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sabato 5 maggio 2012

"I crocifissi di oggi" di Alex Zanotelli


"I crocifissi di oggi"
di Alex Zanotelli

Lottando al loro fianco e condividendone le sofferenze, si coglie il significato della Risurrezione.

Ho vissuto anche quest’anno una Pasqua di Gesù crocifisso dall’Impero, fatto fuori perché scomodo. L’ho vissuta con i crocifissi di oggi, camminando e lottando con loro verso la Pasqua, verso la liberazione.
Posso fare ciò perché vivo nel Rione Sanità di Napoli, dove la situazione economica diventa sempre più difficile man mano che si va avanti. E sono sempre i poveri a pagarne le peggiori conseguenze. Qui posso vedere come Napoli sia, in realtà, due città: la città dei ricchi (Vomero, Posillipo, Chiaia) e la città dei diseredati (Scampia, Rione Sanità, Ponticelli, Barra). Sono due mondi che non s’incontrano, né si vogliono incontrare. In questa situazione è importante essere dall’“altra parte”, cioè dalla parte di coloro che soffrono, di coloro che lottano per un mondo altro. Come ha fatto Gesù di Nazaret. Ecco perché noi proclamiamo che è risorto e vivo.
In tutto questo periodo, si è continuata la lotta a fianco dei senza fissa dimora, degli ambulanti, dei migranti, dei disoccupati, dei profughi. Il cammino quaresimale ci ha immersi in queste realtà.

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venerdì 4 maggio 2012

"Dissentire in nome della fede"

C'è posto nella Chiesa cattolica per il dissenso, o è una realtà da condannare e respingere, perché incompatibile con l'autentica fede?
E' un tema che è stato rilanciato da Benedetto XVI, nella sua omelia alla messa crismale del giovedì santo sulla cui scia si sono messi in molti, tra i quali Andrea Tornielli, in un articolo sul sito Vatican Insider.
Il motivo di questa attenzione al dissenso cattolico è la perdurante risonanza, anche internazionale, che sta avendo l'appello alla disobbedienza firmato da centinaia di preti austriaci che chiedono cambiamenti sostanziali nella pastorale della chiesa e intendono metterli in atto. Tra le loro rivendicazioni: l'Eucaristia ai divorziati risposati, il diritto di predicazione dei laici, la presenza di moderatori nelle parrocchie senza clero...
La modalità di manifestare opinioni e necessità alla gerarchie ecclesiale attraverso prese di posizione pubbliche non è nuova. Ci sono diversi esempi...


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24° Congresso nazionale delle Acli Roma 3/6 maggio - Audio 3 maggio -

"Rigenerare comunità per ricostruire il Paese. Acli artefici di democrazia partecipativa e buona economia" è lo slogan scelto per il congresso, che si apre - dopo i saluti del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e della presidente della Regione Lazio Renata Polverini - con la relazione introduttiva del presidente nazionale Andrea Olivero. A seguire, l'intervento del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Mariano Crociata.

Audio integrale



Interventi

Preghiera iniziale


Proiezione filmato


Michele Consiglio


Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana


Andrea Olivero, presidente ACLI


Cristian Carrara, presidente ACLI Roma


Gianni Alemanno, sindaco di Roma


Paolo Beni, presidente ARCI


Giuseppe Merisi, presidente Caritas Italiana


Elsa Fornero, ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità


Michele Rizzi, vice presidente vicario ACLI


Stefano Fassina, responsabile nazionale del Dipartimento Economia e Lavoro PD


Michele Rizzi, vice presidente vicario ACLI


Giuseppe Guerini, rappresentante Alleanza Cooperative Italiane


Franco Pasquali, coordinatore Retinopera


Raffaele Bonanni, segretario generale CISL


Michele Rizzi, vice presidente vicario ACLI


Angelo Casile, direttore Ufficio Nazionale CEI Pastorale e Sociale e del Lavoro


Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente


Franco Miano, presidente Azione Cattolica


24° Congresso nazionale delle Acli Roma 3/6 maggio.- “Rigenerare comunità per ricostruire il Paese, artefici di democrazia partecipativa e buona economia”

