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giovedì 24 maggio 2012

Uomini e profeti - Fedi e Mondo - Q come Qabbalà con Haim Baharier - Luoghi della Bibbia a Vicenza con Raimondo Sinibaldi

Uomini e profeti

Fedi e Mondo

Q come Qabbalà
con Haim Baharier
Sabato 12 maggio 2012
Luoghi della Bibbia a Vicenza
con Raimondo Sinibaldi

“Questo libro sicuramente non è un libro di Qabbalà” scrive Haim Baharier, in nota al suo ultimo libro Quabbalessico (Giuntina). “ L’ho voluto più vicino a un soffio che alza nell’aria spore fuggevoli, da trattenerne a stento qualcuna in mano… Spero risulti la consapevolezza di una ritrosia della trascendenza. Piccole scintille da braccare per metterle – perché no- in sorriso”. Forse è proprio questa “ritrosia della trascendenza”, unita al sorriso, e guidata da un’intelligenza mobile, in urto contro i muri del pensiero convenzionale e statico che fa di Baharier un maestro dell’ebraismo contemporaneo. Ci guiderà attraverso spericolate acrobazie linguistiche e logiche, mai assertorie, e sempre aperte ad ulteriori significati, attraverso le strettoie dell’esegesi, dalla morale, della psicologia, del divino. Raimondo Sinibaldi presenta la sessione 2012 del Festival Biblico di Vicenza, in particolare soffermandosi su uno dei temi di quest’anno: i luoghi della Bibbia… 



"Le due paure madri della crisi" Lectio Magistralis di Enzo Bianchi all'ottavo Festival Biblico

Lectio Magistralis
La speranza dalle Scritture: magistero di Parola e di testimonianza di Carlo Maria Martini 
giovedì 24 maggio, ore 21 Chiesa Cattedrale Piazza Duomo, 8 - VICENZA

Omaggio al Cardinale Carlo Maria Martini.

Serata inaugurale dell'ottava edizione del Festival Biblico
intervengono:
Enzo Bianchi, 
monaco e priore della Comunità di Bose
Ferruccio De Bortoli, 
giornalista, direttore del Corriere della Sera

con proiezione di interviste e interventi video 
di S.E. Carlo Maria Martini

lettura dei testi: Franca Grimaldi

Il dialogo tra il priore di Bose e il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli alle ore 21 verrà trasmesso in diretta da Telechiara e da Telepace.

Anticipazione dell'intervento di Enzo Bianchi.

Esprimere gratitudine al card. Carlo M. Martini all’interno di un evento dedicato alla Speranza delle Scritture che vince la paura significa fare memoria della speranza che il ministero episcopale del grande biblista gesuita ha saputo destare non solo nella chiesa locale e nella città affidata alla sua cura, ma anche nella chiesa universale e nella società civile. E questo, proprio grazie alla sua conoscenza della bibbia e della sua familiarità amorosa con il modo di pensare e di agire richiesto dalla parola di Dio. Del resto, secondo l’apostolo Pietro, il cristiano è tenuto a questo e non ad altro: a “rendere conto della speranza” che lo abita a chiunque glielo chiede. E oggi che viviamo in un tempo posto sotto il segno della crisi, questa esigenza di testimoniare e suscitare speranza si fa sempre più cogente per i cristiani. La nostra epoca infatti, definita da molti pensatori come stagione della “fine” – della civiltà occidentale, della modernità, della cristianità... – è caratterizzata dal senso della precarietà del presente e dell’incertezza del futuro, un tempo in cui l’incognito che ci sta davanti spaventa per la sua imprevedibilità e, insieme, per gli orizzonti asfittici che lo caratterizzano: il nostro è un mondo che sembra sfuggire al nostro controllo e impedirci di capire dove stiamo andando. Ora, tutto ciò provoca un’angoscia profonda, che le tante situazioni di guerra, miseria e oppressione in atto in varie parti del mondo non fanno che confermare e che la crisi economica e finanziaria che attanaglia l’occidente trasforma per troppe persone in disperazione nel quotidiano. 
Ma allora, cosa significa sperare? E di quale speranza sono portatrici le Scritture? E, ancora, può la speranza vincere la paura? Proprio a partire dalla paura possiamo abbozzare una riflessione: in profondità ciascuno di noi è preda di due “paure madri”, da cui discendono tutte le altre: la paura della morte e la paura di Dio. 
Leggi tutto: "Le due paure madri della crisi" di Enzo Bianchi



