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martedì 15 ottobre 2013

Maria, le donne, la Chiesa e Papa Francesco - seconda parte

Più volte negli ultimi tempi papa Francesco ha accennato al tema della donna e al suo ruolo nella società e nella Chiesa, e ci ha fatto venire una gran voglia di avere da lui una riflessione organica che approfondisca gli spunti di grande interesse di cui ci ha dato qualche assaggio, ancora ieri nell’udienza concessa ai partecipanti al seminario promosso dal Pontificio Consiglio per i laici in occasione del XXV anniversario della Mulieris dignitatem. 
Riprendendo l’espressione di Giovanni Paolo II, che nella sua lettera apostolica scrisse che Dio affida in modo speciale l’essere umano alla donna, papa Francesco ha toccato il tema della maternità, dono e responsabilità della donna in ordine a tutta l’umanità. Certamente la maternità è l’esperienza in cui quasi si raccoglie in sintesi il vissuto femminile: dono di sé e responsabilità, amore e dolore, affetto e distacco... Ed è talmente profonda l’esperienza della maternità, inscritta nel cuore, nella carne, nell’anima di una donna, che non può essere ridotta a fatto biologico.
Ma, come fa notare il Papa, è esperienza che pone il suo sigillo sull’identità tutta della donna, di ogni donna, che dalla maternità riceve e nella maternità impara quei tratti di tenerezza, di mitezza, di accoglienza, di misericordia che sono un tesoro prezioso per tutti coloro che le vivono accanto, per la società di cui è parte, per l’umanità che più che mai ha bisogno di tenerezza e di misericordia. 
È un dono di cui ha grande bisogno anche la Chiesa. Il Papa ha ricordato che la Chiesa è femminile: «A me piace anche pensare che la Chiesa non è "il" Chiesa, è "la" Chiesa. La Chiesa è donna, è madre». Sempre più ci rendiamo conto che portare il Vangelo nel mondo chiede alla Chiesa di vivere in pieno la sua maternità. 
Ma come potrà farlo senza la presenza delle donne? Donne che partecipino alla sua vita con la responsabilità, con la possibilità di assumere decisioni, con il compito di portare nella comunità cristiana uno stile di accoglienza, di calore, di attenzione alle persone e non solo ai programmi, alle iniziative, alle organizzazioni? Certo, qualcuno potrà obiettare che la presenza delle donne nella comunità cristiana è consistente, ma solo in compiti che non giungono a dare un’impronta materna allo stile di relazione della Chiesa...
Leggi tutto: L’impronta materna

Guardando a Maria, vediamo che "Dio ci sorprende, ci chiede fedeltà ed è la nostra forza". Lo ha sottolineato Papa Francesco, nell'omelia della messa celebrata in Piazza San Pietro in occasione della Giornata Mariana inserita nell'Anno della Fede. Davanti a più di centomila fedeli venuti da tutto il mondo, il Papa ha ricordato la meraviglia di Maria, davanti all'annuncio dell'Angelo, e la sua fiducia in Dio.
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Guarda anche i nostri post precedenti:
Giovanni Paolo II, il Papa salvato da Maria. Benedetto XVI, il Papa che si è sempre affidato alla Madonna. Papa Francesco, il Papa che sin da subito ha pregato Maria. Gli ultimi tre pontificati sono stati caratterizzati da una forte impronta mariana.
Giovanni Paolo II volle che il suo atto di devozione a Maria fosse presente anche nel suo stemma papale e nel suo motto, Totus tuus, un atto di consacrazione alla Vergine. È un Papa salvato da Maria...
Si dice Fatima, e subito si pensa a Giovanni Paolo II, alla circostanza incredibile dell’attentato da lui subito, avvenuto nello stesso giorno e nella stessa ora in cui Maria apparve ai tre pastorelli in Portogallo. Eppure, l’immagine del pontificato di Benedetto XVI che lo riassume nella maniera più bella e profonda e proprio quella del Papa inginocchiato in preghiera a Fatima, recitare la preghiera composta per i sacerdoti. È il 2010, anno sacerdotale proclamato da Benedetto XVI. Ma soprattutto è l’annus horribilis della Chiesa...
Un Anno della Fede che Benedetto XVI ha iniziato, ma che Papa Francesco terminerà. Da cardinale, amava andare nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, a pregare la Madonna. Ci va nel suo primo giorno da Papa, ci torna appena tornato dalla Gmg di Rio de Janeiro. Ma c’è un’immagine della Madonna che è particolarmente cara a Papa Francesco: quella di Maria che scioglie i nodi...

Profondo è, dunque, il rapporto di Papa Francesco con la Vergine Maria come testimoniano i tanti gesti compiuti fin dall’inizio del suo Pontificato. Inoltre ieri, 13 ottobre, è stato il settimo mese della sua elezione al Soglio di Pietro. A parlare del legame del Papa con la Madonna è il rettore della cattedrale di Buenos Aires, padre Alejandro Russo, che per anni è stato al fianco di Jorge Mario Bergoglio.