Il 24° Congresso nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani si svolge a Roma dal 3 al 6 maggio. 
“Rigenerare comunità per ricostruire il Paese, artefici di democrazia partecipativa e buona economia” è il titolo scelto per l'evento centrale nella vita associativa delle Acli.
«La crisi che l’Italia sta vivendo non è soltanto politica o economica», spiega il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero. «È in crisi innanzitutto il significato del nostro stare insieme. Per questo, “rigenerare le comunità” è il presupposto di qualsiasi cambiamento successivo».
Leggi dal sito Acli: CONGRESSO NAZIONALE 2012

Osare il futuro, le Acli a congresso
Per rimettere in piedi l'Italia, afflitta da una grave crisi che è di valori, e non solo economica, occorre ridare fiato, dignità e ideali alle comunità locali. Battendo l'antipolitica.
Leggi tutto:

La difesa dei diritti, la competenza, il rispetto della cosa pubblica, l'osservanza dei doveri e delle leggi, sono comportamenti necessari e possibili, non siamo condannati a rimanere vittime degli eventi, ha detto questo pomeriggio, il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, nel saluto che ha rivolto al Congresso nazionale delle Acli in corso a Roma a partire da oggi
Leggi tutto: La ricetta della Cei

giovedì 3 maggio 2012

XIX giornata mondiale per la libertà di stampa

Istituita dall’Unesco nel 1993, si celebra oggi 3 maggio la Giornata Mondiale sulla Libertà di Stampa. “Voci Nuove: la libertà dei media aiuta a trasformare la società” è il titolo di quest’anno; in questi 4 mesi di 2012 sono già stati uccisi 43 giornalisti in tutto il mondo, secondo quanto riporta l’International Press Institute di Vienna. Amnesty International parla di giornalisti sotto “continuo attacco”.

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa e per celebrare il suo cinquantesimo anniversario, Amnesty International rilascia "Toast to Freedom" ("Brindisi alla libertà"), un nuovo ed esclusivo brano dedicato all'attivismo per i diritti umani nel mondo e inciso da quasi 50 artisti 

Ventuno giornalisti e 6 cybernauti o cittadini-giornalisti uccisi dall’inizio dell’anno fino ad oggi. Uno ogni cinque giorni. Sono i dati diffusi dall’associazione internazionale Reporters Sans Frontières in occasione della Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa, istituita dall’Unesco nel 1993 e quest’anno dedicata al cambiamento, alle voci nuove, emerse grazie alla Rete e alla tecnologie connettive del web, che hanno trasformato la società portando alla caduta di decennali regimi repressivi in Nord Africa. 

Si bloccano i motori di ricerca, si torturano gli attivisti per avere le loro password su Facebook e Twitter, si approvano leggi che controllano quello che le persone possono (o non possono) dire on line. Così alcune nazioni dalla Cina alla Siria, da Cuba all’Azerbaijan cercano di impedire a giornalisti, blogger e attivisti di denunciare le violazioni dei diritti umani di cui sono testimoni. 

Relazioni troppo strette e poco trasparenti tra l’autorità politica e i giornalisti sono un pericolo per la società pluralista. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, in occasione della Giornata mondiale per la Libertà di Stampa che si celebra oggi. “Il rispetto della libertà di stampa – ha sottolineato - dipende tanto dai governi che dai giornalisti”. Di libertà di stampa si deve parlare, dunque, non solo per Paesi sotto dittatura. 


19 anni fa l’Assemblea generale dell’Onu dichiarava il 3 maggio ‘Giornata mondiale per la libertà di stampa’, nata per celebrare i principi fondamentali della libertà di stampa, per valutare la situazione della libertà di stampa in tutto il mondo e per difendere media e giornalisti dai continui attacchi alla loro indipendenza.
La libertà di stampa, infatti, è una delle garanzie fondamentali per la tutela dei diritti umani e per la democrazia, elemento essenziale per la partecipazione pubblica ai processi decisionali. Garanzia che non sempre viene assicurata, e non soltanto nei paesi in cui vigono forme di governi dittatoriali. 

