Università faranno da cornice alle nostre indagini e scoperte, e riempiremo i sagrati delle Cattedrali di voci, musiche, colori, domande, storie e racconti. 

Per seguire la diretta degli eventi nelle due giornate:

21-28 Marzo: VIII Settimana di Azione Contro il razzismo

MANIFESTO ROMA2.jpg21-28 Marzo: VIII Settimana di Azione Contro il razzismo


Una Catena Umana in tutta Italia per dire “No a tutti i razzismi”

Mercoledì 21 marzo 2012, alle stessa ora in 35 città italiane, l'UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  con il patrocinio di UNHCR (Agenzia Onu per i Rifugiati) organizza la prima “Catena Umana” nazionale per dire No a tutti i razzismi.

L'occasione è fornita dalla Giornata Mondiale Contro il Razzismo, anniversario della strage di Sharpeville in Sud Africa, dove il 21 marzo 1960 la polizia sparò sui manifestanti uccidendo 69 cittadini neri in protesta contro il regime dell’apartheid.
Alle ore 10.30 in punto, nelle 35 città che hanno aderito all'iniziativa, un variegato popolo anti-razzista fatto di studenti, insegnanti, volontari dell'associazionismo, comunità straniere, cittadine e cittadini si prenderanno per mano e circonderanno i luoghi-simbolo della cultura italiana, per manifestare pubblicamente il rifiuto del razzismo e della xenofobia.

L'iniziativa principale si svolgerà a Roma, con il patrocinio del Comune, dove  la “catena” abbraccerà il Colosseo sulle note della canzone“One love” di Bob Marley, cantata da tutti i partecipanti ed eseguita sul palco da Loredana Errore,  giovane cantante italiana di origini rumene, accompagnata dall’Orchestra “Arcobaleno” della Scuola Media Sperimentale “G. Mazzini” di Roma. 
Dal palco del Colosseo,  si parlerà di integrazione,  cittadinanza e discriminazione, con gli interventi di saluto di autorità pubbliche, tra gli altri il Vicepresidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli, il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, la portavoce dell’UNHCR Laura Boldrini, il direttore dell’UNAR Massimiliano Monnanni, la Consigliera Nazionale di Parità Alessandra Servidori, seguiti da letture interpretate da  Mariano Regillo. Vari i momenti di riflessione e testimonianza come quella della sig.ra Ndeye Rokhaya Mbengue vedova di Moudo Samb,  uno dei due ragazzi senegalesi uccisi a Firenze lo scorso 13 dicembre. 

L'appuntamento è alla stessa ora, alle10.30 in punto, nelle città di:

Agrigento – Piazza Pirandello, Arezzo – Piazza Grande, Bari – Teatro Petruzzelli, Bergamo – Piazza Matteotti, Bologna – Piazza Maggiore, Brescia – Piazza  della Loggia, Cagliari – Piazza del Carmine,Catania – Piazza Università, Cento (FE) – Piazzale della Rocca, Como – Piazza del Duomo, Crema –Piazza del Duomo, Ferrara – Castello Estense, Firenze - Piazza Santissima Annunziata, Foggia – Piazza Umberto Giordano, Frosinone – Piazza Gramsci, Lecce – Piazza Sant'Oronzo, Lecco – Piazza Garibaldi, Lodi – Piazza della Vittoria, Mantova – Lungolago Gonzaga, Messina – Piazza Duomo, Milano – Piazza Duomo, Monza – Piazza Roma, Palermo – Teatro Massimo, Pavia – Piazza Vittoria, Perugia – Piazza IV Novembre, Ravenna – Basilica di S. Giovanni, Roma – Colosseo, Rosarno – Campo d'accoglienza, Contrada Testa dell'acqua, Salerno – Teatro Verdi, Sondrio – Piazza Garibaldi, Torino – Mole Antonelliana, Trieste – Piazza Vittorio Veneto, Varese – Piazza Monte Grappa Venezia – Riva degli Schiavoni, Viterbo – Piazza S. Lorenzo

