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giovedì 22 ottobre 2026

Il bene che non vedremo di Tonio Dell'Olio

Il bene che non vedremo 
di Tonio Dell'Olio




Devi funzionare, produrre, dimostrare. Anche il bene sembra chiamato a esibire il rendiconto: quanti risultati, quale impatto, quanta visibilità? La performatività è diventata una misura dell’esistenza. Se non mostri ciò che ottieni, rischi di non contare. E alla fine impari a scegliere soltanto le imprese che promettono un successo da intestarti.

Ma quanto vale una parola che libera qualcuno dalla paura, se lo scopriremo fra vent’anni? Quanto pesa il rifiuto della guerra quando la guerra continua? E chi misura la pazienza di chi educa senza sapere dove approderà una vita? Verificare i risultati è una responsabilità. Pretendere che ogni scelta giusta produca subito un esito riconoscibile è una forma di possesso. Vorremmo essere insieme seminatori, mietitori e fotografi del raccolto. Persino la speranza finisce per assomigliare a una carriera. C’è invece un bene che domanda di essere compiuto senza garantirci la soddisfazione di vederlo fiorire. Saranno altri ad abitare la casa, a riposare all’ombra, a trovare meno odio sulla propria strada. La gratuità arriva fin qui: rinunciare anche alla ricompensa di poter dire “avevo ragione”.

Forse la pace ha bisogno soprattutto di questa libertà. Di persone che si chiedano ogni giorno quale futuro stanno rendendo possibile. E accettino di consegnarlo a mani che non conosceranno.

(Fonte: Mosaico dei giorni - 20 ottobre 2026)