VIII Festival Biblico 18-27 maggio 2012 - «Perché avete paura?» (Mc 4,40) La speranza dalle Scritture - Lavoro, solitudine, fragilità Le paure del nuovo Veneto (e non solo)

Timori e speranze al Festival Biblico di Vicenza. Gli organizzatori: «Il tema è stato scelto su sollecitazione dei genitori». Giovedì l’incontro fra de Bortoli ed Enzo Bianchi

Paura e speranza, temi portanti del Festival Biblico di quest’anno, che intreccia l’analisi delle Sacre Scritture con le aspettative di uomini e donne. Il Festival, 140 appuntamenti tra Vicenza e Verona fino al 27 maggio, entra nel vivo giovedì nella Cattedrale di Vicenza con la serata inaugurale (ore 21) in cui si confronteranno Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera e Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, dialogando su «La speranza dalle Scritture: magistero di Parola e di testimonianza di Carlo Maria Martini». Ma quali sono oggi le principali paure? E come affrontarle? Monsignor Roberto Tommasi, presidente del festival biblico, spiega che «il tema del festival è stato scelto proprio su sollecitazione di molti genitori che ci avevano raccontato delle paure dei loro bambini».


Vedi il nostro precedente post:


mercoledì 23 maggio 2012

Rai3 "Ho vinto io" - Rosaria Schifani e la strage di Capaci vent' anni dopo


HO VINTO IO 
con Rosaria Schifani
Un documentario di Felice Cavallaro
con la collaborazione di Fabio Vannini
Regia di Fabio Vannini

"Vi perdono ma vi dovete inginocchiare..." Tutti ricordano la disperata implorazione che Rosaria Schifani, allora poco più che ventenne, rivolse ai mafiosi, davanti alla bara del marito Vito, agente della scorta del giudice Falcone. 
Venti anni dopo, Rosaria ha deciso di fare fino in fondo i conti con se stessa e con le sue emozioni, tornando sui luoghi della tragedia. Rosaria racconta, in prima persona, una storia di dolore e di coraggio, la storia di una donna che, lasciando Palermo, la sua città, ha saputo offrire al figlio (oggi Emanuele ha vent’anni e nessun ricordo del padre) e a se stessa una nuova opportunità di vita. Rosaria non ha mai smesso di cercare i “perché” della mafia e, dopo vent’anni, la sua analisi del fenomeno che le ha stravolto l’esistenza è amara e disincantata. Oggi, come ieri, non crede che i mafiosi possano pentirsi ma a loro vuole dire che lei, con grande fatica, ha saputo ricostruire la sua vita, mentre loro restano in una spirale di morte, senza speranza.


A vent'anni dalla morte di Giovanni Falcone il ricordo della sorella Maria

Maria Falcone apre l'album dei ricordi per raccontare chi era Giovanni Falcone prima di diventare il magistrato simbolo della lotta alla mafia. Un racconto appassionato della vita in famiglia e della Palermo di quegli anni.
Vi racconto mio fratello Giovanni Falcone


GIOVANNI FALCONE EROE DEL NOSTRO TEMPO


Vedi anche i nostri precedenti post:

LA STRAGE INFINITA: Le stragi di mafia,lo Stato e il ricordo del giudice Falcone



"Comunità: quando la correzione è fraterna" di Enzo Bianchi

Siamo nel tempo pasquale, nel quale la Chiesa ci invita a proclamare la buona notizia per eccellenza: “Cristo è risorto, è veramente risorto!”. Immersi in questa gioia possiamo volgerci indietro, al cammino quaresimale percorso, per verificare se è stato un cammino di conversione e di crescita spirituale, oppure se non abbiamo mosso un passo per fare ritorno al Signore, o addirittura abbiamo finito per cedere ancora di più agli idoli mondani che sempre ci tentano. Nel fare questo esame di coscienza non possiamo dimenticare che all’inizio della Quaresima Benedetto XVI ha indirizzato alla chiesa un messaggio volto a farla riflettere sul fine della sequela: l’amore, la carità. Per questo il papa di Roma ci ha fornito la traccia di una ricerca, di una riflessione, di un impegno quotidiano da assumere, quello riguardante la correzione fraterna.
Ammorbati come siamo da una vera e propria patologia quale è l’indifferenza gli uni verso gli altri, la mancanza di prossimità, non sappiamo neppure più che la correzione fraterna è uno degli atteggiamenti cristiani più decisivi per la salvezza del singolo e per la stessa comunità cristiana, la chiesa. Se non ci si sente custodi, responsabili del fratello, della sorella, dell’altro (cf. Gen 4,9: «Sono forse io il custode di mio fratello?»), allora si vive nel proprio autismo, senza guardare agli altri, senza avvicinarsi all’altro, senza praticare il volto contro volto. In questo modo non nasce mai l’occasione per la correzione reciproca, e di fatto si incoraggia la crescita del male, che sarà sempre più dilagante in quanto non viene mai giudicato: e così, lo si voglia o no, si autorizza chi compie il male a commetterlo senza essere frenato, richiamato...

Leggi tutto: Comunità: quando la correzione è fraterna di Enzo Bianchi



martedì 22 maggio 2012

LA STRAGE INFINITA: Le stragi di mafia,lo Stato e il ricordo del giudice Falcone

LA STRAGE INFINITA
Le stragi di mafia, lo Stato
e il ricordo del giudice Falcone
 puntata di "Brontolo-RAI" del 21.05.2012



 Le stragi di mafia sono collegate da un filo rosso che ha segnato tragicamente la storia del nostro paese. Dopo quegli anni terribili, c’è stata forse una sorta di pax tra Stato e Cosa Nostra? È l’interrogativo che Oliviero Beha porrà ai sui ospiti, che saranno: Tina Montinaro, vedova del capo della scorta del giudice Falcone; Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo; Carlo Palermo, ex magistrato scampato a un attentato; Neri Marcorè, attore che parteciperà alla Partita del Cuore tra la nazionale italiana Artisti e la nazionale Magistrati che si giocherà il 23 maggio a Palermo proprio per ricordare i giudici Falcone e Borsellino.


GUARDA TUTTO:
la puntata integrale

Vedi anche il nostro post precedente:

Il ricordo di Falcone e Borsellino vent'anni dopo - “Vent’anni” - "Dove eravamo" - “Per questo mi chiamo Giovanni” - "CAPACI VENT'ANNI DOPO. ETICA, RUOLO E VALORE DELLA MEMORIA".



"Questa è l’ora" di Tonio Dell'Olio

Questa è l’ora
  • di promettere solennemente che non dimenticheremo Melissa, la sua famiglia, le sue amiche, la sua scuola 
  • di pretendere la verità e la giustizia per lei e per le sue amiche, per le loro famiglie e per le loro comunità 
  • di mettere al bando l’ipocrisia delle parole scontate, retoriche, vuote 
  • di non avere paura di andare a scuola 
  • di continuare a far paura a loro con la scuola e con la cultura, 
  • di mettersi insieme, di stare uniti, di camminare in cordata 
  • di non voltarsi dall’altra parte 
  • di non entrare nella zona grigia degli indifferenti, dei conniventi, implicitamente e indistintamente complici 
  • di rompere i silenzi per denunciare la violenza di ogni tipo, anche quella che quotidianamente vuole ridurci a sudditi senza dignità 
  • di scommettere sulla maggioranza degli onesti 
  • di guardare ai giovani con rispetto 
  • di fermarsi a leggere le pagine dei quaderni sparsi sull’asfalto davanti alla scuola di Melissa 
  • di benedire le zolle di terra in cui abitiamo 
  • di fare politica ovvero di costruire una vita comune di qualità 
  • di riconoscere la mafia dentro di noi e attorno a noi 
  • di superare e vincere i pregiudizi, i luoghi comuni, le discriminazioni 
  • di far crescere la cultura della nonviolenza promuovendo la forza della verità, riconoscendo il volto dell’altro, diventando tessitori di riconciliazione 
  • di impegnarsi con gli altri per gli altri 
  • di mettersi umilmente sulle tracce della speranza 
  • di costruire insieme una speranza 
  • di dire Brindisi e non pensare bomba 
  • di dire Mesagne e pensare cooperativa che coltiva terreni confiscati alle mafie 
  • di passare dalle parole ai fatti, dai sogni alla strada, dai progetti ai cantieri, dalle promesse alla coerenza 
  • di insegnare ai bambini a impastare sogni e sabbia.
 Tonio Dell'Olio


