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mercoledì 10 maggio 2023

Due cortei partiti da Bergamo e da Brescia per chiedere la pace. Don Ciotti: Non si tratta di vivere in Pace, ma di vivere per la Pace.

Due cortei partiti da Bergamo e da Brescia per chiedere la pace.







 




Domenica 7 Maggio ha avuto luogo la marcia per la pace, nata nell'ambito delle manifestazioni Bergamo e Brescia capitale della cultura 2023, e vi hanno aderito oltre 120 associazioni.

Due cortei uno da Bergamo e l’altro da Brescia sono partiti domenica mattina per ritrovarsi e unirsi simbolicamente a metà strada, a Palazzolo, lungo entrambi i percorsi, di oltre venti chilometri ciascuno, l’accoglienza calorosa dei bambini e dei cittadini dei Comuni attraversati dalla marcia; a Palazzolo sull’Oglio il corteo bresciano si è unito con quello bergamasco e la marea arcobaleno ha attraversato, insieme, il ponte dove amministratori e cittadini, preti e famiglie si sono abbracciati in una cornice di musica e colori.

Sono le 15.09 quando i due cortei si sono incontrati. In tutto 12 mila persone partite sei ore prima da Bergamo e Brescia. Tante bandiere arcobaleno, musica, magliette che dicono basta alla guerra. E decine di sindaci bresciani e bergamaschi. Abbraccio, saluti, sventolio di bandiere e striscioni. Poi tutti al vicino Parco Metelli per parole e musica.

I manifestanti sono arrivati alla meta stanchi ma soddisfatti perché consapevoli, per dirlo con le parole di Camilla Bianchi, presidente del Coordinamento degli enti locali per la pace e la cooperazione internazionale, che «la pace si costruisce con fatica, grazie alle tante diversità rappresentate dalle tante realtà che hanno reso possibile questo cammino».

Al parco Metelli di Palazzolo gli interventi degli organizzatori della marcia e quelli di don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, don Fabio Corazzina, il sacerdote bresciano in prima linea per la non violenza, Cecilia Strada, ex presidente di Emergency; Martina Pignatti Morano dell’associazione «Un ponte per», Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, i rappresentanti delle numerose amministrazioni presenti e molti altri protagonisti della marcia.

Don Ciotti, fondatore di Libera e del Gruppo Abele con il suo atteso intervento ha scosso le anime e le coscienze di tutti.
(fonte: notizie e foto dal web)

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Marcia della Pace Bergamo-Brescia - arrivo a Palazzolo sull'Oglio (BS)

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Don Ciotti alla marcia Bergamo-Brescia:
“Non si tratta di vivere in Pace, ma di vivere per la Pace.”

