Simul currebant - Nel mondo dello sport
Alex Zanardi compagno di viaggio di Athletica Vaticana
nei progetti solidali incoraggiati da Papa Francesco
Una vita in cinque secondi
Di cinque secondi in cinque secondi Alessandro “Alex” Zanardi classe 1966 da Castel Maggiore — leggenda dello sport e testimone della dignità di ogni persona con disabilità — lascia un’eredità che va oltre medaglie e titoli mondiali. Rimasto senza gambe il 15 settembre 2001 per un incidente nella “vita da pilota di formula 1” con tanto di estrema unzione, di vite Alex se ne è inventate altre con quella sua regola che «la differenza la fanno cinque secondi di resistenza in più per non mollare, neppure quando senti di aver dato proprio tutto!».
Tra ricordi e commemorazioni coinvolgenti, sarebbe uno spreco non cogliere l’essenza della sua “eredità”: la capacità di uno sguardo sul mondo capace di trasformare problemi in opportunità, senza suscitare pietismo. Persino sorridendo. Soprattutto tornando ogni volta “bambino” dopo quei suoi devastanti incidenti (la sorella Cristina è morta, a 16 anni, in auto sulla strada), con la passione sfrenata per la vita e la consapevolezza che il limite è un punto di partenza. Non giocava a “fare il guru”. Anzi. «Mi salvano l’autoironia e le mie origini: mamma camiciaia e padre idraulico».
Alex — va chiamato così, lo sentiamo tutti amico, lui che per secondo nome di battesimo aveva Leone — è morto nella sera del 1º maggio, dopo quasi sei anni — vissuti nel silenzio, tra discrezione e il rispetto di tutti, tra ospedali e la sua casa a Noventa Padovana — dal terribile incidente in handbike il 19 giugno 2020 inToscana. Il 1º maggio proprio come, 32 anni fa, il suo “mito” Ayrton Senna: si erano incrociati sulle piste della formula 1 dal 1991 quando l’esordiente Alex era al volante della Jordan — al posto di Michael Schumacher (valli a capire i crocevia della vita) — e Ayrton con la McLaren.
Alex è stato “compagno di strada” anche di Athletica Vaticana, condividendo l’impegno per uno sport più inclusivo con l’uomo al centro. Poco prima del drammatico incidente del 2020, Alex aveva donato la maglietta indossata per vincere le Paralimpiadi a Rio de Janeiro 2016 aderendo all’asta “We Run Together” promossa da Athletica Vaticana — sostenuta da Papa Francesco anche con 2 udienze particolari — per il personale degli ospedali di Bergamo e Brescia in prima linea contro il Covid.
L’ultimo testo scritto da Alex è la prefazione al libro Mettersi in gioco (edito nel 2020 dalla Libreria editrice vaticana con il patrocinio di Athletica Vaticana) che raccoglie pensieri di Papa Francesco sullo sport. Alla presentazione del volume (l’8 settembre 2020 nello stadio delle Terme di Caracalla) la moglie di Alex partecipò con una lettera ricordando la genesi di quel testo (ripubblicato in “Giochi di pace”, edito nel 2024 dalla Lev con Athletica Vaticana, con la prefazione di Papa Francesco). Scrisse Daniela Manni Zanardi: «Alex, nel dare il suo piccolo contributo al libro, so che ci ha messo il cuore».
Il giorno dell’incidente ad attendere Alex, tra Montalcino e Tarquinia, per la staffetta paralimpica per handbike “Obiettivo tricolore” — da lui pensata come segno di rinascita dalla tragedia del Covid — c’erano 3 ciclisti di Athletica Vaticana per accompagnare in handbike Tiziano Monti che proprio dall’incontro con Zanardi ha trovato la forza per ripartire dopo un incidente che gli ha portato via (anche a lui) le gambe. Tiziano e Athletica Vaticana hanno raccolto il testimone caduto a Alex per riprendere subito la corsa. I dubbi sull’opportunità di proseguire la staffetta li risolsero la moglie e gli atleti in handbike: «Non ci si ferma, stiamo ricostruendo speranza!».
Papa Francesco, attraverso, «La Gazzetta dello sport», ha inviato ad Alex — appena 4 giorni dopo l’incidente — una lettera autografa di vicinanza e incoraggiamento: «Carissimo Alessandro, la sua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport ha insegnato a vivere la vita da protagonisti, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie per aver dato forza a chi l’aveva perduta. In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e la sua famiglia. Che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca». Parole che saranno ricordate — con la moglie, il figlio Niccolò, 28 anni, e la mamma Anna, 80 — alle esequie martedì 5, alle ore 11, nella basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle a Padova.
(fonte: L'Osservatore Romano, articolo di Giampaolo Mattei 04/05/2026)
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Vedi anche il post precedente:
Addio ad Alex Zanardi - Dieci frasi che raccontano Zanardi