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martedì 31 gennaio 2023

Intenzione di preghiera per il mese di Febbraio 2023: Preghiamo per le parrocchie. (video, testo in italiano e riflessioni)

Intenzione di preghiera per il mese di Febbraio 2023

Preghiamo per le parrocchie,
 perché, mettendo al centro la comunione, siano sempre più comunità di fede,
di fraternità e di accoglienza verso i più bisognosi.

Guarda il video

Il testo in italiano del videomessaggio del Papa

A volte penso che dovremmo affiggere nelle parrocchie, alla porta, un cartello che dica: 
“Ingresso libero”.

Le parrocchie devono essere comunità vicine, senza burocrazia, 
centrate sulle persone e in cui trovare il dono dei sacramenti.

Devono tornare ad essere scuole di servizio e generosità, 
con le porte sempre aperte agli esclusi. E agli inclusi. A tutti.

Le parrocchie non sono un club per pochi, 
che garantisce una certa appartenenza sociale.

Per favore, siamo audaci!

Ripensiamo tutti allo stile delle nostre comunità parrocchiali.

Preghiamo perché le parrocchie, mettendo la comunione 
– la comunione delle persone, la comunione ecclesiale – al centro, siano sempre più 
comunità di fede, di fraternità e di accoglienza verso i più bisognosi.


È stato pubblicato il Video del Papa con l’intenzione che il Santo Padre affida a tutta la Chiesa cattolica attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa. Nel mese di febbraio, Papa Francesco invita con un sorriso ad affiggere in ogni parrocchia un cartello con la scritta “Ingresso libero”: per ricordare a tutti che non sono richiesti particolari requisiti all’entrata, perché non si tratta di un “club per pochi, che garantisce una certa appartenenza sociale”.

La ricchezza della Chiesa

L’esterno di una parrocchia bellissima, ma vuota. Poi la stessa parrocchia, piena di persone, che diventa dunque ancora più bella. Il Video del Papa di questo mese si apre così, ricordando che la ricchezza della Chiesa non sono gli edifici, ma le persone che li abitano: le parrocchie che ha in mente Francesco sono infatti “comunità vicine, senza burocrazia, centrate sulle persone e in cui trovare il dono dei sacramenti”. Le immagini, provenienti da parrocchie di tutto il mondo, descrivono incontri conviviali, conferenze, distribuzione di materiale ai più bisognosi, visite agli anziani e ai malati, spettacoli, eventi all’interno o all’esterno. È un video, dunque, pieno di vita: quella vita che scorre nelle parrocchie e le rende ancora – in un mondo in cui è sempre più facile ripiegarsi su se stessi, o magari preferire i luoghi di aggregazione virtuali a quelli reali – dei punti di riferimento per molti, dove si impara l’arte dell’incontro.

La Chiesa tra le case

Già nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, pubblicata all’inizio del Pontificato, Francesco aveva evidenziato la centralità della parrocchia: “sebbene non sia l’unica istituzione evangelizzatrice”, aveva scritto, citando un’espressione di Giovanni Paolo II nella Christifideles laici, la parrocchia ha la particolare caratteristica di essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”. Per questo deve stare “in contatto con le famiglie e con la vita del popolo” e non diventare “una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi”. Ma questo “appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie”, aggiungeva, “non ha ancora dato sufficienti frutti perché siano ancora più vicine alla gente”.

Ripensare allo stile

In questa edizione del Video del Papa, il Pontefice insiste sull’idea che le parrocchie portino avanti questo cammino di trasformazione e siano un centro di accoglienza e di ascolto: “devono tornare ad essere scuole di servizio e generosità, con le porte sempre aperte agli esclusi. E agli inclusi. A tutti”. Ci si può riuscire, dice, essendo “audaci”: ripensando “allo stile delle comunità parrocchiali” e “mettendo la comunione – la comunione delle persone, la comunione ecclesiale – al centro”.

Le persone al centro

P. Frédéric Fornos S.J., Direttore Internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, ha commentato così questa intenzione di preghiera: “Qualche anno fa, Francesco ha detto alla diocesi italiana di Isernia-Venafro: ‘Ogni comunità parrocchiale è chiamata ad essere luogo privilegiato dell’ascolto e dell’annuncio del Vangelo; casa di preghiera raccolta intorno all’Eucaristia; vera scuola della comunione’. Ascolto, preghiera e comunione. Sono indicazioni sinodali essenziali per la vita delle parrocchie. Per far questo, però, devono essere davvero comunità, con le persone al centro, perché siamo realmente comunità quando conosciamo l’altro, conosciamo il suo nome, le sue necessità, la sua voce. Quante volte accade che la parrocchia si trasformi in un raggruppamento di persone più o meno sconosciute che si ritrova per la Messa della domenica ma senza vita comunitaria? La sfida è molto grande. Essere una comunità cristiana è una grazia, nasce dalla fede condivisa, dalla fraternità vissuta e dall’accoglienza ai più bisognosi; nasce da un’esperienza spirituale comune, dall’incontro con Cristo Risorto. Come dice Francesco nel Video del Papa, dobbiamo essere “audaci” nell’ascolto dello Spirito Santo e ripensare tutti “allo stile delle nostre comunità parrocchiali”.