Oggi 3 maggio si celebra a Palermo la "Giornata in memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo". Sono 37 dall'inizio dell'anno i cronisti uccisi nel mondo. In Italia dal 1960 al 1993 sono stati uccisi per mano delle mafie 11 i giornalisti (8 dei quali in Sicilia), altri sono morti all’estero impegnati nel racconto dei fatti che accadevano nei Paesi in cui si trovavano, spesso luoghi di conflitto. 


Disobbedienza civile... sciopero fiscale della Lega e obiezione alle spese militari

Ci risiamo. Niente di nuovo, purtroppo! Puntuale come i debiti arriva il tormentone della Lega sullo ‘sciopero fiscale’, sul ‘non pagare le tasse’, sulla ‘disobbedienza’. In questi giorni il riferimento è all’IMU. 
Già nel 1996 la Lega Nord fece lo stesso appello accompagnato da un “manuale di resistenza fiscale”. Nel 2006 fu l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a parlare di “sciopero fiscale”. Poi ancora Bossi nel 2007. 
Già anni fa avevo scritto che “è grave che queste affermazioni si ripetano, in momenti in cui la crisi della legalità sembra crescere e dove l’individualismo, anche fiscale, sembra diventare una regola di vita, un criterio etico”.
Nel 2006 sul sito di “Mosaico di Pace” erano state pubblicate alcune mie considerazioni sulla differenza abissale tra la proposta di Bossi e la Campagna di Obiezione alle spese militari, che vede anche Pax Christi tra i promotori. Le ripropongo, con qualche aggiornamento...




OREUNDICI: IL QUADERNO DI MAGGIO 2012 "TENEREZZA" - La tenerezza di Dio di Arturo Paoli - L'editoriale di Mario De Maio

LA TENEREZZA DI DIO
l’uomo possiede la vita ma non sa vivere
di Arturo Paoli

La parabola del capitolo 15 di Luca mi appare la più adatta per parlare della tenerezza di Dio. Il filosofo Cacciari ha avuto un’intuizione profetica commentando la frase diventata poi di uso comune: Dio è morto. Quale Dio è morto? Si domanda il filosofo. Una risposta viene proprio dalla parabola di Luca. La relazione del padre con i due figli è una relazione di padre-padrone. Io ti ho sempre servito, non ho mai disobbedito ai tuoi ordini sono le parole del maggiore. Si presenta come il figlio buono ma la sua relazione con il padre denota lo schema servo-padrone. Il minore si sottrae a questa logica perché affettivamente insoddisfatto, egli sente che nella casa del padre c’è opulenza, sono soddisfatti i bisogni e anche il superfluo, ma non c’è l’essenziale per lui. Il suo cuore è triste perché non riceve l’amore di cui ha bisogno e questo lo spinge a fuggire di casa.
Leggi tutto: LA TENEREZZA DI DIO

Cari amici,
anche voi sarete stati colpiti dal numero crescente di suicidi di cui le cronache quotidiane puntualmente ci informano. Abbiamo pensato di dedicare questo numero alla tenerezza e il prossimo alla passione. La tenerezza è una dimensione estremamente raffinata dell’animo umano che esprime un lungo cammino di riconciliazione che la persona è riuscita a fare, prima di tutto con se stessa e poi con il mondo che la circonda. C’è bisogno di tanta accoglienza e di tanta tenerezza con noi stessi, con i nostri numerosi limiti, con le ferite del passato e con quelle presenti. Se il nostro atteggiamento abituale non supera uno stato d’animo di attesa continua di risarcimento, non può entrare in una dimensione di serenità e riconciliazione. Solo così potremo abbandonare toni mal disposti, talora aggressivi e colpevolizzanti verso noi stessi ma soprattutto verso le persone che fanno parte della piccola comunità cui apparteniamo. 
Leggi tutto l'EDITORIALE DI MARIO DE MAIO


Ecco l'acqua sgorga,
ecco il ruscello
gorgheggia.
Grazie, grazie!
Oshida Shigeto




mercoledì 2 maggio 2012

"Così la crisi colpisce i più deboli" di don Vinicio Albanesi

Anticipiamo il commento scritto da don Vinicio Albanesi per Famiglia Cristiana n.19, in parrocchia e in edicola da giovedì 3 maggio.

