CON BARBIE E KEN
La religione di plastica...
Dopo la Barbie ballerina e quella con i costumi del mondo, un nuovo trend si è impossessato della bambola più famosa del mondo: la versione religion kit.
Non solo, per ampliare l’offerta ed essere certi di non trascurare alcuna possibilità di vestizione



Fin qui la notizia. Da adesso cominciano le domande. Chi ha diritto e chi no a vendere immagini legate ai culti religiosi? In base a quale discrezione e attenzione la Madonna sì e Maometto no? Che differenza c’è tra provocazione e cattivo gusto? La religione è davvero così di plastica che si può ridurre la devozione a oggettistica? Sono gradite risposte, anche se le installazioni artistiche (vogliamo definirle così?) non arriveranno mai nei negozi. Intanto invitiamo i genitori a lavorarci su fin d’ora, a spiegare ai figli perché una bambola non sempre è un omaggio, per decostruirne il ruolo fittizio e ricostruire la catechesi vera. Prima che si cominci a vendere anche la chiesa apribile completa di accessori o che qualche buontempone si inventi profeta della madonna Barbie.
(fonte del testo: Sir)
“Barbie vestita da Madonna e da Santa: siamo nell’eccesso del kitsch se non nel blasfemo”, replica per la Mattel Giuseppe Papa, responsabile della comunicazione per Italia, Grecia e Turchia del brand. “Il nostro marchio, con questa operazione, ovviamente non c’entra nulla e non accettiamo neppure di cadere nella provocazione. Siamo purtroppo avvezzi a questo tipo di situazioni. Ci è capitato diverse volte di dover fare fronte ad artisti e stilisti minori che hanno scelto la nostra bambola per attirare l’attenzione”...
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