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mercoledì 7 ottobre 2026

Non rinnegare il povero - Il Breviario di Gianfranco Ravasi

Non rinnegare il povero
Il Breviario di Gianfranco Ravasi



Dammi, Signore, la forza di rendere il mio amore utile e fecondo.
Dammi la forza di non rinnegare mai il povero, 
di non piegare mai le ginocchia di fronte all’insolenza dei potenti…

È la voce poetica indiana più nota in Occidente quella di Rabindranath Tagore (1861-1941) e i versi citati, desunti dal poema Gitanjali, Offerta di canti (1910), la sua opera più diffusa anche in Italia, ci permettono idealmente di accostarla alla testimonianza di S.Francesco di cui si celebra oggi la festa quest’anno legata all’ottavo centenario della sua morte, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226. All’insegna dell’amore si pone una sorta di programma di vita che ha come due volti: da un lato, il rispetto partecipe per il povero, e dall’altro, la fermezza contro la prevaricazione del potere che non conosce limiti etici o compassione. Un messaggio religioso costante nei secoli e in tutti le regioni e culture del mondo: è ciò che appare nell’ideale legame tra due figure così diverse, il medievale santo di Assisi e il poeta mistico di Calcutta.

In questa cornice costante nella storia in cui l’arroganza pubblica e privata inquinano il vivere civile, in cui l’insolenza e la volgarità diventano un emblema quasi d’orgoglio, in cui la prepotenza del successo è legge superiore a ogni dogma, è indispensabile ribadire l’impegno del “laico” autentico e del credente genuino a «non rinnegare mai il povero». È lo straniero, il rifugiato, il malato, l’affamato, il carcerato, l’emarginato, la vittima di guerra.  Parallela dev’essere – come continua Tagore – la scelta di «non piegare le ginocchia di fronte all’insolenza dei potenti», tentazione che sempre affiora soprattutto per vantaggio personale. Vorremmo, però, concludere con un aforisma della stessa sapienza a cui appartiene
Tagore, quella hindu: 
«Se hai due pezzi di pane danne uno al povero. 
Vendi l’altro e compera dei giacinti per nutrire la tua e la sua anima».

(Fonte: Il Sole 24 ore Domenica - 04.10.2026)