La Pace non è solo assenza di guerra, ma viene dalla dignità, dalla libertà e dal diritto di ciascuno a vivere in condizioni che creano tutto questo. E la Pace viene dall’inquietudine dei cuori e delle coscienze.
Non si tratta di vivere in Pace, ma di vivere per la Pace. Sono troppi coloro che vogliono vivere in Pace. E non lottano per creare le condizioni della Pace. E aveva ragione Gandhi. Gandhi il profeta che diceva: “Non c’è una strada che porta alla Pace, ma la Pace è la strada”.
E aveva ragione anche Papa Francesco, lo ricordate sull’aereo. Era da pochi mesi che era Papa, tornando dalla Turchia. Qualcuno giudicò subito quelle parole quando sull’aereo disse: “E’ in atto sulla faccia della Terra, una Terza Guerra Mondiale a pezzi”.
Oggi possiamo dire che c’è la Terza Guerra Mondiale a pezzi. Sono 60 le nazioni che sono in guerra: non c’è solo a casa nostra. Delle altre 59 guerre, qualcuno se ne ricorda solo in qualche momento di questa carneficina, perché è una carneficina che si compie sulla faccia del nostro Pianeta.
Ma la guerra nasce sempre dalla follia di individui che si identificano con se stessi, che negano l’altro, dentro e fuori di sé. Individui che si credono autosufficienti e usano gli altri per il proprio vantaggio oppure li uccidono, li mettono in carcere.
E noi a volte, con alcuni di questi dittatori, per interessi vari collaboriamo. Il caso di Giulio Regeni ad esempio. Migliaia di persone nelle carceri. La vergogna d’Europa che dà miliardi alla Turchia perchè ci tenga alcuni migliaia di persone che cercano la loro libertà e la loro dignità.
Allora amici e amiche dobbiamo decidere se di fronte al male vogliamo solo e sempre occuparci del sintomo o andare in profondità, estirpando il male alla radice. Ed estirpare il male alla radice significa garantire a ogni latitudine giustizia sociale e giustizia ambientale.
E voi lo sapete benissimo che gli antidoti alla guerra, alle guerre sono i Diritti fondamentali dell’essere umano: ovvero quei diritti che permettono ad ogni essere umano di condurre una vita libera e dignitosa, diritti per tutti e tutte sulla faccia del nostro pianeta Terra.
Il pericolo più grave per l’Umanità, lo diceva con parole chiare un grande vescovo brasiliano, Helder Camara, che viveva nelle palafitte in mezzo ai poveri, e noi lo ripetiamo qui oggi: “il pericolo più grave per l’Umanità non è rappresentato dalla bomba atomica, dalla bomba H, ma è rappresentato dalla bomba M: la miseria, la povertà della gente”, questa è la bomba che esplode sulla faccia del pianeta e non si fa quello che si deve fare. E’ una bomba che può esplodere sempre da un momento all’altro e voi lo sapete benissimo che la povertà è fonte di guerre e la povertà è frutto delle guerre.
E allora la guerra peggiora le sofferenze dei poveri e crea nuovi poveri. E allora in questo senso oggi mentre ci sono le guerre, crescono i guadagni: ricchi sempre più ricchi, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere.
Non possiamo dimenticare però che non c’è solo la violenza delle armi. Alle guerre fatte con scontri armati sia aggiungono guerre meno visibili, ma non meno crudeli che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese. Allora per forza la guerra è una ventura senza ritorno, è il declino dell’umanità e non potrà mai risolvere i conflitti.
A guadagnarci sono i mercanti di morte che guarda caso, proprio in questo momento tutti i dati ci consegnano che loro hanno fatto affari d’oro: 2113 miliardi di dollari , 2.113.000.000.000 di dollari per le spese militari, è una cifra mai raggiunta prima d’ora sulla faccia del pianeta. E 100 principali aziende costruttrici e venditrici di armi hanno totalizzato guadagnato 532 miliardi di dollari, mentre l’economia globale si è contratta, mentre la vendita delle armi è aumentata.
Ma 9 stati dispongono oggi di 12.705 armi nucleari, quelle ufficiali e si stima e col grido, che 9500 armi nucleari sono prontissime all’uso. Per non parlare delle armi chimiche, climatiche e batteriologiche. Mentre molte nazioni avevano già firmato un Patto per la riduzione delle armi atomiche, dall’altra parte, guarda caso hanno in corso oggi programmi estesi e costosi per sostituire, modernizzare le loro testate nucleari. Dall’altra parte si continua ad armarsi a migliorare ad investire.
Come è una vergogna, in questo scenario questo mondo di muri. Quando il muro di Berlino è stato abbattuto, il respiro che si era respirato sulla faccia della Terra e poi dopo il muro di Berlino, il muro di Gorizia, che spaccava la città in due. Sembrava la fine dei muri e i fili spinati.
Ma voi lo sapete che ad oggi sono 77 i muri sul pianeta: oltre 50.000 km che coprirebbero di più dell’intera circonferenza terrestre *[40.076 km]. E allora di che cosa parliamo: l’Europa casa dei diritti? Che si chiude per paura, per egoismo fuori dai diritti, paura per chi giunge da lontano. Rifugiati, migranti, poveri della terra, bussano a porte e a porti chiusi.
Questa è l’Europa: culla della civiltà? Questa è l’Italia, culla della civiltà? E oggi Bergamo e Brescia aprono le porte a questa iniziativa per unirsi. Abbracciarsi attraversando il Ponte sull’Oglio su acque che si riversano poi nel mare. Mare di acque generatrici di vita ma dove, non posso non pensare, hanno creato un muro marittimo e soprattutto un grande cimitero nel Mediterraneo.
Amici e amiche, la Pace ci fa dire con forza che la speranza non è un reato, l’immigrazione non è un reato perchè essi sperano, cercano una terra promessa. E noi li respingiamo. Non può essere reato la speranza di cambiare le proprie condizioni di vita. Senza speranza non c’è vita. Eppure vi prego, c’è chi pretende di sapere chi ha diritto di sperare e chi no, chi ha diritto di vivere e chi no. Com’è possibile? Che sia possibile tutto questo? E allora forza! Dobbiamo alzarci per costruire la Pace cominciando da casa nostra, nei nostri rapporti, nei nostri territori. E la Pace si costruisce nel pensiero, nel linguaggio, nella pratica.
E nel pensiero occorre pensare alla Pace. Vi prego: PENSARLA POSSIBILE! Dobbiamo fare spazio alla Pace qui dentro di noi. La Pace è un cammino, oggi più che mai faticoso, che ha bisogno veramente del contributo di tutti e di tutte. Dobbiamo costruire la Pace nel linguaggio.
Oggi c’è troppa aggressività già nel parlare: si semplifica, ci si polarizza e ci si accapiglia. Servono parole chiare, MA MITI. E’ importante certo esprimersi, ma bisogna studiare.
E la pace ha anche bisogno di silenzio e per un cristiano, la Pace, chiede anche riflessioni, preghiera.
E non dimentichiamo che Dio non è cattolico. Dio ama tutti e tutte ed è Dio di tutti e tutte. E allora la Pace ha bisogno che diventiamo capaci di abbracciare veramente tutti e tutte.
E la Pace si costruisce anche nelle pratiche, nelle azioni, nella concretezza. Amici amiche, voi lo sapete molto bene che i pacifisti vengono spesso accusati di essere parolai incapaci di proporre soluzioni concrete e praticabili. Voi lo sapete, che molti accuseranno anche queste due realtà che si sono incontrate sul Ponte di Palazzolo sull’Oglio, di essere persone che predicano bene, soltanto per uscire pulite dal dibattito.
No! I veri pacifisti sono costruttori di Pace che concretamente si sporcano le mani per realizzare i diritti e la giustizia, la libertà e la dignità. Sono quelle ONG che nei nostri mari salvano le vite. Sono quei medici, quelle associazioni che sono impegnate sulla faccia della Terra. Siete voi qui oggi che siete venuti qui insieme. Sono quei missionari che vivono accanto agli umili della Terra in paesi pericolosi. Questi sono i pacifisti, quelli che si sporcano concretamente le mani tutti i giorni.
Sono fondamentali tre parole per costruire la Pace: VERITA’, ONESTA’, RESPONSABILITA’.