Vorremmo che la rassicurazione del ministro dell’Interno a proposito dei militari, «sulla sicurezza non si risparmia», fosse estesa alla salute e all'istruzione: è la richiesta esplicita al Governo. Sono i beni fondamentali di un Paese civile.Purtroppo non è così. 
Le risorse per il sociale sono ridotte al lumicino, con crolli di oltre il 50 per cento rispetto a qualche anno fa. Il gioco dei trasferimenti Stato centrale-Regioni-Comuni-famiglie serve a tutelarsi contro le richieste. Il risultato è il peso scaricato sulle famiglie. Situazioni difficili riguardanti gli anziani, i disabili, i minori, la povertà in genere, sono lasciate lì, quasi si trattasse di eventi ineluttabili. 



"Le Frontiere dello Spirito" puntata del 29 aprile 2012


"Le Frontiere dello Spirito" 

puntata del 29.04.2012
IV Domenica di Pasqua 

- Anno B -


Il programma di cultura e attualità religiosa, curato e condotto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, insigne biblista, e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi.


Nella prima parte della trasmissione, il cardinale Ravasi commenta con la consueta competenza e autorevolezza la prima lettura (Atti degli Apostoli 4,8-12) e un frammento del salmo (117) proclamati nella celebrazione della domenica.

Nella seconda parte del programma "I volti e le storie", curata da Maria Cecilia Sangiorgi, il servizio "Sarajevo 1992-2012 memorie e speranze"
20 anni fa, in questi giorni, iniziava l’assedio di Sarajevo , quasi tre anni di dolore, paure, orrori, di innumerevoli mort,i ma anche di coraggio e di fede, a cui l’Europa ha assistito tra impotenza ed indifferenza. Un anniversario da ricordare


Guarda la puntata completa: video dal sito Mediaset


"Il cristiano difronte alla crisi" di don Primo Mazzolari

Anche negli anni Trenta, nelle campagne italiane, ci fu difficoltà economica a causa della crisi cominciata nel 1929.
Don Primo Mazzolari, parlando alle maestre cattoliche, spiega come affrontarla dal punto di vista religioso: oltre gli spiritualismi disincarnati di chi idealizza la miseria, ma pure traendone profitto. Una lezione ancora attuale.
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“ Come ritenere estraneo alla religione un fatto come la crisi, che interessa tutti, sconcerta tutti e fa soffrire tutti?
Lo studieremo considerandolo sotto tre aspetti: i nostri torti come maestri cristiani di fronte alla crisi; gli effetti materiali della crisi e i nostri doveri come maestri cristiani di fronte alla crisi.

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martedì 1 maggio 2012

Messaggio di speranza per la Festa del 1° Maggio di monsignor Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro, e intervista sull'attuale crisi

"Ho sempre seguito con interesse e passione le manifestazioni e le lotte per il primo maggio. Dico "lotte", perché con questo termine le chiama l'enciclica "Laborem Exercens" di Giovanni Paolo II. Precisando, però, che si deve trattare sempre di "una lotta pro e mai di lotta contro". Precisazione fecondissima, nella mia vita e anche in quella di tanti militanti cristiani, che seguono solidi e fondati ideali di giustizia, non dietro bandiere passeggere, ma valori che hanno sempre a che fare con il valore e la dignità della persona.
"Agire per esserci" ed "Esserci per agire". E' un motto che mi sgorga dal cuore, altrettanto utile per capire l'efficacia e l'importanza dello slancio che tutti dobbiamo avere per spingerci "oltre la stessa precarietà" di questi anni appesantiti e stremati dalla crisi economica. 

Un colloquio con il presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro, per capire come affrontare e uscire dalla crisi.