Per Melissa... il coraggio della verità

Su troppe bombe, in Italia, non si è mai saputa la verità. Se davvero Melissa è stata uccisa da un pazzo isolato, vogliamo esserne davvero convinti.

Le indagini, quelle vere, le fanno poliziotti e magistrati, per fortuna. A noi giornalisti il compito di raccontare, se possibile dopo averci pensato sù. E l'odierna giornata, segnata dal dolore atroce per la morte di una ragazza, Melissa, ora chiusa in una bara bianca, suggerisce alcune riflessioni.
Sono usciti i filmati delle telecamere di sicurezza del chiosco posto di fronte alla scuola. Filmati che, come ha ricordato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso,non avrebbero dovuto essere divulgati per non aiutare l'uomo sospettato di aver realizzato la strage. Uomo che, se colpevole, ora sa di essere stato identificato. Uomo che da due giorni ha fatto perdere le proprie tracce.
Abbiamo molto sentito parlare di mafia, di anarchici greci, in qualche grottesco caso persino di terrorismo islamico. Ma le fotografie di quell'uomo all'apparenza distinto, con i capelli bianchi, in giacca, non chiudono la questione, bensì la riaprono. Se la morte di Melissa e il ferimento di tante suo compagne è stato deciso da un uomo solo, qual è il motivo? Siamo davvero di fronte a un episodio di lucida follia? A una persona che concepisce un piano da delirio ma lo mette in atto con la lucidità di un chirurgo e la freddezza di un killer professionista?

Le parole di don Ciotti


Riproponiamo uno stralcio dell'omelia di don Tonino Bello del 9 luglio 1992, parole che possono far riflettere anche oggi:
«L’assassino non è un mostro, l’assassino è un nostro! Sì, questa è la vera tragedia: che chi ha sparato non è un mostro. Oh, come vorremmo che fosse un mostro, per poter scaricare unicamente sul parossismo della sua barbarie le responsabilità di questo assassinio! Ma chi ha sparato non è un mostro, e neppure un pazzo e forse neppure un criminale nel senso classico del termine. Non è un mostro. È un "nostro"! Un nostro concittadino, che, come ultima miccia, ha dato fuoco alle polveri di cui, almeno un granello, ce lo portiamo tutti nell’anima.»


lunedì 21 maggio 2012

Omelia di P. Gregorio Battaglia

Omelia di P. Gregorio Battaglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
Ascensione anno B - 20.5.2012

Credo che sia davvero un grande paradosso per noi oggi, settima domenica di Pasqua in cui celebriamo la festa dell'Ascensione del Signore, avere a che fare invece con una realtà che sembra smentire questa festa del Signore. Perché la festa dell'Ascensione è la festa di Colui che sale in alto... è un'umanità che sale e noi siamo abituati ad avere quest'immagine cosiddetta spaziale, quando una persona si comporta malissimo, noi diciamo che è scesa in basso e i fatti di ieri ci dicono dove siamo capaci di scendere...

Ascolta l'omelia


VIII Festival Biblico 18-27 maggio 2012 - «Perché avete paura?» (Mc 4,40) La speranza dalle Scritture

Presentato ufficialmente a Vicenza l'VIII edizione del Festival Biblico: 140 gli appuntamenti, oltre 100 i protagonisti.

Un appuntamento ricco e da non perdere. Vi proponiamo la recente presentazione al pubblico della manifestazione fatta dal presidente del Festival, monsignor Roberto Tommasi.

