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giovedì 29 maggio 2025

Tonio Dell'Olio: La proposta di Bergamo

Tonio Dell'Olio
 
La proposta di Bergamo



PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI  IL 20 MAGGIO 2025

La maggioranza guidata dalla sindaco Elena Carnevali a Bergamo ha proposto di conferire la cittadinanza onoraria ai minori stranieri residenti a Bergamo che abbiano completato il primo ciclo scolastico.

Continuiamo a chiamarli “stranieri” ma di fatto sono nati e cresciuti nella stessa città come gli altri. 

E non sono pochi. Sono il 17% del totale degli alunni della città, 2.232. Nell’ordine del giorno presentato, si fa riferimento alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia che impone agli Stati di garantire a tutti i minori, senza alcuna discriminazione, i diritti fondamentali, a prescindere dalla loro origine, religione o condizione sociale. E allora che senso ha attendere i 18 anni come prevedono le leggi in vigore attualmente in Italia? 

Ed è significativo che l’atto simbolico del conferimento della cittadinanza onoraria avverrebbe ogni anno proprio il giorno 20 novembre in cui si celebra la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si tratta di un segnale ma – si sa – i segni sono importanti per provocare i cambiamenti.


venerdì 18 ottobre 2024

Chi sono i nuovi italiani? Ce lo dice il CENSIS

Chi sono i nuovi italiani? 
Ce lo dice il CENSIS


CENSIS 
Comunicato Stampa 16 ottobre 2024
  
Chi sono i nuovi italiani

Il 76,6% dei giovani di seconda generazione ha la cittadinanza italiana, non dimenticano però le loro origini, di cui sono orgogliosi (80,2%). Il 45,4% sente di possedere un’identità inedita, fatta di un mix tra altre culture ed elementi più propriamente italiani, mentre il 40,0% si sente solo italiano. Negli ultimi 20 anni quasi 1.900.000 sono i nati in Italia da almeno un genitore straniero (17,7% del totale), nell’ultimo anno oltre 900.000 alunni stranieri sono gli iscritti nelle nostre scuole (11,6%)


Le seconde generazioni riempiono le culle e le classi. 

Negli ultimi vent’anni in Italia sono nati complessivamente 1.881.180 figli di coppie formate da almeno un genitore straniero (il 17,7% del totale). Nell’ultimo anno i figli di almeno un genitore straniero sono stati 82.216, pari al 20,9% del totale dei nati. Come dire che oggi un neonato su cinque ha almeno un genitore di origini straniere. Nell’anno scolastico 2023-2024 risultavano iscritti a scuola 931.323 alunni stranieri, pari all’11,6% del totale degli iscritti, quota che raggiunge il 13,7% nella scuola primaria e il 12,7% nella scuola dell’infanzia. In Italia risiedono oltre 5 milioni di cittadini stranieri: si tratta di una minoranza consistente e silenziosa che vive nella quotidianità dei nostri territori, ma di cui si sa troppo poco. Con il Primo Quaderno sui nuovi italiani, giovani che hanno i genitori con un passato migratorio, il Censis avvia un nuovo progetto di ricerca.

Italiani a tutti gli effetti. 

Il 77,4% dei giovani intervistati è nato in Italia e il 22,6% è arrivato nel nostro Paese in età prescolare. Il 76,6% ha la cittadinanza italiana, quota che sale all’80,4% tra chi è nato in Italia; il 23,4% ha la cittadinanza straniera, quota che sale al 36,3% tra i nati all’estero.

Non dimenticano il Paese d’origine. 

L’80,0% degli intervistati desidera apprendere la storia e le tradizioni del proprio Paese d’origine e il 91,0% lo ha visitato almeno una volta. Con il Paese dei genitori hanno un rapporto profondo che è alimentato dalla presenza sul posto di parenti (91,4%) e di amici (72,8%). Il legame con il proprio Paese di origine si traduce per l’80,2% in un sentimento di orgoglio e per il 49,4% nella consapevolezza di avere un valore aggiunto e un punto di forza rispetto ai coetanei.

Iper relazionali. 

Hanno un mondo di relazioni vario e complesso in cui coesistono amicizie con giovani italiani e di origine straniera: il 92,8% ha amici italiani e l’89,4% ha amici stranieri. Il 93,4% trascorre il tempo libero con gli amici. Il 96,0% è attivo sui social media. Il 71,8% ha o ha avuto una relazione sentimentale con un italiano/a.

Sintesi di appartenenze multiple. 

Il mix culturale che caratterizza questi giovani determina, nel 45,4% dei casi, la percezione di possedere un’identità inedita, che integra elementi che provengono da altre culture con elementi più propriamente italiani, mentre il 40,0% si sente solo italiano e il 14,6% sente di appartenere al Paese di origine.

Naturalmente globali. 

Viaggiano da quando sono nati e conoscono in media quattro lingue: tutti parlano l’italiano (il 69,6% si definisce madrelingua) e l’inglese, oltre il 60% conosce lo spagnolo e il francese. Il 37,4% pensa che rimarrà in Italia, ma il 37,6% ha in mente di trasferirsi all’estero. Anche per loro si genera il paradosso per cui un Paese che ha sempre meno giovani come l’Italia non riesce a trattenere i pochi giovani rimasti.

La centralità della dimensione religiosa. 