Guarda anche alcuni dei nostri precedenti post sulla tematica:


sabato 7 settembre 2013

"Il realismo della speranza" di Claudio Sardo

... La giornata di preghiera e di digiuno indetta da Papa Francesco è diventata così, oltre il suo significato religioso, il punto di raccolta dell’umanità che dice no alla guerra. Anzi, che vuole dire sì alla pace. Che vuole farsi costruttrice di pace. Nel mondo globalizzato la politica sta diventando sempre più impotente, sempre più sottomessa alle logiche di potenza, siano esse dettate dalla finanza, dai mercati, dalle forze militari e strategiche, dalle centrali terroristiche. È arrivato il tempo di invertire la rotta. Di ricostruire la sovranità degli uomini e delle comunità. Di spezzare la spirale della guerra. Solo il dialogo, la convivenza, il diritto, la soluzione politica sono compatibili con la vita e il futuro delle donne e degli uomini. Anche in Siria si deve imboccare la strada della soluzione politica, non quella militare.
Ciò non vuol dire, in alcun modo, tollerare o sottovalutare lo sterminio compiuto con i gas tossici. È stato un atto di barbarie. Un delitto contro l’umanità. Pensare alla morte di tanti innocenti è una ferita che sanguina in ciascuno di noi. Quell’atto va sanzionato, punito. Ma ripristinando il diritto internazionale, non sommando uno strappo a un altro strappo. Le Nazioni Unite restano la speranza di un governo mondiale. Non possono essere ridotte all’inerzia, svuotate, abbandonate ai margini della politica di potenza.
Può una giornata di digiuno invertire la rotta? Può avere tanto valore? Il realismo dice di no. Ma è la speranza che porta a dire di sì. Spes contra spem, ripeteva Giorgio La Pira. La politica degli uomini è orientata al cambiamento. E la politica è possibile solo sperando contro le aspettative realistiche. La verità è che la politica contiene in sé una trascendenza. Uno sguardo al futuro migliore che si vuole costruire, ad un domani che non riguarda solo noi stessi, ma i nostri figli e nipoti. Dobbiamo costruire la pace. E vigilare su di essa. Ricostruirla quando va in crisi. E mettere in gioco noi stessi, il nostro essere popolo, e nazione, ed Europa quando la pace è a rischio.
L’appello del Papa, al quale hanno aderito donne e uomini di tutte le fedi, credenti e non credenti, sarà oggi un atto di riscossa per fermare le guerre. Per dare voce ai sentimenti più profondi. Per gridare la pace. Per cominciare un cambiamento da noi stessi. C’è una dimensione spirituale del digiuno – preghiera comune di tante religioni – ma c’è anche una dimensione civile, laica, anch’essa molto forte nelle società democratiche. È più di una protesta. È un modo per dire: io ci sto, io voglio contare, io sono disposto a cambiare, io lavorerò per tessere una rete di solidarietà, di fraternità, di uguaglianza...

Leggi tutto: "Il realismo della speranza" di Claudio Sardo


lunedì 29 aprile 2013

Gente fuori dalla crisi - Rapporto di Caritas Europa

Verso una società che si prende cura, in un contesto di crisi. Austerità e recessione in cinque Paesi deboli nel nuovo rapporto di Caritas Europa.

Il 14 febbraio 2013, nel corso di una conferenza stampa presso l’Ufficio di Dublino del Parlamento Europeo, e in modo simultaneo negli altri Paesi coinvolti, Caritas Europa ha presentato un Rapporto sull’impatto della crisi economica e delle misure di austerità in cinque “Paesi deboli” dell’Unione Europea (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda). Il Rapporto (Bringing People out of the Crisis – Caritas Response to Austerity, with special focus on Europe’s worst hit countries), arricchito dal decennale lavoro sul campo della Caritas nei diversi Paesi, è diviso in quattro parti e presenta dati, testimonianze, esperienze e una serie di raccomandazioni rivolte alle istituzioni e a vari attori significativi, a livello nazionale e comunitario.


Per approfondire leggi anche:
il testo integrale Rapporto Bringing People out of the Crisis – Caritas Response to Austerity, with special focus on Europe’s worst hit countries (inglese) (pdf)

la Sintesi dei principali dati VERSO UNA SOCIETÀ CHE SI PRENDE CURA, IN UN CONTESTO DI CRISI (italiano) (pdf)

mercoledì 1 febbraio 2012

IL VERO CAMMINO SPIRITUALE - L'ascolto della Parola come rapporto con Dio - di Alberto Neglia - Frammenti di Spiritualità - n. 14

IL VERO CAMMINO SPIRITUALE
- L'ascolto della Parola come rapporto con Dio - 

di Alberto Neglia

- Frammenti di Spiritualità - n. 14

Estratto della relazione “Introduzione alla lectio divina” di Alberto Neglia tenuta il 25 gennaio 2012 nell'ambito dei MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2012 - “CAMMINANDO NELLA VIA DI GESÙ - Lettura del Vangelo di Marco” promossi dalla Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)


Anticipazione in attesa del video integrale.

GUARDA IL VIDEO



sabato 21 gennaio 2012

I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2012 CAMMINANDO NELLA VIA DI GESÙ Lettura del Vangelo di Marco - Calendario degli incontri

Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2012

CAMMINANDO NELLA VIA DI GESÙ
Lettura del Vangelo di Marco

Dal 25 Gennaio al 28 Marzo
presso la sala del convento dalle h. 20.00 alle h. 21.00


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