In particolare modo a Rosarno il piccolo centro calabrese divenuto tristemente simbolo dello sfruttamento dell'immigrazione clandestina nel nostro Paese per dire “No a tutti i Razzismi”, cittadini italiani e stranieri si terranno per mano circondando il Campo d'Accoglienza, nella Contrada Testa dell'Acqua, con la partecipazione del regista Mimmo Calopresti.
La catena Umana è solo una delle numerose iniziative che l'UNAR realizza per l'VIII Settimana di Azione Contro il Razzismo, in programma dal 21 al 28 marzo 2012, con il patrocinio dell’UNHCR - Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, e degli Enti Locali partner dell'UNAR nell'attuazione di programmi territoriali di contrasto e prevenzione delle discriminazioni.

Sarà possibile seguire l'iniziativa su Facebook all’indirizzo:  

La Settimana continua, in più di trenta città italiane, con una serie di eventi informativi, attività ludico-aggregative e di piazza, momenti di riflessione e di formazione nei luoghi di lavoro e di studio, con il coinvolgimento di enti locali, mondo della scuola, forze sindacali ed imprenditoriali, associazioni del settore e comunità straniere.

A chiudere la lunga maratona di iniziative, l'importante Convegno internazionale organizzato da UNAR e ANSI (Associazione Nazionale Stampa Interculturale), in programma a Roma nei giorni 2 e 3 aprile, che intende puntare l'attenzione di opinione pubblica ed addetti ai lavori sul tema“Media e Diversità in Italia e in Europa”.
Nel corso della due giorni, che prevede la partecipazione di esponenti del Governo Italiano, quali i Ministri Fornero e Riccardi, delle istituzioni Europee e del mondo dell'informazione, viene fatto il punto sulla rappresentazione della diversità  culturale nei mezzi di informazione a livello europeo e viene conferito il Premio giornalistico “For Diversity Against Discrimination 2011”.


Per maggiori dettagli:

martedì 20 marzo 2012

Jonathan Sandler, 30 anni insegnante di religione, i suoi figli Gabriel e Arieh, di 4 e 5 anni, Myriam Monsonego, 7 anni: le vittime innocenti della strage di Tolosa

La strage di Tolosa ha lasciato muta l’Europa e inorridita Israele. Prima di ogni giudizio, prima di una riflessione che non potrà né dovrà mancare, pesa su tutto lo sgomento...
In questa Europa così saggia e attenta al proprio passato, in questa Europa che ha davanti agli occhi le camere a gas e le racconta con tanto slancio nei libri di scuola, capita ancora di morire perché si è ebrei. L’orrore, lo sgomento, la paura, lasciano addosso una rabbia amara e impotente. 

A Tolosa, un “folle” cavalcando uno scooter, armato di una pistola, ha assassinato esseri umani innocenti, grandi e piccoli con feroce determinazione animata da un odio nutrito con ossessione fanatica. Questa volta sono ebrei, colpiti proditoriamente nella loro istituzione educativa.
Le vittime sono un insegnante, due suoi figli piccini e un adolescente anche se l’intento del carnefice era quello di fare una strage di maggiori proporzioni, la logica quella dello sterminio indifferenziato purché l’obiettivo fosse quello odiato, il “perfido giudeo”. La stessa mano probabilmente ha colpito già tre “maledetti mussulmani”, tre paracadutisti francesi di origine magrebina.
In questi casi, di primo acchito, si cerca una spiegazione rassicurante: è un folle...
Leggi tutto: La peste nera

Quando accadono tragedie come quelle di Tolosa, mi chiedo se si possono ancora considerare gli ebrei come i capri espiatori della Storia. Ebbene, la risposta è sì...
Leggi tutto: L'Europa antisemita (pdf)
«Le parole che escono dal cuore, giungono al cuore», recita il Talmud. Ed era proprio all'insegnamento di questo testo sacro all'Ebraismo che Jonathan Sandler dedicava le sue lezioni a Bordeaux. «Era un ragazzo molto dolce e discreto», dice di lui Claude Maman, ex rabbino capo della capitale della Gironda. «Non aveva - precisa - posizioni politiche marcate. Era un uomo molto praticante, ma anche aperto verso gli altri e le religioni altrui». «A volte - ricorda - portava i suoi alunni a giocare a bowling o in altri luoghi di svago, per distrarsi un po’ dagli studi e dalle lezioni». Sandler non potrà più raccontare ai suoi bambini le discussioni dei primi saggi ebrei sulle grandi questioni dell’uomo, perché la sua vita è stata interrotta prematuramente, ad appena trent'anni, nel vile attacco di Tolosa, dove sono morti anche due dei suoi figli, Arié di 6 anni e Gabriel di 3. «Il mondo, purtroppo, è in mano agli stolti», recitano i testi che leggeva ai suoi alunni. 

Il rabbino ha coperto i piccoli Gabriel e Arieh con il suo corpo
Era tornato a fare l'insegnante nel luogo dove aveva studiato da bambino. Al rabbino Jonathan Sandler, nato a Parigi 30 anni fa, la sonnacchiosa Tolosa piaceva - hanno raccontato gli amici - per «la tranquillità». Una città (la quarta più popolosa di Francia) dove era arrivato nel settembre scorso con l'idea di studiare in pace e crescere i suoi tre figli accanto alla moglie, lasciando per un paio d'anni la combattiva Gerusalemme, il quartiere di Kiryat Hayovel dove avevano casa e il centro di studi ebraici Zichron Shimon dove contava di tornare a completare gli studi. 
Sandler era una di quelle persone per cui gli studi sono un tour che non finisce mai. È morto davanti all'entrata dell'istituto Ozar haTorah (che comprende anche un collegio di 50 studenti e una sinagoga) dove insegnava la Torah (la Bibbia). 

Le spoglie di Jonathan Sandler, 30 anni insegnante di religione, dei suoi figli Gabriel e Arieh, di 4 e 5 anni, più quello di Myriam Monsonego, 7 anni, figlia del rabbino e direttore della scuola Ozar Hatorah, sono partite alla volta di Israele per essere sepolte mercoledì 21 a Gerusalemme.



Don Luigi Ciotti ad Agorà il 16/3/2012 (Video)

Il fondatore di Libera approfondisce la questione sulla criminalità organizzata italiana, intervenendo in studio ad Agorà da Genova, in occasione della XVII Giornata della Memoria e dell'Impegno a favore di tutte le vittime delle mafie

Luigi Ciotti ad Agorà 16/3/2012 parte 1

Luigi Ciotti ad Agorà 16/3/2012 parte 2

 Luigi Ciotti ad Agorà 16/3/2012 parte 3

Luigi Ciotti ad Agorà 16/3/2012 parte 4



"Le Frontiere dello Spirito" puntata del 18 marzo 2012

Domenica 18 marzo 2012, "Le Frontiere dello Spirito", il programma di cultura e attualità religiosa, curato e condotto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, insigne biblista, e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi.

Nella prima parte della trasmissione, il cardinale Ravasi commenta con la consueta competenza e autorevolezza la prima lettura (Cr 36,14-16.19-23) e il brano del salmo (136/137,1-6) proclamati nella celebrazione della domenica. 
Nella seconda parte del programma "I volti e le storie", curata da Maria Cecilia Sangiorgi, il servizio "Misericordia la virtù dei forti".
Continua il cammino compiuto in questa quaresima sul tema della misericordia con alcune riflessioni: La misericordia ha sempre dimorato nel cuore dell'uomo? è un istinto o è frutto della cultura e della presa di coscienza di sè e dell'altro? e per un laico cos'è la misericordia, cosa significa, può trasformare il mondo? 
Ospite e protagonista della puntata è Salvatore Natoli, filosofo e docente all'Università degli Studi di Milano.