LA VERITA’: non ci può essere pace senza la ricerca della verità, senza la trasparenza del potere e della politica. La legalità si fonda sull’uguaglianza. Non è possibile non ricordare quella nave che arrivò in Italia oltre 20 anni fa, sulle coste della Puglia, con 20.000 albanesi. Ricordate certamente la grande generosità del popolo della Puglia che accolse. Ma ricordate benissimo che ci fu una risposta inquietante da cui sono nate delle leggi emarginanti verso tanti fratelli e sorelle perché lì nacque la Legge Bossi-Fini e con essa un meccanismo vergognoso che se un migrante commetteva un reato, aveva una maggiorazione di pena.
Ci sono voluti due anni e la Corte Costituzionale, la Corte Europea a dire che non era possibile. Mentre non c’è legalità senza uguaglianza. Perché abbiamo avuto leggi ad personam , nella storia del nostro Paese, fatte per tutelare gli interessi e i poteri di qualcuno. Allora abbiamo bisogno di verità. Ci sono potenti che godono di impunità, mentre noi facciamo pagare sempre e di corsa i costi ai più deboli e i più fragili.

La seconda parola accanto alla verità è L’ONESTA’. Abbiamo un gravissimo problema di corruzione, di furto di bene pubblico, le Mafie. Oggi la differenza la fa l’indifferenza. Oggi le mafie sono più forti di prima e sono più forti nel Nord del nostro Paese e voi capite che invece nella testa di troppe persone si passa a crimine organizzato mafioso a crimine normalizzato: mafia, droga, usura, gioco d’azzardo, le ecomafie, i vari traffici, sono diventati uno dei tanti problemi e invece non sono uno dei tanti problemi. E se la politica non affronta il problema della cultura, dell’istruzione e della scuola, delle politiche sociali, la politica diventa CRI-MI-NOGE-NA! Diventa criminogena perché permette questa situazione.
E’ da 150 anni che noi parliamo di mafie nonostante il coraggio, il sacrificio e l’impegno di molti, i risultati che tocchiamo con mano, i miglioramenti. Ma qui ci vuole più chiarezza, più forza più determinazione perchè mafie e criminalità sono dei parassiti che uccidono dal di dentro la nostra società. Non si può rimanere indifferenti. E’ una parola, la voglio dire agli amministratori. Amici e amiche difendiamo tutti, vi prego, la sacralità delle istituzioni. Dobbiamo diventare capaci di far emergere le cose belle. Primo: sempre. Di far emergere le cose belle, positive, importanti che ci sono nelle nostre realtà, nel nostro Paese. Abbiamo questa responsabilità da trasmettere alle nostre coscienze, ai più giovani: sapere cogliere le cose belle, importanti e positive. Molte non fanno chiasso, non fanno notizia, non fanno rumore, ma voi le conoscete nei vostri territori, ci sono! E sono meravigliose. Ma, la seconda cosa: bisogna distinguere tra la sacralità istituzioni e chi le governa. E la stragrande maggioranza delle persone che governano le istituzioni sono uomini e donne del nostro Paese, sono delle belle persone. Ma poi c’è una minoranza che fa più chiasso, più rumore che non è degna di rappresentare le istituzioni. E noi la conosciamo. Guardate, è un problema di trasversalità. Perchè trovate uomini e donne oneste, in forme diverse, in modo trasversale. Ci sono tante persone nel nostro Paese, che sono più preoccupate della loro estetica che dell’etica. E allora forza. Noi dobbiamo batterci per l’onestà.

E poi per l’ultima parola, lasciatemela dire è proprio LA RESPONSABILITA’, e il cambiamento deve avvenire a partire da noi, dalla nostra coerenza e allora il primo gesto di Pace, la prima concreta azione di Pace è guardare noi stessi. Forza! Se siamo qui è perché ci crediamo, ci impegniamo.
Ma anche per noi, anche per noi che ci impegniamo è necessario oggi, più che mai, un sussulto di più. Il coraggio tutti insieme di avere più coraggio.
Don Luigi Ciotti
Palazzolo Sull’Oglio 7 Maggio 2023 

(trascrizione dell’intervento di Ilaria Tomasi)