Tonio Dell'Olio
Non lasciamo solo Abu Safiya
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 14 ottobre 2026
Ci sono uomini che restano accanto ai malati mentre tutto invita a fuggire. Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, è uno di loro. Arrestato dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, è ancora detenuto senza incriminazione né processo. Aveva semplicemente scelto di non abbandonare i suoi pazienti. Ora rischiamo di abbandonare lui.
Dal 14 al 19 ottobre suo figlio Ilyas è in Italia con Amnesty International.
Il 15 ottobre porterà alla Farnesina oltre 100.500 firme che chiedono la liberazione immediata e incondizionata del padre. Una mobilitazione importante, che deve diventare iniziativa diplomatica, pressione concreta, responsabilità politica.
L’urgenza non è retorica.
Amnesty ha denunciato a luglio un pericolo imminente per la sua vita.
A settembre, secondo la testimonianza trasmessa dal suo avvocato, continuavano percosse, privazione del sonno e minacce perché tacesse sulle condizioni di detenzione.
Chiederne la libertà significa difendere anche il principio che la cura non può diventare una colpa e che nessuno può essere sottratto alle garanzie della giustizia.
Firmiamo, rilanciamo, chiediamo al governo italiano di intervenire.
Le firme non aprono da sole una cella. Ma il silenzio può murarla. E chi ha tenuto aperto un ospedale merita che teniamo aperta la sua speranza.
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Per approfondire vedi anche: https://www.amnesty.it/appelli/gaza-liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/