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sabato 1 febbraio 2020

Il Cardinale Krajewski inaugura a Praia a Mare la "Casa di Ruth" per i senzatetto, subito dopo resterà a cena e a dormire con loro

Il Cardinale Krajewski inaugura a Praia a Mare 
la "Casa di Ruth" per i senzatetto,
subito dopo resterà a cena e a dormire con loro



Stanotte in Calabria il cardinale Krajewski dormirà con i poveri

L’Elemosiniere del Papa inaugura il dormitorio per senzatetto «La Casa di Rut» a Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Da Roma il porporato alla guida del furgone carico di viveri che manda Francesco

Questa notte in una parrocchia di periferia del Sud un’eminenza dormirà in mezzo ai poveri. Per conto del Papa. Tagliare nastri non fa parte dello stile del cardinale Krajewski. Ancor meno se in posa per i flash dei fotografi. Perciò l’Elemosiniere di Sua Santità inaugura un dormitorio per senzatetto a Praia a Mare in un altro modo: trascorrendo le ore del sonno tra i bisognosi ospitati. Un gesto che vuole essere innanzitutto un segno forte di vicinanza di Bergoglio: solidarietà a chi ha necessità di un rifugio, e incoraggiamento al parroco di San Paolo Apostolo don Marco Avenà, che ha ideato e creato «La Casa di Rut», e ai suoi collaboratori volontari. «Oltre a un abbraccio del Papa, porto i viveri da parte del Santo Padre per la mensa dei poveri e per il nuovo dormitorio», dice a La Stampa Krajewski. E poi, «un rosario di perla. È un dono pensato per la comunità», abbinato a un piccolo «sogno: potrebbe passare di mano in mano in una sorta di “pellegrinaggio” da casa a casa: in ogni focolare potrebbe rimanere 24 ore, durante le quali le famiglie potrebbero pregare per la Chiesa, il Papa e i bisognosi del mondo».

Alimenti donati dal Papa

Oggi il cardinale Konrad, testa pensante e braccio operativo tuttofare della carità del Pontefice, caricherà nel bagagliaio di un Fiat Ducato targato Scv scatolette di tonno, frutta, confezioni di latte, bottigliette d’acqua, shampoo, dentifrici. E poi si metterà al volante. Ma questa volta non oltrepasserà «solo» il Tevere per andare a portare sostentamento agli indigenti della capitale, i poveri del Papa, vescovo di Roma. Attraverserà Lazio e Campania, percorrendo più di 400 chilometri, per arrivare in Calabria, provincia di Cosenza, in una cittadina con meno di 7mila abitanti. Ovviamente in una periferia, contesto simbolo e privilegiato del pontificato bergogliano. Dove nasce un riparo per «viandanti» - senzatetto, migranti - con dodici posti letto in 200 metri quadrati ricavati nel seminterrato della chiesa, realizzato grazie al contributo della Caritas. Oltre al pernotto dignitoso e confortevole, offre la possibilità di fare la doccia, ottenere vestiti puliti e un pasto caldo.

«È da tre anni che ho iniziato ad accogliere nella mia casa le persone di strada», racconta don Avenà. Poi, trascorrere «con loro momenti di aggregazione e sostenere le loro necessità ha creato i presupposti per la costruzione del dormitorio». Dove questa notte servirà un letto in più.



Krajewski in Calabria per inaugurare un dormitorio per poveri

Un’intera giornata dedicata ai poveri di Praia a Mare, una località balneare vicino Cosenza. E’ quella che oggi il cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa, vivrà nella parrocchia di San Paolo Apostolo, portando l’abbraccio e la vicinanza di Francesco. In serata l’inaugurazione del dormitorio “Casa di Rut” con 13 posti letto

“Un sigillo sulla nostra opera, un segno di grande vicinanza”. Don Marco Avenà, 35 anni, parroco della chiesa di Praia a Mare, parla a Vatican News di una vera e propria “benedizione” riferendosi alla visita di oggi del cardinale Konrad Krajewski nella sua parrocchia. Una giornata che l’Elemosiniere del Papa ha scelto di trascorrere in Calabria, affrontando un lungo viaggio in macchina, ma era grande il desiderio di portare l’abbraccio di Francesco a questa comunità. Nel bagagliaio della sua auto ci saranno anche i viveri destinati alla mensa, già attiva da tempo, e con lui il cardinale porterà un rosario speciale donato dal Pontefice. La coroncina sarà destinata ad un pellegrinaggio “da persona a persona”, chi lo vorrà infatti lo potrà tenere 24 ore e pregare per la Chiesa, per il Papa, per chi ha bisogno, riconsegnandola per poi passare nelle mani di chi lo desidera.

Casa di Rut

Il cardinale Krajewski è atteso nel pomeriggio, dopo l’accoglienza da parte del vescovo di San Marco Argentano – Scalea, mons. Leonardo Bonanno, e le autorità del luogo, la benedizione della “Casa di Rut”, un dormitorio per 13 persone realizzato grazie ad un finanziamento di Caritas Italiana e all’otto per mille. Alle 18 la celebrazione della Messa e la cena con gli oltre 30 volontari che aiutano don Marco nella gestione della mensa, allestita nei locali della parrocchia (dopo il pranzo tutto viene liberato perché i locali servono per il catechismo e per le altre realtà) e con 5 poveri che già vivono lì. “Già ci sono delle persone che sono con noi da due anni – spiega il parroco – nei locali e in alcune roulotte”. “Il dormitorio più vicino è a Reggio Calabria, tre ore di macchina, e i posti disponibili sono 4. Alla fine – prosegue don Marco- significa farsi carico completamente di chi ha bisogno. E’ accaduto con Giuseppe, la prima persona che ho ospitato, era stato abbandonato dalla famiglia a causa della tossicodipendenza, aveva fatto dei furti, oggi ha un lavoro. Con lui ci sono state sconfitte, diversi momenti di scoraggiamento ma poi ho visto la sua voglia di cambiare, di rinascere e solo perché ha sentito la mia fiducia”.

Accanto ai poveri

Don Marco racconta poi di aver ospitato per sei mesi una donna che aveva avuto una bambina e che poi ha scelto di tornare in Romania. “Man mano sono arrivate altre persone. Oggi vivo con Francesco, un anziano di 70 anni che è con me da un anno. Il dormitorio nasce proprio dall’esigenza di sistemare queste persone”. La vicinanza con i poveri di questo sacerdote nasce a Roma, quando studiava per diventare prete. “Di notte facevo il volontario, portavo un pasto caldo e cercavo di convincere i senzatetto ad andare in dormitorio. Tornando qui, nella mia parrocchia di origine, ho dato valore a questa esperienza”.

La carità è gratuità

“I poveri mi danno coraggio nella mia vocazione – spiega don Marco – stare con loro mi fa toccare con mano la presenza di Cristo. A volte è stato faticoso, non ho dormito per andare a ritrovare chi scappava da qui, per evitare che rientrassero in brutti giri. La carità si fa nel massimo della gratuità perché è capitato che alcuni andassero via senza dire nulla. Questo è il Vangelo. Uno aiuta senza aspettarsi nulla in cambio, la vera ricompensa viene dal Signore, è una benedizione vedere l’impegno di tanti volontari, di famiglie intere che si spendono per gli altri. La carità contagia un po’ tutti e trasforma la mentalità”. La carità cambia il cuore, dove c’era diffidenza oggi c’è una porta aperta e un riparo dalla sofferenza e dal dolore. 



Guarda il video dell'intervista a don Marco Avenà a Radio Digiesse