In questo tempo di violenza, guerra e disprezzo dei diritti umani, dove il dominio
della legge del più forte, il delirio di onnipotenza e l'esaltazione dell'IO la
fanno da padroni, siamo chiamati ad uscire da una fede cristiana infantile,
intimistica (altra cosa è l’interiorità!) e superficiale, e a radicarci sempre
di più in Gesù, nel suo Vangelo e nella sua prassi.
Per questo abbiamo scelto di leggere e meditare il “Discorso della Montagna”,
che, ben a ragione, la tradizione considera la Magna Charta del cristiano.
Sono pagine impegnative, certo, ma fondamentali, poiché interpellano ogni
cristiano, sia dal punto di vista personale ed ecclesiale-comunitario, sia da
quello sociale e politico, politico nel senso del nostro modo di abitare la
città (polis), il territorio e il
mondo, e di sentirsi non estranei, ma parte viva di questa nostra umanità che
gioisce, spera e «soffre le doglie del parto» (Rm 8,22), nell’attesa che per
nasca una nuova umanità, un mondo migliore (cf. Rm 8,18-25).
Nello stesso tempo, il “Discorso della Montagna” ci libera da ogni forma di
strumentalizzazione
politico-partitica, economico-privatistica e guerra-fondaia del nome di Dio, al
fine di imparare a vivere in questo mondo una sana laicità, che si prende cura e si fa custode dell’umano, e non
sventola e brandisce nelle piazze parole, preghiere e simboli religiosi, né
sacralizza e divinizza persone, opere e istituzioni.
Di questa sana laicità,
radicalmente fondata nella Parola di Dio, oggi abbiamo bisogno!
Al riguardo, noi cristiani siamo chiamati a scolpire nel cuore e nella
mente la conclusione del “Discorso della Montagna” (cf, Mt 7,21-27),
accostandolo, magari, alla conclusione del “Discorso escatologico-apocalittico
(rivelativo)” di Mt 25,31-46:
«Non
chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che
fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno:
“Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non
abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti
prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti.
Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò
chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo
saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma
essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie
parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha
costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua
rovina fu grande» (Mt 7,21-27).
Mercoledì 4 Febbraio
Per una umanità mite, misericordiosa e artefice di pace, che dona al mondo sapienza e luce: Mt 5,1-16 (Roberto Toni).
Mercoledì 11 Febbraio
La giustizia “eccedente” di amore: dal “non uccidere” a “l’amare il nemico”: Mt ,5,20-48
(Carmelo Russo).
Mercoledì 25 Febbraio
Stare davanti a Dio come figli e con gli uomini come fratelli: Mt 6,1-18 (Alberto Neglia).
Mercoledì 4 Marzo
«Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia», per non essere schiavi di “mammona” e dei pre-giudizi: Mt 6,19-7,27 (Maurilio Assenza).
Mercoledì 11 Marzo
«Non resistere al male con la violenza»: Lev Tolstoj rilegge il Discorso della Montagna
(Gregorio Battaglia).
Mercoledì 18 Marzo
L’“intelligenza artificiale”: una sfida per rimanere umani (Vittorio Rocca).
Per seguire la diretta on line:
https://m.youtube.com/user/QdV100/live