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sabato 13 aprile 2013

"Arrivederci ad Assisi... per il Concilio" di Paolo Dall'Oglio

"Arrivederci ad Assisi" 
di Paolo Dall'Oglio

Gesuita del monastero di Deir Mar Musa (Siria)


Reduce da una drammatica, dolorosa eppur luminosa traversata della Siria libera, la sera del conclave twittavo: «#Gesù e #Maria di Nazareth al #Conclave: niente orpelli, berrette e ori, ma piedi scalzi, capelli al vento e la camicia rossa da garibaldino!».
Ripenso a Jihad, un combattente islamico col quale ho collaborato ad Aleppo, in mezzo ai crateri di missili e bombe, a una proposta di riconciliazione offerta dai rivoluzionari (in maggioranza sunniti) agli sciiti di lì, con la mediazione dei curdi. Un fratello glielo avevano già ammazzato tre mesi fa. Col braccio ancora al collo per una scheggia di bomba, lavora entusiasta all’iniziativa di riconciliazione. A colazione, l’altro fratello, Iyyad, si raccomanda: se muore in battaglia, che si tengano da conto la sua fidanzata e i tre orfanelli del primo martire di casa. Il giorno stesso muore, trapassato da un proiettile, in braccio a Jihad, chiedendogli un bacio. Quella sera riprendiamo assieme il filo dell’iniziativa e consiglio a Jihad d’occuparsi di pace a tempo pieno.
Appena eletto Papa, l’anziano cardinale gesuita argentino ha pensato ai poveri che soffrono, alla pace rimedio della violenza e al creato in pericolo. E ha scelto: Francesco. E twitto: «W #PapaFrancesco! La tua Chiesa locale ti benedice in silenzio grata a Dio, con lacrime di gioia. Il Papa a piedi nudi: Vangelo sine glossa!» ...

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