“Sono solito paragonare questa crisi ad una sorta di potatura: quando si pota solo un esperto conosce quali rami vanno tagliati, ed è un po’ la fatica di questi giorni. Quando si pota non si vede il frutto, si intravede soltanto”. E’ questa la chiave di volta per leggere la storia di oggi, secondo monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e membro del comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici. Classe 1948, appartenente alla congregazione degli Stimmatini, ordinato prete aCrotone, è stato vescovo di Locri-Gerace dal 1994 al 2007, come dire in prima linea per difendere la libertà delle persone dal laccio opprimente della mafia.
“E’ sempre possibile trasformare, rinnovare, rifiorire. Mai lasciarsi annientare dalla crisi, ma affrontarla con speranza e saper guardare lontano. Le foglie ingiallite possono cadere, ma le radici restano e, se sono solide, permetteranno sempre una rifioritura in primavera. Tutto è possibile, perché Dio è più grande di noi”.



Lettera di Don Tonino Bello ai giovani disoccupati

Carissimi,
lo so che di tempo ne avete da vendere...
Sono decenni che venite sottoposti ad analisi puntigliose, senza che se ne ricavi gran che. E sulla vostra pelle sono visibili i lividi lasciati da infiniti prelievi, senza che ancora si profili la più pallida ipotesi di terapia per quel male oscuro che si chiama disoccupazione. Non c'è che dire: le prospettive non sono proprio tali da tenervi su di morale. E mi sento demoralizzato anch'io. Tantissimo...
Quanta tristezza! Ma perché vi scrivo?
Sostanzialmente per tre motivi.
Anzitutto per dare spessore alle vostre speranze. Coraggio! Un giorno o l'altro le cose cambieranno. Sono in tanti a pensare che non potranno andare avanti così per molto tempo... Ma è indispensabile che la solidarietà reciproca la viviate prima voi, al punto da anteporla perfino alla vostra riuscita personale. Guardatevi dall'insidia di chi, sfruttando gli istinti di sopravvivenza, cerca di tenervi separati nelle rivendicazioni, magari con contentini a macchie di leopardo. E tenetevi lontani dalla logica del “si salvi chi può”, o “dell'ognuno per sè e Dio per tutti”. La quale logica, anche se vi dà l'apparenza del successo immediato, si ritorcerà domani sui vostri figli...
La seconda cosa che voglio dirvi è questa: non vendetevi a nessuno. Anche a costo di morire di fame. Resistete tenacemente alle lusinghe di chi pensa di manipolarvi il cervello comprandovi con quattro soldi. Attenzione, perché di questi osceni tentativi di compravendita morale ce ne sono in giro parecchi. Anzi, alle vostre spalle c'è tutta un'orchestrazione di sfruttatori del disagio che vogliono ridurvi a «zona denuclearizzata». Ad automi, cioè, espropriati di quell'intimo nucleo di libertà da cui si misura la grandezza irripetibile di ogni uomo... 
E infine voglio dire una cosa di cui forse solo i credenti potranno capire il paradosso. La vostra condizione, nonostante il vuoto pauroso delle tasche, vi conferisce un enorme potere d'acquisto sui mercati generali della redenzione...
Con voi, titolari della beatitudine che assicura sovrumani appagamenti a chi ha fame e sete della giustizia, la Chiesa oggi promette di essere solidale affinché sulla steppa della vostra desolazione maturino presto frutti di libertà.
Vostro + don Tonino, Vescovo


Ascolta il testo integrale della lettera di Don Tonino ai giovani disoccupati

Primo Maggio, festa dei lavoratori

"Per l'evento musicale con cui si celebra e festeggia questo Primo Maggio sono state scelte delle parole - credo campeggino sul palco di San Giovanni - che mi auguro riflettano davvero lo spirito del mondo del lavoro: 'la speranza, la passione, il futuro'. La speranza che deve sorreggerci e guidarci in tempi difficili ; la passione che deve animare ogni richiesta e proposta di cambiamento ; il futuro che deve costituire il riferimento essenziale anche nell'affrontare i problemi assillanti del presente". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il discorso celebrativo del Primo Maggio, Festa del Lavoro, al Quirinale.

