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venerdì 21 giugno 2019

“Lessico della Gioia” di Lorenzo Gobbi Recensione di Aldo Pintor


“Lessico della Gioia”
di Lorenzo Gobbi

Recensione di Aldo Pintor


La Casa Editrice Castelvecchi a distanza di venti anni ci fa il regalo di ristampare “Lessico della Gioia” del poeta veronese Lorenzo Gobbi (Castelvecchi Editore, pp. 125, € 14,50). Questo libro venne scritto in un momento di profondo dolore in quanto la compagna dello scrittore si stava spegnendo stroncata da un male incurabile.

In un momento così cupo ci voleva davvero coraggio a parlare di gioia. Eppure nonostante il momento tragico che stava vivendo Lorenzo Gobbi decise perentoriamente nonostante tutto di credere alla gioia. Abbiamo detto che decise di credere alla gioia perché alla base di questo sentimento che riempie le nostre vite c'è sempre una scelta. Infatti, purtroppo, la gioia non è mai evidente nell'esistenza di nessuno. 

La prima edizione di questo libro veniva pubblicato presso la Casa Editrice “Qiqaion” della Comunità di Bose. Questa opera è un insieme di pensieri e poesie sia personali di Lorenzo Gobbi sia anche tratte da vari scrittori di tutti i tempi e paesi. Per citarne alcuni: Rainer Maria Rilke, Katherine Mansfield, i Fioretti di S. Francesco, Marcel Proust, Eugenio Montale. 

L'opera ovviamente non è la medesima di vent'anni fa ma è stata arricchita da diverse parti inedite. Oltre ai poeti già citati leggendo questo libro possiamo conoscere i frutti poetici che hanno arricchito l'umanità. Anche Violeta Parra Etty Hillesum, di Emily Dickinson cui Lorenzo Gobbi aveva già dedicato lo splendido libro “Le api del sogno” e Paul Celan sono degni di essere citati tra coloro le cui parole hanno portato gioia nonostante le loro vite siano state drammatiche. 

I poeti del passato forniscono alle persone con una sensibilità particolare come Lorenzo Gobbi ulteriori parole per descrivere la vita e le sensazioni che la accompagnano. Parole che impediscono che quanto abbiamo vissuto vada perduto e che quindi attraverso le parole ci consentano di arrivare alla gratitudine nonostante la presenza di momenti dolorosi e purtroppo anche luttuosi nella vita di ogni uomo. 

La gratitudine alla fine è frutto di una gioia che è la scoperta che la vita è un dono. E quindi in qualche modo nonostante le avversità è nella vita c'è sempre qualcosa da gustare giorno dopo giorno. E una volta che questo stato d'animo si è consolidato arriva ad essere inattaccabile. E a questo punto che nasce la gioia. Questa quando è autentica non svanisce subito come gli entusiasmi momentanei ma permane in tutte le situazioni della vita comprese quelle dolorose. Gioia e gratitudine si completano a vicenda. Infatti la consapevolezza della gioia ricevuta fa sgorgare dal cuore la gratitudine e quest'ultima ne determina l'effettiva dimensione. 

Questo libretto pieno di musica e di poesia scalfisce il lettore per aiutarlo a ritrovare gioia e gratitudine due sentimenti di cui c'è grande bisogno in questo momento dove l'umanità stenta a trovare motivi di speranza nel futuro. E con questi due sentimenti si cerca di contrastare i troppi apprendisti stregoni che oggi incantano le folle spargendo odio e divisione tra gli uomini.