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sabato 16 marzo 2024

ALBERTO NEGLIA - Cristo, nostra Pace, abbatte ogni muro e ogni divisione (cf. Ef 2,14) - VIDEO

MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2024
promossi dalla
FRATERNITÀ CARMELITANA
DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

I MITI ABITERANNO
LA TERRA (cf. Mt 5,5)
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Sesto  mercoledì - 13 marzo 2024

Cristo, nostra Pace, 
abbatte ogni muro 
e ogni divisione 
(cf. Ef 2,14) 

Alberto Neglia


Premessa
    Quando si parla di pace, oggi, facilmente si fa riferimento ad alleanze strategiche, equilibrio di forze e di armi; si ritiene quindi che la pace sia frutto di alchimie politiche e del buon senso dei “grandi” di questo mondo. Preoccupa che in questa logica, a volte, sono coinvolti anche i credenti, i quali si pongono accanto alle altre forze politiche e sociali e ai poteri di questo mondo, e ritengono di dover usare gli stessi mezzi e la stessa strategia per conseguire la pace. Il loro discorso appare privo di un'ossatura profetica e di quella creatività che scaturisce dalla preghiera come familiarità del credente con il suo Signore che è la Pace. Per recuperare quest'anima profetica, propria del credente, è bene lasciarsi illuminare dalla Parola biblica e soprattutto dal vissuto di Gesù.
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   La prassi di pace di Gesù ha scandalizzato gli apostoli e continua a scandalizzare anche i credenti di oggi che, come evidenziavo all'inizio, a volte confidano più sulle alleanze con i potenti e sulla potenza delle armi che su Cristo. Ma la profezia evangelica, in ordine alla pace non consente di “scendere in Egitto per cercare aiuto”, né di «confidare nei carri... e nella cavalleria» (Is 31,1). La profezia evangelica ricorda che la Pace è Qualcuno. La pace è il Trafitto, che appare in mezzo a noi e mostra le sue mani e il suo fianco (cf. Gv 20,19.26), dicendo: «La pace sia con voi». 
   Per il cristiano, allora, la pace non e un problema etico, ma prima di tutto un problema di fede: è vedere Lui: «Mio Signore e mio Dio» (Gv 20,28), accoglierlo dinamicamente nella propria povera carne e, assieme a Lui, farsi carico della violenza del mondo e accettare anche la morte come qualcosa che non ci può separare dal suo amore (cf. Rm 8,35). 
   Come per Cristo, quindi, anche per il cristiano non esiste altra via della pace se non quella della martyria e della follia della croce. E alla luce della croce, discriminazione, violenza, razzismo, equilibrio del terrore, guerra giusta, difesa armata non sono più motivati perché non esiste più necessità storica per giustificarli. La necessita cede i propri motivi di fronte a Cristo che nella Croce dona il Padre al mondo, mettendo gli uomini nel dovere-possibilità di superare la violenza che lacera e divide e di affacciarsi a una storia possibile di armonia nella giustizia, di solidarietà e di pace.
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