La religione, anche quella praticata, sembra mantenere centralità nei nuovi italiani. Il 78,0% dei giovani intervistati dichiara di avere una religione di appartenenza e il 22,0% si dichiara ateo o agnostico. Tra chi si definisce religioso, il 60,5% è anche praticante: dunque il 47,2% dei giovani di seconda generazione è praticante.

Italiani razzisti. 

Il 52,2% dei giovani intervistati con un retroterra migratorio sostiene che gli italiani sono razzisti, il 62,4% ha subito comportamenti razzisti e il 26,0% li subisce tuttora, il 64,4% pensa che il razzismo sia in crescita. Razzismo che si traduce in comportamenti concreti: il 76,4% dei giovani intervistati è convinto che gli stranieri abbiano maggiori difficoltà a trovare una casa, il 72,0% sostiene che i cittadini stranieri hanno più difficoltà a trovare un lavoro e il 64,6% ritiene che in genere siano pagati meno degli italiani. Secondo il 57,8% il colore della pelle è l’elemento che più di ogni altro determina il pregiudizio e la discriminazione.


martedì 13 febbraio 2024

In Italia un milione di ragazzi stranieri vive nel limbo

In Italia un milione di ragazzi stranieri vive nel limbo


Nel 2023 i minori stranieri non accompagnati sbarcati in Italia sono stati 17.319, cioè il 23% in più rispetto al 2023, quando erano stati 14.044.
L’associazione ‘Famiglie accoglienti’ ha diffuso la sintesi di un confronto sul tema, nella sede di Avvenire.
Con contributi fra gli altri del Presidente delle Acli, Emiliano Manfredonia, del sindaco di Prato e responsabile Anci migranti, Matteo Biffoni.
Ecco alcuni passi di quanto è emerso sul tema della cittadinanza ai minori stranieri.

In Italia un milione di ragazzi stranieri vive nel limbo. È nato qui da genitori immigrati, è cresciuto e ha studiato nelle nostre scuole, eppure non ha ancora la cittadinanza italiana. Non solo: il tema, che sembrava centrale fino ad almeno un decennio fa, è scomparso dai radar della politica e delle istituzioni. Perché?

Biffoni:
Provo a rispondere partendo dal contributo che posso dare come sindaco di una città, Prato, che ha il più alto tasso di cittadini stranieri sul totale della popolazione, oltre il 20%.
La legge sulla cittadinanza, così com’è, non ha più senso e non da oggi.
Andiamo a fare un giro nelle scuole, dove i nostri figli stanno insieme a bambini con papà e mamma di origine cinese, marocchina, pachistana… Noi li educhiamo, li facciamo studiare qui, chiediamo loro di affezionarsi alle nostre comunità.
E cosa restituiamo? Vogliamo che rimangano oggettivamente stranieri in casa nostra?
Non ho una ricetta, ma dobbiamo trovare una strada che consenta loro di essere italiani. Di non avere problemi burocratici quando per causa di forza maggiore devono tornare in patria, di non avere ostacoli quando devono andare in gita all’estero.
Così com’è la situazione non funziona, discutiamone. La soluzione può essere quella di garantire la cittadinanza alla fine del primo ciclo scolastico? Parliamone.

Manfredonia:
Nella questione immigrazione è entrata troppo la politica, quella che ragiona in base al consenso e ai target elettorali.
Come Acli, pensiamo si debba sempre partire dall’ultimo della fila, dai più piccoli.
Nel 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, lanciammo una campagna di sensibilizzazione dal titolo “L’Italia sono anch’io”.
Quell’idea resta ancora valida, all’epoca raccogliemmo 200mila firme.
Lo Ius sanguinis, che è attualmente in vigore, non risponde ai bisogni del tempo.
Abbiamo ragionato prima di Ius soli, poi di Ius culturae, infine di Ius Scholae.
Ci siamo sempre fermati e siamo sempre ripartiti.
Ora è il momento di agire, anche per evitare di creare ghetti: accogliere questi ragazzi e farli diventare italiani sarebbe un gesto di grande umanità e consentirebbe alle nostre comunità di avere nuova forza propulsiva.

Biffoni: 
A questo proposito, c’è un altro aspetto su cui dovremmo soffermarci: è quel che sta accadendo da un anno a questa parte. Arrivano sempre più minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese ed è un grande interesse nostro capire da dove vengono, perché e fare il più possibile per integrarli.
Invece di essere rafforzato, il sistema dell’accoglienza nei Comuni è lasciato solo a se stesso e si rischia di andare alla deriva.
Ci sono ragazzi che si spostano da un posto all’altro, nelle nostre città, in maniera non controllata.
Ci sono Comuni che hanno dovuto trasferirli perché non potevano farsene carico: mancano risorse e posti letto.
Mi chiedo però: possono 25mila minori stranieri non accompagnati mettere in crisi un Paese di 60 milioni di abitanti ?
Al governo abbiamo chiesto hub di primissima accoglienza per poter definire meglio le situazioni caso per caso, il rilancio dei progetti Sai per l’accoglienza diffusa, da finanziare su base comunale.
Servono luoghi sicuri dove aiutare questi ragazzi a muovere i primi passi nel nostro Paese, altrimenti continueranno a bussare alle porte dei nostri servizi sociali. Serve l’insegnamento della lingua italiana, è necessario l’avvio di percorsi di formazione professionale per chi è adolescente. L’accoglienza è fondamentale per garantire cittadinanza e se vogliamo andare in questa direzione occorrono progetti studiati su misura, in modo quasi sartoriale, direi.
(fonte: Pressenza 12.02.24)

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Per approfondire vedi anche: