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mercoledì 30 ottobre 2019

"VIOLENZA E INTOLLERANZA. MOSTRI GENERATI DAL SONNO DELLA RAGIONE" di Dacia Maraini

"VIOLENZA E INTOLLERANZA. 
MOSTRI GENERATI 
DAL SONNO DELLA RAGIONE" 
di Dacia Maraini 




Il sonno della ragione genera mostri, scriveva Goya sotto una bellissima acquaforte in cui si vede un uomo appoggiato a un tavolo con la testa nascosta fra le braccia e dietro di lui si sollevano uccellacci scuri dalle ali minacciosamente aperte e dietro ancora, contro un cielo plumbeo, una torma di pipistrelli giganti planano sinistri e intimidatori. Ecco, credo che niente come l’immagine di Goya e le parole che la accompagnano descrivano il momento attuale.
Le ideologie, ovvero i progetti per un cambiamento dei modi di convivenza, le utopie, ovvero i sogni che accompagnano il desiderio condiviso di un mondo migliore, avevano il potere di tenere insieme una tensione etica. Perse le prime e abbandonate le seconde, gli esseri umani sembrano avere piegato la testa sulle braccia, come l’addormentato di Goya e avere rinunciato a ragionare. E subito, alle loro spalle sono accorsi i vampiri. Cosa sono se non mostri, sanguisughe del pensiero, coloro che privi di qualsiasi memoria e simpatia umana, spediscono centinaia di insulti a una anziana sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti come Liliana Segre, oggi in prima linea nel difendere la memoria che quei pipistrelli stanno oscurando? In realtà i pipistrelli sono innocui e timidi animali, ma esiste un tipo, il vampiro di Azara, della famiglia dei Fillostomidi che si trova nell’America del sud. Ha due denti aguzzi che sporgono da una boccuccia da maiale. È questo il pipistrello mostro che disegna Goya e a cui si sono ispirati tutti i registi dei film sui vampiri, da Dracula a Nosferatu.
La ragione porta alla conoscenza, la conoscenza alla memoria, la memoria alla consapevolezza. La memoria Bergson la chiama coscienza storica. Senza coscienza storica precipitiamo nel caos, agitati da egoismi sfrenati, confusi da sentimenti primitivi. In questa atmosfera, nella vita pubblica i politici, anziché discutere sulle idee , hanno come unico scopo la denigrazione dell’avversario, senza rendersi conto che nello stesso tempo denigrano le Istituzioni. Nella vita privata prevale l’aggressione, la difesa cieca dell’io. Il clima si fa incandescente, ed è chiaro che il solo rimedio a un certo punto saranno le guerre, che già si annunciano nelle rissose controversie fra popoli e fra Paesi. Guerra: il modo più brutale e stupido di risolvere le cose: io comando perché ho vinto e tu obbedisci perché hai perso. Il che è esattamente il contrario della democrazia.

(Fonte;  “Corriere della Sera” - 29 ottobre 2019)