
"... Un credente che ha dato alla Chiesa una delle fioriture monastiche più durevoli della storia del Novecento. La benedizione che ha sventato la trappola della primigenia ostilità chiesastica è stata quella della comunità: non figli, ma fratelli e sorelle di una comunità passata dall'anonimo «Bose» (anzi «bose», con la minuscola, come recitava la vernice bianca di una pietra che faceva da piccolo menhir della comunità) alla «comunità di Bose», fino a quel «monastero di Bose» nel quale la credibilità ecumenica del priore ha convinto tutti i patriarchi delle Chiese cristiane, con la provvisoria eccezione del vescovo di Roma, ad andare per tacere, parlare, pregare. E mangiare. Sì, perché la benedizione è stata anche benedizione della tavola e dalla tavola: là dove la confessione del creatore diventa gusto proverbiale e i segni biblici del banchetto cose che si vedono. ..." (Alberto Melloni)
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La sfida vinta dall'uomo di Bose. Padre Enzo Bianchi e la fede, dopo l'ostracismo il riconoscimento di Alberto Melloni
... Il Concilio Vaticano III? «Non lo ritengo attuale. L’auspicio è che papa Francesco attui il suo progetto: modellare una Chiesa dei poveri e più povera. Solo se a immagine di Cristo la Chiesa potrà compiere ulteriori, radicali passi: per esempio verso la sinodalità collegiale» ...
La Parola. E le parole tra noi desuete. Inferno, diavolo, resurrezione. Inferno. «È l’assenza di Dio, la dostoevskijana impossibiltà di dare amore. Si dimentica facilmente che verrà il giudizio. Poi sarà dispensata, e magari in abbondanza, la misericordia. Ma un bilancio dell’esistenza come non contemplarlo? Per giustizia». Diavolo: «Lo sperimenta ciascuno di noi. Chi non avverte la tentazione di procurare il male?». Resurrezione, un orizzonte da tempo appannato nella Chiesa, se Quinzio dovrà immaginare, invocare, l’enciclica Resurrectio mortuorum: «La Resurrezione, perno del mio Credo. La certezza che ri-saremo, non smentendo la nostra umana identità, ancorché trasfigurata».
Leggi tutto:"Bibbia e agnolotti, il segreto di Enzo Bianchi"di Bruno Quaranta