«Non è un bel primo maggio sia per l'assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro, gli ultimi due accaduti ieri», ha detto il ministro del lavoro, Elsa Fornero ed ha aggiunto riferendosi alla riforma  «dobbiamo riflettere sulle ragioni di questa crisi, dobbiamo soprattutto agire... Il lavoro è una dimensione fondamentale della vita dei cittadini e deve servire a produrre reddito per il sostentamento, ma deve anche dare soddisfazione personale e occasioni sempre nuove di crescita individuale, familiare e sociale. Deve essere una dimensione buona della vita cui tutti possano accedere senza privilegi né discriminazioni», ha indicato Fornero, sottolineando però che nel nostro Paese «siamo lontani da ciò». 
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Sarà una delle feste del lavoro più tristi degli ultimi anni. E non solo per i due morti del lavoro — uno a Reggio Emilia e uno in provincia di Bergamo — registratisi ieri e per i suicidi: l’ultimo ieri, un custode di Napoli. L’Ilo, l’agenzia specializzata sul lavoro dell’Onu, infatti, ha lanciato un forte allarme sulla situazione occupazionale nel nostro Paese. In Italia, osserva l’agenzia delle Nazioni Unite, la disoccupazione ha raggiunto il 9,7% nel quarto trimestre 2011, ma «il tasso reale potrebbe essere più alto poiché ai 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250mila lavoratori in cassa integrazione». A preoccupare particolarmente è la disoccupazione giovanile, salita al 32,6%, e più che raddoppiata dal 2008. 

 A Roma il tradizionale e seguitissimo concerto del Primo Maggio a piazza San Giovanni per vedere l'intero concerto del Primo Maggio 2012 in diretta streaming, direttamente sul vostro computer e smartphone: ecco il link alla diretta!

1° maggio San Giuseppe lavoratore - La dignità del lavoro - Lettera di don Tonino Bello a San Giuseppe: "La Carezza di Dio"

"Il 1° maggio, memoria di san Giuseppe lavoratore, ci richiama a cogliere il lavoro dentro una visione dell’uomo che è illuminata profondamente da Gesù di Nazareth. Egli ci aiuti a vivere in pienezza il rapporto tra lavoro e resto della vita..."

Intervista a padre Tarcisio Stramare, sacerdote degli Oblati di San Giuseppe. Padre Stramare è esperto di “giuseppologia” nonché direttore del Movimento Giuseppino.

Come si è passati dal 1° maggio, festa di lavoratori, alla festa di san Giuseppe lavoratore?
La festa di san Giuseppe lavoratore, istituita il 1° maggio 1955, è ovviamente recente; da parte sua, Pio XII voleva rivendicare al lavoro e alla sua “festa” il loro originario significato e valore cristiano. Il lavoro, infatti, non appartiene ad una ideologia o ad un partito, ma all’uomo; per tale motivo esso è stato, in modo particolare, redento da Gesù, tanto che Giovanni Paolo II, nell’enciclica Laborem exercens ha usato l’impegnativa espressione di “Vangelo del lavoro”.

Se fatto con amore ed al servizio del bene comune il lavoro eleva l'umanità
Il lavoro, cioè la capacità di trasformare la materia animata e inanimata in beni e risorse che si moltiplicano e che vengono messi a disposizione di tutti, è una caratteristica che distingue l’umanità da tutte le altre specie.
Ha scritto a questo proposito Giovanni Paolo II “Il lavoro è una delle caratteristiche che distinguono l’uomo dal resto delle creature (…) il lavoro porta su di sé un particolare segno dell’uomo e dell’umanità, il segno di una persona operante in una comunità, e questo segno costituisce la sua natura”
Se questa verità antropologica il cristianesimo ha sviluppato una grammatica che noi oggi chiamiamo Dottrina Sociale della Chiesa.
Il cristianesimo infatti è la religione che più di tutte ha glorificato e magnificato il lavoro, San Giuseppe, Gesù Cristo, Paolo, Pietro, Maria e tutti gli apostoli lavoravano.
San Benedetto fondò il suo ordine monastico sulle basi di “ora, labora e sii lieto”...

Per approfondire

Caro San Giuseppe, scusami se approfitto della tua ospitalità e, con una audacia al limite della discrezione, mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te... 
Audio completo della lettera che don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta, scrive a San Giuseppe. (registrazione effettuata ad Assisi nel Dicembre 1987 del brano "La Carezza di Dio")