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venerdì 3 luglio 2026

Per curare le ferite del Venezuela di Tonio Dell'Olio

Per curare le ferite del Venezuela 
di Tonio Dell'Olio


Di per sé il Venezuela non avrebbe bisogno di tendere la mano e chiedere aiuti per curare le ferite dolorose e profonde del terremoto. Gli basterebbe poter disporre delle proprie cospicue risorse congelate dagli Usa negli Usa.

Parliamo innanzitutto di CITGO, la raffineria statunitense controllata dalla compagnia petrolifera venezuelana PDVSA, da anni al centro di sequestri, contenziosi giudiziari e procedure di vendita per soddisfare i creditori del Venezuela. A questi si aggiungono miliardi di dollari di attività finanziarie immobilizzate nell'ambito del regime sanzionatorio insieme a riserve, depositi bancari e altre disponibilità riconducibili allo Stato venezuelano. Diverse stime parlano di oltre 30 miliardi di dollari tra attività bloccate e accesso negato a finanziamenti internazionali. Ci sarebbero anche i 700 milioni di dollari che nell’agosto 2025 gli Usa hanno dichiarato di aver sequestrato all’ex presidente Nicolàs Maduro! Un'iniziativa di questo tipo da parte degli Stati Uniti potrebbe aprire una stagione diversa nelle relazioni tra i due Stati, favorendo soluzioni che restituiscano al Venezuela risorse indispensabili per acquistare medicinali, ricostruire infrastrutture e rilanciare un'economia allo stremo. Restituire ai venezuelani ciò che appartiene ai venezuelani sarebbe un atto di giustizia prima che di solidarietà. Toc toc – dice la particella di cloro che bussa alla Casa Bianca – c’è nessuno?

(Fonte: Mosaico dei giorni - 02.07.2026)