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mercoledì 7 ottobre 2020

La mafia non ha mai avuto sensibilità e coraggio... è stata un'«ombra» da contrastare ieri, oggi e sempre!

La mafia non ha mai avuto sensibilità e coraggio... 
è stata un'«ombra» da contrastare ieri, oggi e sempre!


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PAPA FRANCESCO
FRATELLI TUTTI

CAPITOLO PRIMO
LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO
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28 - La solitudine, le paure e l’insicurezza di tante persone, che si sentono abbandonate dal sistema, fanno sì che si vada creando un terreno fertile per le mafie. Queste infatti si impongono presentandosi come “protettrici” dei dimenticati, spesso mediante vari tipi di aiuto, mentre perseguono i loro interessi criminali. C’è una pedagogia tipicamente mafiosa che, con un falso spirito comunitario, crea legami di dipendenza e di subordinazione dai quali è molto difficile liberarsi.

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La sensibilità della mafia di prima
Mosaico dei giorni 6 ottobre 2020 - Tonio Dell'Olio

"Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale". Questa frase di Giovanni Falcone viene citata da Giovanni Paparcuri per commentare le incredibili affermazioni dell'ex senatrice della Lega, Angela Maraventano. "La nostra mafia ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima – ha detto a Catania nel corso della manifestazione di sostegno a Matteo Salvini –. Dove sono? Non esiste più. Perché noi la stiamo completamente eliminando... Perché nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio". Giustamente Paparcuri risponde con la citazione del magistrato ucciso a Capaci, del quale era stato per anni uno dei più stretti collaboratori. Lui conosce bene la mafia, anche quella di 'prima'. Era l'autista di Rocco Chinnici, l'inventore nel 1980 del 'pool antimafia' di Palermo, del quale facevano parte Falcone e Borsellino. E sa tutto della terribile violenza della mafia di 'prima'. È infatti l'unico sopravvissuto, con gravi menomazioni, della strage di via Pipitone, quando un'autobomba uccise Chinnici, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi. Giovanni Paparcuri si salvò e con coraggio e determinazione fu il prezioso collaboratore di Falcone e Borsellino, in particolare per il maxiprocesso, che colpì duramente proprio la mafia di 'prima'. 
(A.M. Mira, Avvenire del 6/10/2020, p. 3)

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La mafia non ha più la sensibilità e il coraggio che aveva prima”. L’incredibile frase è stata pronunciata dall’ex senatrice ed ex vicesindaca di Lampedusa, ma sempre appassionata esponente leghista, Angela Maraventano, dal palco dell’iniziativa a sostegno di Matteo Salvini a Catania. (Si è dimessa dalla carica in senato in seguito alle polemiche e l’indignazione di molti.)


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... Altro che mafiosi difensori del territorio, sensibili e coraggiosi! Sono invece falsi, come ci dice il Papa, e legano le persone e i territori. Ancor di più in questa fase di emergenza sanitaria e sociale. Sono 'flagelli', denuncia Francesco, contro cui bisogna lottare. Come fecero Chinnici, Falcone, Borsellino, Livatino e tante altre vittime della mafia di 'prima'. E anche politici come Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Marcello Torre. Combattendo la mafia e l’ancor più pericolosa cultura mafiosa. Tanti lo fanno ancora oggi. In prima linea. In silenzio. Costruendo una fraternità che nulla ha a che vedere con le 'famiglie' mafiose. Questo fanno i giovani delle cooperative che coltivano i terreni confiscati. I sacerdoti che, proprio come pastori, tengono lontano i giovani dalle violenze e dalle illusioni mafiose.
I politici che facendo buona amministrazione, loro sì, difendono 'il proprio territorio'. Non c’è spazio per pericolose nostalgie di una mafia che altro non è mai stata se non violenza, sopraffazione, negazione dei diritti, paura, vigliaccheria, collusione, ricchezza insanguinata. No, non c’è e non c’è mai stata una mafia sostenibile e accettabile. L’ex senatrice sembra temere che la mafia, quella di prima, sia eliminata del tutto. Noi, con tanti come noi, vorremmo invece che la mafia fosse interamente eliminata. Nel tempo dell’oppressione mafiosa non c’è un prima e un dopo. E l’unico domani degno è semplicemente libero dalla mafia.
Leggi il testo integrale dell'articolo di Antonio Maria Mira su Avvenire: Cultura sbagliata. Se la difesa del territorio diventa mafiosa

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"...Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione. Abbiamo bisogno di camminare insieme, non di rincorrere il potere. Se la litania mafiosa è: “Tu non sai chi sono io”, quella cristiana è: “Io ho bisogno di te”. Se la minaccia mafiosa è: “Tu me la pagherai”, la preghiera cristiana è: “Signore, aiutami ad amare”. Perciò ai mafiosi dico: cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi. Tu sai, voi sapete, che “il sudario non ha tasche”. Voi non potrete portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle! Io dico a voi, mafiosi: se non fate questo, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte. ..." (Papa Francesco 18/09/2018 - Leggi il post)

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