Per saperne di più visita il sito FESTIVAL BIBLICO

Al via a Vicenza la settima edizione del festival biblico. Un festival in rete saranno ben 12 le parrocchie della diocesi di Vicenza ad ospitare questi eventi - racconto della Bibbia con diversi linguaggi. Serata inaugurale il 24 maggio in cattedrale con un dialogo tra Enzo bianchi priore della comunità di Bose e il direttore del corriere della sera Ferruccio De Bortoli. 





domenica 20 maggio 2012

Preghiera dei Fedeli - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME) - Ascensione del Signore - anno B


Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)






Preghiera dei Fedeli
Ascensione del Signore anno B
20 maggio 2012



Lectio del Vangelo della domenica a cura di fr. Egidio Palumbo

Lectio del Vangelo della domenica
a cura di fr. Egidio Palumbo
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
ASCENSIONE DEL SIGNORE/B - 20.05.2012

1. L’itinerario mistagogico del tempo pasquale si conclude con la celebrazione di due eventi: l’Ascensione del Signore e la Pentecoste. Sono due eventi che scaturiscono dalla Pasqua del Signore e ce la fanno comprendere da altre angolazioni. 
2. Oggi è la domenica dell’Ascensione: celebriamo e annunciamo Gesù Risorto intronizzato «alla destra del Padre», ovvero costituito da Dio Signore del creato e di tutta la storia (vangelo: Mc 16,15-20, in particolare il v. 19; prima lettura: At 1,1-11, in particolare il v. 9; salmo responsoriale: Sal 47; seconda lettura: Ef 4,1-13, in particolare i vv. 7-10). 
Le pagine bibliche, proposte dalla liturgia, ci tengono a sottolineare che colui che si è fatto uomo, che ha vissuto come noi, e che è stato emarginato, scartato e condannato ingiustamente dagli uomini, non solo Dio l’ha risuscitato, ma, risuscitandolo, lo ha costituito Signore di tutto il creato e della storia. Lo scartato ingiustamente Dio l’ha elevato come Signore. Non si tratta di una signoria mondana, come i re e i signori della terra, bensì di una signoria spirituale, ovvero, non astratta, ma che si pone al servizio dei credenti, accompagnandoli sempre con la sua presenza e il suo agire (Mc 16,20)...

Leggi tutto: Ascensione del Signore 

ATTENTATO A BRINDISI - Comunicato di PAX CHRISTI

La violenza contro ragazze e ragazzi davanti a un luogo di formazione, attivo con l’iniziativa “Guardiamo la legalità negli occhi”, svela un abisso di crudeltà in cui forze criminali ancora di oscura matrice (mafiosa o terroristica) cercano di far cadere, distruggendola, la convivenza civile. Anche Pax Christi interviene con un comunicato stampa, dopo l’attentato di Brindisi.


Sconfiggere la violenza e l’indifferenza.

Colpiti da tanta ferocia, esprimiamo alla famiglia e alle compagne di scuola il nostro profondo dolore per la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altre persone.

Il messaggio omicida sembra chiaro. Lo scoppio di alcune bombole davanti a una scuola intitolata a Morvillo-Falcone, vicino al palazzo di Giustizia, avviene proprio durante il ventennale dell’attentato di Capaci e nel giorno del passaggio nel brindisino della Carovana antimafia promossa da Libera.

La violenza contro ragazze e ragazzi davanti a un luogo di formazione, attivo con l’iniziativa “Guardiamo la legalità negli occhi”, svela un abisso di crudeltà in cui forze criminali ancora di oscura matrice (mafiosa o terroristica) cercano di far cadere, distruggendola, la convivenza civile.

Preghiamo per chi è morto, per chi piange e per cambiare il cuore dei violenti.

Partecipiamo idealmente alla manifestazione della città di Brindisi assieme agli amici di Libera, rinnovando il nostro impegno per il bene nelle nostre città e nella nostra Repubblica, fondata sulla Costituzione che è la carta del lavoro e della pace, della solidarietà e dell’unità nazionale.

La gravità del gesto chiede a tutti una decisione ferma di attivare le possibilità di partecipazione sociale e politica, secondo le scelte di ciascuno, per continuare un dialogo tra le persone che consenta di sconfiggere l’indifferenza, la tentazione del disimpegno, l’apatia nei confronti della ricerca del bene comune.

Pax Christi

19 maggio 2012