A ottocento anni dalla sua morte:
Brunetto Salvarani
"Francesco sine glossa”
Il volto autentico di Francesco d'Assisi
In occasione degli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi (4 ottobre), l’associazione Bet.PoloBiblico ne propone una rilettura originale in quattro approfondimenti per superare gli stereotipi.
Frammenti della vita di Francesco, ricostruzioni storiche, riletture di testi noti e meno noti, interpretazioni e riflessioni compongono la serie in quattro puntate “Francesco Sine Glossa”
La prima, a cura di Brunetto Salvarani, ridisegna la figura di Francesco, togliendole quei ricami, quei particolari che la recludono in una leggenda sedimentata nei secoli, per raccontare Francesco vero, autentico, un “Francesco Sine Glossa”, appunto. La seconda e la terza sono dedicate a due testi fondamentali: il Cantico di Frate Sole - commentato da Giusi Quarenghi - e il Testamento, commentato da Simona Segoloni. L’ultima, curata da Selene Zorzi, propone uno sguardo profondo, bello, umano sulla figura di Santa Chiara. Ad introdurre e moderare i quattro incontri, sarà Maria Teresa Milano, ebraista.
«Francesco Sine Glossa – spiegano gli organizzatori – è il tentativo di restituire un’immagine autentica di san Francesco, diretta, pulita, liberata dalla coltre spessa delle interpretazioni elaborate lungo i secoli. La straordinaria popolarità di san Francesco nasce da una serie di immagini o di immaginari che poco corrispondono all’effettiva realtà del personaggio: abbiamo un corpus infinito di biografie, leggende, cicli pittorici, rappresentazioni artistiche, film, opere teatrali, un tesoro infinito di grande preziosità che ha però contribuito a creare un’aura attorno a Francesco che lo ha allontanato dalla realtà e che ne ha frenato la comprensione. Bet.PoloBiblico, da sempre impegnata nel valorizzare la conoscenza critica dei rapporti che intercorrono tra testi e figure sacre, società e cultura, propone una nuova lettura della vita di Francesco che esca dal mito che lo rende un santo riconosciutissimo ma inarrivabile, una figura di riferimento più per le devozioni che per la pratica, per scoprire una complessità del personaggio che ne fa un personaggio moderno e attualissimo, un uomo senza tempo, capace di lanciare messaggi, indicare vie».
«Quando si pensa a Francesco, gli si accosta quasi sempre il termine poverello. Peccato che Francesco si sia definito poverello solo una volta, in punto di morte. Questo vezzeggiativo non corrisponde affato alla sua figura, tant’è vero che nei testi e nelle biografie, non c’è mai», spiega Salvarani. «Il Cantico di frate Sole (o Cantico delle Creature), composto da San Francesco d'Assisi tra il 1224 e il 1226, è considerato il primo testo poetico della letteratura italiana scritto in lingua volgare, in particolare in volgare umbro. Rappresenta quindi l'incipit letterario e poetico della nostra lingua», dice Quarenghi. «Nel Testamento Francesco scrive che stare vicino ai lebbrosi ha trasformato le sue emozioni...dall'amarezza alla dolcezza... la piccolezza è la chiave per la fraternità... piccolezza significa non cercare posizioni di potere: per Francesco il contrario della povertà non è la ricchezza ma è il potere», aggiunge Segoloni. «Chiara è donna autorevole che insiste, anche col papa per l'autodeterminazione... È donna che, sull'esempio di Cristo che ha abbattuto il muro tra divinità e umanità, abbatte i muri di separazione tra uomo e donna, tra nobili e borghesi, tra ricchi e poveri , tra schiavi e liberi...e libera così il corpo femminile, che era possesso della famiglia, della chiesa, della società», conclude Zorzi .
(fonte: Adista 02/10/2026)
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Chi è davvero Francesco d'Assisi, oltre l’immagine che abbiamo imparato a conoscere?
Quando pensiamo a Francesco, ci vengono incontro immagini, racconti, parole e rappresentazioni costruite nei secoli.
Ma cosa succede se proviamo a togliere qualche strato?
È proprio da qui che parte Brunetto Salvarani, primo protagonista di Francesco sine glossa: un invito a rileggere la figura di Francesco d’Assisi liberandola, per quanto possibile, dalla coltre di interpretazioni e immagini che nel tempo ne hanno costruito il mito.
«𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑎 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜, 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑒 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑒𝑙𝑙𝑜. 𝑃𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜 𝑠𝑖 𝑠𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎, 𝑖𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑒.»
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Francesco vero, autentico
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