UNA CASA MISERA
Il Breviario di Gianfranco Ravasi
È in rovina: restaurala!
Contiene alcune cose che possono offendere la tua vista, lo ammetto e ne sono consapevole:
ma chi potrà purificarla, a chi griderò se non a te:
ma chi potrà purificarla, a chi griderò se non a te:
Purificami,
Signore!
Signore!
Il titolo stesso di questa rubrica rimanda al testo ufficiale orante della Chiesa, il Breviario, ora detto “Liturgia delle Ore” a causa della sua scansione nel fluire del giorno. È legittimo perciò introdurre anche una preghiera che abbiamo ritagliato da quel capolavoro che sono le Confessioni di S. Agostino, un genio dell’umanità per tutta la sua imponente produzione teologico-filosofica e letteraria (si è interessato persino di musica). Il 28 agosto, giorno della sua morte avvenuta nel 430 a 75 anni nella città algerina di Ippona di cui era vescovo, il calendario ne commemora la figura, amata da credenti come Petrarca e da tanti agnostici come Camus.
Questa sua invocazione, infatti, è rivolta a Dio – è ciò che accade spesso nelle sue opere anche teoriche che interpellano il Tu divino – ma contiene uno sguardo puntato nell’interiorità della persona umana.
In quella casa intima misera è atteso l’ingresso di un Salvatore. È la certezza che l’Io e Dio in quello spazio angusto e disadorno possano incontrarsi. Anche per il non credente, due sono le dimensioni evocate da Agostino.
Da un lato, c’è la necessità di tornare e sostare in interiore homine, cioè nella profondità della coscienza squarciando il velo dell’esteriorità superficiale, livello a cui ci conduce una vita frenetica e banale. D’altro lato, c’è la ricerca della trascendenza, cioè di un senso ultimo dell’essere e dell’esistere, come confessava il citato ateo Camus: «Io sono Agostino prima della conversione e mi dibatto col problema del male».
