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venerdì 2 settembre 2022

L’abbraccio mamma-figlio, amore che anche nella morte vince sulla disumanità, ma che grida e merita giustizia

L’abbraccio mamma-figlio, amore che anche nella morte vince sulla disumanità,
ma che grida e merita giustizia


L’abbraccio tra una mamma ed il suo bimbo, una delle immagini più pure e tenere, si tinge di nero, quel nero del fondale del mare, diventato cimitero, come già disse Papa Francesco, per queste due vite innocenti. Questa la fotografia dello straziante dramma dei migranti in fuga da Libano e Siria. 

“C’era una donna giù in fondo al mare, il cui corpo è rimasto incastrato a metà fuori da un oblò, mentre teneva in braccio suo figlio”, ha raccontato un membro della squadra che ha preso parte al tentativo di salvare quegli oltre 30 corpi annegati quattro mesi fa, quando una imbarcazione che trasportava più di 85 migranti era affondata in circostanze ancora da chiarire dopo un contatto con una motovedetta della marina militare libanese. Una quarantina di persone, molte donne e bambini, erano rimaste intrappolate mortalmente nell’imbarcazione. Alcuni superstiti avevano accusato i militari libanesi di aver speronato la nave di proposito, ma la marina aveva allontanato le imputazioni, arrivando ad una archiviazione. 
Gli avvocati dei familiari delle vittime chiedono giustizia e che venga quindi aperta un’inchiesta internazionale. Il tentativo di recupero è stato organizzato con mesi di ritardo, spinto da un’iniziativa privata, con una raccolta fondi gestita anche da una rete di familiari delle vittime che vivono in Australia. Dopo alcuni tentativi, durante i quali i resti di alcune persone erano stati portate in superficie in evidente stato di decomposizione, la marina libanese ieri ha informato l’organizzazione non governativa australiana dell’impossibilità di continuare per non meglio precisati “rischi di sicurezza”. I familiari delle vittime sono stati lasciati senza risposte e senza resti cui rendere degna sepoltura. I circa 30 corpi, tra cui quello della giovane donna e del suo piccolo, sono quindi destinati a rimanere in fondo al mare.

Secondo l’Onu, più dell’80% della popolazione libanese vive ormai sotto la soglia di povertà nel paese che fa registrare un aumento esponenziale di persone locali, siriani e palestinesi residenti nel Paese che cercano una via di fuga verso l’Europa.
(fonte: Faro di Roma, articolo di Maria Anna Goni 01/09/2022)